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Al via in Pakistan i colloqui tra Iran e mediatori | Teheran colpisce un data center di Amazon, gli Usa contrattaccano
Media: "Il presidente americano Trump non ha ancora deciso se proseguire con un'ulteriore escalation"
In corso in Pakistan i colloqui tra Iran e mediatori. Intanto la guerra non si accenna a placare: Teheran colpisce basi Usa in Kuwait e Bahrein, colpendo anche un data center di Amazon. In risposta, il Centcom ha attaccato i centri di comando militari iraniani, risorse navali, siti di lancio missili, droni e sistemi di difesa aerea. Secondo Axios, i mediatori iraniani starebbero spingendo per una nuova tregua, mentre Donald Trump non avrebbe ancora deciso se proseguire con una ulteriore escalation o preferire una tregua. Il presidente americano starebbe inoltre preparando una nuova serie di dazi fino al 12,5% per 60 Paesi.
I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno annunciato di aver fermato due petroliere che stavano transitando lungo la cosiddetta "rotta meridionale" dello Stretto di Hormuz, non riconosciuta da Teheran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Irna. "Due petroliere non conformi, che stavano tentando di attraversare la pericolosa rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, sono state fermate dopo che delle esplosioni hanno provocato gravi incendi a bordo", ha dichiarato l'esercito ideologico dell'Iran in un comunicato diffuso dall'agenzia.
Quasi 100 militari americani sono rimasti feriti dal 7 luglio, la maggior parte dei quali ha riportato commozioni cerebrali lievi: è il bilancio diffuso dal Pentagono, nell'ambito dello scontro in atto contro l'Iran. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha riferito che il presidente Donald Trump parteciperà martedì sera alla cerimonia di trasferimento dei militari caduti in Giordania, durante il weekend a causa degli attacchi iraniani, presso la base aerea di Dover. Due delle tre vittime sono state identificate nella soldatessa 19enne Isabella Gonzales Texas) e nel tenente Tyler James Feehan di 25 anni (Hawaii).
Una petroliera ha segnalato di essere stata colpita da un proiettile di origine non identificata mentre transitava nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dall'Agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime (Ukmto), l'agenzia britannica che monitora la sicurezza della navigazione commerciale. L'incidente è avvenuto a circa 8 miglia nautiche a nord-est di Limah, in Oman. L'Ukmto non ha fornito dettagli sull'entità dei danni né sull'eventuale responsabile dell'attacco.
Nel corso di un attacco coordinato contro la base di Ahmed Al-Jaber in Kuwait, l'IRGC - Corpo delle guardie della rivoluzione islamica - è riuscito a distruggere diverse risorse militari statunitensi, tra cui un radar di allerta precoce, un radar di difesa missilistica, un radar di sorveglianza FPS-117, una batteria di difesa aerea Patriot e l'infrastruttura di comunicazioni satellitari a supporto della rete di difesa aerea. Una batteria di difesa aerea statunitense e un'installazione radar a Muharraq, in Bahrein, sono state completamente distrutte e rese inoperative. Lo scrive l'Irna (Islamic Republic News Agency), agenzia di stampa ufficiale della Repubblica Islamica dell'Iran, che riporta: "I funzionari hanno indicato che, a seguito di questa operazione di neutralizzazione dei radar, il nemico dovrà prepararsi a ondate ancora più decisive e devastanti di attacchi con droni e missili".
I mediatori iraniani spingono per un nuovo cessate il fuoco mentre Trump valuta la guerra totale. Secondo Axios, il presidente Usa si sta avvicinando al bivio finale sull'Iran con funzionari Usa e israeliani che prevedono solo due possibili scenari: perseguire una nuova tregua di 10 giorni per riaprire lo Stretto di Hormuz oppure lanciare una massiccia campagna militare congiunta con Israele per costringere Teheran alla capitolazione. Trump non ha ancora sciolto la riserva, ma i funzionari ritengono i prossimi giorni decisivi per stabilire quale strada prevarrà, lasciando poco spazio al logorante e conflitto che paralizza il Golfo.
