LIVE
Ultimo aggiornamento: 2 giorni fa
Speciale Guerra in Iran

GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE

Guerra in Iran, il Papa risponde a Trump: "Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, lo faccia con la verità"

Per il presidente Usa, il Pontefice "sta mettendo in pericolo molti cattolici, per lui va bene che Teheran abbia il nucleare". Rubio: "Incontro con Leone XIV pianificato da tempo. Consulteremo l'Italia sul Libano"

05 Mag 2026 - 23:59
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
videovideo

"Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, lo faccia con la verità". È la risposta di papa Leone XIV al presidente americano Donald Trump, che lo aveva nuovamente attaccato per le sue posizioni sulla guerra in Iran. "Sta mettendo in pericolo molti cattolici, per lui va bene che Teheran abbia un'arma nucleare", aveva affermato il tycoon. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha precisato che il suo incontro con il Pontefice, previsto il 7 maggio, è stato "pianificato prima dei commenti di Trump". Poi ha annunciato: "Consulteremo l'Italia sul Libano, può essere molto utile".


Due navi commerciali statunitensi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle scorse ore avevano a bordo un team di sicurezza militare Usa. Lo riferisce l'emittente Nbc News citando due funzionari statunitensi. Teheran ha preso di mira entrambe le imbarcazioni con missili, droni e motoscafi armati, ma le forze statunitensi hanno intercettato gli attacchi e distrutto le piccole imbarcazioni, ha riferito il Pentagono.


"Siamo in contatto con diverse compagnie di navigazione e speriamo di continuare a migliorare la situazione della sicurezza" nello Stretto di Hormuz " e inizieremo a vedere alcuni di questi spostamenti annunciandoli man mano che si verificano. Non faremo annunci tipo: 'Domani alle 12 la nave X passerà di qui' perché questo comprometterebbe la sicurezza. Ma siamo fiduciosi di poter raggiungere questo obiettivo", anche se "non risolverà l'intero problema dello Stretto. Ne risolverà una parte". Lo ha affermato il segretario di Stato Usa Marco Rubio.


Per tentare di liberare lo Stretto di Hormuz "ci rivolgeremo" anche "alle Nazioni Unite e daremo loro un'altra possibilità di essere un forum in cui non chiederemo nemmeno l'invio di truppe nella regione per contribuire a far saltare in aria le imbarcazioni iraniane. Tutto ciò che chiederemo è di condannare l'accaduto, di esortare l'Iran a smettere di affondare navi, a rimuovere le mine e a permettere l'arrivo degli aiuti umanitari, perché ci sono aiuti umanitari bloccati. Tutto qui". Lo ha annunciato il segretario di Stato Usa Marco Rubio nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca. "Questa è una richiesta molto modesta. E se mi dite che la comunità internazionale e centinaia di Paesi non sono in grado di unirsi a sostegno di questa richiesta, allora non so a cosa serva il sistema delle Nazioni Unite, se non riesce nemmeno a risolvere una questione così semplice". Rubio ha poi coinvolto Cina e Russias: "Penso che sia per i cinesi che per i russi, e l'ho già sostenuto, sia nel loro interesse che quella risoluzione venga approvata e che si eserciti pressione sull'Iran, perché è nel loro interesse non vedere chiuse le vie navigabili internazionali, compreso lo Stretto di Hormuz, causando il caos economico a decine e decine di paesi in tutto il mondo".


Wall Street aggiorna i nuovi record storici dei suoi indici in chiusura, in scia alla frenata dei prezzi del petrolio, fermatisi sempre comunque sopra i 100 dollari al barile: il Dow Jones sale dello 0,73%, a 49.298,25 punti, mentre il Nasdaq si porta a quota 25.326,13 (+1,03%). Ai nuovi massimi anche l'S&P 500, a 7.259,22 punti.


videovideo

Gli Usa mettono in guardia la Cina contro azioni "destabilizzanti" su Taiwan, a meno di 10 giorni dalla visita del presidente Donald Trump a Pechino con l'omologo Xi Jinping. Il segretario di Stato Marco Rubio, parlando dalla Casa Bianca, ha osservato che "non abbiamo bisogno che si verifichino eventi destabilizzanti per quanto riguarda Taiwan o in qualsiasi altra parte dell'Indo-Pacifico". Tutto ciò, ha concluso, "ritengo sia nel reciproco interesse sia degli Stati Uniti sia della Cina".


L'Italia ha addestrato le forze di polizia e di sicurezza del Libano: "La consulteremo certamente, può essere molto utile per quel Paese". Lo ha detto Marco Rubio in un briefing alla Casa Bianca alla vigilia del suo viaggio in Italia.


"L'operazione Epic Fury è conclusa. Trump lo ha notificato al Congresso". Lo ha detto Marco Rubio senza fornire altri dettagli: "Adesso c'è l'operazione Project Freedom", ha aggiunto, aggiungendo che si tratta del "primo passo verso l'apertura dello Stretto di Hormuz, ha l'obiettivo di salvare quasi 23 mila civili provenienti da 87 Paesi, rimasti bloccati nel Golfo". "Queste navi stanno iniziando a esaurire cibo e acqua e si trovano alla mercé di questa forma di pirateria. Si tratta di civili innocenti presi in ostaggio, semplicemente perché l'Iran è in grado di farlo, proprio come avrebbe massacrato migliaia di manifestanti", ha aggiunto Rubio, secondo il quale "molti Paesi hanno chiesto agli Stati Uniti di intervenire e il presidente Donald Trump ha deciso di agire".


Marco Rubio sostiene che l'Iran debba "fare una scelta sensata" e intraprendere la via diplomatica che potrebbe portare alla "ricostruzione, alla prosperità e alla stabilità, e a non rappresentare più una minaccia per il mondo". L'Iran, ha detto il segretario di Stato in un briefing con la stampa, deve "accettare la realtà della situazione" e sedersi al tavolo delle trattative, accettando condizioni che siano vantaggiose non solo per sé, ma anche per il mondo. "Non dovrebbero assolutamente mettere alla prova la volontà degli Stati Uniti", ha aggiunto.


Il viaggio in Vaticano "era stato pianificato in precedenza e abbiamo molti temi da discutere". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio parlando in un briefing con i giornalisti. "Un esempio è il recente viaggio in Africa, condividiamo preoccupazioni sulla libertà religiosa nel mondo. Vorremmo inoltre fornire più aiuti umanitari attraverso la Chiesa a Cuba: ci sono molti argomenti di cui parlare", ha spiegato Rubio.


"È chiaro e che tutti comprendano che questa non è un'operazione offensiva. Si tratta di un'operazione difensiva. E il significato di ciò è molto semplice: non si spara a meno che non siano loro a sparare per primi". È quanto ha detto il segretario di Stato americano, Marco Rubio, parlando della missione Project Freedom in Iran. "Noi non li stiamo attaccando. Non lo stiamo facendo, ma se dovessero attaccare una nave, sarebbe necessario rispondere: non si spara a meno che non siano loro a sparare per primi. E finora abbiamo avuto successo in questo ambito", ha aggiunto Rubio, parlando in un briefing alla Casa Bianca.


"Le azioni dell'Iran a Hormuz sono criminali". Lo ha detto Marco Rubio in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca (la portavoce, Karoline Leavitt, è in congedo di maternità). Parlando di Project Freedom il segretario di Stato ha sottolineato che "molte nazioni ci hanno chiesto di intervenire. E noi lo facciamo non perché ce lo hanno chiesto, ma perché siamo gli unici che possiamo".


"La missione della Chiesa è annunciare il Vangelo, predicare la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità". Dopo il cardinale Pietro Parolin, è lo stesso papa Leone XIV a commentare le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, tornato a criticare il Pontefice. Fuori da villa Barberini, sua residenza a Castel Gandolfo, Leone si ferma con il gruppo di giornalisti e risponde alle loro domande: "La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi lì non c'è nessun dubbio", ha detto il Papa, replicando alle affermazioni di Trump, secondo il quale il Pontefice riterrebbe accettabile il fatto che l'Iran possegga l'arma nucleare, mettendo a rischio tutti i cattolici. "Spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio", ha sottolineato Leone XIV, ribadendo di aver "già parlato dal primo momento che sono stato eletto".


L'Operazione Project Freedom lanciata da Donald Trump ha anche lo scopo di "salvare 23mila marinai rimasti bloccati nel Golfo". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio, in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca. Quello che l'Iran sta facendo è "criminale, disperato e distruttivo", è "pirateria", ha affermato Rubio.


"Ho sempre pensato che è molto meglio entrare in dialogo rispetto a cercare le armi e aiutare l'industria delle armi, la quale guadagna milioni e milioni di euro, invece di sedersi a tavola, risolvendo i nostriproblemi, e utilizzando i nostri soldi per risolvere le problematiche umanitarie, la famiglia, il mondo". Lo ha detto il Papa uscendo da Castel Gandolfo.


Con il segretario di Stato Usa Marco Rubio "spero in un buon dialogo, con fiducia e con apertura, per arrivare a comprenderci bene. Penso che i temi per i quali viene non sono quelli di oggi", ha detto il Papa alludendo alle parole di Donald Trump. "Vediamo", ha aggiunto.


Il petrolio chiude in frenata a New York, pur mantenendosi sopra i 100 dollari al barile, in scia al quadro incerto del confronto in corso tra Usa e Iran, al momento focalizzato sulla riapertura dello Stretto di Hormuz: il Wti cede il 3,68%, a 102,50 dollari, mentre il Brent perde il 3,70%, fino a quota 110,20.


Il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ha definito "impossibile" negoziare un'uscita dalla crisi alle condizioni "contraddittorie" poste dagli Stati Uniti. "Il nostro problema è che da una parte gli Usa perseguono una politica di massima pressione contro il nostro Paese e dall'altra si aspettano che l'Iran si sieda al tavolo negoziale e accetti le loro richieste unilaterali", ha detto Pezeshkian citato dall'agenzia di stato "Irna". "Una simile equazione e' impossibile", ha aggiunto.


Una proposta di risoluzione Onu presentata congiuntamente da Usa e Paesi del Golfo, ottenuta da Associated Press, minaccia l'Iran di sanzioni o altre misure qualora non interrompa gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz, non smetta di imporre "pedaggi illegali" e non riveli la posizione di tutte le mine per garantire la libertà di navigazione. Il testo chiede inoltre all'Iran di "partecipare immediatamente e facilitare" gli sforzi delle Nazioni Unite volti a istituire un corridoio umanitario nello Stretto per consentire la consegna di aiuti vitali, fertilizzanti e altre merci.


videovideo

L'unica "rotta sicura" per attraversare lo Stretto di Hormuz "è il corridoio già annunciato dall'Iran". Lo ha riferito la Marina del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica iraniana (i Pasdaran), citata dai media della Repubblica islamica, mettendo in guardia le navi che intendono passare da Hormuz. "Qualsiasi deviazione verso altre rotte sarà contrastata con una risposta decisa", hanno avvertito i Pasdaran.


Il primo ministro incaricato dell'Iraq, Ali al-Zaidi, in una telefonata con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, ha affermato su X che Baghdad potrebbe contribuire a svolgere un ruolo di mediazione tra Iran e Stati Uniti. Lo scrive Iran International.


"È opportuno ribadire con fermezza che nessuna unità della Marina Militare è partita né è in procinto di partire verso l'area dello Stretto di Hormuz". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, in una nota con la quale intende "fornire un chiarimento puntuale" in merito alle "interpretazioni circolate nelle ultime ore su alcune dichiarazioni relative a un possibile impiego della Marina Militare nell'area dello Stretto di Hormuz".


''Monitoriamo attentamente la situazione in Iran e siamo pronti a mobilitare l'intera aviazione militare verso est, se necessario''. Lo ha detto il comandante entrante dell'Aeronautica militare israeliana, Omer Tishler, durante la cerimonia di avvicendamento.


Donald Trump ha affermato che l'economia iraniana "è stata schiacciata" e si è augurato che fallisca. "Sapete perché? Perché voglio vincere", ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. "Pensavo anche che il prezzo del petrolio sarebbe salito a 200, 250, forse 300 oggi vedo che si attesta intorno ai 102. Un prezzo davvero esiguo da pagare per evitare che dei pazzi possiedano l'arma nucleare", ha aggiunto.


Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha sentito i suoi omologhi di Arabia Saudita, Oman, Kuwait e Bahrein, e l'inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff, per discutere della situazione nella regione. Abdelatty, riferisce un portavoce, ha sottolineato "l'importanza cruciale della prosecuzione dei negoziati tra Stati Uniti e Iran" e mettendo in guardia dalle "gravissime ripercussioni di una continua escalation che rischia di far precipitare l'intero Medio Oriente nel caos, con conseguenze che si ripercuoterebbero sulla sicurezza e la stabilità internazionali". Evidenziando poi "le gravi ripercussioni economiche delle attuali tensioni", il ministro ha ribadito "la necessità di garantire la libertà di navigazione nelle rotte marittime internazionali, pilastro della stabilità economica e commerciale globale". Nell'occasione, il capo della diplomazia ha espresso la "piena solidarietà dell'Egitto con i fratelli Stati del Golfo".


"Gli attacchi nei confronti del Santo Padre, capo e guida spirituale della Chiesa cattolica, non sono né condivisibili né utili alla causa della pace. Ribadisco il sostegno a ogni azione e parola di papa Leone, le sue sono testimonianze in favore del dialogo, del valore della vita umana e della libertà. Una visione che condivide anche il nostro governo, impegnato attraverso la diplomazia a garantire stabilità e pace in tutte le aree dove ci sono conflitti". Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo il nuovo attacco di Donald Trump a Leone XIV.


Sull'Iran "il presidente Xi è stato molto gentile" con gli Stati Uniti, "è stato molto rispettoso, la Cina non ci sfida". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. Xi "è una persona fantastica, abbiamo un ottimo rapporto e i nostri business stanno facendo un sacco di soldi con la Cina", ha aggiunto il tycoon.


"L'Iran vuole fare un accordo". Lo ha ribadito Donald Trump, affermando che "quello che non mi piace dell'Iran è che parlano con me con grande rispetto, e poi vanno in televisione e dicono, 'non abbiamo parlato col presidente'". Quindi, ha aggiunto, "fanno dei giochetti", ma "vogliono fare un accordo".


Per non violare il cessate il fuoco "l'Iran sa cosa deve fare e, più che altro, sa ciò che non deve fare". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. "Li si trova su piccole imbarcazioni, con barche improvvisate e attrezzature rudimentali, sapete perché? Perché non hanno più una vera flotta navale. La loro marina è composta da quelle che chiamano "piccole barche", motoscafi veloci. Ne ho viste otto e ora non ce ne sono più. Sono rapide, ma non quanto un missile, e sono tutte sparite", ha aggiunto Trump. Il presidente ha ribadito l'importanza del blocco navale nello Stretto di Hormuz e ha concluso dicendo che a Teheran "prima non ci rispettavano, ma ora ci rispettano più che mai. Il nostro Paese oggi è il più forte al mondo".


Se la politica "si riduce alla mera forza", il risultato è "il mondo che sperimentiamo oggi" caratterizzato da "caos, ingiustizie, oppressione e pirateria". Lo ha scritto su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "Nella tradizione nazionale iraniana e nel quadro conoscitivo della nostra religione, il potere senza etica e' privo di senso. Oggi, l'Iran rappresenta il potere etico e responsabile; i suoi nemici incarnano un potere sconsiderato e senza controllo", ha inoltre affermato Pezeshkian.


videovideo

"Il Papa va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, di predicare la pace - come direbbe San Paolo - opportune et importune". È quanto ha affermato il cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, a margine delle celebrazioni per i 70 anni di Casa Sollievo della Sofferenza, l'ospedale di San Giovanni Rotondo. Il porporato ha risposto alle domande dei giornalisti che parlavano di "un altro attacco" da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, contro Leone XIV, a due giorni dall'udienza in Vaticano del segretario di Stato Usa, Marco Rubio. "Anche di fronte a questi nuovi attacchi io non so se il Papa avrà occasione di rispondere", ha detto il cardinale, "perché quell'occasione - ha aggiunto in riferimento alle risposte di Leone in aereo lo scorso 13 aprile, giorno della partenza verso l'Africa - c'era l'incontro coi giornalisti. Ma la linea rimane quella". "Il Papa ha già risposto, io non aggiungerei nulla", ha affermato ancora il segretario di Stato, sottolineando come la risposta di Leone XIV sia stata "una risposta molto, molto cristiana dicendo che lui sta facendo quello che il suo ruolo esige e cioè di predicare la pace. Che questo possa piacere o non possa piacere, è un discorso - ha sottolineato - capiamo che non tutti sono sulla stessa linea. Però quella è la risposta del Papa".


Il cessate il fuoco con l'Iran tiene nonostante gli attacchi delle forze di Teheran alle navi nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, aggiungendo che gli eventi delle ultime 24 ore rientrano nella volatilità attesa con il lancio dell'operazione di scorta ai natanti. "Monitoreremo molto, molto attentamente", ha precisato Hegseth. Il generale Dan Caine, capo dello Stato maggiore congiunto delle forze armate Usa, ha definito le azioni militari iraniane "fuoco di disturbo di bassa intensità", aggiungendo che la decisione sulla soglia per la ripresa del conflitto "è una decisione politica che supera il mio grado"


Gli Stati Uniti hanno "stabilito una potente cupola" sullo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, precisando che cacciatorpediniere statunitensi sono in posizione, sostenuti da centinaia di caccia, elicotteri, droni e aerei da ricognizione che garantiscono una sorveglianza continua alle navi commerciali. Sei imbarcazioni hanno tentato di forzare il blocco in uscita dai porti iraniani all'avvio dell'operazione Project Freedom e sono state tutte ricacciate indietro, ha aggiunto Hegseth.


Oltre 100 caccia, aerei d'attacco e altri velivoli con e senza pilota degli Stati Uniti operano attorno allo Stretto di Hormuz 24 ore su 24. Lo ha dichiarato il generale Dan Caine, capo di Stato maggiore congiunto delle forze armate Usa, in conferenza stampa a Washington. "Queste forze comprendono oltre 15 mila militari statunitensi e hanno stabilito un controllo aereo e marittimo localizzato per proteggere dalle minacce iraniane", ha aggiunto Caine.


L'Iran non controlla lo Stretto di Hormuz. Lo ha affermato in conferenza stampa il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, sottolineando che Teheran è "imbarazzata" dal transito già avvenuto di due navi commerciali statunitensi e di alcuni cacciatorpediniere della Marina Usa attraverso lo Stretto. Il capo del Pentagono ha aggiunto che centinaia di altre navi provenienti da tutto il mondo sarebbero in attesa di attraversare lo Stretto


Il presidente francese Emmanuel Macorn ha annunciato che oggi avrà un colloquio con l'omologo iraniano, Masoud Pezeshkian. "Parlerò tra poco al presidente iraniano", ha detto Macron, durante una conferenza stampa tenuta a Erevan al fianco del premier armeno Nikol Pashinian. Il presidente francese ha poi condannato i nuovi bombardamenti iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti. 


Le azioni militari dell'Iran successive al cessate il fuoco non raggiungono la soglia per la ripresa delle operazioni di combattimento su larga scala. Lo ha dichiarato il generale Dan Caine, capo di Stato maggiore delle forze armate degli Stati Uniti, in conferenza stampa a Washington insieme al segretario alla Guerra Pete Hegseth. L'ufficiale ha precisato che dall'entrata in vigore della tregua Teheran ha attaccato nove volte navi commerciali, sequestrato due portacontainer e colpito le forze statunitensi in oltre dieci occasioni. "Nessun avversario deve scambiare la nostra attuale moderazione per mancanza di determinazione", ha aggiunto Caine. 


Israele si sta coordinando con gli Stati Uniti sulla possibile ripresa delle ostilità con l'Iran, alla luce dell'escalation di tensioni nello Stretto di Hormuz che mettono a rischio il cessate il fuoco. Lo ha detto alla Cnn una fonte israeliana, precisando che il coordinamento prevede la preparazione di attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane e alti funzionari iraniani. "L'intenzione sarebbe quella di condurre una breve campagna volta a fare pressione sull'Iran perché faccia ulteriori concessioni nei negoziati", ha detto la fonte alla Cnn, precisando che spetta al presidente americano Donald Trump la decisione di riprendere le ostilità.


Donald Trump ritiene improbabile che gli alleati della Nato possano aiutare gli Stati Uniti se gli Usa fossero costretti a impegnarsi in un conflitto globale con una grande potenza. Lo ha detto il presidente in un'intervista con il giornalista Hugh Hewitt, di Salem News: "Quando avevamo bisogno della Nato, non c'erano per noi. E se mai dovessimo affrontare un conflitto importante o uno ancora più grave, non credo che ci sarebbero per noi". Il tycoon ha poi aggiunto che lui e gli Usa in generale si sono finalmente resi conto dell'atteggiamento degli alleati nei confronti di Washington, in particolare della loro riluttanza ad aiutare. 


"Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, per lui va benissimo che l'Iran abbia un'arma nucleare". Così Donald Trump durante un'intervista con Hugh Hewitt sul canale televisivo Salem News Channel torna a criticare Papa Leone.


Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sarà oggi a Pechino per colloqui con il suo omologo cinese: lo riportano i media statali ripresi da Iran International. Secondo quanto riportato, la visita si concentrerà sui "legami bilaterali e sugli sviluppi regionali e internazionali".


"Noi abbiamo un mondo che è impazzito, all'interno del quale il nostro dovere è garantire che questa nazione, qualunque cosa possa succedere e che non succederà mai, sia in grado di difendersi perché ci sono persone che si preparano ad ogni scenario possibile". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel suo intervento all'Aquila per i 165 anni dell'Esercito.


L'Unione europea "condanna fermamente" gli attacchi missilistici e con droni lanciati dall'Iran contro i suoi "partner strategici" nel Golfo ed esprime solidarietà agli Emirati Arabi Uniti e all'Oman, colpiti dagli attacchi. Lo ha dichiarato il portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna (Seae) in una nota. Bruxelles chiede a Teheran di "cessare immediatamente questi attacchi, che violano palesemente il diritto internazionale" e di "rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dei Paesi della regione", in linea con la risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che deve essere "pienamente attuata". L'Ue ha ribadito che la sicurezza dell'Europa e del Golfo è "interconnessa" e che Bruxelles intende continuare a collaborare con i partner regionali per la de escalation e la stabilita'. "Siamo pronti a contribuire a tutti gli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni", ha affermato il portavoce, "e giungere a una soluzione duratura che ponga fine alle ostilità, impedisca all'Iran di acquisire un'arma nucleare e metta fine alle sue attività destabilizzanti".


Il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah ha rivendicato la responsabilità di cinque attacchi contro militari e carri armati delle Forze di difesa israeliane (Idf) posizionati nel Libano meridionale. In un comunicato, il gruppo ha annunciato di aver colpito un carro armato Merkava a Bayyada (Tiro) durante la notte con un missile guidato, aggiungendo che il veicolo ha preso fuoco. Hezbollah ha rivendicato la responsabilità di altri quattro attacchi suicidi con droni questa mattina: uno alle 7:00 (ora libanese, le 6:00 in Italia) contro un carro armato Merkava posizionato a Kaouzah (Bint Jbeil), un altro alle 9:00 (le 8:00 in Italia) contro un bulldozer israeliano D9 nella località di Rchaf (Bint Jbeil), il terzo alle 9:15 (le 8:15 in Italia) a Khallet Raj, nel villaggio di Deir Siriane (Marjeyoun), il quarto contro un veicolo che trainava il bulldozer colpito. 


La Francia lancia un appello alle parti impegnate nel conflitto in Medio Oriente, chiedendo loro di privilegiare la diplomazia ai mezzi militari. "Se si vuole avere una soluzione duratura per ripristinare questa libertà di navigazione (nello stretto di Hormuz), è necessaria un'apertura concertata che includa l'Iran e gli Stati Uniti e quindi una soluzione diplomatica invece di un'operazione di forza", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Parigi, Pascal Confavreux, all'emittente radiotelevisiva France info. "Facciamo di tutto per fare appello alla de-escalation", ha aggiunto Confavreux. "Non è la nostra guerra, non vogliamo essere belligeranti", ha aggiunto il portavoce del Quai d'Orsay, secondo il quale la Francia ha "onorato" il suo accordo di difesa con gli Emirati Arabi Uniti.


Le Forze di difesa d'Israele (Idf) hanno riferito di aver ucciso due presunti miliziani del movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah con un attacco con drone nel sud del Libano. In una nota, le Idf hanno aggiunto che, in un altro episodio, altri presunti miliziani di Hezbollah hanno lanciato un missile guidato anticarro contro forze israeliane stanziate nel sud del Libano. Il missile non avrebbe causato feriti e, in risposta, le Idf avrebbero colpito l'edificio da cui era stato lanciato. 


"Sappiamo benissimo che il mantenimento dello status quo è intollerabile per gli Stati Uniti, mentre noi non abbiamo ancora nemmeno iniziato". Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, riferendosi al conflitto tra Iran e Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. "Il nuovo scenario dello Stretto di Hormuz sta prendendo forma", ha aggiunto Ghalibaf in un messaggio pubblicato oggi su X. "La sicurezza del transito marittimo ed energetico è stata compromessa dagli Stati Uniti e dai loro alleati attraverso violazioni del cessate il fuoco e blocchi; ovviamente, la loro malvagità diminuirà".


Le Forze armate libanesi (Laf) hanno arrestato quattro persone nella periferia sud di Beirut e a Baalbek, nell'est del Paese. Lo ha riferito lo stesso comando delle Laf in un comunicato, spiegando di aver fatto irruzione nelle abitazioni di due persone accusate di aver partecipato a una sparatoria nei sobborghi meridionali della capitale. Le Laf hanno inoltre arrestato un individuo identificato come H.N. nel quartiere di Sharawneh a Baalbek e un altro, S.A., nella città di Brital per il loro coinvolgimento nella sparatoria durante i cortei funebri a Baalbek, e hanno sequestrato armi e munizioni. Sono in corso le operazioni per arrestare gli altri responsabili della sparatoria, fanno sapere le Laf.


Una "nuova equazione" si sta consolidando nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in un messaggio sui social media. "La sicurezza della navigazione e del transito energetico è nelle mani degli Stati Uniti e dei loro alleati, ma è messa in pericolo dalla violazione della tregua e dall'imposizione di un assedio; tuttavia, il loro male si ridurrà notevolmente", ha affermato Ghalibaf. "Sappiamo bene che il mantenimento dello status quo è insostenibile per gli Usa, mentre noi non abbiamo nemmeno iniziato", ha aggiunto il presidente del Parlamento dell'Iran.


Il movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah ha lanciato diversi colpi di mortaio nelle ultime ore contro i militari israeliani di stanza nel Libano meridionale. Lo riferiscono le Forze di difesa d'Israele (Idf), aggiungendo che non si sono registrati feriti.


L'Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver ucciso cinque civili durante un attacco ieri a due imbarcazioni che trasportavano passeggeri nello Stretto di Hormuz. "A seguito della falsa affermazione dell'esercito statunitense di aver preso di mira sei motoscafi iraniani" è emerso che "le forze aggressori americane hanno attaccato e aperto il fuoco contro due piccole imbarcazioni che trasportavano persone, dirette da Khasab, sulla costa dell'Oman, verso la costa iraniana, uccidendo cinque civili", ha dichiarato una fonte militare iraniana citata dall'agenzia Tasnim, sottolineando che "le imbarcazioni non appartenevano alle Guardie Rivoluzionarie". Ieri gli Usa hanno rivendicato affondato sei barche iraniane "che cercavano di interferire con la navigazione commerciale" a Hormuz, una dichiarazione immediatamente smentita da un alto funzionario militare iraniano. "L'Iran ha avviato un'indagine sugli attacchi alle imbarcazioni", ha aggiunto la fonte iraniana a Tasnim, sottolineando che "gli Stati Uniti devono essere ritenuti responsabili del loro crimine".


Una nave Maersk battente bandiera statunitense ha attraversato lo Stretto di Hormuz sotto scorta militare americana. Lo ha riferito oggi l'emittente danese Tv2, citando una dichiarazione della compagnia. Quando il conflitto in Medio Oriente è iniziato a febbraio, la nave commerciale si trovava nel Golfo persico e non era riuscita a lasciare l'area per ragioni di sicurezza. L'esercito statunitense ha poi contattato la compagnia e ha offerto di scortare l'imbarcazione fuori dallo Stretto di Hormuz. La nave ha attraversato lo stretto senza incidenti, ha aggiunto Tv2.


Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha criticato i sondaggi sull'opinione pubblica riguardo al conflitto con l'Iran, definendoli "falsi" durante un evento alla Casa Bianca dedicato alle piccole imprese. "Mi danno sondaggi falsi", ha affermato il presidente, riferendosi a rilevazioni secondo cui solo il 32% degli intervistati approverebbe la gestione della guerra. Trump ha sostenuto di essere contrario ai conflitti, ma ha ribadito che gli Stati Uniti dispongono delle forze armate "più potenti al mondo". Trump ha poi accusato i sondaggisti di formulare domande "di parte", suggerendo che dovrebbero chiedere se l'Iran debba essere autorizzato a possedere armi nucleari. Anche in quel caso, ha osservato, i risultati sarebbero comunque distorti. Le dichiarazioni arrivano mentre resta fragile il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e prosegue la tensione nello Stretto di Hormuz.


"L'operazione militare, o chiamatela come vi pare, in Iran sta andando molto bene". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca ribadendo che Teheran "non avrà mai l'arma nucleare".


Le forze aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 19 tra missili e droni lanciati dall'Iran, che hanno causato tre feriti di media entità. Secondo il ministero della Difesa, sono stati intercettati 12 missili balistici, 3 da crociera e 4 droni. Il numero dei dispositivi effettivamente abbattuti non è stato divulgato. In precedenza, nell'emirato di Fujairah, un attacco con drone contro un porto petrolifero ha provocato un incendio e ferito tre cittadini indiani.


"Gli attacchi sferrati oggi dall'Iran contro le infrastrutture civili degli Emirati Arabi Uniti sono ingiustificati e inaccettabili. Come ha fatto sin dall'inizio del conflitto, la Francia continuerà a sostenere i propri alleati negli Emirati e nella regione per la difesa del loro territorio". Lo scrive sul suo profilo X il presidente francese, Emmanuel Macron. "Una soluzione duratura al conflitto in corso - prosegue Macron - potrà essere raggiunta solo attraverso la riapertura dello Stretto di Hormuz alla libera circolazione e un accordo solido che fornisca le necessarie garanzie di sicurezza ai Paesi della regione, in particolare contro le minacce dell'Iran in materia di attività nucleari, balistiche e di destabilizzazione regionale".


Il presidente americano, Donald Trump, si è rifiutato di dire se il cessate il fuoco tra Usa e Iran sia ancora in vigore, dopo che entrambe le parti hanno sparato colpi nello Stretto di Hormuz. Incalzato dal conduttore radiofonico Hugh Hewitt sulla questione se il cessate il fuoco con l'Iran fosse "finito" e se gli attacchi potessero riprendere già lunedì sera, Trump ha risposto a Hewitt: "Beh, non posso dirvelo". "Non lo direste, se rispondessi a questa domanda, direste che quest'uomo non è abbastanza intelligente per essere presidente", ha detto Trump. Lunedì, in un'intervista a Fox News, Trump aveva avvertito le forze iraniane che sarebbero state "spazzate via dalla faccia della Terra" se avessero tentato di prendere di mira navi statunitensi nello Stretto o nel Golfo Persico. Nel corso dell'intervista, ha insistito sul fatto che la guerra con l'Iran, "militarmente... è sostanzialmente finita".


"Gli eventi a Hormuz chiariscono che non esiste una soluzione militare a una crisi politica. Poiché i colloqui stanno facendo progressi grazie al cortese sforzo del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dall'essere trascinati di nuovo in un pantano da parte di malintenzionati. Lo stesso dovrebbero fare gli Emirati Arabi Uniti". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo che Teheran ha smentito di aver preso di mira il Paese nel Golfo. "Project Freedom è un progetto morto", ha concluso riferendosi all'operazione Usa per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto.


Il petrolio chiude in rialzo a New York con il riaccendersi delle tensioni in Iran e il cessate il fuoco che trema. Le quotazioni salgono del 4,39% a 106,42 dollari al barile.

Ti potrebbe interessare

videovideo