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Il regime valuta di ritirarsi dall'Accordo di non proliferazione nucleare e denuncia: "2.076 vittime da inizio conflitto, 216 bambini"
Secondo il Washington Post, il Pentagono starebbe pianificando un blitz in Iran con truppe speciali per offrire opzioni tattiche al presidente Donald Trump. Attacco israelo-americano in un porto vicino allo Stretto di Hormuz: cinque persone sono rimaste uccise. Colpita anche la sede iraniana di una tv del Qatar. Secondo un alto ufficiale della marina iraniana, Teheran avrebbe il controllo completo delle acque chiave vicino allo Stretto di Hormuz. L'Iran ha anche aggiornato il bilancio delle vittime dall'inizio del conflitto: Il regime: 2.076 tra cui 216 bambini. L'Idf - le forze di difesa di Israele - rendono noto che, nelle ultime 24 ore, hanno completato più di 140 attacchi mirati alla potenza di fuoco e alle strutture missilistiche della Repubblica islamica nell'Iran centrale e occidentale.
Una potente esplosione è stata udita nella capitale irachena, Baghdad. Lo hanno riferito testimoni oculari ad Al Jazeera.
"Israele e il suo complice credono che la conoscenza possa essere distrutta con le bombe. Ciò si riflette negli omicidi di scienziati iraniani e negli attacchi contro i siti nucleari iraniani, e ora anche contro le università". Lo denuncia su X il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi.
"Sulla base di un'analisi indipendente di immagini satellitari e della conoscenza dell'impianto, l'Aiea ha confermato che il reattore nucleare ad acqua pesante di Khondab, che l'Iran aveva segnalato come oggetto di un attacco il 27 marzo, ha subito gravi danni e non è più operativo. L'impianto non contiene materiale nucleare dichiarato". Lo annuncia l'Agenzia per l'energia atomica delle Nazioni Unite sul suo account X. L'esercito israeliano aveva descritto il complesso come un "sito chiave per la produzione di plutonio per armi nucleari" quando ha attaccato la struttura venerdì, ricorda il Guardian. Lo stesso giorno, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) avevano anche lanciato attacchi contro un impianto di lavorazione dell'uranio nella città di Yazd, nell'Iran centrale, descrivendo il sito come "un impianto unico in Iran utilizzato per la produzione di materie prime necessarie al processo di arricchimento dell'uranio".
Secondo quanto riferito alla Cnn da fonti della sicurezza americana, l'ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), ha incontrato oggi in Israele il tenente generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), e altri alti generali israeliani. Secondo le fonti, l'incontro si è concentrato sulla guerra contro l'Iran e sugli sforzi per fermare la produzione di armi iraniane.
L'aeronautica israeliana "sta conducendo una serie di attacchi a Teheran". Lo annuncia l'Idf, aggiungendo che l'esercito israeliano "sta colpendo alcuni obiettivi del regime iraniano", senza fornire ulteriori dettagli. Il comunicato dell'Idf arriva poco dopo la notizia rilanciata dai media iraniano di un blackout che ha colpito alcune zone di Teheran in seguito a dei raid aerei.
Alcune zone di Teheran sarebbero in blackout dopo un raid aereo delle forze israeliane. Lo riferiscono media iraniani, specificando che attualmente alcune zone della capitale iraniane sarebbero senza elettricità.
Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha affermato che Islamabad ospiterà presto colloqui tra gli Stati Uniti e l'Iran. Il diplomatico non ha specificato se i colloqui saranno diretti o indiretti. Non ci sono state al momento dichiarazioni in merito né dagli Stati Uniti né dall'Iran. "Il Pakistan è molto lieto che sia l'Iran che gli Stati Uniti abbiano espresso la loro fiducia nel nostro ruolo di facilitatori" nei colloqui, che si terranno nei "prossimi giorni", ha dichiarato Dar in un discorso televisivo dopo l'incontro a Islamabad con i ministri degli Esteri di Turchia, Egitto e Arabia Saudita. I ministri dovrebbero incontrarsi nuovamente lunedì. Il Pakistan si è affermato come mediatore, vantando rapporti relativamente buoni sia con Washington che con Teheran. Funzionari pakistani hanno dichiarato che questo sforzo pubblico fa seguito a settimane di diplomazia discreta.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato su X di aver ucciso diversi miliziani di Hezbollah nel sud del Libano, nel corso di un'operazione terrestre. Diversi uomini armati di Hezbollah sono stati individuati dall'869esima Unità di Raccolta di Informazioni di Combattimento, spiega l'Idf, mentre entravano in un edificio nel Libano meridionale. Poco dopo, un drone israeliano li ha colpiti e uccisi.
"Al Signore della pace affidiamo le sofferenze di quanti vivono il dramma dei conflitti e delle guerre. A tutti i governanti chiediamo un gesto di riconciliazione e una tregua per la prossima Pasqua". E' l'appello lanciato dal presidente della Cei e arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, in una nota diramata dalla Cei in seguito a quanto accaduto stamane al Patriarca di Gerusalemme al Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Adama, azienda produttrice di principi attivi e prodotti fitosanitari, afferma che il suo stabilimento di Makhteshim, nel sud di Israele, è stato colpito da un missile iraniano o da detriti provenienti da un missile, aggiungendo che non sono stati segnalati feriti. Ne è scaturito un incendio come riportato dal Times of Israel. Funzionari stanno verificando la perdita di materiali pericolosi.
Nelle ultime 24 ore le forze di difesa di Israele (Idf) hanno completato più di 140 attacchi mirati alla potenza di fuoco e alle strutture missilistiche della Repubblica islamica nell'Iran centrale e occidentale. Lo rende noto l'Idf. "Parallelamente alle tre ondate di attacchi effettuate nelle ultime 24 ore a Teheran, l'Aeronautica israeliana, agendo su intelligence dell'Idf, ha continuato a colpire siti infrastrutturali del regime iraniano in tutto l'Iran centrale e occidentale", si legge nella nota. In queste ondate di attacchi sono stati colpiti "siti infrastrutturali del regime iraniano, inclusi i siti di stoccaggio e lancio di missili balistici, che rappresentano una minaccia imminente per lo Stato di Israele, tra le infrastrutture di difesa aerea".
Dopo una valutazione della situazione presso il quartier generale del Comando Nord delle Forze di Difesa Israeliane a Safed, alla presenza di alti ufficiali israeliani, il primo Ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che le azioni israeliane stanno creando "crepe visibili nel regime terroristico di Teheran". Lo riportano i media dello Stato ebraico. "L'Iran non è più lo stesso, Hezbollah non è più lo stesso e Hamas non è più lo stesso. Sono nemici sconfitti che lottano per la propria sopravvivenza", ha aggiunto. Secondo Netanyahu "invece di essere sorpresi da loro, siamo noi a sorprendere loro. Siamo noi ad agire, ad attaccare, a prendere l'iniziativa e siamo profondamente penetrati nel loro territorio".
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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato all'esercito di "ampliare ulteriormente" una zona di sicurezza in Libano, mentre Israele continua la sua campagna nel paese vicino. "In Libano, ho appena ordinato all'esercito di ampliare ulteriormente la zona di sicurezza esistente", ha affermato Netanyahu in una dichiarazione video. "Questo ha lo scopo di neutralizzare definitivamente la minaccia di invasione (da parte dei militanti di Hezbollah) e di tenere il fuoco dei missili anticarro lontano dal confine".
L'Università di Tecnologia di Isfahan in Iran ha reso noto in un comunicato pubblicato dall'agenzia Fars di essere stata "presa di mira per la seconda volta da un brutale attacco aereo da parte di aggressori sionisti-americani". "Secondo le prime informazioni, l'attacco a uno degli istituti di ricerca dell'università ha causato danni anche a diversi altri edifici e ha provocato lievi ferite a quattro membri del personale universitario", aggiunge il comunicato.
Dieci militari del Kuwait sono rimasti feriti in un attacco missilistico iraniano contro un campo militare nel Paese del Golfo. Lo ha reso noto l'esercito kuwaitiano, senza fornire una posizione precisa della base. Il campo ha subito danni materiali, ha affermato l'esercito in un post su X. Nelle ultime 24 ore il Kuwait ha affrontato 14 missili balistici e 12 droni.
L'Ue "esprime la sua solidarietà ai paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo di fronte ai continui raid aerei e agli attacchi con droni iraniani contro civili e infrastrutture nella regione. Questi attacchi devono cessare immediatamente". Lo scrive su X, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Nella mia telefonata con Mohamed Bin Zayed abbiamo discusso degli ultimi sviluppi. Ho ribadito che l'Ue è al fianco degli Emirati Arabi Uniti, che sono stati tra i più colpiti. L'Ue continua a esortare tutte le parti a ridurre le tensioni e a dare una possibilità alla diplomazia, nell'interesse della sicurezza e della stabilità in Medio Oriente" ha spiegato Costa.
The EU stands in solidarity with the Gulf Cooperation Council countries in the face of continued Iranian airstrikes and drone attacks targeting civilians and infrastructure in the region. These attacks must stop immediately.
— António Costa (@eucopresident) March 29, 2026
In my call today with @MohamedBinZayed, we discussed…
L'Università di Tecnologia di Isfahan è stata colpita da attacchi americani e israeliani per la seconda volta nell'ultima settimana. Lo ha riferito il vice-governatore della città.
Emissarti di Pakistan, Turchia, Egitto e Arabia Saudita si sono incontrati oggi a Islamabad per iniziare a elaborare proposte per porre argine alla situazione attuale in Medio Oriente, con la speranza di dirigersi verso un cessate il fuoco. Tra le opzioni al vaglio dei quattro Paesi anche quella di riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo ha anticipato Reuters. Tra le proposte, l'Egitto ne avrebbe elaborata una che prevede tariffe simili a quelle del Canale di Suez. Turchia, Egitto e Arabia Saudita si sono offerti per formare un consorzio per gestire il passaggio del flusso di petrolio attraverso Hormuz.
L'esercito iraniano ha lanciato attacchi con droni contro una struttura di supporto per equipaggiamenti e posizioni militari presso la base statunitense di Al Azraq, in Giordania. Lo ha dichiarato lo stesso esercito di Teheran: "Cari cittadini dell'Iran! I vostri coraggiosi figli nell'esercito iraniano, dalla prima mattina di oggi, hanno colpito con droni il magazzino di attrezzature preparatorie e di supporto e le posizioni delle truppe terroristiche statunitensi presso la base di Al Azraq in Giordania".
Durante l'ultima pioggia di missili iraniana su Israele, ci sarebbe stato un impatto nell'area industriale di Be'er Sheva. Non è ancora chiaro se si sia trattato di una testata o di alcuni frammenti dopo un'intercettazione avvenuta in aria. Stando ai media locali, il personale medico e diverse squadre di soccorso stanno intervenendo.
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Secondo un alto ufficiale della marina iraniana, Teheran avrebbe il controllo completo delle acque chiave vicino allo Stretto di Hormuz. Il militare ha poi minacciato violente ritorsioni contro le forze americane se si spingeranno nel raggio d'azione dei sistemi missilistici costieri iraniani.
"Sembra essere giunto il momento in cui gli Houthi si impegnino attivamente nel conflitto. I lanci di missili contro Israele rappresentano il primo passo. Il secondo potrebbe consistere nella ripresa degli attacchi contro le navi mercantili che transitano nel raggio d'azione delle armi degli Houthi, in particolare nel Mar Rosso e nella parte orientale del Golfo di Aden. Si raccomanda a tutte le imbarcazioni che navigano nelle suddette aree di procedere con cautela". Lo fa sapere la missione navale Ue Aspides, in un bollettino di aggiornamento diffuso su X.
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato in un post su X di aver intercettato oggi 16 missili balistici e 42 droni lanciati dall'Iran. Dall'inizio della guerra, si legge ancora nel post, l'Iran ha lanciato contro gli Emirati 414 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.914 droni.
Il portavoce del Comando Centrale di Khatamolanbia (il comando operativo dell'Iran), Ebrahim Zolfaghari, ha messo in guardia gli Stati Uniti dall'idea di inviare truppe per occupare le isole iraniane. "I comandanti e i soldati americani diventerebbero una facile preda per gli squali del Golfo Persico se venissero inviati", ha sottolineato in una dichiarazione. "A causa del suo operato nel caso Epstein, il presidente degli Stati Uniti, che è sotto pressione da parte del Mossad, è diventato uno strumento nelle mani del Primo Ministro israeliano per la guerra e l'aggressione contro l'Iran", si legge nella dichiarazione, citata da Mehr, che aggiunge che le forze armate iraniane stanno contando i momenti per annientare l'esercito statunitense "qualora la minaccia del presidente degli Stati Uniti, incarnazione di deliri e menzogne, dovesse essere messa in atto".
Il ministero della Salute iraniano ha affermato che le vittime del conflitto sono 2.076, tra cui 216 bambini, i feriti sono 26.500, di cui 1.767 bambini. I centri sanitari e di pronto soccorso danneggiati sono 336, afferma Teheran. Lo riporta Al Jazeera.
L'Iran avrebbe distrutto un velivolo AWACS E-3G Sentry dell'Aeronautica Militare statunitense, un aereo sentinella, colpendolo quando si trovava nella base aerea saudita Prince Sultan. Teheran ha diffuso le immagini satellitari del raid.
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"Siamo disposti a muoverci verso una pace sostenibile". Apre a un negoziato il governo iraniano tramite il portavoce Fatemeh Mohajerani. "Non abbiamo dato inizio a questa guerra e abbiamo subito perdite significative", ha aggiunto specificando che in qualunque tavolo di trattative Teheran richiederà un giusto risarcimento per le perdite umane e i danni infrastrutturali subiti. Il controllo dello Stretto di Hormuz e la revoca delle sanzioni sarebbero altre questioni fondamentali.
"Il nostro è un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: anche se moltiplicaste le preghiere io non ascolterei, le vostre mani grondano sangue". Lo ha detto papa Leone XIV durante la Messa in piazza San Pietro per la Domenica delle Palme. "Gesù non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra. Ha manifestato il volto mite di Dio, che sempre rifiuta la violenza, e invece di salvare sé stesso si è lasciato inchiodare alla croce, per abbracciare tutte le croci piantate in ogni tempo e luogo nella storia dell'umanità".
"Il nemico sta apertamente lanciando un messaggio di negoziazione e pianificando segretamente un attacco via terra. I nostri uomini stanno aspettando l'arrivo dei soldati americani a terra per dar loro fuoco". Con queste durissime parole il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che pochi giorni fa era stato individuato da Donald Trump come possibile ed eventuale successore di Mojtaba Khamenei per guidare la Repubblica islamica, ha risposto ai report secondo cui gli Usa starebbero seriamente valutando un blitz militare.
La missione navale europea nel Mar Rosso sta "monitorando attentamente la situazione" dopo il presunto rafforzamento del sostegno degli Houthi all'Iran. Lo ha riferito l'Ue sui canali social della missione Aspides, fornendo un link per accedere alle "linee guida aggiornate per il settore marittimo". L'Ue ha esortato le navi a registrarsi e chiedere assistenza, prevedendo una escalation che coinvolgerà con ogni probabilità anche il Mar Rosso.
Diversi importanti organismi in Iran, incluso il Parlamento, starebbero esaminando urgentemente la questione del ritiro dal Trattato di non proliferazione nucleare. Lo ha anticipato l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo cui per Teheran sia "sempre più ovvio che non ci sia alcuna giustificazione per rimanere nel Trattato".
L'accordo di non proliferazione, sottoscritto nel 2015, prevedeva la rinuncia da parte del regime degli ayatollah a una parte delle riserve di uranio arricchito, limitandone al contempo l'arricchimento al 3,67% e permettendo l'accesso a tecnici dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea). Stando a quanto filtra dai palazzi del potere di Teheran, però, ci sarebbe la convizione che l'attuale direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, stia "incoraggiando implicitamente gli Usa a usare armi nucleari contro le strutture iraniane".
Le riserve idriche delle dighe di Mashhad, la seconda città principale iraniana, sarebbero completamente vuote e quattro delle ha iniziato a colpire il Paese. A Mashhad sono a rischio quasi 4 milioni di abitanti e diverse altre centinaia di migliaia di persone che ogni anno si recano lì in pellegrinaggio. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha aggiunto che l'Iran avrebbe ormai a disposizione solo il 53% della capacità idrica totale.
"Le forze armate, obbedendo agli ordini del leader supremo Ayatollah Ali Khamenei, proseguiranno l'operazione "True Promise 4" fino alla vittoria finale". Lo ha detto in un video proclama pubblicato sul web un portavoce dell'esercito iraniano, ricordando gli ordini impartiti dalla Guida suprema deceduta in un raid durante il primo giorno di guerra.
L'emittente televisiva qatarina Al Araby riferisce che la sua sede a Teheran è stata danneggiata da un raid aereo.
Attacchi missilistici statunitensi e israeliani hanno colpito una città portuale iraniana vicina allo stretto di Hormuz. Lo riferiscono media statali iraniani.
L'esercito israeliano su X comunica che infrastrutture del regime iraniano nel cuore di Teheran sono state colpite da una vasta ondata di attacchi. Tra i siti colpiti- si legge nel post dell'Idf su X-decine di depositi e siti di produzione di armi, diversi centri di comando mobili sono stati smantellati, compresi i comandanti che operavano all'interno del quartier generale, impianti di produzione e stoccaggio di missili balistici, sistemi di difesa aerea e posti di osservazione del regime iraniano.
Le sirene sono state attivate nel Negev e nella zona del Mar Morto in Israele. L'emittente Channel 12 riferisce che l'esercito israeliano ha intercettato un missile iraniano e che l'attacco ha fatto scattare le sirene nel Negev, come riporta Al Jazeera.
Cinque persone sono rimaste uccise e altre quattro ferite nell'attacco israelo-americano alla città portuale di Bandar Pol, nella provincia di Hormozgan, sul Golfo Persico, avvenuto oggi, secondo quanto riferito dal governatore provinciale.
Due potenti esplosioni hanno scosso il nord di Teheran nelle prime ore di domenica, secondo quanto riportato da un giornalista dell'AFP. Le esplosioni si sono verificate nella capitale iraniana mentre le difese aeree erano in funzione.
Bruce Springsteen è diventato il simbolo della protesta "No Kings" a St. Paul, cantando “Streets of Minneapolis” per onorare due vittime degli agenti federali. Il "Boss" ha lodato la resistenza del Minnesota contro le politiche di Trump, definendo l'attuale clima politico un "incubo reazionario".
Il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni a terra in Iran per settimane nel caso in cui Donald Trump decidesse per una escalation. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali le operazioni a terra non sarebbero un'invasione su larga scala, ma piuttosto di incursioni condotte da operazioni speciali e truppe di fanteria. "E' il lavoro del Pentagono quello di effettuare preparativi per offrire tutte le opzioni al commander-in-chief. Questo non significa che il presidente ha deciso", ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.
La Russia ha scattato immagini satellitari di una base aerea americana in Arabia Saudita per tre volte nei giorni precedenti all'attacco iraniano che ha ferito una decina di soldati americani. Lo riporta Nbc citando un rapporto di intelligence ucraino condiviso da Volodymyr Zelensky che, in un'intervista, si è detto sicuro al "100%" che la Russia condivide intelligence con l'Iran per aiutarlo a colpire le forze militari americane.
Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha fatto sapere che il proprio sistema di difesa aerea sta rispondendo a missili e droni lanciati dall'Iran. Teheran ha intensificato gli attacchi nel Golfo a un mese dall'inizio della guerra. "I sistemi di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti stanno contrastando le minacce di missili e droni", ha scritto il Ministero su X, aggiungendo che "i rumori uditi in tutto il Paese sono il risultato di operazioni di contrasto in corso".