Secondo l'Iran, "gli Stati Uniti hanno violato il cessate il fuoco" stabilito l'8 aprile, primo segnale di distensione dopo l'inizio del conflitto del 28 febbraio. Le forze Usa, secondo Teheran, hanno preso di mira una petroliera iraniana in movimento dalle acque costiere, oltre a una nave in ingresso nello Stretto di Hormuz di fronte al porto emiratino di Fujairah. Ma il presidente americano Donald Trump ha minimizzato: gli attacchi sono stati soltanto un love tap, un "buffetto". Poi ha aggiunto: "Il cessate il fuoco continua".
Il presidente americano Donald Trump ha detto di aspettarsi "stanotte" una risposta dall'Iran sulla sua ultima proposta di accordo di pace: "Dovrei ricevere una lettera dall'Iran stanotte, quindi vedremo come andrà a finire". "Lo scopriremo molto presto", ha detto replicando alla domanda se l'Iran stia intenzionalmente rallentando il processo dei colloqui.
Il movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah ha affermato di aver attaccato la base aerea militare di Meron, nel nord di Israele, "con uno sciame di droni suicidi". Si tratta del secondo attacco rivendicato oggi da Hezbollah contro il nord di Israele. In un comunicato, Hezbollah ha inoltre rivendicato un attacco contro un carro armato israeliano Merkava nella località di Bayada, a Tiro, nel sud del Libano, utilizzando "un missile anticarro lanciato da un drone suicida". Il gruppo ha infine dichiarato di aver sparato contro militari israeliani a Deir Seriane, nel sud-est del Libano, per poi prendere di mira i rinforzi arrivati sul posto "sotto la copertura di una fitta cortina di fumo".
Israele e Libano riprenderanno i negoziati con due giorni di "intensi colloqui", facilitati dagli Stati Uniti, il 14 e 15 maggio. Lo ha reso noto il Dipartimento di Stato Usa in un comunicato sul proprio sito web. "Proseguendo il ciclo del 23 aprile, condotto personalmente dal presidente Trump, entrambe le delegazioni si impegneranno in discussioni dettagliate finalizzate a far progredire un accordo complessivo di pace e sicurezza che affronti in modo sostanziale le principali preoccupazioni di entrambi i Paesi. Questi colloqui mirano a rompere in modo decisivo con l'approccio fallimentare degli ultimi due decenni, che ha permesso ai gruppi terroristici di consolidarsi, arricchirsi, minare l'autorità dello Stato libanese e mettere in pericolo il confine settentrionale di Israele", si legge nella nota. "Le discussioni serviranno a costruire un quadro per accordi di pace e sicurezza duraturi, il pieno ripristino della sovranità libanese su tutto il suo territorio, la delimitazione dei confini e la creazione di percorsi concreti per gli aiuti umanitari e la ricostruzione in Libano. Entrambe le parti si sono impegnate ad affrontare questi colloqui tenendo presenti i rispettivi interessi nazionali, e gli Usa lavoreranno per conciliare tali interessi in modo da garantire una sicurezza duratura a Israele e sovranità e ricostruzione al Libano", prosegue il comunicato. "Gli Usa continueranno a sostenere entrambi i Paesi nel loro sforzo di raggiungere una svolta decisiva", conclude la nota.
Una vasta chiazza di petrolio si sta espandendo nel Golfo persico al largo dell'isola iraniana di Kharg, principale terminale di esportazione del greggio dell'Iran, alimentando nuove preoccupazioni sullo stato delle infrastrutture petrolifere iraniane sotto pressione per il blocco navale imposto dagli Stati uniti. Lo scrive oggi il New York Times. Le immagini satellitari mostrano quella che appare come una fuoriuscita al largo della costa occidentale dell'isola. Secondo una stima di Orbital EOS, servizio globale di monitoraggio degli sversamenti petroliferi, la chiazza si estendeva giovedì su oltre 20 miglia quadrate. Più di 3.000 barili di petrolio potrebbero essere finiti in mare, ha indicato Orbital EOS. La causa esatta della perdita non è chiara. Le infrastrutture petrolifere e del gas dell'Iran sono sotto forte pressione a causa del blocco statunitense nello Stretto di Hormuz, il passaggio stretto verso il Golfo persico attraverso cui normalmente transita tra il 20 e il 25 per cento del petrolio mondiale trasportato via mare. Il governo iraniano ha inoltre limitato il traffico navale attraverso lo stretto, mentre i colloqui sulla riapertura del passaggio sono in stallo. Navi e impianti hanno subito danni negli attacchi statunitensi e israeliani, aumentando la loro vulnerabilità a possibili fuoriuscite.
Una fonte militare iraniana anonima ha dichiarato all'agenzia di stampa iraniana Tasnim che, sebbene la situazione sia attualmente "calma", qualora gli Stati Uniti tentassero di rientrare nello Stretto di Hormuz e "disturbassero" le navi iraniane, "esiste ancora la possibilità di una ripresa di tali conflitti nella regione". In precedenza, l'agenzia di stampa iraniana Fars aveva segnalato "scontri sporadici" tra le forze iraniane e navi della marina statunitense nello stretto.
''La politica della Repubblica Islamica dell'Iran è quella di ampliare le relazioni amichevoli basate sul rispetto reciproco e sugli interessi condivisi. Le politiche di colonialismo e sfruttamento non troveranno posto nel mondo futuro. Così come la tolleranza è profondamente radicata nella cultura del nostro popolo, la lotta contro l'oppressione risplende nella storia di questa terra''. Lo ha scritto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un post su 'X'.
"L'Italia sta lavorando incessantemente per favorire una de-escalation" nel Golfo Persico così "da contenere il peso delle conseguenze economiche della crisi sulle nostre famiglie e imprese". Lo ha detto oggi la premier Giorgia Meloni, intervenendo dal palco dell'evento "L'agricoltura, il futuro" di Confagricoltura, che si è tenuto alla Triennale di Milano. Una crisi che impatta anche "sulla questione fertilizzanti". In ambito europeo "abbiamo chiesto e ottenuto la sospensione dei dazi sui fertilizzanti di importazione con l'obiettivo di calmierare il mercato", ha poi aggiunto la premier.
"Le conseguenze di questo avventurismo capriccioso e di questo comportamento sconsiderato sono ormai evidenti al mondo intero. I tweet deliranti non hanno più alcun peso sulla realtà". Lo afferma su X Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, dopo che il Centcom ha riferito di aver "neutralizzato due petroliere iraniane nel Golfo dell'Oman". Baghaei ha poi risposto alle frasi del presidente Usa Donald Trump sulla violazione del cessate il fuoco a Hormuz, affermando che eufemismi come "un leggero colpo" non possono "cancellare la vergogna nata da una valutazione errata".
"Non direi che c'è una freddezza politica con gli Usa. Alcune cose ci convincono, altre no. Siamo disponibili a partecipare a una missione internazionale a Hormuz, una volta raggiunto il cessate il fuoco. Siamo per un accordo tra Iran e Usa. La linea rossa resta il no al nucleare iraniano". Lo afferma sul suo incontro con il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Rubio - prosegue Tajani - ha detto che è un grande sostenitore della Nato. Non ha parlato di spostamenti di truppe Usa, perché su questo deciderà Trump. L'Alleanza Atlantica è fondamentale anche per gli Usa".
ll vicepresidentte americano JD Vance è impegnato alla Casa Bianca col premier del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, avendo in agenda la discussione dei negoziati in corso con l'Iran. I qatarioti, ha riferito Axios, rappresentano un canale di comunicazione riservato fondamentale tra gli Stati Uniti e l'Iran nel complesso dialogo per porre fine alla guerra, in base a quanto riferito da un funzionario statunitense.
Le forze militari Usa hanno neutralizzato oggi le petroliere Sea Star III e Sevda, impegnate a raggiungere un porto iraniano sul Golfo di Oman, in violazione del blocco americano. Lo riferisce su X il Centcom, secondo cui si è trattato di due navi cisterna battenti bandiera iraniana, prive di carico. Il 6 maggio, le forze Usa hanno neutralizzato la Hasna. Le tre navi hanno interrotto la navigazione verso l'Iran. "Le forze statunitensi in Medio Oriente rimangono impegnate nella piena attuazione del blocco contro le unità in entrata o in uscita dall'Iran", ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom.
"Sono sempre stato un forte sostenitore della Nato durante tutta la mia carriera al Senato e anche adesso. Il vantaggio di essere nella Nato è che ci permette di avere forze schierate in Europa e basi che ci consentono una capacità logistica di proiezione in caso di necessità", ha detto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, in un'intervista a Fox News. "Ma abbiamo avuto una necessità molto importante e alcuni paesi in Europa, come la Spagna ad esempio, ci hanno negato l'uso di quelle basi. Ciò ha avuto un costo e di fatto ha persino creato alcuni pericoli inutili".
Rubio ha poi concluso: "Ilvantaggio della Nato era la capacità di avere forze schierate in Europa che potremmo proiettare per altre necessità, e ora questo non è più il caso. Almeno per quanto riguarda alcuni membri della Nato, questo è un problema e deve essere esaminato. Ma in definitiva è una decisione che spetta al presidente".
"Per quanto riguarda i negoziati, la proposta Usa è ancora in fase di valutazione. Una volta raggiunta la conclusione definitiva, la annunceremo senza dubbio". Lo ha dichiarato Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, come riporta Tasnim. Riguardo le possibili violazioni della tregua, Baghaei ha affermato che Teheran rimane "nominalmente in una situazione di cessate il fuoco", ma ha aggiunto che le forze armate del Paese stanno monitorando gli sviluppi.
"Attualmente, le forze statunitensi stanno impedendo a oltre 70 petroliere di entrare o uscire dai porti iraniani". Lo ha reso noto su X il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). "Queste navi commerciali hanno la capacità di trasportare oltre 166 milioni di barili di petrolio iraniano, per un valore stimato di oltre 13 miliardi di dollari".
Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro petroliere legate all'Iran vicino alla zona di blocco dello stretto di Hormuz. Lo riporta Fox News, secondo cui le forze americane hanno condotto ulteriori operazioni aeree nell'area colpendo diverse petroliere vuote che tentavano di forzare il blocco navale.
La marina iraniana ha sequestrato una petroliera, la Ocean Koi, accusata dalle autorità di aver tentato di ostacolare le esportazioni di petrolio e gli interessi nazionali dell'Iran. Lo riporta l'agenzia Tasnim. I commando della marina iraniana hanno effettuato il sequestro durante quella che è stata definita un'"operazione speciale".
I pasdaran sostengono di aver condotto "un'operazione congiunta su vasta scala e di grande precisione" contro cacciatorpediniere americani causando "danni ingenti" ai mezzi americani. Stando al comunicato, la marina iraniana avrebbe "aperto il fuoco contro i cacciatorpediniere nemici utilizzando vari tipi di missili balistici e da crociera antinave, così come droni con testate ad alto potenziale esplosivo. Il monitoraggio dell'intelligence indica danni ingenti al nemico americano, e tre navi del nemico invasore che si sono rapidamente allontanate dall'area dello Stretto di Hormuz".
"La Cina invita tutte le parti ad adottare misure concrete per impedire un peggioramento della situazione" nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian. Interpellato sulla petroliera di proprietà cinese attaccata lunedì scorso vicino allo Stretto di Hormuz, Li ha precisato che la petroliera batte bandiera delle Isole Marshall e ha a bordo membri dell'equipaggio cinesi e che al momento non ci sono notizie di vittime tra i membri dell'equipaggio.
"Se vedi i denti del leone, non presumere mai che stia sorridendo". Sono i versi, in arabo, postati su X dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei. I versi sono attribuiti ad Al-Mutanabbi, poeta arabo del X secolo, considerato uno dei massimi esponenti della poesia araba classica.
Un soccorritore della Protezione civile libanese è stato ucciso da un attacco aereo israeliano nel sud del Paese. La notizia, comunicata dalla Protezione Civile libanese, è stata ripresa dai media internazionali, tra cui Al-Jazeera e Iran International, su X. L'attacco, secondo quanto riportato, è avvenuto con un drone contro un camion lungo una strada a Kfarchouba.
Prezzo del petrolio in lieve rialzo in scia alle rinnovate tensioni in Medio Oriente, con le forze Usa e iraniane che si sono scontrate nei pressi dello Stretto di Hormuz, anche se al momento la situazione sembra essersi stabilizzata. I futures sul Brent con scadenza luglio salgono dell'1% a 101 dollari al barile, il Wti a 95,5 dollari (+0,7%).
Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti sono state impegnate stamattina contro droni e missili lanciati dall'Iran, nonostante il cessate il fuoco ufficialmente in vigore tra Stati Uniti e Iran dall'8 aprile. Lo ha annunciato il Ministero della Difesa emiratino. "Le difese aeree degli Emirati stanno contrastando attacchi missilistici e di droni provenienti dall'Iran", ha scritto il dicastero in una dichiarazione. "Il Ministero della Difesa conferma che i rumori uditi in varie parti del Paese sono dovuti all'intercettazione, da parte dei sistemi di difesa aerea, di missili balistici, missili da crociera e droni", viene aggiunto.
Al segretario di Stato americano Marco Rubio "ho detto di dire al Papa in modo molto garbato e con grande rispetto che l'Iran non può possedere un'arma nucleare. Quindi, quando si schiera in loro difesa. Gli ho detto anche di dire al Papa anche che l'Iran ha ucciso 42.000 manifestanti innocenti che non erano armati. Lo dica al Papa". Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riportato dai media americani.
In futuro li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno il loro accordo, e in fretta". È il messaggio di Donald Trump agli iraniani dopo che che tre navi americane sono finite sotto il "fuoco nemico" e hanno risposto agli attacchi in "auto-difesa". Gli aggressori iraniani sono stati completamente distrutti, insieme a numerose piccole imbarcazioni utilizzate per rimpiazzare la loro Marina militare, ormai totalmente decapitata", ha spiegato Trump sottolineando che contro le navi americane sono stati lanciati "missili e droni". Un Paese "normale avrebbe consentito il passaggio di questi cacciatorpediniere, ma l'Iran non è un Paese normale. È guidato da pazzi che, se avessero l'opportunità di utilizzare un'arma nucleare, lo farebbero senza esitazione - ha osservato Trump -. Ma non l'avranno mai. In futuro li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno il loro accordo in fretta. I nostri tre cacciatorpediniere si ricongiungeranno ora al nostro blocco navale, che costituisce un vero e proprio muro d'acciaio".
Donald Trump ha affermato che gli attacchi all'Iran, successivi al bombardamento dei cacciatorpediniere statunitensi nello Stretto di Hormuz, sono stati soltanto un love tap, un "colpetto", e ha ribadito che il cessate il fuoco tra i due Paesi è tuttora in vigore. "È solo colpetto", ha detto Trump a Rachel Scott di Abc News quando gli è stato chiesto dell'attacco. Alla domanda se lo scambio di battute significasse la fine del cessate il fuoco, iniziato un mese prima, Trump ha risposto: "No, no, il cessate il fuoco continua. È in vigore".
Gli Stati Uniti confermano di aver colpito l'Iran per "autodifesa" e affermano di "non cercare un'escalation". L'esercito americano conferma di aver condotto attacchi di "autodifesa" in Iran in risposta ad "attacchi iraniani non provocati" contro cacciatorpediniere lanciamissili della Marina statunitense che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz per raggiungere il Golfo dell'Oman. Lo riferisce The Times of Israel.
L'Iran accusa gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco prendendo di mira due navi nello Stretto di Hormuz e attaccando aree civili, secondo quanto dichiarato venerdì mattina dal comando militare congiunto del Paese. Lo riporta Reuters. Gli Stati Uniti hanno preso di mira "una petroliera iraniana che viaggiava dalle acque costiere iraniane vicino a Jask verso lo Stretto di Hormuz, nonché un'altra nave che entrava nello Stretto di Hormuz vicino al porto emiratino di Fujairah", ha dichiarato un portavoce del quartier generale centrale iraniano Khatam al-Anbiya in un comunicato diffuso dai media statali, come riferisce The Times of Israel. "Contemporaneamente, con la collaborazione di alcuni Paesi della regione, hanno condotto attacchi aerei contro aree civili lungo le coste di Bandar Khamir, Sirik e dell'isola di Qeshm".
Il Comando Centrale degli Stati Uniti afferma di avere condotto "attacchi difensivi" contro "attacchi iraniani non provocati" nello Stretto di Hormuz. Le forze statunitensi hanno intercettato "attacchi iraniani non provocati" e hanno risposto con "attacchi di autodifesa" mentre cacciatorpediniere lanciamissili della Marina degli Stati Uniti transitavano nello Stretto di Hormuz, ha dichiarato il Centcom. "Le forze iraniane hanno lanciato molteplici missili, droni e piccole imbarcazioni" mentre tre cacciatorpediniere statunitensi transitavano nel canale, ha riferito il Centcom. "Nessun assetto statunitense è stato colpito", ha aggiunto il Comando, riferendo di avere "eliminato le minacce in arrivo e colpito strutture militari iraniane responsabili dell'attacco alle forze statunitensi, inclusi siti di lancio di missili e droni; postazioni di comando e controllo; e nodi di intelligence, sorveglianza e ricognizione".
