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Guerra in Iran, il Pentagono sospende l'invio di 4mila militari in Europa | Rubio: "L'arsenale di Teheran è un passo preliminare per l'atomica"

Un jet F-35 americano sta pattugliando le acque di Hormuz. L'iraniano Araghchi è volato in India per i Brics

14 Mag 2026 - 17:08
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Il Pentagono ha sospeso l'invio di 4mila militari americani in Europa. Si tratta della brigata "Black Jack", partita dal Texas e diretta in Polonia. Il Centcom: "Distrutte 161 navi da guerra e il 90% delle mine dell'Iran. Un jet F-35 sta pattugliando le acque dello Stretto di Hormuz". Intanto, il segretario di Stato Usa Marco Rubio è tornato a difendere gli attacchi in Iran, sostenendo che Teheran si sia dotata di un vasto arsenale di missili e droni come passo preliminare verso l'ottenimento di un'arma nucleare. E mentre Donald Trump ha incontrato Xi Jinping in Cina, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è volato in India per la riunione dei Brics.


Le delegazioni diplomatiche di Israele e Libano si incontrano a Washington per il terzo ciclo di colloqui mediati dagli Stati Uniti, mentre gli attacchi israeliani nel Paese dei cedri hanno ucciso almeno 29 persone, tra cui anche alcuni minori. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno emesso nuovi ordini di evacuazione per otto villaggi nel sud del Libano in vista di attacchi aerei. Il portavoce in lingua araba delle Idf, il colonnello Avichay Adraee, si è rivolto ai residenti di Libbaya, Sohmor, Tefahta, Kfar Melki, Yohmor al Beqaa, Ain al Tineh, Houmine al Faouqa e Mazraat Sinay, chiedendo loro di allontanarsi di almeno un chilometro. "Alla luce delle violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, le Idf sono costrette ad agire con la forza contro di essa e non intendono causare danni alla popolazione", ha affermato Adraee. Nel frattempo, Hezbollah ha annunciato di aver preso di mira un assembramento di veicoli e militari israeliani nel sud del Libano.


Il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah ha annunciato di aver preso di mira un assembramento di veicoli e militari delle Forze di difesa di Israele (Idf) nel sud del Libano. Secondo quanto si apprende da tre comunicati separati del gruppo, Hezbollah ha colpito le Idf nella città di Bayyada, un carro armato Merkava a Tel Nahas, alla periferia della città di Kfarkela, e una forza israeliana in movimento dalla città di Bayyada verso Naqoura.


Il governo della Corea del Sud ha promesso una risposta diplomatica contro i responsabili dell'attacco a una propria nave cargo verificatosi all'inizio di questo mese nello Stretto di Hormuz, una volta conclusa l'indagine ufficiale in merito all'accaduto. Secondo l'agenzia di stampa Yonhap, fonti governative sudcoreane ritengono altamente improbabile che dietro l'attacco vi sia un soggetto diverso dall'Iran, che nei giorni scorsi ha negato di essere coinvolto nell'attacco. Il ministero della Difesa sudcoreano ha inviato a Dubai una squadra tecnica incaricata di analizzare l'esplosione e l'incendio avvenuti il 4 maggio a bordo della nave Hmm Namu, battente bandiera panamense ma gestita dalla compagnia sudcoreana Hmm.


La Cina sta sfruttando la guerra in Iran per rafforzare il proprio vantaggio sugli Stati Uniti in campo militare, economico, diplomatico e informativo. E' quanto emerge da un'analisi riservata dell'intelligence statunitense, letta da due funzionari Usa e preparata questa settimana per il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine. Ne dà conto il Washington Post. Il rapporto, prodotto dalla direzione intelligence dello Stato maggiore congiunto, ha suscitato preoccupazione al Pentagono per i costi geopolitici dello scontro tra Washington e Teheran, proprio mentre il presidente Usa Donald Trump è impegnato a Pechino in colloqui ad alta posta in gioco con il presidente cinese Xi Jinping. L'analisi usa il cosiddetto schema "Dime", che valuta la risposta cinese al conflitto in Iran attraverso quattro strumenti del potere statale: diplomatico, informativo, militare ed economico. Secondo il rapporto, dall'inizio della guerra contro l'Iran, il 28 febbraio, la Cina ha venduto armi ad alleati degli Stati uniti nel Golfo persico, mentre questi paesi faticavano a difendere basi militari e infrastrutture petrolifere dagli attacchi iraniani con missili e droni.


Gli Stati Uniti sperano di convincere la Cina a svolgere un ruolo più attivo per indurre l'Iran a fare un passo indietro nel Golfo persico. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio, mentre il presidente Donald Trump si trova a Pechino per incontri con il presidente cinese Xi Jinping. "Speriamo di convincerli a svolgere un ruolo più attivo nel far sì che l'Iran abbandoni quello che sta facendo ora e sta cercando di fare ora nel Golfo persico", ha dichiarato Rubio a Fox News. Il tema rientra nei dossier al centro della visita di Trump in Cina, in una fase in cui l'escalation intorno all'Iran ha quasi paralizzato il traffico nello Stretto di Hormuz, rotta chiave per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto dai Paesi del Golfo persico verso i mercati globali, contribuendo al rialzo dei prezzi dei carburanti.


Una petroliera battente bandiera panamense e gestita dal gruppo giapponese di raffinazione Eneos ha attraversato lo Stretto di Hormuz, diventando la seconda nave legata al Giappone e diretta nel Paese asiatico a transitare ad attraversare lo stretto nonostante il blocco parziale legato al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Secondo dati di monitoraggio navale, la nave trasporta circa 1,9 milioni di barili di greggio provenienti da Kuwait ed Emirati Arabi Uniti e dovrebbe arrivare in Giappone il 3 giugno. Nella giornata del 13 maggio anche una superpetroliera cinese con due milioni di barili di greggio iracheno aveva attraversato lo Stretto dopo essere rimasta bloccata nel Golfo per oltre due mesi a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran.

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