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Ultimo aggiornamento: 29 giorni fa
Speciale Guerra in Iran

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Militare Usa ucciso in Iraq durante la detonazione di un drone iraniano

Lo ha annunciato il Comando centrale americano. Un altro soldato è rimasto ferito ma non sarebbe grave

19 Lug 2026 - 21:53
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Dopo l'ottava notte consecutiva di attacchi americani in Iran, Teheran ha lanciato nuovi missili verso la Giordania, intercettati e abbattuti dalle forze statunitensi. I vettori erano destinati alla città meridionale di Aqaba. L'esercito israeliano ha inoltre riferito di aver lanciato intercettori del sistema Iron Dome contro alcuni frammenti che rischiavano di cadere sulla vicina città israeliana di Eilat. Intanto, il regime - per bocca del ministro degli Esteri Araghchi - fa sapere di essere pronto a valutare limiti temporanei all'arricchimento dell'uranio.

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Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha avvertito che ci sarà una risposta "adeguata" dopo che il Paese ha accusato gli Stati Uniti di aver attaccato l'impianto nucleare di Darkhovin, nel sud dell'Iran. Lo scrive la Cnn. In dichiarazioni rilasciate all'emittente statale iraniana Irib, Gharibabadi ha affermato che "il raid statunitense alla centrale nucleare di Darkhovin, ancora in costruzione, costituisce un pericoloso attacco alle infrastrutture pacifiche dell'Iran e attribuisce agli Stati Uniti la piena responsabilità delle conseguenze dell'escalation dell'insicurezza e dell'instabilità". "Pur condannando fermamente questo atto di aggressione, l'Iran adotterà le misure appropriate per difendere i propri interessi nazionali e la propria sicurezza", ha aggiunto.


Il Comando centrale americano ha annunciato la morte di un soldato Usa in Iraq durante la detonazione controllata di un ordigno inesploso proveniente da un drone iraniano abbattuto. Un secondo militare è rimasto ferito in modo non grave.


Il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi si recherà in visita in Iran nel corso di questa settimana, dopo un viaggio negli Stati Uniti,  durante il quale ha incontrato il presidente Donald Trump. Lo hanno riferito i media statali iracheni. Washington e Teheran sono i principali alleati dell'Iraq, ma la loro ostilità ha trasformato da tempo il Paese in un terreno di scontro per procura, costringendo i vari governi succedutisi nel tempo a cercare di mantenere un delicato equilibrio tra i due avversari, protagonisti negli ultimi giorni di un'escalation di attacchi reciproci. L'agenzia di stampa nazionale irachena Ina ha citato il ministero degli Esteri affermando che Zaidi visiterà Teheran "alla fine di questa settimana" e dovrebbe firmare protocolli d'intesa "per rafforzare i legami bilaterali".


"Seguendo gli ordini e le direttive del nostro leader supremo Seyed Mojtaba Khamenei, ricordiamo al "Grande Satana" e nemico americano criminale, infedele e ingannevole, che qualsiasi atto di aggressione, totalitarismo e barbarie riceverà una risposta decisiva e devastante da parte dei combattenti devoti, coraggiosi e potenti delle forze armate". Lo ha detto Ali Abdollahi Aliabadi, comandante del Quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, lo stato maggiore unificato delle Forze armate iraniane. Lo riporta l'agenzia Irna. "Faremo loro pagare un prezzo più pesante di quello di una seconda o terza guerra imposta", ha concluso.


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Missili balistici lanciati dall'Iran contro la città giordana di Aqaba sono stati intercettati dai sistemi di difesa aerea statunitensi. È quanto emerge da una prima valutazione delle Forze di difesa israeliane (Idf), secondo cui durante l'attacco sono entrati in azione anche gli intercettori israeliani Iron Dome per neutralizzare frammenti potenzialmente diretti verso la vicina città di Eilat. Forti esplosioni sono state udite nell'area israeliana affacciata sul Mar Rosso e immagini diffuse sui social media mostrano scie di fumo nel cielo. A Eilat non sono tuttavia risuonate le sirene d'allarme, poiché i frammenti sarebbero stati intercettati prima di rappresentare una minaccia diretta per la popolazione. Non sono state segnalate vittime o danni. L'Idf aveva inizialmente avvertito che i missili diretti contro Aqaba avrebbero potuto sconfinare nello spazio aereo israeliano.


L'Iran è disponibile a valutare, per un periodo limitato, restrizioni al livello di arricchimento dell'uranio e alle modalità di utilizzo del materiale nucleare, ma non accetterà di rinunciare completamente all'arricchimento. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una lunga intervista al giornalista Javad Mogouei diffusa attraverso i suoi canali ufficiali. Araghchi ha riferito che, durante l'ultimo ciclo di colloqui a Ginevra, Teheran aveva presentato "proposte innovative" che avrebbero consentito di preservare l'arricchimento sul territorio iraniano e, contemporaneamente, di rispondere alle preoccupazioni occidentali circa una possibile dimensione militare del programma nucleare. "Siamo pronti ad adottare misure per rafforzare la fiducia, ma non rinunceremo ai nostri diritti", ha affermato il ministro.


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esortato i Repubblicani a includere l'Iran nella legge che impone sanzioni alla Russia, in discussione al Congresso. "I Repubblicani dovrebbero includere l'Iran nel Russian sanctions bill", ha scritto Trump in un messaggio pubblicato sul proprio profilo Truth. "E' esattamente quello che Lindsey (Graham, senatore repubblicano deceduto di recente) voleva fare", ha aggiunto Trump rimarcando il messaggio come "Importante!!!". Il messaggio si inserisce nel pieno del dibattito in corso per l'approvazione di un possibile nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, soprattutto in risposta al prolungarsi del conflitto con l'Ucraina, e nel momento in cui la Casa Bianca intende intensificare ulteriormente la pressione du Teheran.


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Gli Stati Uniti hanno attaccato il sito della centrale nucleare di Darkhovin. Lo riferisce l'Organizzazione per l'Energia Atomica dell'Iran, citata dai media locali, spiegando che diversi proiettili hanno colpito il sito della centrale ancora in costruzione nella provincia del Khuzestan. La costruzione dell'impianto è iniziata nel 2022.


Due uomini sono stati giustiziati oggi a Isfahan in Iran con l'accusa di aver partecipato alle proteste di gennaio. "Erfan Esfandiari e Golmohammad Mohammadi erano accusati di aver partecipato alle sommosse armate per rovesciare la Repubblica Islamica a Isfahan l'8 gennaio, durante le quali quattro agenti di polizia sono stati uccisi negli scontri con i manifestanti", si legge in un provvedimento della magistratura, citato dall'agenzia Irna.


La Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniani ha affermato che due navi che tentavano di lasciare lo Stretto di Hormuz attraverso quella che ha definito una "rotta non sicura" sono state coinvolte in alcuni "incidenti" e sono state fermate, mentre altre due si sarebbero rifiutate di proseguire lungo quella rotta. Lo riporta Al Jazeera, aggiungendo che i Pasdaran non hanno specificato in cosa consistessero gli incidenti. Secondo i Guardiani della Rivoluzione, le imbarcazioni avrebbero disattivato i sistemi di navigazione e ignorato gli avvertimenti ricevuti. Le navi che trasportano petrolio, gas o fertilizzanti, hanno aggiunto i Pasdaran, devono ottenere un'autorizzazione e utilizzare il passaggio loro assegnato avvertendo che le imbarcazioni che percorrono rotte diverse rischiano di andare incontro a "incidenti".


La polizia israeliana ha aperto un'indagine penale sull'incendio divampato durante la notte in una moschea di At Tuwani, villaggio palestinese nelle colline a sud di Hebron, in Cisgiordania. Gli abitanti sostengono che si sia trattato di un attacco doloso compiuto da coloni israeliani. In una nota, la polizia ha riferito che gli agenti hanno effettuato ricerche nella zona per individuare i responsabili, mentre una squadra della scientifica ha raccolto elementi di prova sul luogo dell'incendio. Le autorità non hanno tuttavia confermato l'origine dolosa del rogo, precisando che gli accertamenti sulle cause sono ancora in corso. Secondo quanto riferito dal quotidiano Times of Israel, nell'episodio è stata incendiata anche un'automobile, mentre l'edificio religioso ha subito danni ed è stato imbrattato con una Stella di David e la scritta "Havat Gilad". Il riferimento è all'avamposto israeliano situato a ovest di Nablus, dove sabato un vasto incendio ha raggiunto diverse abitazioni. Un primo accertamento aveva indicato che quest'ultimo rogo potesse essere stato provocato da una sigaretta accesa lanciata dal finestrino di un'automobile, ma la polizia ha precisato che le indagini proseguono "per arrivare alla verità e individuare le persone coinvolte".


L'Iran afferma di aver attaccato con droni installazioni e attrezzature militari americane presso Camp Al-Adeeri e la base di Ali Al-Salem in Kuwait. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim riporta di attacchi missilistici contro obiettivi in Kuwait e a Erbil, nel Kurdistan iracheno, mentre l'esercito del Kuwait in precedenza aveva reso noto che le difese aeree stavano intercettando attacchi missilistici e di droni iraniani.


Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver abbattuto un drone statunitense MQ-9 Reaper nei cieli di Ahvaz, capoluogo della provincia sudoccidentale del Khuzestan. Secondo il comunicato dei Pasdaran, rilanciato dai media iraniani, il velivolo è stato individuato e colpito da un nuovo sistema avanzato di difesa aerea della Forza aerospaziale, operante sotto il controllo della rete integrata di difesa nazionale. Gli Stati Uniti non hanno al momento confermato la perdita del drone. Tre giorni fa le Guardie rivoluzionarie avevano rivendicato l'abbattimento di un altro MQ-9 nei cieli di Andimeshk, sempre nella provincia del Khuzestan. All'inizio di luglio, una fonte statunitense citata da "Abc News" aveva riconosciuto che l'Iran aveva abbattuto circa 30 droni MQ-9 dall'inizio del conflitto. Il Reaper è un velivolo senza pilota impiegato dalle forze statunitensi per missioni di sorveglianza, ricognizione e attacco.


La Siria ha condannato con fermezza i nuovi attacchi iraniani condotti con missili e droni contro Kuwait, Oman, Bahrein e Giordania, oltre che contro la Regione del Kurdistan iracheno. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri siriano in una nota diffusa dall'agenzia di stampa Sana. Secondo la diplomazia di Damasco, gli attacchi rappresentano "una flagrante violazione della sovranità degli Stati", una minaccia diretta alla loro sicurezza e stabilità e una violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Il ministero ha espresso la "piena solidarietà" della Siria ai Paesi arabi colpiti, ribadendo il rifiuto di qualsiasi azione suscettibile di destabilizzare la regione. Damasco ha inoltre esortato al rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale degli Stati e all'osservanza dei principi del diritto internazionale. La presa di posizione giunge all'indomani di un attacco iraniano nella Siria orientale, il primo noto sul territorio del Paese dall'inizio dell'attuale conflitto. Le Guardie rivoluzionarie avevano rivendicato un'operazione contro un presunto centro di comando delle forze speciali statunitensi ad Al Tanf. Una fonte militare siriana ha tuttavia riferito alla stampa internazionale che l'attacco era avvenuto nei pressi della base, senza provocare vittime o danni. Il presidente Ahmed al Sharaa aveva dichiarato che la Siria sarebbe rimasta fuori dal conflitto regionale finchè non fosse stata attaccata direttamente.


Sirene antiaeree in Bahrein, dopo lo scambio di attacchi tra Usa e Iran. Il ministero dell'Interno del Bahrein ha comunicato l'attivazione delle sirene di allarme e ha invitato i cittadini a recarsi nel luogo sicuro più vicino. Lo riporta l'emittente tv Al Jazeera.


"Non me ne potrebbe importare di meno". Ha risposto così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in una intervista telefonica all'emittente NewsNation, a chi gli chiedeva dell'annuncio dell'Iran che ha annullato il memorandum d'intesa con gli Stati Uniti.


E' salito a 16 il numero dei militari statunitensi morti dall'inizio della guerra con l'Iran, dopo che il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato la morte di altri due militari in Giordania. I due sono stati uccisi il 17 luglio mentre le forze statunitensi e quelle dei Paesi partner contrastavano attacchi iraniani condotti con missili balistici e droni. Secondo il comunicato del Centcom, un altro militare statunitense risulta ancora disperso. Quattro membri delle forze armate Usa sono stati evacuati in ospedali giordani e successivamente dimessi, mentre altri militari visitati per ferite lievi sono già tornati in servizio.


I militari statunitensi dovrebbero fuggire dalla regione prima che l'Iran impartisca agli Stati Uniti le "lezioni indimenticabili" annunciate dalla Guida suprema Mojtaba Khamenei. E' quanto ha scritto su X Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento iraniano. "Se i soldati americani sapessero cosa intendeva il nostro saggio e potente leader con il riferimento a lezioni indimenticabili, non perderebbero nemmeno un secondo per fuggire", ha affermato Azizi. Il parlamentare si riferiva al messaggio scritto diffuso da Khamenei, nel quale la Guida suprema ha accusato gli Stati Uniti di aver nuovamente alimentato la guerra e di essere disposti a sostenere "costi più pesanti" e a subire ulteriore discredito. "Il nemico americano sappia che la cara nazione iraniana e il fronte della resistenza hanno per lui lezioni indimenticabili", aveva affermato Khamenei, citando come primi esempi la condotta delle forze iraniane e della popolazione del sud del Paese. In risposta, gli Stati Uniti hanno condotto nella notte tra sabato e domenica l'ottavo attacco consecutivo giornaliero contro l'Iran, colpendo, secondo il Comando centrale statunitense (Centcom), infrastrutture di sorveglianza costiera e difesa aerea, capacità navali, depositi di missili e droni e reparti dei Guardiani della rivoluzione.


La Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, non si troverebbe in Iran. Lo ha affermato una fonte della sicurezza israeliana all'emittente saudita Al Hadath. Secondo la stessa fonte, i messaggi attribuiti alla Guida suprema sarebbero in realtà scritti da Ahmad Vahidi, comandante dei pasdaran, e da altri esponenti dell'organizzazione. Le indiscrezioni giungono mentre persistono gli interrogativi sull'assenza pubblica di Mojtaba Khamenei, nominato Guida suprema dopo l'uccisione del padre nei raid statunitensi e israeliani del 28 febbraio. Da allora Khamenei non è mai apparso in pubblico e ha comunicato esclusivamente attraverso dichiarazioni scritte. In un messaggio diffuso ieri dalla televisione iraniana, il leader iraniano ha accusato gli Stati Uniti di aver riacceso la guerra e definito "priva di valore" la firma del presidente Donald Trump sul memorandum d'intesa con Teheran.


L'esercito iraniano ha affermato di aver sferrato un attacco su larga scala con droni contro due "strutture militari statunitensi" in Kuwait. Lo riporta Al Jazeera. In una dichiarazione diffusa dall'emittente statale Irib, l'esercito ha dichiarato che i suoi "droni distruttivi" hanno colpito un deposito di munizioni a Camp Al Adiri, nonché sistemi Patriot e radar di difesa aerea presso la base aerea di Ali Al Salem.


Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha fatto sapere di aver "completato un’altra serie di attacchi contro l’Iran". Durante l’ottava notte consecutiva di attacchi statunitensi, le forze americane avrebbero preso di mira strutture militari iraniane di sorveglianza costiera e di difesa aerea, le capacità marittime e i siti di stoccaggio di missili e droni "al fine di continuare a indebolire le capacità militari iraniane". Le forze armate statunitensi hanno inoltre preso di mira le forze del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche che il 17 luglio avevano sferrato attacchi contro membri delle forze armate statunitensi in Giordania.


La morte dei due militari in un attacco dell'Iran in Giordania è "una cosa molto triste". Così il presidente americano Donald Trump, in un'intervista telefonica all'emittente NewsNation, ha commentato l'uccisione di soldati americani in Giordania: "È doloroso assistere a tutto ciò. È un sacrificio compiuto al servizio del nostro Paese". Il tycoon ha poi ribadito che l'Iran "non avrà mai l'arma nucleare".


Dopo che gli Usa hanno lanciato pesanti raid intorno alla mezzanotte italiana per "punire tempestivamente" i pasdaran, Teheran ha sminuito gli effetti degli attacchi americani su Sirik, località vicino allo Stretto di Hormuz. Secondo l'agenzia di stampa Mehr, "non sono stati segnalati feriti né danni a infrastrutture residenziali e commerciali".


Nei raid americani della notte passata sarebbe stata colpita anche l'isola di Qeshm, di fronte al porto iraniano di Bandar Abbas. Lo ha riferito l'ufficio del governatore dell'Hormozgan. L'agenzia di stampa Tasnim riferisce che almeno sei missili hanno colpito aree alla periferia dell'isola di Qeshm. Diverse esplosioni sarebbero state segnalate anche a Bandar Abbas, sulla costa sud dell'Iran, ma non ci sono al momento conferme ufficiali.

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