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Trump: "Accordo con l'Iran forse nel fine settimana" | Netanyahu: "I leader europei non hanno il fegato di combattere i barbari"

L'Alta rappresentante dell'Ue Kaja Kallas propone Aspides per lo sminamento dello Stretto di Hormuz

03 Giu 2026 - 23:31
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Il presidente Usa Donald Trump, nel corso di un incontro con la stampa alla casa Bianca, ha affermato che "i colloqui con l'Iran" stanno andando "molto bene" e che potrebbero concludersi "questo fine settimana". Il tycoon ha aggiunto di essere "molto vicino alla firma delle carte". Intanto, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è scagliato contro i leader europei che hanno criticato le azioni militari di Israele: "Non hanno il fegato di combattere i barbari". L'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha proposto che all'operazione Aspides "venga affidato il ruolo principale nelle operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz".

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"Appena sarà firmato il Memorandum d'Intesa, lo Stretto di Hormuz riaprirà". Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump conversando con i giornalisti nello Studio Ovale.


La Camera dei Rappresentanti a maggioranza repubblicana ha votato per limitare la facoltà del presidente Trump di proseguire la guerra contro l'Iran senza l'approvazione del Congresso. La misura è stata approvata con 215 voti favorevoli contro 208, con quattro repubblicani che si sono uniti ai democratici nel sostenerla. La risoluzione impone al presidente di ritirare le forze armate statunitensi dalle ostilità contro l'Iran, a meno che non sia esplicitamente autorizzato dal Congresso, salvo il caso in cui si tratti di difendere l'America, un alleato o un partner da un "attacco imminente".


Donald Trump vuole separare la questione del Libano dai negoziati in corso con l'Iran. "Stiamo cercando di tenere le due questioni separate. Voglio dire, è una situazione di natura ben diversa. Abbiamo effettivamente parlato con Hezbollah per la prima volta in assoluto. Sappiamo che i contatti ci sono stati. Ieri hanno acconsentito: non spareranno. E nemmeno Israele sparerà", ha replicato il tycoon alla domanda sia possibile raggiungere un accordo con l'Iran senza che Israele cessi le proprie ostilità in Libano. "Vorrei mantenere le due cose distinte. Vorrei separare le questioni, perché sono effettivamente diverse", ha aggiunto.


I colloqui con l'Iran potrebbero concludersi "questo fine settimana" e stanno andando "molto bene", assicurando che Teheran non avrà mai armi nucleari. Lo ha detto il presidente Donald Trump, rispondendo alle domande dei media alla Casa Bianca. "Siamo molto vicini alla firma delle carte", ha aggiunto.


Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno negato di aver aperto il fuoco contro il terminal passeggeri dell'aeroporto del Kuwait, affermando che un'indagine ha dimostrato che i danni sono stati causati da un errore del sistema di difesa Patriot degli Stati Uniti. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie, che cita il portavoce dei pasdaran. Il portavoce ha aggiunto che le Forza Aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie non ha sparato "alcun colpo" e che "la distruzione del terminal passeggeri dell'aeroporto del Kuwait è stata causata da un errore nei sistemi Patriot americani, che sono atterrati sul terminal dopo non essere riusciti a intercettare i missili iraniani".


"I miei rapporti con Netanyahu sono ottimi, è una brava persona. Sulla questione libanese siamo allineati". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in una telefonata al corrispondente dell'emittente israeliana Channel 11 a Washington.


Marco Rubio ha affermato che l'operazione militare americana contro l'Iran "si è conclusa", ribadendo il messaggio che l'amministrazione di Donald Trump sta cercando di promuovere in questi giorni nonostante i continui attacchi da entrambe le parti. In un'audizione alla Camera il segretario di Stato ha affermato che eventuali attacchi americani contro l'Iran, d'ora in avanti, sarebbero "di natura puramente difensiva" e volti a proteggere le navi mercantili civili che tentano di attraversare lo stretto di Hormuz.


Il segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, ha dichiarato al Congresso che l'operazione militare degli Stati Uniti contro l'Iran "si è conclusa", ribadendo il messaggio che l'amministrazione Trump sta cercando di trasmettere riguardo al conflitto, nonostante il proseguimento degli attacchi da entrambe le parti. Rubio ha affermato che eventuali attacchi statunitense contro l'Iran sarebbero ora "esclusivamente di natura difensiva" e finalizzati a proteggere le navi mercantili civili che cercano di attraversare lo Stretto di Hormuz. 


Le forze di Israele stanno verificando se i miliziani del gruppo libanese sciita Hezbollah hanno aperto il fuoco contro le comunita' nel nord (di Israele) dopo il cessate il fuoco iniziato due giorni fa. Lo ha detto il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, all'emittente statunitense "Cnbc", aggiungendo che "molti di coloro che prendono di mira Israele si trovano a Beirut". 


Benjamin Netanyahu si è scagliato contro i leader europei, come il presidente francese Emmanuel Macron, che hanno criticato le azioni militari di Israele. "Il modo in cui i leader europei assecondano le minoranze islamiche radicali nei propri Paesi è vergognoso", ha affermato in un'intervista a Cnbc. "Sanno che stiamo proteggendo anche loro, ma non hanno il fegato di alzarsi in piedi e schierarsi dalla parte giusta, quella che salverà la nostra civiltà contro questi barbari", ha aggiunto. 


Benjamin Netanyahu ha minimizzato l'ipotesi di una frattura con Donald Trump sull'Iran, affermando che, sebbene a volte vi siano "disaccordi tattici" lui e il presidente "concordano sulle questioni fondamentali". Tra queste rientra l'impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare e di minacciare Israele. "A volte abbiamo, come accade nelle migliori famiglie, questi disaccordi tattici" ha detto il premier israeliano in un'intervista a Cnbc. "Ma troviamo sempre il modo di appianarli, e lo facciamo come grandi amici". 


"Nonostante le fantasie di Trump, l'Iran in questi ultimi giorni non ha dato alcuna risposta agli americani". Lo scrive l'agenzia di stampa semiufficiale iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran, in risposta alle ultime dichiarazioni del presidente Usa. "Negli ultimi giorni l'Iran non ha fornito alcuna risposta agli americani in merito al testo dell'accordo e, a causa dei crimini del regime sionista in Libano, ha di fatto sospeso lo scambio di testi tramite intermediari fino a quando non saranno soddisfatte le condizioni poste dall'Iran riguardo al Libano". "Le affermazioni di Trump secondo cui l'Iran starebbe confermando la questione è completamente in contrasto con la realtà. L'Iran e il fronte della resistenza hanno inoltre sottolineato che non rimarranno in silenzio di fronte ai crimini sionisti in Libano", sottolinea ancora l'agenzia.


L'alto rappresentante Ue Kaja Kallas propone che all'operazione Aspides "venga affidato il ruolo principale nelle operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz", quale contributo dell'Ue agli sforzi della coalizione ad hoc franco-britannica e "segnale politico". A tal fine, però, gli Stati membri devono "potenziare" le capacità attualmente a disposizione dell'operazione. In caso di "accordo" - si legge nella proposta, anticipata da Reuters e consultata dall'agenzia di stampa Ansa - l'attuazione della missione potrebbe richiedere 4-6 settimane. I 27 ministri della Difesa Ue torneranno ad esaminare l'idea all'informale di Cipro di settimana prossima.


"Senza di me non ci sarebbe Israele oggi". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump al podcast Pod Force One, citando i propri sforzi per "terminare l'orribile accordo con l'Iran" di Barack Obama. Trump ha poi smentito l'ipotesi secondo cui sarebbe stato convinto da Benjamin Netanyahu ad attaccare l'Iran: "Sono stato io a iniziarla perché non potevo permettere loro di avere un'arma nucleare. Questo protegge anche Israele perché sarebbero stati probabilmente i primi a venire attaccati".


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Donald Trump, in un'intervista esclusiva a Pod Force One con Miranda Devine del Washington Post, ha affermato di credere che la guida suprema Mojtaba Khamenei sia "assolutamente coinvolto" nel processo decisionale su come porre fine alla guerra e che gli iraniani "nutrono grande rispetto per lui". Trump conferma il suo ottimismo sui negoziati, affermando che i colloqui con l'Iran si stanno "evolvendo rapidamente" e che "non avremo un'arma nucleare e accadranno molte altre cose positive".


"Mi piacerebbe incontrarlo. Mi piacerebbe incontrare tutti. Mi piacerebbe incontrare lui, e probabilmente ci incontreremo prima o poi, a seconda di come si evolveranno le cose". Così Donald Trump in un'intervista esclusiva al New York Post.


"Un infedele considera tutti come appartenenti alla sua stessa religione". Lo ha dichiarato Esmaeil Baghaei, il portavoce del ministero degli Esteri iraniani, in un messaggio sul suo account X, in cui vuole rispondere ad accuse del segretario di Stato americano Marco Rubio sul tentativo iraniani di assassinare funzionari americani. "Ogni accusa è una confessione! Fare la vittima non può insabbiare i vostri atroci crimini di guerra, il genocidio e i crimini contro l'umanità commessi contro la nazione iraniana", ha aggiunto.


Il Kuwait annuncia la ripresa dei voli sospesi dopo gli attacchi iraniani che hanno provocato un morto e diversi feriti.


Una persona è rimasta uccisa nell'attacco iraniano al Kuwait. Lo ha reso noto il ministero del Kuwait.


Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezai, ex capo delle Guardie della Rivoluzione, ha messo in guardia contro "una valanga di missili e droni" in caso di una nuova aggressione statunitense. "A ogni colpo e a ogni aggressione risponderà una valanga di missili e droni", ha scritto su X, dopo gli attacchi statunitensi contro una petroliera iraniana e l'isola di Qeshm, che sono stati oggetto di attacchi di rappresaglia contro il Kuwait e il Bahrein.


Almeno 17 persone sono state uccise nelle ultime 12 ore in una serie di attacchi israeliani nel sud del Libano. Lo riferiscono il ministero della Salute e media locali. Dal canto suo, Hezbollah ha rivendicato 13 attacchi contro le forze israeliane di occupazione nel sud del Libano. Secondo il ministero di Beirut, nella notte sette persone sono state uccise e altre 48 ferite in vari attacchi. Da stamani il bilancio si è aggravato con almeno altri dieci uccisi.


Il centro operativo di emergenza del ministero della Salute ha annunciato un pesante bilancio di vittime a seguito dei raid aerei israeliani avvenuti ieri nel Libano meridionale: cinque morti e 48 feriti. Il ministero ha inoltre denunciato il bilancio di un raid aereo contro l'ospedale di Tebnine: 11 feriti, tra cui un medico e cinque membri del personale sanitario, e danni significativi all'edificio. Lo riporta L'Orient Le Jour. Il ministero ha inoltre segnalato due morti (tra cui un bambino) e 32 feriti (tra cui quattro palestinesi) a Bourj el-Chemali (Tiro). A Ebba (Nabatiyeh), tre persone sono state uccise e cinque ferite, tra cui una donna e un cittadino siriano.


Il Comando Generale delle Forze di Difesa del Bahrein ha annunciato l'intercettazione e la distruzione di tre missili e diversi droni, accusando l'Iran di proseguire il suo "approccio ostile sistematico" prendendo di mira obiettivi civili nel Regno. Lo scrive Kuna, l'agenzia nazionale del Kuwait, su X.


Il portavoce in lingua araba delle Forze di Difesa Israeliane ha diramato un avviso di evacuazione agli abitanti di diversi villaggi nel Libano meridionale, invitando i civili ad allontanarsi in previsione di attività militari. In un messaggio pubblicato da Avichay Adraee, agli abitanti di Sidone, Mazraat Kawthariyat al-Raz e al-Zarariyeh è stato comunicato: "Avvertimento urgente agli abitanti del Libano... alla luce della violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah e dei suoi attacchi contro il territorio israeliano, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono costrette ad agire con la forza, soprattutto nelle vostre zone". Il comunicato aggiunge: "Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente le vostre case e spostarvi a nord del fiume Zahrani". Il portavoce ha inoltre avvertito: "Chiunque si trovi vicino a militanti, strutture o mezzi di combattimento di Hezbollah mette a repentaglio la propria vita".


Il Kuwait ha attivato un piano di emergenza nel suo aeroporto internazionale dopo che droni e missili iraniani hanno preso di mira il terminal T1, secondo quanto comunicato dall'autorità per l'aviazione civile del Paese. Lo scrive Iran International. Le autorità hanno affermato che l'attacco ha causato gravi danni a diverse strutture aeroportuali e ha provocato feriti. I voli sono stati sospesi e dirottati verso aeroporti alternativi fino a nuovo avviso.


Gli americani "hanno dimostrato di capire meglio il linguaggio dei missili che quello dei diplomatici". Lo scrive su X il portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento di Teheran, Ibrahim Rezaei, dopo i raid incrociati delle ultime ore. "I ragazzi della marina e dell'aerospazio del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie sono dunque in fermento", aggiunge Rezaei.


"Avevamo precedentemente avvertito che in caso di aggressione, la risposta sarebbe stata diversa e più severa; e stasera abbiamo dato seguito alla nostra parola. A seguito dell'attacco statunitense a un'antenna di telecomunicazioni e a una petroliera iraniana, abbiamo preso di mira la Quinta Flotta degli Stati Uniti e una base aerea statunitense nella regione". È quanto si legge in una nota dell'esercito iraniano, diffusa dalla tv di Stato Irib su X. "Gli Stati Uniti hanno nuovamente preso di mira con missili aerei una torre di comunicazione dell'Irgc situata a sud dell'isola di Qeshm - confermano i pasdaran riportati da Iran International - In risposta a questo attacco, la Forza Aerospaziale dell'Irgc ha colpito con missili e droni una base aerea ed elicotteristica statunitense situata in un paese della regione, nonché il quartier generale della Quinta Flotta statunitense".


Hezbollah afferma di aver lanciato 13 attacchi contro le forze israeliane nel Libano meridionale, prendendo di mira assembramenti di truppe, veicoli militari e posti di comando dell'esercito. Lo scrive Al-Jazeera. Secondo un comunicato che descrive le operazioni protrattesi fino a ieri sera, il gruppo ha dichiarato che i suoi combattenti hanno utilizzato salve di razzi, artiglieria, missili guidati e droni d'attacco per contrastare le posizioni e le avanzate israeliane. Le operazioni hanno visto intensi scontri in diversi settori chiave nella regione meridionale del Paese, invasa dalle forze israeliane. A Haddatha e nella zona di al-Balou, Hezbollah ha riferito di aver colpito diversi carri armati Merkava israeliani e di aver fatto detonare un ordigno esplosivo contro un veicolo militare, costringendo le truppe israeliane a fermare l'avanzata e a ritirarsi sotto la copertura dei raid aerei dell'aviazione israeliana. Ulteriori bombardamenti si sono concentrati sulle forze israeliane posizionate intorno allo storico Castello di Beaufort, nel Libano meridionale, e nella città di Biyyada, dove missili guidati e salve di razzi hanno colpito un quartier generale e unità corazzate, secondo quanto riportato nel comunicato.


L'artiglieria israeliana sta prendendo di mira la città di Blat, nel distretto di Marjayoun, nel Libano meridionale. Lo scrive Al-Jazeera, che ha cronisti sul posto che segnalano inoltre che una forte esplosione è stata udita poco prima nella vicina città di Dibbine.


"Un'ulteriore ondata di droni iraniani che tentavano di attaccare le forze statunitensi in Kuwait non è riuscita a colpire i bersagli previsti. Le difese aeree del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno abbattuto con successo diversi droni, garantendo che nessun membro del personale o bene americano subisse danni". Così il Comando Centrale degli Stati Uniti su X.


Gli Stati Uniti hanno condotto raid difensivi sull'isola iraniana di Qaeshm. Lo afferma il US Centcom, sottolineando che le forze americane hanno intercettato missili balistici e droni iraniani, inclusi tre missili lanciati al Bahrein che sono stati abbattuti. Le forze americane hanno abbattuto anche tre droni iraniani, ha messo in evidenza il Centcom.


"È iniziata una nuova ondata di attacchi contro le basi statunitensi in Kuwait e Bahrein". Lo scrive su X la tv di Stato iraniana Irib. La notizia è confermata anche da Al-Jazeera, che cita il ministro dell'Interno del Bahrein: 'State calmi e dirigetevi in un punto sicuro' l'appello ai cittadini. In Kuwait le sirene, secondo i media internazionali, hanno suonato per una seconda volta.


"Le difese aeree kuwaitiane stanno affrontando attacchi missilistici e droni nemici". A comunicarlo, su X, l'esercito del Kuwait. La tv di Stato iraniana Irib sembra affermare che si tratti di una rappresaglia: ripostando un contenuto del CentCom a proposito di una "nave non collaborativa" messa fuori uso, scrive: "Di conseguenza l'Iran mette fuori uso le basi americane non collaborative in Kuwait, nel Golfo Persico occidentale".


"Lesercito statunitense ha colpito una petroliera iraniana vicino allo Stretto di Hormuz con un proiettile aereo, danneggiandone la sala macchine. In risposta a questo attacco e alla violazione delle norme dello Stretto di Hormuz, la nave statunitense-israeliana Panaya è stata presa di mira da missili navali delle Guardie Rivoluzionarie". Lo affermano i pasdaran, riportati da Iran International.


Le forze statunitensi hanno lanciato un missile contro una nave che tentava di dirigersi verso un porto iraniano in violazione del blocco americano, mettendo fuori uso l'imbarcazione. Lo afferma l'Us Central Command, sottolineando che la nave, la M/T Lexie battente bandiera del Botswana, ha "ignorato ripetuti avvertimenti" nell'arco di 24 ore. Un aereo è quindi intervenuto e ha messo fuori uso l'imbarcazione "lanciando un missile Hellfire contro la sala macchine della nave".

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