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Iran, Pentagono Usa: "Possiamo mantenere il blocco navale a tempo indeterminato" | Raid degli Houthi su raffineria saudita
L'ambasciatore Usa in Israele: "L'assedio dei coloni alle case palestinesi è terrorismo". In Iran e in Oman intanto preoccupano le fuoriuscite di greggio in mare
Per il segretario della Difesa americano, Pete Hegseth, non ci sono dubbi: gli Usa possono mantenere il blocco navale ai porti iraniani "a tempo indeterminato". La situazione resta tesa. Gli Houthi affermano di aver attaccato una raffineria Aramco a Jazan, in Arabia Saudita, con due droni. L'attacco, fa sapere una fonte militare del proxy iraniano, è una risposta a quelle che il gruppo ha descritto come violazioni saudite dello spazio aereo e della sovranità yemenita nelle province di Saada e Hajjah.
Il rapporto tra Tel Aviv e Washington presenta segni di frizione. "L'assedio alle case dei palestinesi da parte dei coloni è un atto di terrorismo". Non usa mezze parole Mike Huckabee, ambasciatore Usa in Israele, nel denunciare le azioni dei coloni israeliani che in questi giorni si sono fatte sempre più violenti. Mentre l'Agenzia internazionale dellìenergia avverte che le scorte globali di greggio stanno diminuendo rapidamente a causa del blocco ancora in vigore nello Stretto di Hormuz, per via della guerra tra Stati Uniti e Iran, ora gli occhi del Golfo arabo sono puntati anche su un'allerta ambientale sempre più preoccupante a causa di due importanti fuoriuscite di petrolio da due navi cisterna vicino alle coste di Iran e Oman. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei: "Le parti che traggono beneficio dal traffico commerciale hanno un obbligo legale e morale di contribuire al risanamento dei danni ambientali nella regione".
"L'Iran è pesantemente sconfitto" e molto presto "dichiareremo lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti". Donald Trump, parlando a un evento nello Stato di New York, ha detto che "nessuna nave può andarci se non lo vogliamo noi', ricordando l'impegno dei militari Usa verso i blocchi iraniani. "Abbiamo eretto una barriera d'acciaio", ha proseguito il tycoon, ribadendo che "non permetteremo mai all'Iran di avere armi nucleari".
Le forze armate americane hanno perso almeno 45 droni MQ-9 Reaper durante il conflitto con l'Iran, ovvero circa il 25% della propria flotta. Lo riferiscono funzionari informati al Washington Post nell'ennesimo allarme sulla riduzione delle scorte di armi Usa a causa della guerra contro Teheran. Considerando che ogni Reaper può costare tra i 30 e i 50 milioni di dollari a seconda dei sensori e degli armamenti installati, il valore complessivo delle perdite supera gli 1,3 miliardi di dollari. I droni sono stati impiegati principalmente per missioni di sorveglianza e attacchi mirati, in particolare nell'area dello Stretto di Hormuz.
2Pete Hegseth afferma che gli Usa possono mantenere il blocco navale ai porti iraniani "a tempo indeterminato". Parlando con i media il segretario alla Difesa americano ha ribadito che le forze armate sono in grado di mantenere un blocco ai porti iraniani per tutto il tempo necessario. "La marina degli Stati Uniti può mantenere un blocco del genere a tempo indeterminato grazie alla rotazione delle navi - come abbiamo già fatto e continueremo a fare", ha detto Hegseth ai giornalisti.
Un funzionario libanese ha smentito una notizia di Reuters secondo cui Beirut avrebbe raggiunto un accordo con Israele su una lista ristretta di Paesi che potrebbero inviare truppe in Libano per verificare il disarmo di Hezbollah, dopo un'analoga smentita da parte israeliana. Un accordo del 26 giugno, mediato dagli Stati Uniti, collegava il graduale ritiro delle truppe israeliane dal Libano meridionale al "disarmo verificato" da parte del governo libanese di tutti i gruppi armati non statali, compresa l'organizzazione Hezbollah, sostenuta dall'Iran. Hezbollah, che non è parte dell'accordo, ha respinto l'ipotesi di deporre le armi. La scorsa settimana Reuters aveva riferito che Libano e Israele avevano concordato una lista ristretta e mercoledì, citando tre fonti, aveva riferito che tale lista comprendeva Regno Unito, Italia, Svizzera e Indonesia come potenziali Paesi partecipanti al meccanismo di verifica.
Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato che le forze di sicurezza hanno smantellato due cellule terroristiche legate ai servizi segreti statunitensi e israeliani, mentre tentavano di entrare nel Paese attraverso la città di Khash, nella provincia del Sistan e Baluchistan, nel sul del Paese. Durante l'operazione, quattro terroristi sono stati arrestati e altri due sono stati uccisi negli scontri con le forze di sicurezza. Secondo il ministero, le cellule stavano pianificando di destabilizzare la sicurezza nella provincia e di colpire infrastrutture economiche chiave nelle sue regioni meridionali.
L'Iran adotterà un atteggiamento ancora più duro e aggressivo in caso di un nuovo conflitto. Lo ha affermato il generale di brigata Rasoul Sanaei-Rad, consigliere politico dell'ufficio della Guida suprema, citato dall'agenzia Fars. "Abbiamo resistito con fermezza nella recente guerra e, se Dio vuole, resisteremo con ancora maggiore fermezza e in modo più aggressivo in un'eventuale guerra futura", ha dichiarato.
Secondo la tv pubblica israeliana Kan, l'Idf ha ordinato agli abitanti delle case sotto assedio a Qusra, in Cisgiordania, e ai residenti della zona di evacuare "entro un'ora" in vista di un'operazione militare destinata a durare diversi giorni. L'esercito ha inviato sul posto il 51mo battaglione della brigata Golani in seguito all'assedio iniziato domenica di coloni estremisti a una abitazione di Qusra. Il sindaco del villaggio ha dichiarato ad Al Jazeera che l'Idf ha completamente chiuso l'area, imposto il coprifuoco e dispiegato centinaia di soldati per smantellare l'avamposto degli ultraortodossi.
Gli Stati Uniti "stanno commettendo un grave errore di valutazione riguardo allo Stretto di Hormuz". Lo afferma il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un messaggio su X, dopo che ieri il presidente statunitense, Donald Trump, aveva dichiarato che sono gli Usa ad avere "il controllo totale" sullo Stretto di Hormuz. Secondo Araghchi, questo "errore di valutazione" è "ancor più' grave" di quello compiuto dagli Usa quando avevano avviato la guerra contro Teheran. Il ministro iraniano ha quindi imputato la causa di questo "errore" al "fallimento dei servizi segreti di Washington", aggiungendo: "Peggio delle fake news sono le informazioni false fornite dai servizi segreti".
Il nuovo capo della forza paramilitare iraniana Basij, Hojjatoleslam Hossein Taeb, ha affermato che lo Stretto di Hormuz è "sotto il controllo e la gestione dell'Iran", all'indomani delle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, secondo cui gli Stati Uniti hanno "il pieno controllo" dello Stretto. "Oggi vedete che lo Stretto di Hormuz è sotto la gestione e il controllo della Repubblica Islamica e il nostro Paese continua il suo cammino in completa sicurezza. Gli americano hanno visto la potenza della rivoluzione islamica".
"Non lasceremo la nostra casa, qualunque cosa accada": lo ha detto Aisha Abu Rida, che fa parte dei palestinesi attualmente assediati nelle loro case dai coloni israeliani che bloccano le strade e interrompono l'erogazione di acqua ed elettricità nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania. "Siamo circondati dai coloni israeliani, ma restiamo saldi", ha detto Abu Rida, citata dai media panarabi: "Anche se dovessimo diventare martiri, chiediamo di essere sepolti nella nostra casa, affinché rimanga a testimonianza dei crimini commessi dai coloni contro di noi e contro il popolo palestinese", ha aggiunto.
Durante la notte, le forze di sicurezza hanno smantellato due avamposti illegali di coloni situati nell'Area B della Cisgiordania, alla periferia delle aree di Qusra e Jalud, e hanno confiscato l'equipaggiamento, un cittadino israeliano è stato fermato. Lo riferisce in una nota l'Idf. "I soldati svolgeranno attività di difesa e pattugliamenti nella zona, al fine di mantenere la sicurezza e proteggere l'area", aggiunge il comunicato.
"Le azioni di coloro che hanno compiuto questo orribile atto di terrorismo, volto a intimidire e molestare questa famiglia, sono ripugnanti": lo scrive su X Mike Huckabee, l'ambasciatore statunitense in Israele, riferendosi ai coloni israeliani che assediano l'abitazione di due famiglie palestinesi a Qusra, in Cisgiordania. "Non ci sono scuse per un comportamento così violento", ha scritto l'ambasciatore. Tra le abitazioni nel mirino c'è anche una di proprietà di un cittadino statunitense.
Il ripristino dell'ecosistema marino deve essere parte integrante dei futuri accordi sullo Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, in un lungo post su X in riferisce dei danni ambientali subiti dall'isola di Qeshm e dalle acque del Golfo, documentati da video pubblicati di recente sui social. Il post si apre con una domanda: "Perché affrontare le condizioni ambientali dello Stretto di Hormuz e delle acque circostanti deve essere parte integrante di qualsiasi futura gestione dello Stretto?". "Nei giorni scorsi sono emersi video che mostrano l'inquinamento da petrolio lungo le coste dell'isola di Qeshm. L'inquinamento è arrivato sulla costa dal Golfo Persico e le prime prove indicano una nave mercantile straniera come fonte. La contaminazione è stata documentata in tre siti costieri e su tratti di superficie marina", ha scritto il portavoce. Che poi conclude: "Ogni soggetto che trae beneficio dal traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz ha l'obbligo, sia legale che morale, di porre rimedio al danno ambientale arrecato al Golfo Persico e al Mar d'Oman".
Le forze israeliane hanno effettuato raid nelle prime ore del mattino in tre città e villaggi del governatorato di Nablus: lo riferisce la palestinese Wafa, precisando che durante le operazioni all'alba, veicoli militari sono entrati a Burqa, situata a nord-ovest di Nablus, a Qusra, a sud, e a Salem, a est. A Burqa, le truppe israeliane hanno fatto irruzione in diverse abitazioni, arrestando numerosi palestinesi. A Qusra sono stati dispiegati veicoli militari pesanti accompagnati da un bulldozer blindato, mentre a Salem le pattuglie hanno perquisito diversi quartieri e le strade principali. Wafa ha inoltre riferito che le forze israeliane hanno arrestato cinque palestinesi provenienti dalle città di Allar, Seida e Qaffin, a nord di Tulkarem.
Le operazioni militari statunitensi contro le milizie sciite Houthi in Yemen hanno provocato la morte di 153 civili e il ferimento di altri 243 nel 2025, secondo una valutazione del Pentagono contenuta nel rapporto annuale sulle vittime civili inviato al Congresso. Tutti i morti e i feriti civili registrati dalle forze statunitensi nell'anno sono riconducibili a tre raid condotti nell'aprile 2025 contro postazioni degli Houthi nella capitale Sana'a e nei suoi dintorni e contro il porto petrolifero di Ras Isa. Il bilancio rappresenta un netto aumento rispetto al 2024, quando il Pentagono aveva attribuito alle operazioni statunitensi in Yemen due morti e due feriti tra i civili.
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che affrontare le problematiche ambientali dello Stretto di Hormuz e delle acque circostanti deve essere parte integrante di qualsiasi futura gestione di questa importante via navigabile. La dichiarazione è stata ripresa da Al-Jazeera. Baghaei ha citato il recente inquinamento da petrolio lungo le coste dell'isola di Qeshm, affermando che le prove preliminari indicano una nave mercantile straniera come responsabile. Ha aggiunto che l'incidente è solo un esempio dei decenni di inquinamento diffuso che affliggono il Golfo Persico e il Mar d'Oman, e ha sostenuto che le parti che traggono beneficio dal traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz hanno un "obbligo legale e morale" di contribuire al risanamento dei danni ambientali nella regione.
L'Agenzia internazionale energia lancia i primi segnali di allerta. La domanda mondiale di petrolio è in calo nel 2026 per via della persistente chiusura dello Stretto di Hormuz, con l'aumento dei prezzi del carburante che continua a pesare sul consumo di petrolio. Al contempo l'offerta globale di petrolio, ma è rimasta sotto i livelli dell'anno precedente: "Le rinnovate ostilità e le interruzioni marittime a luglio e inizio agosto hanno minato gli sforzi di ripresa, riducendo la fornitura prevista di petrolio per il terzo trimestre del 2026", sottolinea l'Agenzia. A livello globale le scorte di petrolio sono crollate nel mese di luglio, mentre le nuove interruzioni delle esportazioni dal Golfo e dal Mar Caspio hanno portato a volumi nettamente inferiori di petrolio trasportato via acqua.
Una fuoriuscita di petrolio dalla petroliera Caroline Bezengi, incagliata al largo dell'Oman, ha iniziato a raggiungere le coste del Paese e potrebbe trasformarsi in uno dei più gravi disastri ambientali di questo tipo degli ultimi anni. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale omanita, secondo cui alcune spiagge sono già state contaminate e altre decine di chilometri di costa potrebbero essere interessate. Secondo John Amos, specialista di fuoriuscite petrolifere citato da Reuters, la chiazza avrebbe ormai un'estensione superiore a 2.000 chilometri quadrati. "Più aspettiamo, più quella petroliera si deteriora e più l'operazione di recupero diventa complicata, difficile e potenzialmente pericolosa", ha avvertito.
L'Iran sta combattendo contro una fuoriuscita di petrolio al largo dell'isola di Qeshm. Le immagini satellitari, scrive Bloomberg sul suo sito, mostrano una scia scura e allungata nelle acque al largo del villaggio costiero di Shib Deraz, un'area di riproduzione per le tartarughe marine embricate in via di estinzione, oltre a depositi neri sulle spiagge. L'agenzia iraniana Isna ha riferito che sono in corso le operazioni di bonifica, ma non ha specificato la fonte dell'inquinamento. TankerTrackers.com ha commentato la fuoriuscita in un post su X, suggerendo che sia il risultato di un attacco iraniano a una nave all'inizio di questo mese.
