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Missili iraniani sulla Giordania, l'Ue: "Evitare voli sopra il Paese" | Trump: "Se Teheran spara a Hormuz colpiremo ponte o centrale elettrica"

Il segretario di Stato Usa Rubio apre al dialogo con Teheran, ma precisa: "Faremo ciò che è necessario, l'Iran è il piantagrane della regione"

22 Lug 2026 - 21:27
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Undicesima notte consecutiva di attacchi degli Stati Uniti ai danni dell'Iran. Il Comando Centrale Usa ha fatto sapere di "aver preso di imra centri operativi militari, risosrse navali, hangar per aerei, strutture di stoccaggio dei droni e infrastrutture logistiche militari, al fine di indebolire ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz", si legge in una nota. 

Nel frattempo il segretario di Stato Usa Rubio sottolinea come gli americani siano disponibili a una soluzione negoziata con l'Iran, ma agiranno per proteggere i propri interessi e quelli degli alleati se Teheran non mostrerà serietà nei colloqui. "Se sono seri, noi siamo seri. Se non lo sono, faremo ciò che è necessario per proteggere i nostri interessi e quelli dei nostri alleati", ha puntualizzato. Intanto Trump commenta duro: "Ogni volta che l'Iran sparerà a Hormuz, colpiremo un ponte o una centrale elettrica".

Si cerca ancora di fare passi in avanti anche per la situazione in Libano. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, infatti, ha annunciato per il prossimo 4 agosto un nuovo round di colloqui tra Israele e Beirut. Nelle ultime ore la Giordania è stata bersagliata da missili iraniani, secondi i pasdaran "ci sarebbero vittime" tra i militari Usa di stanza nel Paese. L'Ue lancia l'allerta per le compagnie aeree: "Non sorvolate la Giordania".

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Gli Houthi hanno dichiarato di aver attaccato due petroliere saudite che avevano violato il blocco navale imposto dal gruppo lunedì. "Le Forze armate yemenite hanno condotto un'operazione militare di alto livello contro due petroliere saudite che avevano violato il blocco imposto dalle Forze armate nel Mar Rosso", ha dichiarato il portavoce militare degli Houthi. Una petroliera si chiamava Encelia e l'altra Layla. "L'operazione è stata condotta con l'impiego di missili balistici e da crociera, nonché di droni. Gli attacchi sono stati precisi e hanno provocato un vasto incendio su entrambe le navi".


Segnalati lanci missilistici dall'Iran verso la Giordania. Lo riferisce l'agenzia di stampa Sabrin News, affiliata alle milizie filo-iraniane in Iraq, citata da Ynet. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che un drone ha colpito la base di Mofak al-Salti in Giordania.


L'agenzia britannica per le operazioni marittime Ukmto ha reso noto di aver ricevuto la segnalazione di un incidente avvenuto a 70 miglia nautiche a sud-ovest di Al Shuqaiq, città costiera saudita sul Mar Rosso. Non sono state segnalate vittime né impatti ambientali. "Il comandante di una petroliera ha riferito di essere stato colpito da un proiettile non identificato, che ha provocato un incendio a bordo, attualmente sotto controllo da parte dell'equipaggio".


"La nostra dottrina di difesa è chiara: occhio per occhio. Qualsiasi aggressione contro l'Iran, comprese le nostre infrastrutture, comporterà una risposta forte e decisa. Coloro che contribuiscono a tale aggressione, a prescindere dal tipo di supporto fornito, saranno considerati a loro volta obiettivi legittimi". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.


Il presidente americano Donald Trump, parlando mentre si recava alla base aerea di Dover per il trasferimento delle salme dei soldati caduti nella guerra con l'Iran, si è rifiutato di esprimersi sulle circostanze precise che hanno portato ai decessi. Ha però affermato che l'Iran "pagherà un prezzo salato" e che "verranno decimati", facendo notare che è in corso un'indagine sull'incidente in Giordania.


Donald Trump torna a minacciare Teheran. "Da questo momento in poi, ogni volta che l'Iran sparerà contro una nave nello stretto di Hormuz , che si tratti di missili, razzi, droni o qualsiasi altro dispositivo o arma, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno un ponte o una centrale elettrica, inclusi quelli situati vicino o all'interno della capitale", ha scritto il presidente Usa sul suo profilo social Truth.


Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco contro l'isola iraniana di Larak, nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim, secondo cui sarebbe stata segnalata una forte esplosione e le autorità stanno valutando l'entità dell'attacco.


L'Agenzia dell'Unione ruropea per la sicurezza aerea (Easa) ha sconsigliato alle compagnie aeree di sorvolare la Giordania, Paese che negli ultimi giorni è stato più volte bersagliato da attacchi iraniani. "I ricorrenti attacchi missilistici iraniani - e in misura minore quelli con droni - contro obiettivi in Giordania, unitamente all'attivazione dei sistemi di difesa aerea, comportano un rischio maggiore", ha dichiarato l'Easa in una comunicazione.


Il segretario di Stato americano ha dichiarato che gli Stati Uniti sono in contatto con funzionari sauditi in merito alla minaccia degli Houthi di attaccare navi mercantili nel canale di Bab al-Mandeb, nel Mar Rosso. "Non si tratta di una minaccia nuova, ma si è già manifestata in passato" riporta Al Jazeera. "Il punto cruciale della questione è che l'Iran è coinvolto. Quando si parla di piantagrane nella regione, si parla dell'Iran. È solo un altro esempio: gli Houthi, Hezbollah, le milizie in Iraq, Hamas... Ecco su cosa l'Iran spende i suoi soldi, non per il suo popolo, per sostenere organizzazioni terroristiche e attori destabilizzanti nella regione".


Dopo che la Giordania ha comunicato di aver intercettato una salva di missili iraniani, i pasdaran hanno dichiarato di aver "preso di mira le basi aeree statunitensi del Principe Hassan e del Re Faisal, in Giordania". Secondo le Guardie della rivoluzione in quell'attacco sarebbero state "inflitte pesanti perdite all'esercito americano" e "sono stati distrutti un silo di F-15M, oltre a un totale di 10 droni, tra cui otto MQ-9, e due elicotteri. Diversi membri delle forze americane sono rimasti uccisi e feriti durante l'attacco con i droni".


L'Iran attaccherà gli interessi degli Stati Uniti e Paesi alleati se Washington lancerà attacchi contro i suoi impianti nucleari. L'annuncia il Comando Centrale Khatam al-Anbiya e lo riporta Mehr. Teheran considererebbe l'azione "un'estensione del conflitto". In caso di un simile attacco, tutti gli interessi statunitensi e dei sostenitori diventerebbero bersaglio di "una potente risposta da parte delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran. L'avvertimento giunge dopo che il presidente Usa Donald Trump ha minacciato di attaccare infrastrutture nucleari come quella di Pickaxe Mountain.


L'esercito giordano ha intercettato quattro missili iraniani diretti verso il regno, mentre altri due missili sono caduti in zone remote e disabitate. Non ci sono state vittime né danni materiali a seguito dell'attacco. Lo scrive Al Jazeera che cita l'agenzia di stampa Petra. Diversi media avevano riportato che esplosioni erano state udite a Eilat, la città più meridionale di Israele, in seguito all'attacco missilistico balistico iraniano contro la vicina città giordana. Il Times of Israel mostra le immagini di colonne di fumo che si levano dalle montagne tra Eilat e Aqaba. 


"Restiamo saldi. Controlliamo lo Stretto di Hormuz e spariamo contro le forze americane. Devono sapere che l'Iran è una potenza affidabile". Lo ha dichiarato il comandante dell'esercito iraniano Amir Hatami, aggiungendo: "L'Iran non si fida minimamente degli Stati Uniti ed era chiaro che non avrebbe rispettato il Memorandum d'intesa di Islamabad e avrebbe compiuto una mossa avventata, quindi non abbiamo perso tempo e abbiamo preso provvedimenti per migliorare la nostra capacità di combattimento. Attualmente stiamo combattendo contro gli eserciti degli infedeli», ha aggiunto, secondo l'agenzia di stampa Irna.


"Voglio rassicurare i colleghi dell'opposizione che stiamo seguendo con la massima attenzione, attraverso la nostra Ambasciata in Israele, anche il caso del medico palestinese Abu Safiya detenuto nelle carceri israeliane". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, facendo riferimento al direttore dell'ospedale Kamal Adwan della Striscia di Gaza, detenuto senza accuse dal dicembre 2024. Nelle scorse settimane l'organizzazione per i diritti umani Medici per i Diritti Umani - Israele (Phri) ha dichiarato che il pediatra sarebbe in imminente pericolo di vita. "Insistiamo con le autorità israeliane affinché la Croce Rossa Internazionale possa effettuare la visita ad Abu Safiya ordinata dalla Corte Suprema israeliana", ha aggiunto Tajani.


"Hormuz deve tornare ad essere uno Stretto libero e aperto, navigabile senza alcun pedaggio. È un principio irrinunciabile per il nostro Paese, per la sicurezza della nostra economia e delle catene di approvvigionamento": così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ribadendo davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato che "l'Italia è pronta a fare la propria parte a Hormuz nell'ambito delle iniziative multilaterali che verranno eventualmente lanciate". "Un impegno coerente con il ruolo che già svolgiamo nelle principali missioni navali europee nel Mar Rosso, nell'Oceano Indiano e nel Mediterraneo, a tutela della sicurezza marittima e della libertà di navigazione", ha sottolineato il ministro, secondo cui "il nostro eventuale intervento sarà naturalmente subordinato alla previa autorizzazione parlamentare, al raggiungimento di un cessate il fuoco stabile e alla definizione di un mandato della missione chiaro e condiviso a livello internazionale".


"Il 4 agosto ospiteremo una nuova sessione di dialogo" a Roma tra Libano e Israele. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione sugli esiti del vertice Nato svolto ad Ankara dal 7 all'8 luglio davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e la Commissione Esteri e Difesa del Senato. "Un importante risultato, frutto di una paziente azione di politica estera che costruisce ponti e non erige mai muri", ha aggiunto Tajani, "l'obiettivo finale è arrivare alla pace e al pieno controllo del territorio da parte delle Istituzioni libanesi". "La prima tornata di colloqui ha permesso di fare importanti passi in avanti nella definizione delle prime zone pilota, da cui partirà il ritiro delle Forze Armate israeliane e l'avvicendamento con le Forze Armate libanesi", ha sottolineato Tajani.


"Insieme al Ministro degli Esteri saudita il 28 e 29 luglio presiederò a Roma una riunione dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati. Daremo nuovo impulso alla Dichiarazione di New York che abbiamo sottoscritto l'anno scorso. La riunione avrà una forte componente dedicata al dialogo interreligioso, che è un tema a cui siamo molto sensibili, cruciale per rafforzare la prospettiva di pace". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante l'informativa alle Commissioni Affari Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato sugli esiti del Vertice Nato di Ankara.


Le forze iraniane hanno rivendicato di aver lanciato attacchi contro Kuwait, Giordania e Bahrein in risposta alla nuova ondata di bombardamenti degli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dai media della Repubblica islamica, nel Kuwait occidentale sono state prese di mira con droni installazioni militari statunitensi della base di Camp Doha, tra cui depositi di munizioni e attrezzature logistiche. Inoltre, stando ai media iraniani sono state prese di mira dai droni la base aerea di Al Azraq in Giordania e la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein.


Nell'ultima ondata di attacchi aerei delle forze statunitensi contro l'Iran è stata colpita anche una sottostazione elettrica vicino alla centrale nucleare di Bushehr. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana "Fars" citando il vice governatore per gli affari di sicurezza della provincia di Bushehr, secondo cui nella città di Bushehr si sono verificate almeno due esplosioni. L'elettricità è temporaneamente mancata nel villaggio di Bandar-e Gah ma è poi stata ripristinata dopo circa due ore.


"Se creiamo un precedente in Medio Oriente in cui uno Stato nazionale può decidere di controllare una via navigabile internazionale, imporre un pedaggio e, se non lo si paga, far saltare in aria le navi, avremo creato un precedente molto pericoloso che si ripeterà in altre parti del mondo, compresa questa regione". Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio, riferendosi al controllo dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran. Rubio ha parlato all'inizio di un incontro annuale nella capitale filippina, Manila, con i suoi omologhi dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN). "Siamo al 100% dalla parte dell'Asean", ha aggiunto il segretario di Stato Usa che ha inoltre incontrato gli altri ministri del partenariato Quad, composto da quattro nazioni (Stati Uniti, Australia, India e Giappone) con i quali ha discusso delle priorità comuni in materia di tecnologia, assistenza umanitaria, risposta alle emergenze, nonché sicurezza marittima e transnazionale. Rubio ha aggiunto in un post sul social X che "il Quad rimane una priorità e ci riuniremo nuovamente nel corso di quest'anno".


Prezzo del petrolio in aumento questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a settembre passa di mano a 85,11 dollari al barile con una crescita dello 0,91% mentre il Brent con consegna sempre a settembre è scambiato a 91,96 dollari al barile con un avanzamento dell1,04%.


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L'esercito degli Stati Uniti ha confermato che un terzo militare è rimasto ucciso nell'attacco di venerdì scorso contro una base in Giordania e lo ha identificato come la sergente Angel S. Rampersad, 28 anni, di New York. Con questa conferma, sale a 18 il numero dei militari statunitensi caduti dall'inizio della guerra. Il Pentagono afferma che si ritiene che Rampersad sia quella soldatessa dispersa e che il suo stato ufficiale sia ora "In servizio - Dove si trovi è sconosciuto" e che si "ritenga che sia deceduta". Rampersad apparteneva al 10° Comando di difesa aerea e missilistica dell'Esercito con sede ad Ansbach, in Germania.


L'esercito iraniano ha dichiarato di aver attaccato una base militare americani in Kuwait in risposta alla "ripetuta aggressione" degli Stati Uniti. In una comunicato ripotato dall'agenzia di stampa Tasnim, l'esercito ha riferito di aver lanciato "un gran numero di droni" contro "depositi di munizioni e attrezzature logistiche" dell'esercito americano a Camp Doha, nella zona occidentale del Kuwait.


Il neo premier Andy Burnham ha approvato l'uso delle basi militari britanniche da parte degli Stati Uniti per attacchi difensivi contro l'Iran. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti. Il suo predecessore Keir Starmer ha tenuto una riunione con alcuni dei ministri venerdì scorso alla luce della ripresa dei raid. All'incontro è stato deciso di continuare la politica in vigore alle basi di Diego Garcia e di Raf Fairford nel Glouchestershire, ovvero il loro utilizzo da parte di aerei americani per missioni contro le minacce missilistiche iraniane e i siti usati per prendere di mira lo Stretto di Hormuz. Burnham, che è diventato premier lunedì, è stato informato e di è detto d'accordo con la decisione presa.


Gli Stati Uniti restano disponibili a una soluzione negoziata con l'Iran, ma agiranno per proteggere i propri interessi e quelli degli alleati se Teheran non mostrerà serietà nei colloqui. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa Marco Rubio a Manila, durante gli incontri dell'Asean, secondo quanto riferito dall'agenzia Anadolu. "Gli Stati Uniti sono sempre impegnati nella diplomazia. Siamo aperti e disponibili a impegnarci in accordi negoziati", ha detto Rubio, aggiungendo però che "il problema che abbiamo in questo momento è che loro non sono seri nei colloqui". "Se sono seri, noi siamo seri. Se non lo sono, faremo ciò che è necessario per proteggere i nostri interessi e quelli dei nostri alleati", ha aggiunto. A margine della riunione, Rubio ha ribadito anche l'impegno di Washington con l'Asean, definendolo "al 100%" e indicandolo come il principale strumento di coinvolgimento Usa nel Sud-est asiatico. Il segretario di Stato ha citato 2,5 miliardi di dollari di investimenti strategici nella regione e quasi 130 milioni di dollari di assistenza per attività di sminamento. "Il futuro e la storia del XXI secolo saranno scritti in questa regione", ha detto Rubio, sottolineando l'importanza della cooperazione su economia digitale, energia e catene di approvvigionamento.


Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro obiettivi militari in Iran per l'undicesima notte consecutiva. Lo annuncia il Us Central Command sottolineando che i raid puntano a "degradare le capacità dell'Iran di minacciare le imbarcazioni commerciali nello Stretto di Hormuz".

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