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Dodicesima notte consecutiva di attacchi Usa contro l'Iran. "Colpiti obiettivi militari", afferma il Comando Centrale (Centcom) americano, al termine delle operazioni. Teheran sarebbe stata colpita in tre punti. Secondo Axios, gli Usa "sono tornati a usare il super-bombardiere B-1". Tre petroliere che intendevano attraversare la rotta minata a sud dello Stretto di Hormuz sono state fermate dai pasdaran. E Teheran torna ad alzare il tiro: "Non una goccia petrolio da Hormuz se Usa colpiscono infrastrutture".
La difesa aerea del Kuwait è entrata in azione per rispondere agli attacchi con missili e droni lanciati dall'Iran. Lo ha reso noto l'esercito in un comunicato pubblicato su X, precisando che le esplosioni udite nel paese "sono il risultato dell'intercettazione degli attacchi". Lo stesso esercito "raccomanda a tutti di attenersi alle istruzioni di sicurezza emanate dalle autorità competenti".
La Francia ha smentito le notizie relative alla chiusura della propria ambasciata a Teheran. Interpellato dalla stampa sulla presunta evacuazione della sede diplomatica, un portavoce del Quai d’Orsay ha precisato: “Non abbiamo evacuato”. La smentita arriva in un momento di forti tensioni nei rapporti tra Francia e Iran, dopo che due agenti dell’ambasciata francese erano stati fermati e interrogati per diverse ore dai servizi di sicurezza iraniani lo scorso 19 luglio, episodio denunciato da Parigi come una grave azione di intimidazione.
Il principale negoziatore iraniano e presidente del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha deriso la strategia militare statunitense volta a indebolire la capacità di Teheran di controllare lo stretto di Hormuz: "Volevano punire l'Iran. Invece si sono puniti da soli con prezzi del petrolio a tre cifre. Strategia 10/10 », ha detto Ghalibaf su X. Oggi, per la prima volta in due mesi, i prezzi del petrolio hanno superato i 100 dollari al barile dopo l'attacco degli Houthi a due petroliere saudite, mentre una nuova escalation del conflitto minaccia di aggravare le interruzioni delle forniture globali di petrolio.
"Stiamo andando molto bene con l'Iran. Stiamo andando estremamente bene. Vorrebbero fare qualcosa, ma dico che non sono ancora pronti" per negoziare e "avevano cattive intenzioni. Non possiamo permettere che abbiano un'arma nucleare. Ed è esattamente quello che è successo". Lo ha detto il presidente Donald Trump, parlando a un evento dedicato a energia e IA nel quartier generale dell'Epa. "E tra l'altro, questo" lavoro avrebbe dovuto "essere fatto da altri. Lo dicono da 27 anni, o meglio da circa tre anni. Questo avrebbe dovuto essere fatto per 50 anni da altri presidenti americani o da altri Paesi. È toccato a noi, ma sembra che noi facciamo ciò che nessun altro fa. Ma io lo farò, e nessun altro ha la capacità di fare alcunché", ha aggiunto il tycoon.
Il petrolio chiude a New York con un balzo in scia alle tensioni in Medio Oriente con il fronte del Mar Rosso e delle minacce degli Houthi, alleati iraniani dello Yemen: il Wti, il riferimento americano, sale del 6,39% a 92,38 dollari al barile, mentre il Brent, il riferimento internazionale, sale del 7%, a 100.65.
"La guerra è ripresa per la volontà di una parte dell'Iran e adesso occorre ricercare di ritornare alla possibilità di costruire una tregua, che in questo momento mi sembra molto lontana. Noi non possiamo che osservare, sperando che non si allarghi al di là del perimetro a cui si era già allargata l'altra volta, ma non mi stupirebbe che di fronte agli attacchi da parte degli Stati Uniti non possano decidere di allargarla il più possibile. L'obiettivo dell'Iran è creare il caos maggiore possibile: ogni giorno perdono più possibilità di farlo, ma continuano a conservarne alcune". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a margine di un evento a Confagricoltura a Roma.
Ci stiamo preparando a ogni eventualità. Se l'Iran attaccherà Israele, subirà un colpo devastante". Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz durante una consultazione di sicurezza con i vertici dell'Idf questa sera, come riferisce l'ufficio del ministro in una nota.
Il nuovo governo britannico di Andy Burnham condanna "con forza gli attacchi degli Houthi contro petroliere saudite nel Mar Rosso", sollecita i miliziani sciiti dello Yemen a "fermarsi" e dichiara piena "solidarietà all'Arabia Saudita", storica alleata di Londra nel Golfo. Lo si legge in una nota diffusa dal Foreign Office mentre il neoministro degli Esteri, Ed Miliband, si trova a Manila per una riunione dell'Asean, a margine della quale ha avuto faccia a faccia d'esordio con i colleghi di Usa e Ue, Marco Rubio e Kaja Kallas, nonché con i capi delle diplomazie di Paesi quali India, Giappone e Canada. "Queste azioni sconsiderate - prosegue il Foreign Office - mettono in pericolo vite umane, creano rischi di una catastrofe ambientale, minacciano la stabilità regionale in Medio Oriente e costituiscono una grave violazione del diritto internazionale".
I prezzi del petrolio sono saliti ai livelli più alti da oltre sei settimane, sostenuti dall'inasprimento del conflitto tra Stati Uniti e Iran e dalle tensioni lungo le principali rotte marittime del Medio Oriente. I prezzi del barile sono in fortissimo rialzo, con il Brent che vola oltre i 100 dollari. Dati che influenzano negativamente anche le borse europee, finite tutte ko dopo l'ennesima escalation tra Washington e Teheran: la peggiore è Milano, che chiude con un ribasso del 2,8%. Londra ha contenuto il calo allo 0,7%, Francoforte ha perso l'1,56%, Madrid l'1,55% e Parigi l'1,67%.
"Sto valutando un attacco massiccio sull'Iran. Più grande di qualsiasi altro. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti". Lo ha detto Donald Trump ad Axios, dicendosi consapevole che la sua decisione avrà conseguenze. "Se glielo chiedessi - ha aggiunto - Israele si unirebbe in due minuti" all'eventuale attacco. Ma "non abbiamo bisogno di nessuno" per lanciare una nuova operazione, ha aggiunto. Il presidente Usa ha ribadito che l'Iran "vuole negoziare", ma al momento non è pronto per un accordo. "Non hanno ancora sofferto abbastanza", ha concluso.
La Camera americana ha approvato un'altra risoluzione che condanna le ostilità in Iran. Con 214 voti a favore e 208 contrari, i deputati hanno dato il via libera alla risoluzione sui poteri di guerra, in quello che è uno schiaffo a Donald Trump. Quattro repubblicani hanno votato insieme ai democratici. La camera e il senato hanno già approvato risoluzioni sui poteri di guerra, ma gli attacchi in Iran sono continuati. Il senato voterà nelle prossime ore una sua risoluzione sui poteri di guerra.
"Un anno fa gli Stati Uniti d'America hanno attaccato con grande forza gli Houthi per la loro interferenza con il commercio, sparando contro delle navi. Da allora e durante il nostro conflitto con l'Iran, si sono comportati in modo molto responsabile. Purtroppo ora hanno ripreso a sparare, anche contro due navi saudite. Vi prego di considerare questo post Truth come un monito: se dovessero ripetere questo gesto, gli Stati Uniti riterranno l'Iran responsabile, in quanto gli Houthi sono un surrogato e/o un proxy dell'Iran, e pesanti sanzioni militari saranno inflitte all'Iran. Naturalmente saranno inflitte agli stessi Houthi, dei quali sono molto deluso perché finora si sono comportati in modo molto professionale e intelligente". Lo scrive su Truth il presidente Usa Donald Trump. "Grazie per l'attenzione", conclude.
L'accordo sul nucleare con l'Arabia Saudita "è strettamente condizionato all'adesione" di Riad "agli accordi di Abramo". Lo ha scritto Donald Trump sul suo social Truth. "L'accordo sul nucleare civile (che non prevede l'arricchimento di materiale) in fase di definizione tra il Dipartimento dell'energia degli Stati Uniti e l'Arabia Saudita, riguardante esclusivamente usi non militari, analoghi a quelli già in essere per Iran, Emirati Arabi Uniti e altri Paesi", si legge. L'intesa verrà approvata "ma è strettamente condizionata all'adesione dell'Arabia Saudita ai prestigiosi e riusciti Accordi di Abramo. Gli Stati Uniti non si oppongono agli impianti nucleari civili (senza arricchimento)".
I sistemi di difesa aerea della Giordania hanno intercettato quattro missili e sei droni lanciati dall'Iran nelle ultime 24 ore, secondo quanto riferito da una fonte del Comando generale, citato dall'agenzia di stampa giordana "Petra". Nello specifico, tre missili sono stati intercettati e abbattuti, mentre un quarto sarebbe caduto in un'area remota. Non si registrano vittime né danni materiali, riferisce l'agenzia.
"L'Iran ci sta supplicando, sia direttamente che indirettamente: 'Raggiungiamo un accordo. Parliamo. Parliamo'". Lo ha detto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, parlando con i giornalisti a margine del vertice ministeriale dell'Asean a Manila, nelle Filippine. Lo riporta la Cnn. Rubio ha aggiunto che ogni volta che gli Stati Uniti e l'Iran concordano un accordo di cessate il fuoco "i responsabili lì o lo violano o vogliono modificarlo" e "quindi continueranno a pagare un prezzo, e ogni notte quel prezzo diventa sempre più alto". "Al momento, a quanto pare, non sono rinsaviti, e quindi il presidente non vede molta utilità nel rispondere alle loro aperture a questo punto, perché, francamente, l'Iran chiaramente non è pronto a stringere un accordo, almeno non uno che siano disposti a rispettare", ha aggiunto Rubio.
La nave Encelia, appartenente a una compagnia saudita, è stata colpita mentre navigava nel Mar Rosso, con il conseguente scoppio di un incendio a prua. Lo ha riferito una fonte dell'Autorità generale dei trasporti dell'Arabia Saudita, citata dall'agenzia di stampa ufficiale Spa. Tutti i membri dell'equipaggio sono in salvo e le autorità competenti hanno adottato le misure necessarie per mettere in sicurezza la nave e tutelare l'ambiente marino. Secondo la fonte, simili attacchi costituiscono una violazione delle norme e delle convenzioni internazionali che garantiscono la sicurezza delle navi commerciali e dei loro equipaggi. L'agenzia britannica United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto) aveva segnalato che una petroliera era stata colpita da un proiettile non identificato circa 70 miglia nautiche a sud-ovest della località saudita di Al Shuqaiq. L'impatto aveva provocato un incendio a bordo, senza causare vittime o danni ambientali. Le circostanze indicate dall'Ukmto appaiono coincidere con quelle dell'attacco all'Encelia. L'episodio si inserisce in un quadro di crescente turbamento della navigazione nel Mar Rosso. Secondo dati di tracciamento navale, cinque petroliere hanno cambiato rotta per evitare lo stretto di Bab el Mandeb.
"A causa dell'acuirsi delle tensioni in Medioriente, la situazione della sicurezza rimane complessa, con il rischio di un'escalation imprevedibile. I cittadini Usa attualmente presenti in Medioriente dovrebbero mantenere un'elevata vigilanza ed essere preparati a cancellazioni di voli, chiusure periodiche dello spazio aereo e potenziali disagi nei viaggi". È quanto si legge in un'allerta diffusa dal dipartimento di Stato Usa, in cui si sottolinea che "alcune compagnie aeree della regione hanno rinviato la ripresa dei precedenti orari di volo; altre hanno cancellato alcune rotte". "Sedi diplomatiche statunitensi, anche al di fuori del Medioriente, sono state prese di mira. L'Iran e i gruppi che lo sostengono potrebbero prendere di mira altri interessi Usa all'estero o in luoghi associati agli Stati Uniti e ai cittadini statunitensi in tutto il mondo, comprese imprese statunitensi e altre istituzioni", si legge ancora. "Gli americani al di fuori del Medioriente dovrebbero riconsiderare i viaggi verso e attraverso la regione. Gli americani che viaggiano nella regione o la attraversano dovrebbero verificare con le proprie compagnie aeree che i voli siano ancora in programma. Se il proprio volo è interessato da tali misure, contattare direttamente la compagnia aerea per i dettagli relativi alle modifiche", conclude l'avviso.
Dal dialogo interreligioso si può partire per costruire la pace. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo all'emittente radiofonica Rtl, in merito alla riunione che si terrà a Roma il 28 e 29 luglio sulla soluzione a due Stati in Medio Oriente. "Il progetto a cui stiamo lavorando è quello di due Stati, non è facile ma non ci si deve mai arrendere", ha spiegato Tajani, aggiungendo che "per questo siamo contro i coloni israeliani che cercano di occupare nuovi spazi in Cisgiordania".
Due persone sono state uccise in un attacco Usa che ha colpito nei pressi del valico di frontiera di Shalamcheh fra Iran e Iraq. Lo riportano i media iraniani, citando il vice governatore incaricato della sicurezza e degli affari amministrativi della provincia del Khuzestan.
L'Arabia Saudita ha intensificato le consultazioni politiche e diplomatiche per favorire la stabilità regionale e affrontare le conseguenze economiche e di sicurezza dell'escalation tra Stati Uniti e Iran, seguita al fallimento dell'accordo di cessate il fuoco e alla ripresa degli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo e la Giordania. Lo riferisce l'emittente panaraba Al Arabiya. Negli ultimi giorni Riad ha avviato colloqui con i Paesi del Golfo e altri attori regionali, oltre che con Grecia, Germania, Italia, Spagna e India. Le consultazioni si sono concentrate sul contenimento dell'escalation, sulla sicurezza energetica, sulla tutela delle rotte marittime e sul ripristino delle condizioni di sicurezza e stabilità nella regione.
Il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha avuto colloqui separati con gli omologhi russo e pakistano, Sergej Lavrov e Mohammad Ishaq Dar, a margine della riunione ministeriale dell'Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) a Manila. Al centro degli incontri figuravano le crisi regionali, il percorso diplomatico tra Stati Uniti e Iran e la cooperazione bilaterale. Nel colloquio con Lavrov, Abdelatty ha illustrato gli sforzi dell'Egitto per ridurre le tensioni in Medio Oriente, sottolineando la necessita' di privilegiare la diplomazia e i negoziati. Il ministro egiziano ha inoltre ribadito l'importanza di tutelare la libertà di navigazione nelle vie d'acqua internazionali, avvertendo che eventuali interruzioni delle rotte marittime avrebbero conseguenze sul commercio mondiale e sulla sicurezza energetica. I due ministri hanno discusso anche della guerra in Sudan. Abdelatty ha riaffermato il sostegno del Cairo all'unità, alla sovranità e all'integrità territoriale del Paese, chiedendo un cessate il fuoco immediato, un accesso umanitario continuativo e un processo politico inclusivo guidato dai sudanesi.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno affermato di aver distrutto sistemi di difesa aerea Patriot a seguito di un attacco alla base delle forze armate statunitensi in Kuwait, secondo quanto riportato nella notte da Press TV. Gli attacchi hanno preso di mira obiettivi militari statunitensi presso la base aerea di Ali Al Salem e Camp al Adiri, distruggendo anche equipaggiamento militare, droni, elicotteri e altre infrastrutture, ha riferito l'emittente.
Le forze armate iraniane non permetteranno l'esportazione di nemmeno una goccia di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz se gli Stati Uniti daranno seguito alle minacce di attaccare le infrastrutture iraniane. È l'avvertimento del quartier generale centrale di Khatam al-Anbia, riportato dai media iraniani. "Se le minacce americane si concretizzeranno, le forze armate della Repubblica islamica dell'Iran non permetteranno l'esportazione nemmeno di una goccia di petrolio e prenderanno di mira le infrastrutture petrolifere, del gas, elettriche ed economiche della regione", ha sottolineato.
Tre basi americane in Kuwait sono state nuovamente prese di mira da attacchi di droni dell'esercito iraniano. Lo fa sapere, tramite l'agenzia Tasnim, l'ufficio stampa dell'esercito di Teheran. "In risposta alla continua arroganza e alle aggressioni del nemico malvagio contro il nostro paese, l'Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran, nella 23esima fase dell'operazione 'Fulmine', poche ore fa, ha preso di mira con numerosi droni da attacco i siti di stoccaggio di munizioni e materiali logistici dell'esercito americano 'uccisore di bambini' nella base di Al-Doha, i serbatoi di carburante nella base di Ali Al-Salem e il deposito di munizioni nel campo di Arifjan in Kuwait".
"Due imbarcazioni di ricerca e soccorso marittimo, Naji 15 e Naji 16, sono state colpite e gravemente danneggiate in un atto ostile da parte del nemico americano-sionista. La missione di queste imbarcazioni è esclusivamente di soccorso e umanitaria". Lo afferma, secondo l'agenzia iraniana Fars, la Direzione Generale Porti e Navigazione dell'Hormozgan.
"Questo mese, le forze americane hanno preso di mira decine di siti militari iraniani sulla terraferma, riprendendo al contempo il blocco marittimo contro l'Iran. Ad oggi, il Centcom ha dirottato nove navi commerciali e ne ha resa inoperativa una per impedire alle imbarcazioni di entrare o uscire dai porti iraniani". Lo riferisce il Comando Centrale degli Stati Uniti sul suo profilo X. "Oltre 50mila membri delle forze armate statunitensi sono operativi in tutto il Medioriente - afferma - e rimangono altamente vigili, concentrati, letali e pronti all'azione".
Le Guardie della Rivoluzione iraniane affermano che tre petroliere che intendevano attraversare la rotta minata a sud dello Stretto di Hormuz sono state fermate. "Dopo un'esplosione e un grave incendio in una di esse, le altre due si sono rapidamente voltate e sono tornate indietro". Lo riportano i medie iraniani.
Gli Stati Uniti hanno completato un'altra serie di attacchi contro l'Iran per la dodicesima notte consecutiva. È quanto afferma il Comando Centrale (Centcom), aggiungendo che "le forze statunitensi hanno colpito obiettivi militari iraniani, tra cui risorse navali, strutture di stoccaggio di missili e droni, siti di sorveglianza costiera e sistemi di difesa aerea". Secondo il Centcom, "gli attacchi riducono ulteriormente la capacità dell'Iran di attaccare marittimi civili e navi commerciali".
