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Ultimo aggiornamento: 2 mesi fa
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L'Iran non parteciperà al secondo round di negoziati a Islamabad | Trump estende la tregua

Il leader Usa: "Cessate il fuoco finché Teheran non presenta una proposta. Il blocco a Hormuz continua"

21 Apr 2026 - 23:01
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Come riferito dai media iraniani, Teheran non parteciperà al secondo round di negoziati a Islamabad, in Pakistan. Secondo fonti del regime, gli Usa non avrebbero fatto marcia indietro "sulle loro richieste eccessive". Per questo motivo, l'Iran considera i colloqui "una perdita di tempo". Il presidente americano Donald Trump ha intanto comunicato l'estensione della tregua "fino a che Teheran non presenta una proposta e le discussioni non saranno concluse". Resta il blocco navale a Hormuz. Rinviato a tempo indeterminato il viaggio del vicepresidente Usa JD Vance in Pakistan.


Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che, insieme al feldmaresciallo Syed Asim Munir, ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per aver acconsentito a estendere il cessate il fuoco al fine di consentire la prosecuzione degli sforzi diplomatici. "Con la fiducia riposta in me, il Pakistan continuerà i suoi sinceri sforzi per una soluzione negoziata del conflitto", ha scritto Shehbaz su X. "Spero sinceramente che entrambe le parti continuino a rispettare il cessate il fuoco e siano in grado di concludere un accordo di pace globale durante il secondo round di colloqui previsto a Islamabad per una fine definitiva del conflitto".


"La parte sconfitta non può dettare le condizioni. La continuazione dell'assedio non è diversa da un bombardamento e deve essere contrastata con una risposta militare": lo afferma Mahdi Mohammadi, consigliere del presidente del parlamento iraniano Ghalibaf, in un post sui social media affermando che la proroga del cessate il fuoco voluta da Trump "non significa nulla". "Inoltre, la proroga del cessate il fuoco da parte di Trump è certamente uno stratagemma per guadagnare tempo in vista di un attacco a sorpresa. È giunto il momento per l'Iran di prendere l'iniziativa", sostiene Mohammadi.


L'esercito israeliano ha accusato Hezbollah di una "flagrante violazione" dell'accordo di cessate il fuoco in Libano. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato che la milizia libanese ha lanciato diversi razzi contro le sue truppe nel Libano meridionale e che, per rappresaglia, ha colpito il lanciatore da cui erano partiti i razzi. Hezbollah ha dichiarato di aver aperto il fuoco contro una postazione di artiglieria dell'esercito israeliano a Kfar Giladi, nel nord di Israele, oggi, in risposta alle violazioni del cessate il fuoco.


Se i Paesi vicini "consentiranno al nemico di usare le loro strutture per attaccare l'Iran, dovranno dire addio alla produzione di petrolio nella regione del Medioriente". Lo ha dichiarato il generale Majid Mousavi, capo del settore aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, ai media di Teheran.


"Considerato il fatto che il governo dell'Iran appare gravemente frammentato - circostanza non inattesa - e accogliendo la richiesta del Feldmaresciallo Asim Munir e del Primo Ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato domandato di sospendere il nostro attacco contro l'Iran finché i suoi leader e rappresentanti non saranno in grado di formulare una proposta unitaria". Lo annuncia Donald Trump su Truth Social. "Ho pertanto impartito istruzioni alle nostre Forze Armate di mantenere il blocco navale e, sotto ogni altro aspetto, di restare pronte e operative; di conseguenza, prolungherò il cessate il fuoco fino al momento in cui la loro proposta sarà presentata e le discussioni saranno concluse, in un senso o nell'altro", afferma il presidente americano.


Donald Trump estende "il cessate il fuoco fino al momento in cui verrà presentata la proposta" dell'Iran e "le discussioni saranno concluse, in un senso o nell'altro". Lo fa sapere lo stesso presidente americano sul suo social Truth.


Il viaggio del vicepresidente JD Vance in Pakistan è stato rinviato a tempo indeterminato. Lo riporta Axios citando fonti americane.


La delegazione negoziale iraniana ha comunicato alla controparte statunitense, tramite un intermediario pakistano, che non sarà presente a Islamabad, e che al momento non vi è alcuna prospettiva di partecipare ai negoziati. Lo scrive l'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim citando fonti secondo cui "nei messaggi scambiati negli ultimi giorni, gli Usa non hanno fatto marcia indietro sulle loro richieste eccessive" e "non si sono registrati progressi significativi. Per questo motivo, l'Iran ha infine annunciato che considera la partecipazione ai negoziati "una perdita di tempo" e "pertanto, non parteciperà".


Il vicepresidente JD Vance potrebbe ancora partire per Islamabad nella serata americana, ma Donald Trump sta valutando di annullare del tutto il suo viaggio. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali a pesare è la riluttanza dell'Iran ad accogliere le richieste americane sul nucleare.


"È legittimo interrogarsi sulla eventuale sospensione dell'accordo tra l'Unione europea e Israele nel caso in cui il governo israeliano di Bejamin Netanyahu non dovesse cambiare la sua politica", il presidente francese, Emmanuel Macron, in conferenza stampa a Parigi con il premier libanese, Nawaf Salam, ha risposto così a una domanda dei giornalisti sull'eventuale sospensione dell'accordo. Macron ha detto, in particolare, che la possibilità di sospendere l'accordo di associazione tra l'Unione europea e Israele è una ''interrogazione legittima" se Israele "continua questa politica contraria alla sua storia", in particolare, in Libano. Quindi l'invito del presidente a non agire in modo precipitoso. "Non è nel momento in cui, appena pochi giorni fa, Israele ha accettato un cessate il fuoco per il Libano e si è impegnato in trattative che bisogna accelerare il confronto". Ma "le cose non possono chiaramente continuare come qualche anno fa", ha concluso Macron.


Il premier libanese Nawaf Salam ha dichiarato che il suo Paese necessita di 500 milioni di euro per affrontare le conseguenze umanitarie del conflitto tra Israele e Hezbollah, per cui vige un cessate il fuoco da 10 giorni. "Il Libano ha bisogno di 500 milioni di euro per affrontare la crisi umanitaria nei prossimi sei mesi", ha detto nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso della sua visita a Parigi. Oggi Beirut ha aggiornato il bilancio delle sei settimane di guerra a oltre 2.450 morti e più di 7.600 feriti.


La magistratura iraniana ha smentito che otto donne siano a rischio di messa a morte, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva chiesto clemenza a loro favore. "Trump è stato nuovamente fuorviato da notizie false", afferma il sito ufficiale della magistratura, Mizan Online. "Delle donne che si sosteneva fossero in procinto di essere giustiziate, alcune sono state rilasciate, mentre altre affrontano accuse che, se le condanne venissero confermate, comporterebbero al massimo pene detentive", afferma il sito. Trump aveva in precedenza dichiarato sui social media che la liberazione delle donne potrebbe favorire l'Iran nei negoziati, condividendo un post secondo cui otto donne siano a rischio impiccagione. Tale affermazione non riportava nomi, ma includeva fotografie delle donne.


Israele deve "rinunciare alle sue mire territoriali", mentre l'organizzazione Hezbollah deve essere disarmata "dai libanesi". Lo ha sottolineato il presidente francese, Emmanuel Macron.


Il viaggio del vicepresidente JD Vance a Islamabad è stato sospeso dopo che Teheran non ha risposto alle posizioni negoziali americane. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti americane, secondo le quali senza una risposta iraniana il processo diplomatico risulta di fatto sospeso, anche se il viaggio non è stato cancellato.


L'Iran ha detto che le trattative potranno riprendere solo se gli Stati Uniti rimuoveranno il blocco. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l'Iran aveva inizialmente comunicato ai mediatori che avrebbe inviato una delegazione in Pakistan martedì, ma successivamente li ha informati che gli Stati Uniti avrebbe dovuto revocare il blocco sui porti iraniani.


L’Idf ha sostituito la statua di Gesù che era stata distrutta da un soldato israeliano nel villaggio cristiano di Debel, nel sud del Libano, come ha reso noto martedì l'esercito. “Il Comando Nord si è adoperato per coordinare la sostituzione della statua sin dal momento in cui ha ricevuto la segnalazione dell'accaduto”, si legge nel comunicato, in cui si aggiunge che “l'Idf esprime profondo rammarico per l'accaduto e sta lavorando per garantire che non si ripeta in futuro”


"I ministri sono stati chiari sul fatto che la libertà di navigazione non è negoziabile. I continui cambi di posizione quotidiani, sul fatto che lo Stretto di Hormuz sia aperto o chiuso, sono sconsiderati". Lo ha affermato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari esteri Ue, a Lussemburgo. "Il transito attraverso lo Stretto deve rimanere gratuito. L'Europa farà la sua parte per ristabilire il libero flusso di energia e di commercio non appena le condizioni lo consentiranno: la nostra missione navale è il modo più rapido per proteggere il traffico marittimo nella regione, e ho chiesto ai ministri di rendere disponibili maggiori risorse", ha aggiunto.


In un sondaggio pubblicato sul proprio profilo X, lo speaker del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, provoca il presidente Usa Donald Trump e il movimento Make America Great Again. "Venderanno la guerra (come una scusa, ndr) per rendere di nuovo grande cosa?", è la domanda di Ghalibaf ai suoi follower. Le risposte suggerite sono "inflazione, insostenibilità economica, oligarchi e Epsteinocrazia", quest'ultima l'opzione più votata. Tutte le soluzioni giocano con la sigla Maga: "Miga" (Make Inflation Great Again), "Muga" (Make Unaffordability Great Again), "Moga" (Make Oligarchs Great Again) e "Mega" (Make Epsteinocracy Great Again).


Il ministro dell'Informazione pakistano Attaullah Tarar ha dichiarato che Islamabad è ancora in attesa della conferma formale da parte dell'Iran sulla sua eventuale partecipazione ai prossimi colloqui di pace, mentre proseguono gli sforzi per mantenere il fragile cessate il fuoco. Tarar ha osservato che l'attuale cessate il fuoco scadrà alle 4:50 del mattino (ora del Pakistan) del 22 aprile, aggiungendo che la decisione dell'Iran di partecipare ai colloqui di pace di Islamabad prima della fine della tregua di due settimane sarebbe "cruciale". Fornendo un aggiornamento alle 19:30 ora locale (le 16.30 italiane), Tarar ha affermato che il Pakistan, agendo da mediatore, rimane in stretto contatto con i funzionari iraniani e sta attivamente perseguendo la via diplomatica per allentare le tensioni. Tarar ha affermato che il Pakistan ha compiuto "sforzi sinceri" per persuadere la leadership iraniana ad aderire al secondo round di negoziati e che l'attività diplomatica è in corso. Il Pakistan si è posto come facilitatore nel processo di dialogo, esortando tutte le parti a dare priorità ai negoziati per mantenere la stabilità regionale.


Donald Trump invita Teheran a rilasciare otto donne iraniane prossime a essere giustiziate per impiccagione. In un post su Truth, il tycoon si rivolge "ai leader iraniani, che presto saranno in trattativa con i miei rappresentanti: apprezzerei enormemente il rilascio di queste donne. Sono certo che rispetteranno il fatto che abbiate agito in tal senso. Per favore, non fate loro del male! Sarebbe un ottimo inizio per i nostri negoziati!!! Vi ringrazio per l'attenzione dedicata a questa questione", ha aggiunto Trump, che ha allegato una foto di un post con i ritratti delle otto giovani donne e un appello a salvarle.


"Con l'Iran vogliamo un buon accordo, non mi faccio mettere fretta". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Cncb, ribadendo che gli Stati Uniti hanno "completamente vinto la guerra. Se lasciassimo ora, a Teheran ci vorrebbero 20 anni per ricostruire". Il presidente quindi ha criticato i media dicendo: "Avrei vinto in Vietnam e in Iraq rapidamente. Guardate al Venezuela".


Donald Trump ha affermato di non voler prolungare il cessate il fuoco con l'Iran. "Non voglio farlo. Non abbiamo così tanto tempo", ha detto il presidente americano in un'intervista telefonica con Cnbc.


Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha annunciato oggi, 21 aprile, di aver abbordato nella notte una nave "senza bandiera e sanzionata" nell'Indo-Pacifico, nell'ambito delle operazioni connesse al blocco dei porti iraniani. La petroliera, la M/T Tifani, è sanzionata per il trasporto di petrolio iraniano secondo l'Ufficio di controllo degli asset stranieri del dipartimento del Tesoro statunitense. Secondo i dati di Marine Traffic, l'incidente sarebbe avvenuto nell'Oceano Indiano. "Come abbiamo chiarito, perseguiremo operazioni di sicurezza marittima globale per smantellare reti illecite e intercettare navi sanzionate che forniscono supporto materiale all'Iran, ovunque operino", ha dichiarato il dipartimento della Difesa in un post su X. L'episodio notturno segue il sequestro di domenica scorsa di una nave battente bandiera iraniana nel Golfo di Oman, dopo che la Marina statunitense aveva aperto il fuoco sull'imbarcazione.


"Non ci sono rimasta male". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a margine della sua visita al Salone del mobile di Milano, a chi le chiedeva delle parole del presidente Usa Donald Trump. "L'amicizia è fatta di questo, il coraggio è fatto di questo: dire ciò che si pensa quando non si è d'accordo. E chiaramente non vuol dire mettere in discussione i nostri storici rapporti con gli Stati Uniti. Però gli amici ti danno una mano anche e forse soprattutto quando ti dicono che non sono d'accordo", ha aggiunto.


"L'Iran non ha altra scelta che fare un accordo". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista telefonica con Cbnc news. "Ero sicuro che avrebbero mandato una delegazione in Pakistan, non hanno altra scelta", ha aggiunto.


"Oggi sull'accordo Ue-Israele non sarà presa nessuna decisione anche perché non ci sono né le condizioni numeriche né politiche. Io credo che sia meglio sanzionare individualmente i responsabili, penso ai coloni violenti, o incrementare le sanzioni. Ma non credo che bloccare un accordo commerciale sia uno strumento utile, perché poi si va a colpire la popolazione in generale israeliana. Quindi noi rimaniamo fortemente perplessi su questo, ma oggi non si prenderà un'iniziativa. Abbiamo, credo, una posizione analoga a quella della Germania". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Consiglio Ue Esteri.


"Io vorrei una risoluzione delle Nazioni Unite per una missione di pace a garanzia della libera navigazione a Hormuz. Penso che la stragrande maggioranza delle nazioni del mondo la voglia e che l'Onu stessa sarebbe felicissima di costruirla. Ipotizziamo però che non si riesca per il veto di una o due o tre nazioni. Cosa facciamo? Rinunciamo all'apertura? Lasciamo chiuso il transito? Diamo a queste due o tre nazioni il potere di fermare una missione di pace che tutto il mondo auspica? Chi dice che senza Onu non si può far nulla, non fa un favore alle Nazioni Unite, che tutti vorremmo protagoniste, ma a chi ne blocca il lavoro ogni giorno, dando a poche nazioni il potere di bloccare tutte le altre". Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una nota.


I mediatori guidati dal Pakistan hanno ricevuto conferma che i principali negoziatori, il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, arriveranno a Islamabad nelle prime ore di mercoledì (quando in Italia forse sarà ancora martedì, ndr) per guidare le rispettive squadre nei colloqui: lo scrive l'Ap sul proprio sito citando due funzionari della regione. Né gli Stati Uniti né l'Iran hanno confermato pubblicamente la data dei colloqui, e la televisione di stato iraniana ha negato la presenza di alcun funzionario nella capitale pakistana.


La delegazione iraniana attendeva il via libera dalla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, per partire per Islamabad e l'autorizzazione sarebbe arrivata lunedì sera. Lo riporta Axios citando una fonte "ben informata". La Casa Bianca - sottolinea il media americano - ha trascorso l'intera giornata di ieri in attesa di un segnale da Teheran che indicasse l'intenzione di inviare la propria squadra negoziale in Pakistan. Secondo la fonte gli iraniani hanno preso tempo a causa delle pressioni esercitate dalle Guardie Rivoluzionarie sui negoziatori affinché mantenessero una posizione più ferma, ovvero nessun colloquio senza la fine del blocco statunitense.


Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale sul caro-energia e oggi sono iniziati gli incontri preparatori. Lo riporta il sito di Tagesschau24 sottolineando che il ministro dell'Economia Reiche vedrà oggi i rappresentanti del settore aeronautico, con un focus sul cherosene. Merz, annunciando alla fiera di Hannover la convocazione del Consiglio di Sicurezza Nazionale aveva spiegato che "l'obiettivo è chiaro: le imprese e i cittadini devono contare sulla sicurezza dell'approvvigionamento di gasolio, benzina e jet fuel", ricorda il sito del media tedesco. La riunione del Consiglio, secondo alcuni media tedeschi, dovrebbe tenersi domani. 


Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accusato l'Iran di ripetute violazioni dell'accordo di cessate il fuoco, alla vigilia della scadenza e mentre si attende un secondo ciclo di colloqui in Pakistan. "L'Iran ha violato il cessate il fuoco numerose volte!", ha dichiarato il leader della Casa Bianca sulla sua piattaforma Truth Social.


La Cina ha invitato gli Stati Uniti a dimostrare "sincerità" nella risoluzione della questione nucleare iraniana, lanciando al contempo un monito contro il dibattito in Giappone sull'eventuale acquisizione di armi nucleari. È quanto emerge dal nuovo rapporto nazionale sull'attuazione del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), pubblicato ieri, 20 aprile, dal ministero degli Esteri. Nel documento, Pechino ribadisce le proprie posizioni sul disarmo - tra cui la politica di "non primo utilizzo" ("no first use") - e attribuisce agli Stati Uniti la responsabilità dell'attuale stallo sul dossier iraniano, criticando anche le operazioni militari condotte da Washington e Israele contro Teheran, definite una violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.


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"Al di là dell'attuale crisi, dobbiamo anche essere pronti ad affrontare eventuali shock futuri. Valuteremo se sia necessario introdurre un obbligo di scorte minime per il carburante per aerei, che imponga agli Stati membri di mantenere riserve di emergenza minime". Lo ha detto il commissario Ue ai trasporti, Apostolos Tzitzikostas, in conferenza stampa al termine della riunione dei ministri dei trasporti.


L'esercito iraniano ha affermato che una petroliera è riuscita a eludere il blocco statunitense nonostante le "minacce", entrando nelle acque territoriali del Paese la scorsa notte. "Nonostante i molteplici avvertimenti e le minacce della task force navale dell'esercito statunitense...la petroliera iraniana Sili City, con il supporto operativo della Marina militare...è entrata nelle acque territoriali iraniane la scorsa notte dopo aver attraversato il Mar Arabico", ha dichiarato l'ufficio stampa dell'esercito in un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa Mehr. La petroliera "è ferma da diverse ore in una delle zone di ancoraggio dei porti meridionali della Repubblica islamica dell'Iran", prosegue il comunicato. A partire dal 13 aprile la Marina statunitense ha avviato un blocco del traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani sullo Stretto di Hormuz. 


L'alto consiglio per i diritti umani dell'Iran ha condannato gli attacchi di Stati Uniti e Israele ai siti religiosi, culturali e storici del Paese, affermando che tali attacchi sono un tentativo deliberato di distruggere simboli delle minoranze religiose nel Paese. La dichiarazione è stata riportata dall'agenzia di stampa iraniana Irna e menziona la sinagoga ebraica di Teheran, la cattedrale ortodossa di San Nicola e la cattedrale greco-ortodossa di Santa Maria, sempre a Teheran. Secondo l'istituzione iraniana, gli attacchi sono andati oltre la violazione del diritto internazionale umanitario, rappresentando un'offensiva alla libertà di culto. "Gli attacchi non solo dimostrano il disinteresse degli aggressori per i diritti umani e gli standard internazionali, ma sono anche una prova delle intenzioni di eliminare simboli identitari delle minoranze religiose in Iran", si legge nella dichiarazione, che evidenzia come in Iran le minoranze religiose "godono sempre dei propri diritti nel quadro della legge e del rispetto reciproco".


"Consideriamo" la sospensione dell'accordo Ue-Israele "inappropriata". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all'arrivo al Consiglio Esteri a Lussemburgo, rispondendo ai giornalisti. "Tuttavia, è necessario discutere le questioni cruciali con Israele. Abbiamo espresso la nostra critica alla reintroduzione della pena di morte" e "abbiamo una posizione molto chiara sulla violenza dei coloni, mi aspetto che il governo israeliano la affronti in modo più chiaro e fermo", ha sottolineato. "La nostra posizione è chiara anche sul rispetto del diritto internazionale: non ci dev'essere alcuna annessione in Cisgiordania", ha aggiunto.


Il cancelliere tedesco Friedrich Merz intravede "un barlume di speranza" per una rapida fine della guerra in Iran. "La situazione rimane tesa, soprattutto in Medio Oriente. Ma gli eventi delle ultime ore ci danno qualche speranza che possa giungere presto a una conclusione", ha affermato Merz. Il cancelliere ha aggiunto che "l'impatto di questa guerra sulla crescita e sullo sviluppo economico in Germania dipende in larga misura dalla sua durata e intensità".


Nessuna delegazione dell'Iran è finora partita per Islamabad, in Pakistan, per partecipare al secondo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti. Lo riferisce la televisione di Stato iraniana, respingendo le notizie precedentemente diffuse da media arabi e internazionali in merito a un presunto arrivo di negoziatori nella capitale pachistana. "Finora, nessuna delegazione iraniana è partita per Islamabad; nè la delegazione principale nè quella sussidiaria, nè quella primaria nè quella secondaria", ha riferito l'emittente della Repubblica islamica.


"Non stiamo a guardare da lontano. Stiamo collaborando attivamente con i partner regionali perché condividiamo esattamente le stesse preoccupazioni. Loro conoscono l'Iran meglio di chiunque altro. E questo per rafforzare la posizione dei negoziatori al tavolo delle trattative. Certo, il cessate il fuoco è molto fragile ma la diplomazia deve avere una possibilità. Spero quindi che il cessate il fuoco venga prorogato fino a quando non si troverà una soluzione diplomatica". Lo ha detto l'alta rappresentante Ue Kaja Kallas in Lussemburgo.


Una petroliera iraniana è rientrata in Iran attraverso lo Stretto di Hormuz, nonostante il blocco imposto dagli Stati Uniti, e dovrebbe raggiungere l'isola di Kharg domani. Lo riporta l'agenzia Tasnim, l'agenzia affiliata ai Pasdaran. La petroliera era partita dall'Iran alla volta dell'arcipelago di Riau, in Indonesia, alla fine di marzo, dove ha scaricato due milioni di barili di petrolio greggio.


La campagna di Israele non è ancora terminata. Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un discorso in occasione del Giorno della memoria per i militari caduti nelle guerre e per le vittime del terrorismo. Tuttavia, ha sottolineato Netanyahu, "abbiamo già allontanato una minaccia esistenziale, abbiamo restituito tutti gli ostaggi, colpito duramente i nostri nemici e reso Israele una nazione più forte che mai".

"Il Giorno della memoria non significa che ogni altro giorno dell'anno sia un giorno di oblio. Anzi, non c'è giorno senza lacrime, senza un senso di tristezza, senza una nostalgia che ti brucia il cuore. Ricordiamo ogni soldato caduto e ogni vittima la cui vita è stata spezzata prematuramente, ma in questa giornata li commemoriamo attraverso una prospettiva più ampia, da un punto di vista nazionale", ha affermato il premier israeliano. "Questa memoria collettiva tocca le fondamenta stesse della nostra esistenza come nazione che lotta costantemente per la propria sicurezza", ha aggiunto Netanyahu, sottolineando che Israele ricorda "l'eroismo, il sacrificio, l'amore per la patria, la mobilitazione per ogni missione, la dedizione incondizionata e il profondo legame che ci unisce, più forte di qualsiasi disputa passeggera". Queste, ha evidenziato il premier israeliano, "sono pietre miliari, sono i pilastri della forza di Israele, una forza che ha sbalordito il mondo intero".


Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell'Iran (i pasdaran) ha disinnescato tre bombe inesplose di fabbricazione statunitense nella provincia del Lorestan, nell'ovest dell'Iran. Lo ha riferito la televisione di Stato, secondo cui le bombe erano Mk-84 da 900 chilogrammi, in grado di generare potenzialmente crateri profondi 11 metri.


Il ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo dell'Egitto, Badr Abdelatty, sugli ultimi sviluppi regionali. Entrambi hanno sottolineato l'importanza del dialogo e dell'impegno per la pace e la stabilità e hanno concordato di rimanere in stretto contatto. Lo riferisce il ministero degli Esteri pachistano sul suo profilo X.


La Russia ha consegnato a Beirut un carico di aiuti umanitari destinati ai residenti libanesi colpiti dai raid aerei delle Forze di difesa israeliane. Lo ha reso noto il servizio stampa del ministero russo per le Situazioni di emergenza. "Su istruzioni del presidente russo Vladimir Putin e del capo del ministero russo per le Situazioni di emergenza, Aleksander Kurenkov, gli aerei Il-76 dei servizi di emergenza hanno consegnato a Beirut oltre 27 tonnellate di merci", si legge nel messaggio diffuso tramite il canale "Max" dell'agenzia. Secondo quanto riferito, i soccorritori russi hanno portato nella capitale libanese centrali elettriche mobili, cibo, tende, coperte, materassi e cuscini. Gli aiuti sono già stati consegnati ai rappresentanti del governo libanese.


Il secondo ciclo di colloqui tra Iran e Stati Uniti "si terra' come previsto". Lo ha detto una fonte del Pakistan all'emittente panaraba saudita Al Arabiya, spiegando che le delegazioni dei due Paesi sono già arrivate a Islamabad. "Al momento non abbiamo informazioni su una possibile estensione del cessate il fuoco", ha aggiunto tuttavia la stessa fonte. Secondo quanto riportato dall'emittente statunitense Cnn, l'incontro tra le delegazioni di Usa e Iran si terra' nella capitale pachistana nella mattina di domani, mercoledì 22 aprile, alla presenza del vicepresidente degli Stati Uniti, James David Vance, e del capo del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. In precedenza, l'Iran aveva fatto sapere che non era stata presa alcuna decisione in merito alla partecipazione al nuovo ciclo di negoziati. Il primo incontro tra Iran e Stati Uniti si è tenuto a Islamabad lo scorso 11 aprile, senza tuttavia il raggiungimento di alcun accordo. 


L'Iran ha affermato di aver impiccato un uomo condannato per aver presumibilmente incendiato una moschea nella zona nord di Teheran durante le proteste nazionali di gennaio. L'agenzia di stampa Mizan, legata al potere giudiziario, ha identificato l'uomo come Amir Ali Mir Jafari. Tra gli attivisti che seguono gli eventi in Iran non si sono diffuse immediatamente informazioni su Jafari. L'Iran è stato accusato di aver ripetutamente celebrato processi a porte chiuse contro sospettati che non possono contestare le prove a loro carico. Teheran ha già impiccato persone coinvolte nelle proteste di gennaio, un atto che il presidente statunitense Donald Trump aveva definito una "linea rossa" prima della recente guerra.


Una fonte ufficiale pakistana ha affermato ad Al-Arabiya che il secondo round di negoziati fra Usa e Iran si terrà come previsto e che l'arrivo delle due delegazioni a Islamabad avverrà oggi contemporaneamente. "Al momento non abbiamo informazioni su una possibile estensione del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran", ha aggiunto la stessa fonte.


Il presidente della Siria, Ahmed al Sharaa, si recherà in visita oggi in Arabia Saudita, nell'ambito di un tour nel Golfo. Lo ha riferito la presidenza siriana, secondo cui durante la visita il capo dello Stato avrà colloqui con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman sul rafforzamento delle relazioni bilaterali e su questioni di interesse comune. Lo scorso ottobre Al Sharaa aveva già effettuato una visita di lavoro in Arabia Saudita, durante la quale aveva incontrato Bin Salman e aveva partecipato alla nona edizione della conferenza Future Investment Initiative.


Il leader del movimento libanese filo-iraniano Hezbollah, Naim Qassem, "pagherà con la morte" per gli attacchi contro Israele. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, intervenendo sul Monte Herzl durante la cerimonia annuale per la memoria dei militari morti nelle guerre. "Nasrallah (Hassan, leader di Hezbollah ucciso nel settembre 2024) ha distrutto la comunità sciita in Libano e Naim Qassem la distruggerà e pagherà con la perdita di case e territori, proprio come successo con Hamas a Rafah e Beit Hanoun a Gaza, finché non pagherà anche lui con la morte", ha affermato Katz. "Il primo ministro Benjamin Netanyahu ed io abbiamo ordinato alle Forze di difesa Israeliane di agire con fermezza anche durante il cessate il fuoco, al fine di difendere i nostri soldati in Libano da ogni minaccia", ha inoltre detto il ministro israeliano, sottolineando che l'obiettivo principale della campagna in Libano resta lo smantellamento di Hezbollah e la rimozione delle minacce nei confronti delle comunità del nord dello Stato ebraico.


Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ritiene di essere tra le poche persone in Europa in grado di dialogare apertamente con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "E' probabile che solo io e il segretario generale della Nato, Mark Rutte, siamo attualmente gli unici a poter parlare con il presidente Donald Trump in modo relativamente fiducioso e produttivo", ha affermato Merz, aggiungendo che "altri, per qualsiasi motivo, potrebbero avere più problemi con lui". Merz ha sottolineato che cerca anche di mantenere un buon rapporto personale con Trump, dato che "il cancelliere tedesco deve cercare di andare d'accordo ragionevolmente" con ogni presidente degli Stati Uniti. "Quando le porte sono chiuse e la stampa non c'è, va meglio. Ma non è ancora perfetto. E' semplicemente difficile", ha concluso il cancelliere.


Ibrahim Dbeibah, nipote del premier del governo di Tripoli, e Saddam Haftar, erede designato del generale Khalifa Haftar dominus dell'est libico, "hanno fornito un ombrello di impunità che di fatto ha privato la National Oil Corporation della sua capacità di salvaguardare gli interessi dello Stato". Lo si legge nelle conclusioni del rapporto degli esperti Onu presentato al Consiglio di sicurezza: in Libia "le transazioni nel settore petrolifero e dei carburanti serve gli interessi di reti concorrenti affiliate a gruppi armati". La portata delle esportazioni illecite "ha raggiunto livelli senza precedenti". 


Il vice presidente americano JD Vance dovrebbe partire per Islamabad, in Pakistan, per tenere colloqui con la delegazione iraniana su un possibile accordo per porre fine alla guerra. Lo riporta l'agenzia Axios citando tre fonti americane, confermando quanto riferito anche dalla Cnn, secondo cui i negoziati dovrebbero tenersi mercoledì. Ai colloqui dovrebbero partecipare anche gli inviati del presidente Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.


Il presidente americano Donald Trump si è detto fiducioso che l'Iran negozierà, aggiungendo che altrimenti "si troverà ad affrontare dei problemi mai visti prima". "Beh, negozieranno, e se non lo faranno, si troveranno ad affrontare problemi mai visti prima", ha detto in una telefonata al programma radiofonico conservatore "The John Fredericks Show".

"Spero che raggiungano un accordo giusto e che ricostruiscano il loro Paese", ha continuato Trump, aggiungendo che quando questo accadrà, "non avranno armi nucleari". Nel corso del colloquio telefonico, Trump è tornato a giustificare l'intervento militare: "Devo dire che non avevamo scelta riguardo all'Iran. Non è che avessimo scelta. Dovevamo farlo". "Abbiamo fatto un ottimo lavoro, chiuderemo la questione e tutti saranno contenti", ha quindi concluso il presidente, citato dalla Cnn.


L'Iran ha chiesto il rilascio immediato della nave cargo sequestrata dalle forze statunitensi nel Golfo di Oman, denunciando un'azione "pericolosa" e "criminale". Lo ha affermato il ministero degli Esteri iraniano in una nota. Secondo il presidente Usa Donald Trump, la Marina Usa ha aperto il fuoco domenica contro l'imbarcazione, battente bandiera iraniana, dopo un tentativo di forzare il blocco navale imposto dalle forze Usa nell'area. Teheran ha chiesto la liberazione della nave, dell'equipaggio e delle famiglie coinvolte, senza fornire dettagli sul carico, indicato solo come di valore pari a "milioni" di dollari. Il ministero ha avvertito che la Repubblica islamica utilizzerà "tutte le proprie capacità" per difendere interessi e sicurezza nazionale, attribuendo agli Stati Uniti la responsabilità di un'eventuale escalation. Non è chiaro il numero né la nazionalità delle persone a bordo, né lo stato attuale dell'imbarcazione.


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito di essere convinto che l'Iran negozierà, avvertendo che in caso contrario affronterà "problemi mai visti prima". In un'intervista concessa a un programma radiofonico conservatore, Trump ha affermato che un eventuale accordo dovrà impedire a Teheran di ottenere armi nucleari: "Spero raggiungano un'intesa equa e ricostruiscano il loro Paese, ma non avranno un'arma nucleare, né alcuna possibilità di averla. Non possiamo permetterlo". Trump ha inoltre sostenuto che l'azione militare degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran fosse inevitabile: "Non avevamo scelta. Dovevamo farlo", ha detto il presidente.

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