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Il Papa: "La Flotilla? Aiutare il popolo di Gaza, non riceve aiuti" | Ucciso il capo dell'ala militare di Hamas a Gaza City

Gli Usa hanno colpito un sito di missili e navi che stavano cercando di collocare mine. Colpita petroliera al largo dell'Oman: "Carburante in mare"

26 Mag 2026 - 22:20
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"Un accordo con l'Iran è ancora possibile, nonostante gli ultimi attacchi statunitensi contro siti missilistici nel sud del Paese" ad affermarlo è il segretario di Stato americano Marco Rubio, riferendosi agli attacchi avvenuti nella notte nel sud del Paese dove, secondo il Comando Centrale americano, gli Stati Uniti, per autodifesa, hanno colpito un sito per il lancio di missili e navi iraniane che cercavano di collocare mine. Focus anche sullo Stretto di Hormuz, che secondo Rubio "verrà aperto, in un modo o nell'altro". Secono il Wall Street Journal, la Marina americana è tornata ad assistere il transito di navi nel collo di bottiglia. In caso di nuovi attacchi da Teheran avvisano: "La nostra risposta andrà oltre la regione", si legge nella dichiarazione del portavoce delle Forze Armate iraniane Shakarchi.

Non si placa la situazione nemmeno in Libano dove, secondo i media locali, si contano almeno 12 morti dopo un attacco israeliano nel sud del Paese. 


Muhammad Odeh, capo dell'ala militare di Hamas, è stato ucciso dall'Idf in un attacco a Gaza City. Lo riferisce Ynet citando fonti israeliane. Successivamente, nella Striscia c'è stato un altro attacco, ed entrambi i raid hanno causato almeno due morti e oltre dieci feriti. 


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è attualmente al telefono con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riferisce il giornalista di Axios Barak Ravid, citando una fonte a conoscenza dei fatti.


"Lì bisogna fare un nuovo appello per il rispetto dei diritti umani di tutti". Lo ha detto Papa Leone, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla Flotilla: "Purtroppo il popolo di Gaza - ha aggiunto - non riceve ancora gli aiuti umanitari e questo sta provocando proteste, difficoltà e anche l'azione di quelli che hanno partecipato alla Flotilla, io vorrei rinnovare l'appello a tutte le autorità ad assistere il popolo di Gaza"


Gli Stati Uniti hanno approvato i piani israeliani di intensificare i combattimenti contro Hezbollah, in Libano, ma hanno messo in guardia Israele dal colpire Beirut, perché eventuali attacchi alla capitale libanese potrebbero compromettere i colloqui tra gli Usa e l'Iran. Lo riferiscono diversi media israeliani, citando come fonti funzionari dello Stato ebraico. Secondo quanto riportato da Channel 12, l'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha aggiornato ieri sera la Casa Bianca sull'intenzione israeliana di espandere le proprie operazioni in Libano. Il messaggio di Washington è stato di "non demolire edifici a Beirut". Invece, "gli omicidi mirati a Beirut sono autorizzati qualora si presentasse un'opportunità operativa". "Abbiamo libertà d'azione nel Libano meridionale, tranne a Beirut. Non vogliamo essere percepiti come coloro che minano l'accordo tra il presidente Donald Trump e l'Iran", hanno confermato alti funzionari israeliani a Channel 13.


Stiamo intensificando la nostra operazione in Libano. L'esercito sta operando con ingenti forze sul terreno, prendendo il controllo di aree per fortificare la fascia di sicurezza e proteggere le comunità del nord". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video. ''Stiamo portando avanti un enorme sforzo nazionale per promuovere soluzioni creative e innovative contro i droni esplosivi'', ha aggiunto.


Gli Usa vogliono ridurre drasticamente il proprio contributo militare alla Nato con un taglio "significativo" di bombardieri strategici e una "riduzione di un terzo dei caccia". Non sarebbero più forniti sottomarini e droni da ricognizione mentre si assisterebbe ad un taglio "notevole di quelli armati". Lo riporta lo Spiegel riferendo dell'incontro, alla fine della scorsa settimana, dell'inviato del capo del Pentagono Pete Hegseth che ha informato alti funzionari degli alleati presso il quartier generale dell'Alleanza. Gli Stati Uniti "hanno chiarito che intendono mantenere la deterrenza nucleare in Europa nell'ambito della Nato. Per contro, gli europei dovrebbero farsi carico in gran parte da soli della difesa convenzionale del continente".


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Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato all'emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, che Teheran è pronta a raggiungere quello che ha definito "un quadro dignitoso" per porre fine alla guerra e alle attuali tensioni regionali. Lo riporta Iran International.


La Marina degli Stati Uniti sta assistendo il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riferiscono funzionari militari statunitensi al Wall Street Journal. Secondo le fonti, una superpetroliera greca, carica di 2 milioni di barili di greggio, è stata guidata dalla Marina statunitense durante l'attraversamento della via d'acqua al largo della costa omanita.


Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, è rientrato in Iran da Doha dopo colloqui con i funzionari del Qatar volti a far progredire i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Lo riferisce l'emittente statale iraniana Irib.


Le sirene sono state attivate nel kibbutz Malkia, al confine nord d'Israele, a seguito dell'infiltrazione di droni esplosivi provenienti dal Libano.


Soldati israeliani hanno iniziato a operare via terra in Libano oltre la "linea gialla" della tregua armata. Lo riferisce Channel 12.


"Senza dubbio la Repubblica Islamica dell'Iran non lascerà impunito alcun atto di aggressione e non esiterà minimamente a difendere la nostra sovranità". Così il ministero degli Esteri di Teheran in un post sui social media, in cui ha definito "terrorista" l'esercito statunitense. Azione considerata "una palese violazione del cessate il fuoco nella provincia di Hormozgan nelle ultime 48 ore". 


La magistratura iraniana ha sospeso l'organo presidenziale che aveva ordinato il ripristino dell'accesso a Internet dopo mesi di blackout quasi totale dall'inizio della guerra con gli Stati Uniti e Israele. Questa decisione va di fatto a bloccare decisione del presidente Pezeshkian, che aveva disposto la riapertura della connessione nel Paese.


Un'esplosione al largo di Muscat, in Oman, avrebbe coinvolto una petroliera. Lo riferisce l'autorità britannica riguardo alle operazioni commerciali marittime. L'equipaggio sarebbe al sicuro, ma una parte del carburante si sarebbe riversato in mare. 


Donald Trump non ha intenzione di siglare un accordo con l'Iran che lo penalizzi o preveda meno garanzie di quelle desiderate. Lo ha fatto capire ancora una volta postando una foto sul suo social Truth. "Peace through strenght", si legge: "Pace attraverso la forza". Nell'immagine, ovviamente generata dall'IA, compare Trump con il dito puntato nella posa classica dello zio Sam. Alle sue spalle la Casa Bianca. 

© Truth

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Nei negoziati con gli Usa, Teheran non intende arretrare sul punto dei beni congelati. Si tratta di oltre 24 miliardi di dollari bloccati dalle sanzioni americane e di cui, secondo l'agenzia Tasnim, l'Iran chiede lo sblocco. Secondo la proposta dei vertici iraniani, metà dei beni dovrà essere scongelato al momento dell'annuncio di un memorandum d'intesa, mentre la restante parte dovrà essere sbloccata entro 60 giorni.


Gli ultimi attacchi degli Stati Uniti contro l'Iran sono stati bollati come "azioni difensive" da alcune fonti militari. E “non indicano” che il cessate il fuoco sia finito. Lo riporta Fox News. “Le forze statunitensi hanno condotto oggi attacchi di autodifesa nel sud dell'Iran per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane”, ha dichiarato in un comunicato Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale.


"Abbiamo il diritto di rispondere a qualsiasi violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti". Questo il messaggio dei pasdaran, dopo gli attacchi americani nella serata di ieri.


I pasdaran avrebbero abbattuto un drone statunitense MQ-9 dopo quella che è stata definita una "violazione americana dello spazio aereo iraniano nel Golfo Persico". Le Guardie della rivoluzione hanno affermato di aver aperto il fuoco anche contro un drone RQ-4 e un caccia F35, costringendoli ad abbandonare la zona. Lo riporta l'agenzia iraniana Fars


"Anche il traballante regime sionista e il tumore canceroso di Israele si stanno avvicinando alle fasi finali della loro esistenza sfortunata". Sono queste le prime - dure - parole del messaggio che la Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha pubblicato in forma scritta per l'Hajj, il pellegrinaggio annuale a La Mecca dei fedeli musulmani. "Per questo motivo, quest'anno [...] la profondità e la portata della rinuncia all'America e al regime sionista va oltre il rituale della rinuncia durante la stagione e il periodo dell'Hajj. In diverse parti dell'Iran e del mondo, e dopo questi giorni benedetti, morte all'America e morte a Israele saranno lo slogan comune della nazione islamica e degli oppressi del mondo, specialmente dei giovani". Sugli Usa ha poi aggiunto che "non avranno più un rifugio sicuro per le loro malefatte e per le loro basi militari nella regione".

"Il futuro appartiene alla nazione islamica e alla nuova civiltà islamica, e ciascuno di noi può svolgere un ruolo nel realizzare questo futuro e nell’avvicinarsi ad esso, secondo i nostri sforzi, le nostre capacità e le nostre responsabilità", continua Khamenei. "Chiedo a tutti i cari pellegrini di pregare per l’avvento del salvatore dell’umanità, che Dio affretti il suo ritorno, e di pregare per l’unità della nazione islamica, la liberazione della Palestina e della Moschea di Al-Aqsa, l’eliminazione delle grandi difficoltà dei musulmani e il raggiungimento della vittoria finale contro l’arroganza globale, e di includermi nelle vostre preghiere".


L'attacco Usa contro il palazzetto dello Sport di Lamerd, lo scorso febbraio, in cui sono morte 24 persone, è stata "una decisione calcolata di testare il potere distruttivo di un nuovo sistema d'arma su civili iraniani. Un tale atto costituisce un chiaro e spregevole crimine di guerra". Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ismail Baghaei. "Non si è trattato di un errore" ha aggiunto. "Durante un incontro con il dottor Mousa Mousavi, membro del Parlamento per Mehr e Lamerd - scrive il diplomatico - sono stato informato sui dettagli strazianti di un devastante attacco missilistico americano su un palazzetto dello sport nella città di Lamerd, provincia di Fars. Nel pomeriggio di sabato 28 febbraio 2026, lo stesso giorno in cui gli studenti della Shajareh Tayyibeh School a Minab sono stati massacrati da missili Tomahawk, un'area residenziale di Lamerd, incluso un palazzetto dello sport, è stata colpita da missili d'attacco di precisione degli Stati Uniti (PrSM). L'attacco ha massacrato 24 persone, tra cui una bambina di 2 anni, diverse giocatrici adolescenti di pallavolo e altre donne e uomini. Più di 130 persone sono rimaste ferite, molte delle quali ora affrontano disabilità permanenti". Questi missili "a raffica aerea" sono esplosi in aria prima dell'impatto, liberando 180.000 pallini di tungsteno ad alta velocità che hanno squarciato l'area in ogni direzione con forza devastante. Non c'è più alcun dubbio che gli Stati Uniti abbiano deliberatamente preso di mira un quartiere residenziale e un palazzetto sportivo civile a Lamerd. Non si è trattato di un errore: è stata una decisione calcolata di testare il potere distruttivo di un nuovo sistema d'arma su civili iraniani. Un tale atto costituisce un chiaro e spregevole crimine di guerra. Coloro che hanno ordinato ed eseguito questo attacco devono essere ritenuti responsabili davanti a qualsiasi tribunale competente. La nazione iraniana non dimenticherà mai i suoi figli e le sue figlie martiri. Non dimenticheremo né perdoneremo questo crimine".


Secondo quanto riportato dall'Agenzia Nazionale di Stampa libanese, i soccorritori libanesi hanno recuperato 12 corpi in seguito agli attacchi israeliani sulla città di Mashghara, nel sud del Paese. Così Al-Jazeera. "Diverse persone sono rimaste ferite, secondo le autorità sanitarie".


Abolfazl Shekarchi, portavoce di alto livello delle Forze Armate iraniane, ha dichiarato che qualsiasi nuova aggressione contro l'Iran riceverà una risposta "molto più severa" che si estenderà oltre i confini della regione. Lo scrive Al-Jazeera. "Se verremo attaccati, i nostri attacchi saranno più duri, più intensi e più potenti. La nostra risposta andrà oltre la regione - la dichiarazione del militare, così come riportata su X - L'obiettivo è già stato individuato ed è pronto. La risposta a qualsiasi nuova aggressione sarà diversa. Se impediranno le nostre esportazioni, l'Iran impedirà al petrolio di lasciare la regione".


Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha dichiarato di non ritenere che Islamabad debba aderire agli Accordi di Abramo, che normalizzano le relazioni con Israele, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Ani. Lo scrive Al-Jazeera. "Personalmente, non credo che dovremmo aderire a un accordo che contrasta con i nostri principi fondamentali", ha affermato Asif in un'intervista a Samaa TV, secondo quanto riportato da Ani. "Abbiamo una posizione molto chiara: questo non è accettabile per noi", ha aggiunto, sempre secondo l'agenzia.


Un attacco aereo israeliano è in corso contro la città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Lo riporta Al Jazeera. Ieri, sono stati segnalati numerosi attacchi israeliani nei distretti di Tiro e Nabatieh, sempre nel sud del Libano, e a Mashgara, nella zona occidentale della valle della Bekaa.


Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha disposto il ripristino della connessione a internet nel paese. Lo ha riferito l'agenzia Fars, citando il ministero delle Comunicazioni. "La risoluzione sul ripristino di internet è stata pubblicata dal presidente dell'Iran per il ministero delle Comunicazioni", si legge nella comunicazione. La decisione arriva dopo mesi di restrizioni. Alla fine di dicembre 2025 in Iran erano esplose proteste legate alla svalutazione della moneta nazionale, poi degenerate in disordini e azioni contro le autorità. In quella fase la rete internet aveva smesso di funzionare. Dopo l'annuncio delle autorità, a gennaio, di aver ripreso il controllo della situazione, la connessione aveva iniziato a essere gradualmente ripristinata. Le restrizioni erano però tornate dopo l'attacco lanciato il 28 febbraio da Stati uniti e Israele contro l'Iran. Da allora le autorità avevano nuovamente limitato l'accesso alla rete.


Il governo municipale di Teheran ha riferito che il 97% degli edifici che necessitavano di "riparazioni minori" dopo gli attacchi aerei statunitensi e israeliani dei mesi scorsi ha già ricevuto gli interventi necessari. Secondo un portavoce dell'amministrazione cittadina citato dall'agenzia di stampa iraniana Fars, tutti gli interventi residui dovrebbero essere completati entro la prossima settimana.


Il segretario di Stato usa Marco Rubio ha dichiarato che i negoziati con l'Iran proseguono in Qatar nonostante gli attacchi sferrati ieri dalle forze Usa contro il porto iraniano di Bandar Abbas. Parlando ai giornalisti a Jaipur, in India, Rubio ha spiegato che le discussioni si concentrano ora sulla definizione del "linguaggio specifico" del documento iniziale dell'accordo e che potrebbero essere necessari "alcuni giorni" per arrivare a una formulazione condivisa. Secondo Rubio, il presidente Usa Donald Trump resta determinato a raggiungere un'intesa, ma "accetterà solo un buon accordo oppure nessun accordo".


"Lo Stretto di Hormuz deve essere aperto. Verrà aperto in un modo o nell'altro, quindi deve essere aperto". Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio nella città indiana di Jaipur, dove si trova in visita ufficiale. "Quello che sta succedendo lì è illegittimo, è illegale, è insostenibile per il mondo, è inaccettabile", ha aggiunto.


"Un accordo con l'Iran è ancora possibile, nonostante gli ultimi attacchi statunitensi contro siti missilistici nel sud del Paese". Lo sostiene il segretario di Stato americano Marco Rubio. "Oggi si sono tenute alcune discussioni in Qatar, quindi vedremo se riusciremo a compiere progressi. Penso che le discussioni ruotino molto attorno alla formulazione precisa del testo iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni", ha dichiarato Rubio a Jaipur, durante una visita ufficiale in India. "Il presidente ha espresso la sua volontà di raggiungere un accordo. O concluderà un accordo, o non ci sarà alcun accordo" ha concluso.


Gli Stati Uniti hanno colpito nel sud dell'Iran in autodifesa, colpendo un sito per il lancio di missili e navi iraniane che cercavano di collocare mine. Lo afferma il Centcom, secondo quanto riportato dai media americani. "Le forze americane hanno condotto attacchi di autodifesa nell'Iran del sud per proteggere le truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane", ha detto il portavoce del Centcom Timothy Hawkins in una nota a Cnn. "Fra gli obiettivi figuravano un siti per il lancio di missili e imbarcazioni iraniane che tentavano di posizionare mine. Continueremo a difendere le truppe pur se con moderazione durante il cessate il fuoco", ha aggiunto. Secondo Al Arabiya, nel mirino c'erano imbarcazioni a sud dell'isola di Larak e gli attacchi hanno causato quattro morti.


Donald Trump paragona la sua politica sull'Iran con quella di Barak Obama. In un'immagine postata sul suo social Truth contrappone i soldi concessi dall'ex presidente a Teheran alla sua politica di forza fatta di missili. Il commander-in-chief è stato criticato per l'accordo con l'Iran che molti valutano peggiore di quello del suo predecessore.

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