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Guerra Iran, media: Teheran piazza mine sull'isola di Kharg e lavora a una legge per un pedaggio nello Stretto di Hormuz
Intanto gli Usa rafforzano la presenza nell'area con l'invio di altri 2.000 paracadutisti in Medio Oriente
© Afp
Un altro giorno di guerra in Iran e la tensione resta altissima. Secondo quanto riferisce la CNN, Teheran si starebbe preparando a un’invasione di terra sull'isola di Kharg, disseminando mine e "trappole" in tutta la zona. Parallelamente, il Parlamento iraniano starebbe studiando una legge per introdurre pedaggi a carico delle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, mossa che colpirebbe duramente il commercio globale. Il presidente americano Donald Trump è tornato a parlare della crisi, riferendo ai propri collaboratori di voler evitare a ogni costo un conflitto prolungato. L'obiettivo della Casa Bianca sarebbe quello di arrivare a una conclusione delle ostilità entro poche settimane. Tuttavia, l'amministrazione americana invita alla cautela: nessun colloquio può essere considerato ufficiale fino a un annuncio formale. Nel frattempo Washington sta lavorando per organizzare colloqui nel fine settimana in Pakistan, che agisce da mediatore insieme alla Turchia. Nonostante l'apertura al dialogo, gli Stati Uniti continuano a rafforzare la propria presenza nell'area con l'invio di altri 2.000 paracadutisti in Medio Oriente. Sul fronte militare, l'esercito israeliano ha confermato di aver sferrato "attacchi su larga scala" in territorio iraniano contro le infrastrutture del regime.
Cinque persone sono rimaste lievemente ferite a seguito dell'impatto di una bomba a grappolo iraniana a Kafr Qasim, nel centro di Israele, secondo quanto riferito dai soccorritori. Il Magen David Adom, l'equivalente israeliano della Croce rossa, ha dichiarato che le cinque persone colpite dalla bomba a grappolo sono state trasportate in ospedale. Diverse submunizioni del missile balistico iraniano hanno colpito la città, causando danni. L'ultimo attacco missilistico lanciato dall'Iran era stato effettuato 14 ore prima.
I cittadini statunitensi sono sempre più critici nei confronti della guerra contro l'Iran intrapresa dal presidente Donald Trump insieme al premier israeliano Benjamin Netanyahu, mentre restano elevati i prezzi dei carburanti e crescono i timori di un allargamento del conflitto. Secondo un sondaggio del Pew Research Center ripreso dal quotidiano "Politico", il 61% degli intervistati disapprova la gestione della crisi da parte del presidente. Un'indagine di Quinnipiac University inoltre rileva che il 42% degli elettori ritiene che il conflitto in corso nel Golfo renderà il mondo meno sicuro, mentre il 35% dei partecipanti al sondaggio ha espresso il parere contrario.
L'esercito israeliano ha dichiarato che le difese aeree stanno rispondendo agli attacchi missilistici provenienti dall'Iran, con le sirene attivate in tutta la zona centrale di Israele, in alcune parti di Gerusalemme e nella Cisgiordania occupata. In due comunicati distinti a circa 20 minuti di distanza l'uno dall'altro, l'esercito ha affermato di aver "identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele". "I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", si legge nelle dichiarazioni. Dopo il primo attacco, l'esercito ha dichiarato che alle persone è "ora consentito lasciare gli spazi protetti in tutte le zone del Paese". Non vengono segnalate vittime. Gli attacchi sono avvenuti più di 14 ore dopo che l'esercito aveva annunciato l'arrivo di missili dall'Iran. Durante la notte, il centro di Israele è stato bersagliato da attacchi provenienti dal Libano, dove il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall'Iran, ha rivendicato una serie di attacchi contro siti militari. I media israeliani hanno riferito che sei razzi sono stati intercettati.
"I negoziatori iraniani temono di essere uccisi da Teheran". Così Donald Trump parlando a una cena annuale di raccolta fondi del Comitato repubblicano. L'Iran in queste ore ha respinto il piano del tycoon in 15 punti temendo un bluff e pone cinque condizioni per la tregua. Le richieste del regime sono lo stop "degli attacchi e degli assassinii" da parte di Usa e Israele, garanzie contro futuri conflitti, il pagamento dei danni di guerra, la fine dei combattimenti su tutti gli altri fronti che coinvolgono gruppi alleati e il riconoscimento della sovranità iraniana su Hormuz.
Donald Trump ha ammesso che i costi della benzina e della vita in generale sono saliti da quando ha lanciato la guerra contro l'Iran. "Ma dovevo eliminare il cancro che è Teheran", ha detto durante un evento a Washington. "Ora ricostruiremo l'economia più forte del mondo", ha aggiunto accusando poi i democratici dell'inflazione.
Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha comunicato che il Paese del Golfo sta "rispondendo alle minacce missilistiche e dei droni provenienti dall'Iran". I rumori uditi nella notte nel Paese sono "il risultato dell'intercettazione di missili e droni da parte dei sistemi di difesa aerea", ha aggiunto il ministero in una breve dichiarazione pubblicata su X.
Il parlamento dell'Iran sta preparando una legge per introdurre pedaggi a carico delle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato da media statali. La proposta prevede che le imbarcazioni paghino una tariffa in cambio delle misure di sicurezza garantite dall'Iran lungo questo corridoio strategico per il commercio mondiale di petrolio e gas. Il testo e' in fase di finalizzazione da parte dei giuristi dell'assemblea. Teheran chiede inoltre il riconoscimento internazionale del proprio diritto di esercitare autorita' sullo stretto come una delle condizioni per porre fine al conflitto in corso.
Nelle ultime settimane l'Iran ha piazzato delle mine e ha dispiegato ulteriori effettivi militari e sistemi di difesa aerea sull'isola di Kharg, in preparazione di una possibile operazione statunitense volta ad assumere il controllo dell'isola. Lo riferisce la Cnn citando fonti informate sui rapporti dei servizi segreti statunitensi. L'amministrazione Trump sta valutando l'utilizzo di truppe statunitensi per impadronirsi della minuscola isola nel Golfo Persico nord-orientale, un'ancora di salvezza economica per l'Iran che gestisce circa il 90% delle esportazioni di greggio del Paese, come leva su Iran per costringerlo a riaprire lo Stretto di Hormuz, aggiunge la Cnn. Tuttavia, alcuni funzionari statunitensi ed esperti militari affermano che un'operazione di terra di questo tipo comporterebbe rischi significativi, tra cui un elevato numero di vittime statunitensi. L'isola dispone di difese a più livelli e nelle ultime settimane gli iraniani vi hanno trasferito ulteriori sistemi missilistici guidati terra-aria lanciati a spalla, noti come Manpads, hanno riferito le fonti. L'Iran ha inoltre disseminato trappole, tra cui mine antiuomo e anticarro, intorno all'isola, hanno aggiunto le fonti, anche lungo la costa dove le truppe statunitensi potrebbero eventualmente organizzare uno sbarco anfibio se il presidente Donald Trump decidesse di procedere con un'operazione di terra.
