Prosegue l'escalation tra Stati Uniti e Iran. Washington ha annunciato la tredicesima notte consecutiva di raid contro obiettivi militari iraniani, mentre secondo il New York Times Teheran ha respinto una proposta di cessate il fuoco mediata dall'Iraq. Intanto il presidente Donald Trump minaccia di utilizzare fondi iraniani congelati per risarcire i danni alle navi colpite, una prospettiva definita dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi un "precedente esplosivo".
"Si prenda atto della presente dichiarazione: fino a nuovo avviso, da questo momento in poi, qualsiasi danno arrecato a navi, carichi o beni a essi correlati sarà risarcito utilizzando fondi iraniani in possesso e sotto il controllo degli Stati Uniti". Così il presidente statunitense Donald Trump in un post che via social alza ulteriormente la tensione con Teheran. Non è chiaro quali meccanismi giuridici Trump intenda utilizzare per accedere a tali fondi e disporne, ma sostiene che agire in tal modo è "la cosa giusta ed equa da fare".
"L'appropriazione indebita dei beni di un'altra nazione per far fronte a future rivendicazioni non correlate costituisce un precedente esplosivo". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "Chi si rallegra o trae profitto da tali fondi - aggiumge dovrebbe ricordare: una volta che i governi normalizzano la confisca, i beni di nessuno sono al sicuro. Il caos che ne consegue non sarà né piacevole né pacifico". Il presidente degli Usa Donald Trump aveva affermato che "tutti i danni causati alle navi saranno risarciti con i fondi iraniani che gli Stati Uniti detengono e controllano".
L'Iran avrebbe respinto ieri una proposta di cessate il fuoco degli Stati Uniti presentata a Teheran dal primo ministro dell'Iraq, Ali al-Zaidi. Lo riferiscono fonti iraniane ed irachene al "New York Times", che non rende noti i dettagli della proposta. Secondo il quotidiano, tuttavia, Teheran non sarebbe interessata a un accordo temporaneo che lasci irrisolto il nodo del controllo sullo Stretto di Hormuz. Il presunto rifiuto arriva dopo quasi due settimane di attacchi tra Stati Uniti e Iran. Teheran ha continuato a colpire navi nello Stretto di Hormuz - nonostante il ripristino del blocco navale statunitense - e obiettivi statunitensi in Medio Oriente, mentre Washington ha bombardato basi militari e infrastrutture in Iran. Al-Zaidi si e' recato ieri a Teheran dopo aver incontrato il presidente Usa, Donald Trump, alla Casa Bianca all'inizio della scorsa settimana. Prima della visita, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aveva dichiarato che il premier iracheno avrebbe potuto trasmettere messaggi e punti di vista di Trump, ribadendo tuttavia che Teheran non sta cercando una nuova mediazione con Washington. "L'ostacolo principale e' l'approccio irrazionale, eccessivo ed egemonico degli Stati Uniti", ha detto Araghchi alla televisione di Stato iraniana "Irib". Trump ha mantenuto un tono altrettanto duro ieri, affermando che l'Iran "non è pronto" a raggiungere un accordo e che i suoi leader "hanno intenzioni malvagie".
Le forze americane "hanno avviato oggi, alle 18:45" di Washington (le 00:45 di venerdì in Italia), un'altra notte di attacchi contro obiettivi militari iraniani". Lo riferisce il Comando militare centrale delle Forze Usa (Centcom), in un post su X. Si tratta, si legge ancora, "della tredicesima notte consecutiva di raid, finalizzati a chiamare l'Iran alle proprie responsabilità e a ridurre le minacce del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica al traffico marittimo commerciale".
