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Marina: "Pianificato l'invio di quattro navi a Hormuz" | Trump: "Ipotesi colloqui venerdì" | Giallo sulle 8 attiviste "graziate" dal regime

Il capo di Stato maggiore Giuseppe Berutti Bergotto: "Non andiamo da soli, ma all'interno di una coalizione internazionale"

22 Apr 2026 - 21:18
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La Marina militare italiana è pronta a intervenire in operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz con quattro navi, ma solo in condizioni di sicurezza e a ostilità concluse. È quanto affermato dal capo di Stato maggiore della Marina, Giuseppe Berutti Bergotto, che è intervenuto in Commissione Difesa alla Camera, delineando capacità operative, limiti e rischi legati a uno degli snodi più sensibili del traffico marittimo globale.  Intanto, dopo il fallimento del secondo round dei negoziati, collassato ancora prima di iniziare, il conflitto tra Iran e Stati Uniti si regge ancora in bilico su una fragile tregua. I media americani dipingono una situazione sempre più difficile per l'esercito americano, che starebbe esaurendo le scorte a ritmi molto più sostenuti rispetto all'Iran. Il presidente Usa incassa però un'importante vittoria: l'Iran non giustizierà le otto donne che avrebbero dovuto essere impiccate e di cui Trump aveva chiesto la liberazione. "Ottime notizie!", ha annunciato su Truth. "Ringrazio l'Iran e i suoi leader", ha scritto: il fatto che la sua richiesta sia stata accolta è indubbiamente un buon segnale che fa sperare. Ma Teheran parla di fake news. Intanto, i media iraniani riferiscono che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha preso di mira tre navi nello Stretto di Hormuz e affermano che due di queste, la Msc Francesca ed Epaminondas, sono state "sequestrate" e dirette verso la costa iraniana.


Cinque persone, tra cui tre bambini, sono state uccise e altre ferite in un raid aereo israeliano contro un gruppo di residenti nella città di Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza. Lo riporta Wafa, l'agenzia di stampa palestinese, che cita fonti mediche e locali. Le vittime, spiega Wafa, sono state uccise da un drone israeliano che ha colpito un gruppo di persone vicino a una moschea.


L'ambasciata statunitense a Beirut ha rinnovato l'allerta sicurezza, esortando i cittadini statunitensi a lasciare il Libano finché sono ancora disponibili voli commerciali. Lo riferisce al Jazeera. In un comunicato ha affermato che la situazione della sicurezza "rimane complessa e può cambiare rapidamente". L'ambasciata ha inoltre esortato coloro che non partono a prepararsi per situazioni di emergenza e ha anche messo in guardia contro la presenza di ordigni inesplosi.


La Direzione generale della protezione civile libanese ha annunciato in un comunicato che le sue squadre hanno recuperato il corpo della giornalista Amal Khalil, "rimasta uccisa in un raid aereo nemico che ha colpito un'abitazione nella città di Tiri". Lo scrive L'Orient du Jour.


Il ministero della Sanità del Libano afferma che i soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro i soccorritori intervenuti per cercare la giornalista che risulta dispersa a seguito di un attacco dell'Idf nel sud del Paese. Secondo la ricostruzione fornita dal ministero libanese, due attacchi israeliani contro al-Tiri, nel sud del Libano, hanno causato la morte di due persone. La giornalista Amal Khalil e una sua collega si sono rifugiate in una casa, che secondo il ministero è stata colpita durante il secondo attacco. Quando i soccorritori sono arrivati, sono riusciti a recuperare i due corpi e una giornalista ferita, ma il ministero denuncia che l'Idf ha sparato con munizioni vere contro l'ambulanza, impedendo alla squadra di completare la ricerca di Khalil. L'agenzia di stampa libanese Nna ha mostrato le immagini dei danni all'ambulanza.


L'Iran deve accettare di "consegnarci il suo uranio arricchito" nell'ambito dei negoziati per mettere fine alla guerra. Lo ha ribadito la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un'intervista a Fox. Nei giorni scorsi Donald Trump aveva detto che Teheran aveva accettato di consegnarlo e che sarebbe stato portato negli Stati Uniti.


Hezbollah riferisce di aver lanciato dei droni contro postazioni israeliane nel sud del Libano. Il gruppo libanese ha aggiunto che i due attacchi contro soldati e veicoli nel villaggio di Qantara costituiscono una rappresaglia per le presunte violazioni israeliane del cessate il fuoco di 10 giorni entrato in vigore venerdì. Si tratta del terzo attacco sferrato dal gruppo nel corso della giornata. Israele al momento non ha commentato gli ultimi attacchi, ma in precedenza aveva accusato Hezbollah di aver violato il cessate il fuoco.


"Donald Trump non ha fissato una scadenza tassativa per la proposta all'Iran: sarà lui a dettare la tempistica del cessate il fuoco". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, definendo "inesatta" l'ipotesi di un cessate il fuoco della durata di 3-5 giorni.


La magistratura iraniana ha dichiarato che le affermazioni del presidente Donald Trump, secondo cui l'Iran avrebbe annullato le esecuzioni di otto donne, si basavano su notizie false, aggiungendo che nessuna delle donne era effettivamente condannata a morte. Lo scrive Iran International. "Nessuna di queste donne era in attesa di esecuzione, quindi la loro condanna non poteva essere revocata", ha affermato la magistratura in un comunicato. Ha accusato Trump di "cercare di fabbricare successi a partire da notizie false".


Gli Stati Uniti hanno prorogato di 30 giorni l'esenzione dalle sanzioni sul petrolio russo trasportato via mare in modo da fornire sollievo all'India e ad altri Paesi vulnerabili per via della crisi dello Stretto di Hormuz. Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato mercoledì che la decisione è stata assunta in seguito alle richieste dei ministeri delle finanze di dieci Paesi durante gli incontri del Fondo monetario internazionale a Washington.


"Non sono un fesso". Donald Trump scarica tutta la sua rabbia contro il Wall Street Journal di Rupert Murdoch che lo ha criticato per la guerra in Iran. Frustrato da un conflitto che sembra sfuggirgli di mano proprio mentre ha fretta di chiuderlo e salvare le elezioni di metà mandato, il presidente incassa però un'importante vittoria: l'Iran non giustizierà le otto donne che avrebbero dovuto essere impiccate e di cui Trump aveva chiesto la liberazione. "Ottime notizie!", ha annunciato su Truth, riferendosi alle giovani scampate all'impiccagione per aver protestato contro il regime durante le manifestazioni che si sono svolte negli ultimi mesi.

Tra loro, in base alle foto condivise dallo stesso Trump ci sarebbero Bita Hemmati, arrestata durante le proteste di gennaio 2026; la sedicenne Diana Taherabadi; Mahboubeh Shabani, accusata di aver prestato soccorso ai manifestanti feriti; il medico Golnaz Naraghi, arrestata mentre stava assistendo i feriti durante gli scontri; Venus Hosseini-Nejad, accusata di aver organizzato proteste legate a Israele; Ghazal Ghalandari, anche lei 16 anni. Infine Panah Movahedi Salamat e Ensieh Nejati, due giovani arrestate durante le sommosse di gennaio. "Ringrazio l'Iran e i suoi leader", ha scritto il presidente americano. Per lui il fatto che la sua richiesta sia stata accolta è indubbiamente un buon segnale che fa sperare e che, almeno momentaneamente, gli offre la possibilità di difendersi dalle critiche per l'estensione della tregua, ritenuta da molti una resa del commander-in-chief, una nuova puntata del Taco-Trump.


Una terza portaerei statunitense, la Uss "George H. W. Bush", raggiungerà il teatro mediorentale entro i prossimi cinque giorni: è quanto riporta Fox News, citando fonti del Pentagono. La scorsa settimana la USNI News aveva riferito che la task force era in navigazione a largo dell'Africa meridionale.


Per uno sminamento completo dello Stretto di Hormuz potrebbero volerci non meno di sei mesi e non è probabile che si possa iniziare prima della fine del conflitto. È quanto pubblica il Washington Post citando fonti del Pentagono.

La tempistica sarebbe stata fornita nel corso di un briefing riservato ai membri della Commissione per le Forze Armate della Camera dei Rappresentanti. Secondo le fonti citate dal Washington Post l'Iran potrebbe aver dispiegato venti o più mine nello Stretto di Hormuz e nelle aree circostanti, alcune delle quali attivate a distanza tramite tecnologia GPS. La difficoltà insita nelle operazioni di sminamento fa temere che i prezzi della benzina e del petrolio potrebbero rimanere elevati anche dopo il raggiungimento di un eventuale accordo di pace, conclude il quotidiano, aggiungendo che un simile scenario potrebbe avere anche importanti conseguenze politiche in vista delle elezioni di medio termine.


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che "le otto donne manifestanti che sarebbero state giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise". In un post su Truth Social, il presidente Usa ha aggiunto: "Quattro saranno rilasciate immediatamente, e quattro saranno condannate a un mese di prigione". Trump ha concluso affermando di "apprezzare molto che l'Iran, e i suoi leader, abbiano rispettato la mia richiesta".


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"La pianificazione prudenziale che ha fatto il capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su 2 cacciamine con un'unità di scorta e una logistica che ci permette di aumentare il periodo. In tutto 4 navi. Ovviamente noi non andiamo da soli, andiamo all'interno di una coalizione internazionale, anche le altre nazioni manderanno dei cacciamine. In Europa ci sono Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l'Olanda e il Belgio". Così il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, in merito a un'eventuale missione nello Stretto di Hormuz.

La Marina militare italiana, dunque, è pronta a intervenire in operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz, ma solo in condizioni di sicurezza e a ostilità concluse. E' quanto affermato ancora dal capo di Stato maggiore della Marina, Giuseppe Berutti Bergotto, in Commissione Difesa alla Camera, delineando capacità operative, limiti e rischi legati a uno degli snodi più sensibili del traffico marittimo globale. "Noi siamo pronti a effettuare un'operazione di sminamento, ovviamente queste operazioni devono essere fatte in una situazione non conflittuale perché sono molto delicate", ha spiegato Bergotto, sottolineando che "come tutte le operazioni in aree delicate comportano dei rischi" e che "il nostro compito è mantenere i rischi al minimo possibile".


Le Guardie Rivoluzionarie sono una fonte di "orgoglio e onore" per il Paese, e un "muro di ferro" contro i nemici. Così si è espresso il capo del Parlamento e guida della delegazione iraniana a Islamabad nel negoziato dell'11 aprile, Mohammad Bagher Ghalibaf in un messaggio diffuso oggi, in occasione dell'anniversario della fondazione del corpo. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Irna. Le affermazioni di encomio di Ghalibaf arrivano dopo quelle del presidente Pezeshkian, mentre nelle ultime ore erano emerse notizie di fratture con i pasdaran nella gestione delle trattative con Washington, sulla fine del conflitto.


Gli Stati Uniti esortano gli americani in Iran a lasciare il Paese approfittando della parziale riapertura delle spazio aereo. L'ambasciata virtuale a Teheran chiede agli americani di monitorare i media locali per aggiornamenti e consultare le compagnie aeree per vedere i voli che portano fuori dall'Iran. Un'altra opzione per lasciare l'Iran, spiega l'ambasciata, è viaggiare per l'Armenia, l'Azerbaijan, la Turchia e il Turkmenistan.


Teheran non ha finora preso una posizione ufficiale sull'estensione della tregua annunciata da Donald Trump. Lo rende noto l'agenzia iraniana Tasnim. L'Iran, si legge, sta esaminando vari aspetti della decisione del presidente Usa.


Parlando con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito "inaccettabile il silenzio dei Paesi europei di fronte agli attacchi di Stati Uniti e Israele contro gli impianti nucleari pacifici dell'Iran". Lo rende noto l'ambasciata iraniana a Roma, riportando dettagli sulla telefonata avvenuta questa mattina tra i due ministri. Secondo quanto riportato, Araghchi ha definito gli attacchi ai siti nucleari "una criminale violazione della legge", e ha messo in guardia contro "il crescente indebolimento del diritto internazionale e del regime di non proliferazione dovuto ai doppi standard adottati dai Paesi europei su questo tema". Inoltre, nel corso della telefonata, il ministro ha ribadito che Teheran ha adottato "misure conformi al diritto internazionale per proteggere la propria sicurezza nazionale contro l'aggressione e le minacce di Stati Uniti e Israele". I due ministri hanno anche discusso della situazione in Libano.


È morto il militare francese, Anicet Girardin, rimpatriato ieri dal Libano dove era rimasto gravemente ferito il 18 aprile scorso durante un attacco Hezbollah: è quanto annuncia su X il presidente francese, Emmanuel Macron. ''Il caporale in capo Anicet Girardin del 132/o reggimento di fanteria cinotecnica di Suippes, rimpatriato ieri dal Libano dove era rimasto gravemente ferito dai combattenti con Hezbollah, è morto questa mattina a causa delle ferite riportate", annuncia il presidente Macron, omaggiando il soldato ''caduto per la Francia". "La Nazione, che domani renderà omaggio (all'altro militare ucciso) Florian Montorio, colpito mortalmente nella stessa imboscata, saluta con emozione la memoria del caporale in capo Anicet Girardin e il suo sacrificio", sottolinea il presidente, rivolgendo i pensieri più sinceri nonché il profondo cordoglio" della nazione francese "ai suoi familiari, ai suoi cari, come anche alle famiglie degli altri feriti". La Francia, conclude Macron, rende infine "omaggio all'impegno esemplare dei nostri eserciti nell'Unifil, che operano con coraggio e determinazione al servizio della Francia e della pace in Libano".


Donald Trump afferma che i colloqui con l'Iran potrebbero essere "possibili" già venerdì. Lo riporta il New York Post, citando un messaggio ricevuto dal presidente Usa.


Nel rincorrersi di voci di contrasti interni al governo iraniano tra la linea degli irriducibili delle Guardie rivoluzionarie e quella di esponenti di governo più moderati, oggi in occasione dell'anniversario della fondazione del corpo, il presidente Masoud Pezeshkian ha diffuso un messaggio affermando che "tale ricorrenza ricorda la lungimiranza e la prudenza del defunto fondatore della Repubblica Islamica, l'imam Khomeini". Lo rende noto l'agenzia di stampa iraniana Irna. Secondo il presidente, i pasdaran "hanno svolto un ruolo decisivo nel corso della storia della Rivoluzione Islamica nel salvaguardare l'indipendenza, la sicurezza e la dignità dell'Iran". Descrivendoli come "un albero puro e robusto che è cresciuto forte nel tempo", Pezeshkian ha aggiunto che i risultati del corpo "derivano da anni di impegno dedicato, continua prontezza operativa e una solida comprensione della guerra moderna e ibrida".


L'agenzia iraniana Tasnim è uscita oggi con una mappatura dei cavi sottomarini di Internet e delle infrastrutture cloud del Golfo Persico, in quello che secondo Iran International, la tv della dissidenza, appare come un possibile avvertimento sui prossimi obiettivi di Teheran. Il documento pubblicato oggi evidenzia come lo Stretto di Hormuz non sia solo un punto nevralgico per il trasporto del petrolio, ma anche un corridoio critico per i cavi sottomarini che servono i Paesi del Golfo, dagli Emirati all'Arabia Saudita. In particolare, rileva Iran International, il servizio di Tasnim più che presentarsi come una spiegazione tecnica neutrale, sembra inquadrare la dorsale digitale della regione come possibile punto di pressione strategico nel conflitto.


Durante i colloqui previsti domani a Washington con Israele, il Libano chiederà l'estensione di un mese della tregua. Lo riporta Afp, citando una fonte ufficiale. "Beirut chiederà la proroga del cessate il fuoco e la cessazione da parte di Tel Aviv delle operazioni di demolizione e distruzione nelle zone in cui è presente", ha dichiarato la fonte. Il presidente libanese Joseph Aoun ha affermato invece che "sono in corso contatti per prolungare la tregua", in scadenza domenica, "di dieci giorni".


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I media iraniani riferiscono che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha preso di mira tre navi nello Stretto di Hormuz. L'agenzia di stampa Fars affiliata ai pasdaran, citata dalla Bbc, afferma che la nave Euphoria è stata colpita e ora si trova incagliata al largo delle coste iraniane. I media iraniani affermano inoltre che la Msc Francesca ed Epaminondas sono state "sequestrate" e dirette verso la costa iraniana, citando una dichiarazione della Marina dell'Irgc.


Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sequestrato le due imbarcazioni precedentemente colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, ripresa da Sky News Uk, le due navi erano "non conformi" e sono state identificate come la nave portacontainer Msc Francesca e la Epaminondas. Le due navi, ha aggiunto, sono state "scortate fino alla costa iraniana". Tasnim ha inoltre affermato che le navi avevano "messo in pericolo la sicurezza marittima operando senza i permessi necessari e manomettendo i sistemi di navigazione".


"Abbiamo già detto quasi un mese fa, se la guerra si fosse conclusa velocemente saremmo allo 0,5% del Pil, se continuassimo così per ancora altri tre mesi saremmo allo zero, se arriviamo a fine anno, al rischio di recessione noi abbiamo quasi certezza di arrivarci". Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, sugli effetti del conflitto in Medio Oriente.


"La Marina militare è pronta a effettuare un'operazione di sminamento, ovviamente queste operazioni devono essere fatte in una situazione non conflittuale perché sono molto delicate e come tutte le operazioni in aree delicate comportano dei rischi. Il nostro compito è mantenere i rischi al minimo possibile, questo lo facciamo tramite la tecnologia molto avanzata". Così il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, in Commissione Difesa alla Camera, in merito a un'eventuale missione italiana nello Stretto di Hormuz. "Abbiamo sempre alcune navi pronte a partire - ha aggiunto - secondo le indicazioni che riceviamo dal governo. Siamo pronti e preparati per questo lavoro. Ovviamente non c'è solo la minaccia delle mine, ma anche quella dei barchini (generalmente usati dai pasdaran, ndr) che vanno sul traffico mercantile e lì è un'altra storia: dovremmo utilizzare delle navi per fare la scorta, ma intervenire in quella zona vuol dire intervenire quando la conflittualità è cessata".


I ministri degli Esteri arabi hanno chiesto all'Iran di risarcire i danni economici causati dalla minaccia di chiudere lo Stretto di Ormuz. La riunione è stata convocata dal Bahrein. Il segretario generale della Lega Araba ha affermato: "Gli Stati arabi non sono stati e non saranno ostaggio dell'Iran".


Un palestinese è rimasto ucciso e diversi altri sono rimasti feriti in seguito a un attacco sferrato da un drone israeliano nella città di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa. L'esercito israeliano, stando a quanto emerge, avrebbe preso di mira un gruppo di palestinesi che stavano cercando di rimuovere le macerie della loro casa, in una zona che era stata quasi completamente distrutta durante la guerra degli scorsi mesi. 


"Le Guardie rivoluzionarie hanno affrontato l'aggressione criminale e terroristica degli Stati Uniti e del regime sionista, portandoli a commettere errori di valutazione e a chiedere un cessate il fuoco all'Iran". Così in un comunicato stampa i pasdaran. "Siamo pronti a difendere il Paese e a creare sorprese che superino la comprensione e i calcoli del nemico guerrafondaio e traditore, utilizzando nuove carte sul campo di battaglia".

"Siamo determinati a continuare la lotta contro i nemici e pronti ad affrontare con decisione, in modo definitivo e immediato qualsiasi minaccia o ripetizione dell'aggressione nemica", si legge ancora. "In un nuovo ciclo di possibili scontri militari, infliggeremo colpi devastanti e inimmaginabili alle rimanenti risorse nemiche nella regione. Il nostro campo di battaglia è ancora aperto e pronto a colpire i punti vitali e i simboli di deterrenza del nemico. Non permetteremo al nemico di riorganizzare la propria strategia, per nessun motivo di convenienza".


I pasdaran hanno confermato di aver preso di mira una portacontainer al largo dell'Oman. "Finché gli Stati Uniti non porranno fine completamente alla libertà di navigazione delle navi da e verso l'Iran, la situazione nello Stretto di Hormuz rimarrà sotto stretto controllo e inalterata rispetto allo stato precedente", ha detto secondo l'agenzia iraniana Fars il portavoce del quartier generale centrale. L'operazione nello Stretto di Hormuz sarebbe stata una azione per applicare la "legge marittina", a seguito della "violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti e la continuazione dell'assedio navale all'Iran, nonché l'abbordaggio di una nave iraniana".


Gli Houthi avrebbero deciso di riprendere gli attacchi contro le navi nel Mar Rosso. Lo riferiscono media libanesi citando una fonte militare yemenita. La milizia ribelle, legata a doppio filo con Teheran, opera insieme a Hezbollah come braccio armato estero del regime degli ayatollah. Attacchi nel Mar Rosso comprometterebbero gran parte del flusso commerciale verso il Mar Mediterraneo e l'Europa, aggravando ulteriormente la crisi causata dal blocco dello Stretto di Hormuz. 


Una nave portacontainer è stata attaccata da una imbarcazione dei pasdaran vicino alle coste dell'Oman, nello Stretto di Hormuz, senza che l'imbarcazione iraniana prima la contattasse via radio per richiedere l'identificazione. La nave militare delle Guardie della rivoluzione ha aperto il fuoco contro il cargo causando gravi danni alla plancia. Al momento non sono segnalati incendi, i membri dell'equipaggio sarebbero tutti al sicuro.


L'esercito statunitense ha significativamente prosciugato le sue scorte di missili durante la guerra con l'Iran e ha creato un "rischio a breve termine" di esaurire le munizioni in un futuro conflitto nei prossimi anni. Lo sostengono tre persone a conoscenza delle recenti valutazioni interne del dipartimento della Guerra americano, come scrive Cnn. Secondo un'analisi del Center for Strategic and International Studies, nelle ultime sette settimane di guerra l'esercito Usa ha usato almeno il 45% delle sue scorte di missili da attacco di precisione. Non solo. Avrebbe messo in campo almeno metà del suo inventario di missili THAAD, progettati per intercettare missili balistici, e quasi il 50% del suo stock di missili intercettori Patriot per la difesa aerea.


"L'Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz venga chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno (che è, quindi, la cifra che perde se viene chiuso!). Dicono di volerlo chiudere solo perché io l'ho completamente BLOCCATO (CHIUSO!), quindi vogliono semplicemente salvare la faccia", lo ha scritto Donald Trump sul suo social Truth durante la notte, riconfermando il blocco navale imposto. "Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendo: “Signore, l'Iran vuole riaprire lo Stretto, immediatamente”. Ma se lo facessimo, non ci sarebbe mai un accordo con l'Iran, a meno che non facessimo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader".


Le forze americane hanno ora preso il controllo di quattro petroliere iraniane. Stando al Washington Post, che cita fonti militari e satellitari, alcuni cacciatorpediniere della marina americana stanno ora scortando due petroliere iraniane, la Sevin e la Dorena, che erano partite dal porto iraniano di Chabahar prima che entrasse in vigore il blocco navale. "Un funzionario statunitense ha rifiutato di dire dove sarà scortata la Dorena o la Sevin", ha aggiunto il quotidiano americano. Nelle ultime ore ci sarebbero poi segnalazioni di una quarta petroliera presa oggi nel Mar Arabico, mentre l'imbarcazione 5th DERYA è bloccata in India senza poter scaricare il greggio.


Secondo quanto riporta Reuters, i "pianificatori militari" di oltre 30 Paesi terranno colloqui di due giorni a Londra a partire da oggi per "promuovere una missione volta a riaprire lo Stretto di Hormuz". Ma soprattutto per elaborare un pian dettagliato. Lo ha fatto sapere il governo britannico.

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