Trenta minuti di colloquio

Iran, Netanyahu sente Trump | Fonti israeliane: "Deve prendere una decisione"

Una fonte a Ynet: "Se deciderà di riprendere le ostilità, è probabile che parteciperemo"

17 Mag 2026 - 22:20
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 © Afp

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"Trump deve prendere una decisione. Se decidesse di riprendere le ostilità con l'Iran, è probabile che Israele verrà chiamato a partecipare''. Lo riporta Ynet citando una fonte israeliana in riferimento alla telefonata, durata più di mezz'ora, avvenuta tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu con il presidente Usa Donald Trump.

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Guerra in Iran, Netanyahu sente Trump

 La telefonata era stata annunciata nelle ultime ore proprio dal primo ministro israeliano. Secondo quanto riportato da Ynet, Trump ha aggiornato Netanyahu sui risultati della sua visita in Cina e i due hanno discusso dell'Iran. Una fonte israeliana ha affermato che la questione di un attacco all'Iran è ancora in discussione e proprio in merito ha aggiunto: "Trump deve prendere una decisione. Se decidesse di riprendere le ostilità, è probabile che Israele verrebbe coinvolto".

"Siamo preparati a qualsiasi scenario" aveva detto poco prima della telefonata con Trump il premier israeliano, rivolgendosi al suo gabinetto, dopo aver dichiarato che Israele tiene "gli occhi aperti" riguardo all'Iran. 

Il presidente americano dal canto suo dovrebbe riunire martedì prossimo nella Situation Room, secondo quanto riporta Axios che cita due funzionari americani, il suo team per la sicurezza nazionale per discutere le opzioni per un'azione militare in Iran. 

Fars: 5 condizioni nella risposta Usa a proposta di Teheran

 Sul fronte dei negoziati intanto, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars, la risposta degli Stati Uniti alla proposta dei Teheran per avviare un negoziato, contiene cinque condizioni in risposta alle altrettante condizioni poste dall'Iran come prerequisito per procedere con i colloqui sul suo programma nucleare.

"Zero risarcimenti, lo sblocco di meno del 25% dei beni congelati, il mantenimento in funzione di un solo impianto nucleare, la consegna agli Stati Uniti di 400 chilogrammi di uranio altamente arricchito e la fine della guerra su tutti i fronti subordinata all'esito dei negoziati", ha riferito Fars.

L'agenzia di stampa ricorda che nella sua proposta Teheran aveva posto cinque condizioni "per creare fiducia" e procedere con il negoziato, ossia "porre fine alla guerra su tutti i fronti, in particolare in Libano; revoca delle sanzioni; sblocco dei fondi congelati; risarcimento per i danni di guerra; riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz".

"Trump ha chiesto e ottenuto dalla Cina che non fornisca armi all'Iran"

 In queste ore emergono anche ulteriori dettagli sulla visita di Trump in Cina. Il principale inviato commerciale del presidente Usa Jamieson Greer, ha infatti dichiarato che il tycoon ha ottenuto dai cinesi l'impegno a non "fornire sostegno materiale all'Iran" e ha ribadito che gli Stati Uniti non hanno richiesto l'aiuto di Pechino per riaprire lo stretto di Hormuz.

Trump "si è concentrato piuttosto, e con grande determinazione, nell'assicurarsi che non fornissero sostegno materiale all'Iran. È questo l'impegno che ha ottenuto e confermato", ha affermato Greer, in un'intervista a Abc news

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