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Ultimo aggiornamento: 19 giorni fa

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Trump: "Stop a raid su Iran per dare una chance, ma pronto a nuovi attacchi" | Idf: "Ucciso il capo delle forze di sicurezza di Hamas"

Il presidente americano nega la notizia del Wall Street Journal secondo cui il calo delle scorte di missili abbia pesato sulla decisione di sospendere gli attacchi

27 Lug 2026 - 17:25
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Terza notte senza attacchi Usa contro l'Iran. Donald Trump ha rinviato un'ulteriore escalation della campagna militare contro l'Iran mentre proseguono gli sforzi diplomatici per riaprire lo Stretto di Hormuz. "Abbiamo molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e molte più di quelle di cui abbiamo bisogno", ha detto il presidente americano nel corso di una intervista al Wall Street Journal, smentendo quindi le notizie secondo cui gli Stati Uniti starebbero esaurendo le munizioni nella lotta contro l'Iran. Nel frattempo, proseguono i colloqui tra Iran e Oman sulla futura gestione dello Stretto di Hormuz. Nello stretto di Bab el Mandeb, invece, cala il traffico navale dopo gli attacchi degli Houthi contro installazioni petrolifere saudite sul Mar Rosso e l'annuncio di un blocco navale contro l'Arabia Saudita. L'Idf ha reso noto di aver neutralizzato il capo delle forze di sicurezza interne di Hamas. 

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"L'Iran sta parlando con noi per raggiungere un accordo proprio in questo momento". Lo ha detto Donald Trump nel corso di un comizio in un impianto di General Motors in Michigan. "Al momento sono in corso trattative molto amichevoli. Vedremo come va".


Non risultano più tra le vittime del conflitto con l'Iran ma sono stati riclassificati come deceduti in "Operazioni contingenti all'estero" gli ultimi 4 soldati americani morti in Giordania e in Iraq. Una decisione presa dal Pentagono, e in un primo momento giustificata come un errore tecnico sul database ufficiale Defense Casualty Analysis System, che ha scatenato feroci proteste a Washington. Secondo i democratici, infatti, l'amministrazione Trump starebbe oscurando il costo umano della guerra.


Il petrolio chiude in forte calo a New York, dove le quotazioni perdono il 7,50% arrivando a 82,61 dollari al barile.


"Ho molto tempo". Così Donald Trump ha risposto a chi gli chiedeva quanto potesse durare la sua pazienza con l'Iran. "C'è la possibilità di raggiungere un accordo con l'Iran", ha aggiunto riferendo che ci sono colloqui in corso.


"Stiamo avendo colloqui proficui con l'Iran; vedremo cosa succederà. Ci sono buone probabilità che ne scaturisca qualcosa di concreto". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg.


"A Bibi (Netanyahu, ndr) dirò che se non fossi stato presidente, l'Iran avrebbe avuto l'arma nucleare e Israele sarebbe stato distrutto". Così Donald Trump in un'intervista ad Axios rispondendo a chi gli chiedeva dell'incontro domani alla Casa Bianca.


Donald Trump ha deciso di sospendere gli attacchi all'Iran per dare ai negoziatori un'altra chance. Ma, ha aggiunto il presidente americano in un'intervista ad Axios, se la diplomazia fallisce è "pronto a una forte azione militare". 


"Impantanato in Iran", Donald Trump "sta imparando i limiti del potere" con una guerra che sta "gradualmente consumando la sua presidenza e dalla quale non riesce a trovare una via di uscita". È l'analisi del New York Times, secondo il quale in cinque mesi di conflitto Trump non è riuscito a centrare gli obiettivi che aveva fissato per la guerra. Quello che doveva essere un conflitto "modello Venezuela" si sta rivelando una guerra lunga, che ha avuto effetti sulle quotazioni del petrolio.


I ribelli Houthi dello Yemen rivendicano nuovi attacchi con droni contro le infrastrutture petrolifere saudite. Gli attacchi si erano fermati dopo i raid che avevano colpito sabato impianti del colosso saudita Aramco.


Il comandante delle forze di sicurezza interne di Hamas nella Striscia di Gaza centrale è stato ucciso nella giornata di domenica durante un attacco israeliano. La notizia è stata resa nota dall'Idf. L'attacco che ha preso di mira un'auto a Deir al-Balah ha ucciso Wael al-Ladawi, comandante del Servizio di Sicurezza Interna di Hamas nel governatorato centrale. Il ministero dell'Interno di Hamas ha annunciato ieri la sua morte. Secondo l'esercito, i servizi di sicurezza guidati da Ladawi "raccoglievano informazioni per alti funzionari di Hamas, supportando il loro processo decisionale e facilitando la pianificazione e l'esecuzione di attacchi terroristici contro lo Stato di Israele".


Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti non sono coinvolti nei recenti colloqui con l'Oman sulla gestione dello strategico Stretto di Hormuz. "Questi colloqui non hanno alcun legame con gli Stati Uniti. Si tratta di una questione bilaterale tra l'Iran e l'Oman, e stanno proseguendo", ha affermato il portavoce del ministero Esmaeil Baghaei durante una conferenza stampa settimanale, aggiungendo che la via navigabile "rimane chiusa". 


Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che gli Stati Uniti sono "in una situazione difficile e in difficoltà" dopo quello che definisce un attacco non provocato al Paese. "Gli americani sono in difficoltà nella loro situazione attuale, l'hanno causata loro. Hanno fatto questo e ora sono in una situazione senza via d'uscita", ha detto Baghaei ai giornalisti. "La nostra decisione (sulla guerra) dipende e si basa sui nostri interessi nazionali", ha precisato. "Non abbiamo mai permesso all'America di decidere per noi quando è il momento della guerra o della pace", ha rimarcato.


Durante la riunione di gabinetto ieri, in vista dell'incontro con Donald Trump domani alla Casa Bianca, il premier Benjamin Netanyahu avrebbe informato i suoi ministri che gli Usa premono perché Israele ritiri le sue truppe dalle "zone di sicurezza" in Siria, Libano e nella Striscia di Gaza. Lo riporta Channel 13 citando fonti di sicurezza israeliane, e sottolineando che Netanyahu ha affermato che ''si opporrà con tutte le sue forze'' alla richiesta. L'incontro tra Trump e Netanyahu è il primo dopo l'inizio dell'attacco congiunto all'Iran il 28 febbraio. Il vertice precedente alla Casa Bianca si era svolto l'11 febbraio.


"Le forze iraniane hanno fermato sei navi che hanno tentato di attraversare la parte meridionale dello Stretto di Hormuz attraverso una rotta illegale e pericolosa". Lo ha dichiarato un ex funzionario iraniano, riferisce l'agenzia Fars. "Le navi, una provocazione degli Stati Uniti, avevano spento i loro sistemi di navigazione e posizionamento mentre cercavano di attraversare il canale questa mattina", ha aggiunto il funzionario. "Una delle navi ha subito un incidente e le altre cinque sono rientrate nel Golfo Persico sotto la ferma gestione dell'Iran".


Il vicepresidente degli Stati Uniti James David Vance e il capo dello Stato maggiore congiunto delle Forze armate Usa, generale Dan Caine, avrebbero espresso preoccupazione per un'ulteriore escalation della guerra contro l'Iran durante una riunione alla Casa Bianca, contribuendo alla sospensione degli attacchi statunitensi decretato dal presidente Usa Donald Trump venerdì scorso dopo quasi due settimane di bombardamenti consecutivi. Secondo fonti citate dall'emittente televisiva Cnn, Caine avrebbe messo in guardia in particolare dai rischi legati alla riduzione delle scorte di munizioni, inclusi gli intercettori Patriot e altri sistemi di difesa aerea, pur sostenendo che le forze Usa siano in grado di proseguire lo sforzo bellico. Tra le preoccupazioni sollevate da Vance e Caine, secondo la Cnn, figurerebbero anche il rischio di un aumento delle vittime civili in Iran, una crisi dei rifugiati, possibili ritorsioni contro le infrastrutture energetiche del Golfo e un allargamento del conflitto regionale.


"Abbiamo molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e molte più di quelle di cui abbiamo bisogno". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump nel corso di una intervista al Wall Street Journal, smentendo quindi le notizie secondo cui gli Stati Uniti starebbero esaurendo le munizioni nella lotta contro l'Iran.


Quasi otto cittadini statunitensi su dieci ritengono che la guerra con l'Iran si stia rivelando più difficile di quanto l'amministrazione del presidente Donald Trump avesse previsto. È quanto emerge da un sondaggio Cbs News/YouGov condotto su un campione di 2.193 persone. Secondo l'indagine, il 76 per cento degli intervistati ritiene che il conflitto abbia presentato maggiori difficoltà rispetto alle aspettative della Casa Bianca, mentre il 20 per cento ritiene che stia procedendo come previsto e appena il 4 per cento afferma che si sia rivelato più semplice del previsto. Il conflitto, avviato alla fine di febbraio con l'obiettivo dichiarato di eliminare le capacità nucleari e missilistiche dell'Iran, è ormai giunto al quinto mese. 


Proseguono i colloqui tra Iran e Oman sulla futura gestione dello Stretto di Hormuz: secondo fonti iraniane citate dall'emittente televisiva in lingua araba Al Jazeera, ci sono stati progressi sul piano diplomatico. La delegazione omanita ha discusso con le autorità iraniane possibili meccanismi per garantire la sicurezza della navigazione nello strategico passaggio marittimo. Secondo indiscrezioni, Mascate avrebbe proposto la creazione di un consorzio regionale incaricato della gestione dello Stretto senza imporre pedaggi alle navi in transito. L'Iran, tuttavia, non avrebbe modificato la propria posizione, continuando a opporsi a corridoi alternativi e insistendo sull'introduzione di una "tariffa di servizio" per il transito delle navi, oltre a chiedere che il nuovo meccanismo sia amministrato direttamente da Teheran. 


Il traffico marittimo attraverso lo stretto di Bab el Mandeb è diminuito sensibilmente dopo gli attacchi degli Houthi contro installazioni petrolifere saudite sul Mar Rosso e l'annuncio di un blocco navale contro l'Arabia Saudita. Lo riferiscono i media internazionali, citando dati della società di analisi marittima Kpler. Ieri hanno attraversato il Bab el Mandeb 11 navi commerciali, il livello più basso degli ultimi mesi. Di queste, sette erano petroliere: tre dirette verso il Mar Rosso e quattro in uscita. 


Il Pentagono aggiorna il database delle vittime di guerra: i quattro militari Usa caduti nei giorni scorsi alla ripresa del conflitto con l'Iran sono in via ufficiale nella nuova categoria denominata "Operazioni all'estero" usata per conteggiare il personale ucciso o ferito "a partire dal 7 luglio". Secondo il Defense Casualty Analysis System, il bilancio ufficiale della fase iniziale della guerra, nota come operazione "Epic Fury", cambia in 14 morti e 417 feriti. Sommando i numeri, quindi, dal 28 febbraio risultano esserci 18 morti e 624 feriti, di cui 140 in più rispetto a pochi giorni fa.

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