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Guerra Iran, Kallas ai 27: "Aspides va rafforzato, situazione nel Mar Rosso deteriorata" | Allarme Usa per possibile escalation

I cittadini e viaggiatori Usa in Medio Oriente esortati a fare scorta di cibo e acqua e a scaricare applicazioni di allerta in tempo reale

20 Set 2026 - 21:23
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Torna a salire la tensione in tutto il Medio Oriente con il presidente Usa Donald Trump che ha deciso di anticipare il suo rientro da Camp David. Una scelta dettata anche dall'allerta di sicurezza generale emanata per i cittadini americani nella regione mediorientale, a causa dei timori di una rapida escalation. Secondo l'ambasciata americana in Israele, l'Iran e suoi alleati, tra cui gli Houthi, potrebbero prendere di mira missioni diplomatiche, aziende e istituzioni americane e non solo. Proprio per questo, i cittadini Usa nella zona, residenti ed eventuali viaggiatori, sono stati avvertiti di possibili interruzioni dei voli e sono stati esortati a fare scorta di cibo e acqua e a scaricare applicazioni di allerta in tempo reale.

Intanto, il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf sottolinea: "Le nostre posizioni in campo diplomatico sono chiare, razionali e non negoziabili. Finché non saranno soddisfatte non ci sarà spazio per aprire lo Stretto di Hormuz". Rimane molto tesa la situazione anche presso lo stretto di Bab el-Mandeb, il punto d'accesso al Mar Rosso caduto nelle mani degli Houthi. L'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, in una lettera ai 27 ha insistito sulla necessità di rafforzare "con navi e aerei" la missione Aspides per la sicurezza della navigazione. 

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Si accentua il calo del petrolio, in scia con le speranze di una ripresa delle iniziative diplomatiche per porre fine alla guerra tra Usa e Iran. Dopo il Wti, in calo del 4,6% a 95,7 dollari al barile, anche il Brent scivola sotto i 100 dollari al barile, toccando un minimo di 99,88 dollari, in flessione del 3,8%, prima di riposizionarsi attorno ai 100 dollari.


"Servono più assetti navali e aerei, adeguatamente equipaggiati, per far fronte all'aumento del livello delle minacce, comprese maggiori capacità per effettuare protezione ravvicinata" per rafforzare Aspides, l'operazione militare "Scudo" dell'Ue per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso. Così l'Alta Rappresentante Kaja Kallas in una lettera ai Ventisette. Secondo Kallas, "l'accresciuta insicurezza" costringe il Vecchio Continente ad "aumentare in modo sostanziale la nostra presenza, per garantire che l'operazione possa svolgere pienamente il proprio mandato".

"Vorrei richiamare la vostra attenzione sulla situazione nel Mar Rosso, che si è sostanzialmente deteriorata", scrive Kaja Kallas. "La maggiore capacità di pressione acquisita dagli Houthi sullo stretto di Bab el-Mandeb con la conquista del porto di Mokha, dell'isola di Perim e delle isole Hanish rappresenta una seria minaccia alla sicurezza marittima lungo una rotta di transito internazionale fondamentale. La situazione, che continua a evolversi mentre parliamo, sta già incidendo sugli interessi europei, con ripercussioni sulle nostre catene di approvvigionamento, e potrebbe avere implicazioni sulla nostra capacità di sostenere le nostre economie, già colpite dall'aumento dei prezzi dei carburanti".

E continua: "Per il momento, sebbene gli Houthi comunichino che colpirebbero soltanto interessi legati a Israele, permane incertezza sulla loro linea d'azione nei confronti delle navi che transitano attraverso lo stretto. In ogni caso, si trovano ora in una posizione migliore per poter potenzialmente danneggiare il traffico marittimo. La situazione può evolvere rapidamente e in modo imprevedibile. Dobbiamo quindi agire per affrontare questa nuova minaccia. È per questo che, in vista delle prossime riunioni del Consiglio Affari esteri in formato Difesa e del Consiglio Affari esteri di settembre e ottobre, vorrei invitarvi a suggerire possibili azioni che l'Ue può intraprendere per far fronte a questa significativa sfida. Ciò include le azioni attuali e future che le nostre due operazioni navali nella regione, Aspides e Atalanta, possono prendere in considerazione. Una conclusione è già chiara: abbiamo bisogno di più assetti navali e aerei, adeguatamente equipaggiati, per far fronte all'aumento del livello delle minacce, comprese maggiori capacità per effettuare protezione ravvicinata.

"In questa fase, Eunavfor Aspides continua a sostenere la libertà di navigazione attraverso Bab el-Mandeb sulla base degli assetti forniti dagli Stati membri. Tuttavia, nell'attuale contesto di accresciuta insicurezza dobbiamo essere in grado di aumentare in modo sostanziale la nostra presenza, per garantire che l'operazione possa svolgere pienamente il proprio mandato. Ciò che è in gioco è il nostro obiettivo fondamentale di proteggere i nostri interessi in materia di sicurezza e prosperità, nonché la nostra credibilità e sicurezza come attore che garantisce sicurezza".


Un'esplosione si è verificata nei pressi dell'aeroporto di Erbil, nel Kurdistan iracheno (nord dell'Iraq), dove sono schierate le truppe della coalizione a guida statunitense impegnata contro i jihadisti. Lo hanno riferito alcuni giornalisti dell'Afp. Al momento non si conoscono le cause dell'esplosione.


Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato all'inviato speciale per gli esteri di Fox News di trovarsi in una "fase decisionale" e che nel prossimo futuro accadranno "cose molto importanti" riguardo alla guerra tra Usa e Iran. Lo riporta la stessa emittente, secondo cui il tycoon ha affermato che "la mia domanda è: se e quando farò saltare in aria l'intera nazione? È meglio che si comportino bene". Trump si è inoltre detto "aperto" a un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, dopo che Teheran ha inviato un elenco di richieste per porre fine al conflitto.


Egitto, Giordania, Qatar e Kuwait hanno dichiarato che l'attacco degli Houthi contro la capitale dell'Arabia Saudita rappresenta "una minaccia per la sicurezza e la stabilità della regione, oltre a costituire una violazione del diritto internazionale". In dichiarazioni separate, scrive Al Jazeera, i rispettivi governi hanno espresso sostegno a Riad, confermando il proprio appoggio alla sua sovranità e alla tutela dei civili. Anche la Lega Musulmana Mondiale ha condannato l'attacco, definendolo una violazione di "tutti i valori religiosi, nonché delle norme e delle leggi internazionali e umanitarie".


L'Idf comunica in una nota di aver ucciso nel fine settimana a Gaza due terroristi che si erano infiltrati in Israele il 7 ottobre 2023 e un comandante dell'unità di èlite Nukhba di Hamas. Quest'ultimo era Basir Al-Barsh, figlio maggiore del direttore generale del ministero della Sanità di Hamas, colpito ieri a ovest di Jabalia. I due terroristi che avevano preso parte al massacro del 7 ottobre, dichiara l'Idf, erano Yahya Hamdouna, dell'ala militare di Hamas e Muhammad Rafaei, del battaglione Daraj Tuffah di Hamas, anche lui infiltrato nel territorio israeliano il 7 ottobre. "Recentemente, i terroristi hanno intensificato gli attacchi contro le truppe dell'Idf e i civili israeliani e hanno operato per ripristinare le capacità dell'organizzazione terroristica", scrive il portavoce dell'esercito.


Secondo "informazioni dell'intelligence", gli Stati Uniti "hanno di nuovo deciso, con il via libera di certi Paesi della regione, di far ripartire le azioni contro l'Iran durante un vertice congiunto in una nazione europea". Lo sostiene lo Stato maggiore delle forze armate iraniane, citato dalla tv di Stato, in un comunicato che non dà altri dettagli su quale sia il summit a cui si riferisce né dove abbia avuto luogo. In risposta, le forze armate iraniane avvertono che, "in caso di qualsiasi ulteriore azione contro l'Iran", Usa e Paesi del Golfo Persico saranno "obiettivi di attacchi dolorosi".


L'Idf rende noto di aver ucciso poco fa un "terrorista" che ha tentato di compiere un attacco con un veicolo contro i soldati nell'area di Ganim, a est di Jenin, nel nord della Cisgiordania. Non ci sono feriti tra i soldati, ha aggiunto il portavoce dell'esercito.


Un uomo israeliano di 30 anni è stato gravemente ferito dai colpi sparati da dentro un'auto vicino alla comunità di Neve Tzuf, in Cisgiordania. L'Idf ha comunicato che "numerosi soldati sono stati mandati nell'area e hanno avviato un inseguimento del terrorista. I militari stanno istituendo posti di blocco nella zona". Ynet riferisce che le telecamere di sicurezza hanno ripreso un'automobile rossa da cui sono partiti gli spari. Un'indagine preliminare ha rivelato che il terrorista ha abbandonato il veicolo, che si trovava nelle vicinanze, ed è fuggito a piedi.


Ebrahim Azizi, capo della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento di Teheran, ha smentio le dichiarazioni del Segretario del Tesoro statunitense, Scott Bessent, secondo cui gli iraniani farebbero la fila per ore per fare benzina, definendole su X "nient'altro che menzogne infondate". "Prendete questo come una lezione e astenetevi dal ripetere i vostri errori di valutazione, altrimenti le forze armate vittoriose vi daranno una lezione indimenticabile", ha aggiunto Azizi.


"La dicotomia tra guerra e negoziazione non è reale, bisogna sia combattere che negoziare: combattere con saggezza e autorevolezza, e negoziare con autorità e razionalità al momento opportuno". Lo ha detto il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, nel suo discorso di apertura della seduta, alla vigilia della cosiddetta 'Settimana della Sacra Difesa'. A suo dire, se non saranno riconosciuti i diritti dell'Iran non ci saranno le condizioni per riaprire lo stretto di Hormuz. "Al momento necessario - ha spiegato - con tutta la potenza militare di cui disponiamo, respingiamo il nemico e gli infliggiamo colpi fatali, ma quando abbiamo conseguito una vittoria significativa sul campo, consolidiamo questi vantaggi con gli strumenti della diplomazia fino a raggiungere la fase della deterrenza, imponendo una sconfitta al nemico e rafforzando al contempo le componenti della nostra potenza". "Oggi, le nostre posizioni in campo diplomatico sono assolutamente chiare, razionali e non negoziabili - ha proseguito Ghalibaf - La trasmissione dei messaggi e la spiegazione delle nostre condizioni tramite i mediatori sono state effettuate in modo chiaro alla controparte, e il nemico sa benissimo che la via dell'inganno e dell'imposizione unilaterale è chiusa. Finché queste condizioni non saranno soddisfatte, i legittimi diritti della nazione iraniana non saranno riconosciuti e gli impegni degli americani non saranno attuati, non ci sarà spazio per tornare alle precedenti condizioni di negoziazione e per aprire lo Stretto di Hormuz".


Il dipartimento di Stato Usa ha diffuso un'allerta di sicurezza rivolta ai cittadini americani in Medioriente o che intendono recarsi nella regione, avvertendo che il conflitto legato all'Iran e agli Houthi dello Yemen "ha il potenziale di avere una rapida escalation". "A causa delle tensioni in Medioriente, la situazione della sicurezza rimane complessa, con il rischio di un'escalation imprevista", si legge nella comunicazione del dipartimento di Stato, che aggiunge che "i cittadini statunitensi attualmente presenti in Medioriente devono esercitare la massima vigilanza ed essere consapevoli della possibilità di cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e interruzioni dei collegamenti". "Gli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno intrapreso ostilità contro l'Arabia Saudita, prendendo di mira anche aeroporti civili. Questo conflitto militare ha il potenziale di avere una rapida escalation", prosegue la comunicazione, aggiungendo che "i cittadini Usa al di fuori del Medioriente dovrebbero riconsiderare seriamente l'opportunità di recarsi nella regione o di passarci" e "coloro che si recano nella regione o ne provengono dovrebbero monitorare le informazioni relative alle operazioni aeroportuali e delle compagnie aeree".


L'Arabia Saudita ha confermato che i ribelli Houthi dello Yemen hanno tentato di colpire la capitale con un missile balistico. Si è trattato del primo attacco diretto a Riad dall'escalation dei combattimenti con i ribelli sostenuti da Teheran, che ha aperto un nuovo fronte nel conflitto che vede contrapposti Iran e Arabia Saudita. Nel frattempo, il capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ha dichiarato che Teheran ha comunicato a Washington, tramite il Qatar (mediatore chiave), le condizioni per porre fine alla guerra.


Donald Trump ha anticipato il suo rientro da Camp David e arriverà questa sera alla Casa Bianca, attorno alle 2 ora italiana, invece che nella serata di oggi. Lo riferisce il pool di giornalisti al seguito del presidente americano.


Nella fase di escalation del conflitto nel Golfo, gli Houthi potrebbero far chiudere gli aeroporti dell'Arabia Saudita. Lo ha detto il primo ministro a interim del governo gestito dal movimento filo-iraniano in Yemen, Allam Mohamed Miftah. "Nella fase di escalation per escalation, potremmo raggiungere la chiusura degli aeroporti del nemico saudita", ha detto. Miftah ha aggiunto che le azioni degli Houthi "potrebbero espandersi e raggiungere un grande livello di escalation se il nemico saudita pensa, con le sue menzogne, di poter fare ciò che vuole".

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