© Ansa
"Con l'Iran c'è l'accordo su Hormuz e ce ne sarà uno anche sul nucleare" a dirlo è Donald Trump che sottolinea come "sono in corso discussioni nell'ambito di un negoziato". Una frase che arriva subito dopo l'annuncio in cui affermava di "aver accettato di ritirare l'attacco" sull'Iran sembra riaprire il dialogo per disinnescare la crisi con Teheran. "Ritiro l'attacco sull'Iran su richiesta di Teheran e altri Paesi" ha detto il tycoon che ha spiegato "ho accettato per il bene del futuro del mondo" a patto che si arrivi "a un rapido accordo" sulla "totale apertura dello Stretto di Hormuz e sulla fine della minaccia nucleare da parte dell'Iran". Nelle scorse ore, secondo il Wall Street Journal, Trump aveva ordinato un nuovo attacco all'Iran che avrebbe potuto avere inizio già questo fine settimana. Teheran aveva risposto minacciando ritorsioni contro obiettivi statunitensi e israeliani. La situazione preoccupa il principe ereditario dell'Arabia Saudita Mohammad bin Salman che, in una telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha sottolineato l'importanza del dialogo e della necessità di evitare un'ulteriore escalation del conflitto con l'Iran.
Con l'Iran c'è "un accordo su Hormuz" e "ci sarà un patto sulla denuclearizzazione". Il presidente americano Donald Trump, parlando sull'Air Force One di ritorno alla Casa Bianca dopo aver speso gran parte del weekend nel New Jersey al suo campo da golf, ha detto sono "in corso discussioni" con Teheran nell'ambito di un negoziato: "si comincia domani pomeriggio", ha aggiunto.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz "non tornerà mai alla situazione prebellica". Lo scrive la tv di Stato iraniana su X. Al Jazeera riporta poi che, secondo il portavoce, i colloqui in corso tra Iran e Oman sullo Stretto non hanno nulla a che vedere con la sua apertura o chiusura. "La Repubblica Islamica dell'Iran agisce in base agli interessi e alle preoccupazioni del Paese e non cambierà la sua decisione sotto l'influenza di minacce e intimidazioni da parte di altri", ha aggiunto Baghaei.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran e Muscat sono vicine a raggiungere un accordo su una nuova rotta marittima attraverso lo Stretto di Hormuz, diversa dai corridoi esistenti. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei in un'intervista alla televisione di Stato. "Stiamo per raggiungere un'intesa su una rotta accettabile per entrambe le parti, né la rotta settentrionale né quella meridionale, ma una che rispetti i diritti sovrani di entrambe le parti e tuteli i nostri interessi e la nostra sicurezza nazionale", ha affermato.
I funzionari iraniani sono consapevoli della "vulnerabilità politica" del presidente Donald Trump e intendono sfruttarla, se necessario, in vista del voto di midterm di novembre. Lo riferisce il Wall Street Journal che, in base a quanto affermato da un diplomatico di Teheran, aggiunge che "qualora la diplomazia dovesse fallire, l'Irgc sta valutando attacchi preventivi anche in assenza di un'offensiva americana", ha affermato il diplomatico.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato, in un comunicato in occasione del secondo anniversario della morte del leader di Hamas, che vendicheranno la morte della Guida Suprema Ali Khamenei e di Ismail Haniyeh. "La risposta a questi gravi crimini sarà severa e decisa", si legge nel comunicato. Secondo i pasdaran, i tentativi di disarmare Hamas falliranno, e la loro promessa è che "la vittoria finale della Palestina contro gli occupanti è più vicina di quanto i nemici immaginino".
La Jihad islamica palestinese ha accettato il piano di disarmo di Gaza del Board of Peace. Lo riferiscono fonti arabe alla tv saudita Al-Arabiya citate dal Times of Israel. Hamas ha ufficialmente aderito al piano la scorsa settimana. La Jihad islamica, strettamente legata e finanziata dall'Iran, è più piccola e meno potente di Hamas, ma rimane comunque un attore importante nella Striscia. Il piano prevede che i gruppi terroristici depongano le armi e che Israele si ritiri dalla Striscia, consentendo a un nascente governo tecnocratico di assumere il monopolio delle armi e del potere amministrativo. Israele si è mostrato più cauto riguardo all'accordo, sottolineando che non si ritirerà finché Hamas non sarà effettivamente disarmato. Le parti si trovano attualmente in un periodo di 14 giorni durante il quale dovrebbero definire la tempistica per l'attuazione di ciascuna fase della proposta.
L'esercito libanese ha affermato che cinque soldati sono rimasti leggermente feriti in un attacco israeliano avvenuto in mattinata nel sud del Libano. L'attacco è avvenuto nella città di Kafra, mentre le truppe libanesi stavano prestando soccorso alla popolazione locale, secondo quanto riferito dalle Forze armate libanesi. In precedenza, i media libanesi avevano riportato una forte esplosione nella città di Kounine, apparentemente causata dalla demolizione di infrastrutture di Hezbollah da parte dell'Idf.
Un organo di stampa iraniano ha smentito l'affermazione del presidente americano Donald Trump secondo cui Teheran avrebbe chiesto a Washington di non attaccare. Citando fonti militari, l'agenzia di stampa iraniana Mehr ha spiegato che le "affermazioni" del presidente statunitense Donald Trump sono "solo un'altra menzogna". "Le nostre forze sono in stato di massima allerta e pronte a qualsiasi evenienza", ha aggiunto.
L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars cita un membro del team negoziale del Paese, il quale nega che sia stato raggiunto un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato dall'agenzia Fars, la notizia diffusa dai media israeliani, secondo cui il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, avrebbe accettato un accordo tra Stati Uniti e Qatar per la spartizione del controllo dello stretto tra Iran e Oman, è "falsa".
L'Iran considera ogni minaccia proveniente dai suoi avversari come "reale e credibile", anche quando fa parte di una guerra psicologica. Lo ha dichiarato oggi il ministro della Difesa iraniano ad interim, Majid Ebn al-Reza, secondo quanto riportato dai media di Stato. "Non saremo colti alla sprovvista e non resteremo passivi", ha affermato Ebn al-Reza, aggiungendo che l'Iran utilizzerà le minacce come base per aumentare la propria prontezza militare, rafforzare la deterrenza e potenziare le proprie capacità.
Il principe ereditario dell'Arabia Saudita Mohammad bin Salman teme che il conflitto Iran-Usa possa allargarsi e precipitare. Così, in una telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha sottolineato l'importanza del dialogo e della necessità di evitare un'ulteriore escalation della guerra. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale saudita Spa, che conferma precedenti indiscrezioni. Il principe ereditario "ha sottolineato la necessità di dare priorità al dialogo per allentare le tensioni e l'importanza di compiere ogni sforzo possibile per raggiungere una tregua che apra la strada a soluzioni diplomatiche", afferma Spa. Bin Salman ha detto a Trump che raggiungere un accordo impedirebbe alla regione "di essere coinvolta in un conflitto più ampio, le cui ripercussioni comprometterebbero la sicurezza e la stabilità regionale e internazionale".
L'Iran è pienamente pronto a salvaguardare la propria sovranità, integrità territoriale e sicurezza nazionale. Lo ha affermato il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo saudita Faisal bin Farhan. "Qualsiasi azione ostile da parte degli Stati Uniti e di Israele, o la complicità di Paesi della regione, incontrerà una risposta proporzionata da parte dell'Iran, e la responsabilità di tutte le conseguenze ricadrà sui responsabili", ha sottolineato, secondo quanto riportato da Mehr. Anche Farhan ha chiesto una de-escalation della tensione.
Otto persone sono rimaste uccise in seguito a raid israeliani condotti su diversi edifici residenziali a Gaza. Lo affermano le autorità locali, nonostante Hamas abbia detto di aver sottoscritto l'accordo per l'ultimo step per la fine della guerra. Una coppia è morta in un appartamento centrato dai colpi sparati da un elicottero, ha spiegato il portavoce della difesa civile. Un anziano e un giovane, invece, sono stati uccisi in un altro attacco a ovest di Gaza City, mentre altre tre persone - compreso un bimbo - sono stati colpiti da un attacco a nordovest di Khan Younis.
Il presidente americano Donald Trump ha detto di aver "accettato di ritirare l'attacco" sull'Iran su richiesta di Teheran "e di altri Paesi del Medio Oriente" a patto che si arrivi "ad un rapido accordo" sulla "totale apertura dello Stretto di Hormuz e sulla fine della minaccia nucleare da parte dell'Iran". "Gli Stati Uniti - scrive Trump su Truth - sono pronti a intervenire contro la Repubblica Islamica dell'Iran con livelli di terrore, forza e potenza militare mai visti dalla Seconda Guerra mondiale. Nonostante ciò, ci è stato chiesto dall'Iran e da altri Paesi del Medio Oriente di sospendere qualsiasi attacco nei perimetri di un accordo che è stato raggiunto. Questo includerebbe la completa, totale e immediata apertura dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare dell'Iran. In base a questa richiesta, ho accettato, per il bene del futuro del mondo e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, di annullare l'attacco, a patto che si arrivi rapidamente a un accordo. Lo Stato di Israele si unisce a me in questo impegno. Mettetevi al lavoro, tutti, e portate a termine l'operazione".
