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Guerra in Iran, Trump: "La Cina non fornirà armi a Teheran" | Il Pentagono sospende l'invio di 4mila militari in Europa
Un jet F-35 americano pattuglia le acque di Hormuz. Il segretario di Stato Usa Rubio: "Arsenale costruito dal regime è un passo preliminare per l'atomica"
© Afp
Il presidente Usa Donald Trump ha incontrato a Pechino il leader cinese Xi Jinping, che avrebbe offerto aiuto sull'Iran. "Ha detto che non fornirà armi a Teheran", ha fatto sapere il tycoon. Il Pentagono ha intanto sospeso l'invio di 4mila militari americani in Europa. Si tratta della brigata "Black Jack", partita dal Texas e diretta in Polonia. Il Centcom: "Distrutte 161 navi da guerra e il 90% delle mine dell'Iran. Un jet F-35 sta pattugliando le acque dello Stretto di Hormuz". Il segretario di Stato Usa Marco Rubio è tornato a difendere gli attacchi in Iran, sostenendo che Teheran si sia dotata di un vasto arsenale di missili e droni come passo preliminare verso l'ottenimento di un'arma nucleare. A questo proposito, il capo del Comando Centrale americano, l'ammiraglio Brad Cooper, ha sottolineato che non sarebbe accurato "dire che l'Itan è in possesso del 70-75% di missili e lanciatori". Intanto, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in India per la riunione dei Brics, chiede di condannare Usa e Israele per quelle che ha definito: "Violazioni del diritto internazionale", aggiungendo che "l'Iran è vittima di un espansionismo illegale". Mentre non abbassa i toni il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che afferma: "Abbiamo ribaltato la situazione: il regime iraniano è più debole che mai, e noi siamo molto più forti che mai".
Al dipartimento di Stato "abbiamo avuto un'intera giornata di colloqui produttivi e positivi tra Israele e Libano, durata dalle 9 del mattino alle 5 del pomeriggio". Lo riferisce un funzionario statunitense ad Axios. "Attendiamo con interesse di proseguire domani e speriamo di avere allora ulteriori aggiornamenti da condividere", ha aggiunto.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha invitato i Paesi Brics a condannare quelle che ha definito violazioni del diritto internazionale da parte di Stati Uniti e Israele, mentre la guerra e la conseguente crisi del carburante dominano l'incontro di due giorni a Nuova Delhi. Araghchi ha accusato gli Emirati Arabi Uniti, alleati degli Stati Uniti, di coinvolgimento diretto nelle operazioni militari contro l'Iran, in un raro momento in cui funzionari iraniani ed emiratini si sono trovati nella stessa stanza dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, alla fine di febbraio. Araghchi ha affermato che l'Iran è "vittima di un espansionismo illegale e di una politica bellicista". Ha esortato i paesi Brics, un gruppo che comprende Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Egitto, Etiopia, Indonesia, Iran ed Emirati Arabi Uniti, a resistere "all'egemonia occidentale e al senso di impunità che gli Stati Uniti ritengono di meritare".
L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Comando centrale militare Usa (Centcom), ha smentito le notizie secondo cui l'Iran conserverebbe una potenza di fuoco pari al 70-75% di missili e lanciatori rispetto al periodo pre-bellico, definendo le stime "non accurate". Il Washington Post, la scorsa settimana, ha riferito che l'Iran ha ancora il 75% delle sue scorte di lanciatori mobili e il 70% delle riserve di missili, citando un funzionario americano. Interpellato sul punto, Cooper, nel corso di un'audizione alla Commissione del Senato per i Servizi armati, si è rifiutato di discutere specifiche valutazioni fatte dall'intelligence, ma ha definito le cifre "non accurate".
"Noi affermiamo al mondo intero che Gerusalemme rimarrà la nostra capitale eterna e storica. Abbiamo ribaltato la situazione: il regime iraniano è più debole che mai, e noi siamo molto più forti che mai. Se non avessimo dichiarato guerra all'Iran per ben due volte, ci saremmo trovati di fronte a un'entità in possesso di una bomba nucleare che rappresentava una minaccia esistenziale per noi. Abbiamo eliminato una minaccia esistenziale immediata rappresentata dalle bombe nucleari e dai missili balistici sviluppati dall'Iran". Lo ha affermato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. "Nella guerra in corso - ha proseguito Netanyahu - abbiamo infranto la barriera della paura, abbiamo preso l'iniziativa, abbiamo combattuto, abbiamo difeso il nostro Paese e abbiamo fatto sacrifici. Abbiamo distrutto gran parte dell'asse del male iraniano che ci circondava da ogni lato. Abbiamo raggiunto un grande traguardo in Iran, e solo le pagine della storia potranno giudicarlo".
I Paesi arabi del Golfo Persico dovrebbero firmare un patto di non aggressione con l'Iran alla fine della guerra in corso, che sarebbe sostenuto dalle potenze europee alla ricerca di un quadro che dia stabilita' alla regione a medio termine. Lo scrive il Financial Times, che cita fonti sia europee che arabe. Il patto sarebbe stato ispirato dagli accordi di Helsinki, che nel 1975 hanno posto fine alla guerra fredda tra il blocco sovietico e quello occidentale e portato a qualche anno di distensione tra i due blocchi. Questi accordi vennero firmati da 35 Paesi. Tra tutti i paesi arabi della regione, l'Arabia Saudita sarebbe il più incline a un simile patto con l'Iran, così come altri piccoli Stati del Golfo. Al contrario, il più riluttante sembra essere gli Emirati Arabi Uniti. L'urgenza di un patto del genere è stata determinata dal timore che la guerra finisca e lasci il regime iraniano al potere e con un atteggiamento ancora più ostile verso i suoi vicini, e che in parallelo gli Stati Uniti inizino a ritirare le forze dalla regione. Israele non parteciperebbe a questo schema data la sua incompatibilità con l'Iran e dato che diversi Stati arabi si lamentano del ruolo di Israele nel trascinare gli Stati Uniti nella guerra in corso.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) afferma in un post sul social X che le forze navali statunitensi hanno finora "reindirizzato" 70 navi mercantili e ne hanno "messo fuori uso" altre quattro nell'ambito del blocco Usa dello Stretto di Hormuz. La dichiarazione giunge dopo che le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver consentito il passaggio di decine di navi commerciali attraverso lo Stretto nelle ultime 24 ore, tra cui navi di proprietà cinese.
Una nave mercantile battente bandiera indiana è affondata al largo delle coste dell'Oman dopo che un attacco, presumibilmente condotto da un drone, ha provocato un incendio a bordo. Lo hanno reso noto le autorità indiane, mentre il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si trova in visita a Nuova Delhi. La nave, la Msv Haji Ali, è stata attaccata mentre era in rotta dalla Somalia a Sharjah ed è affondata vicino allo Stretto di Hormuz. Tutti i membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo. L'imbarcazione di 57 metri aveva il sistema di identificazione automatica disattivato al momento dell'incidente.
Gli Stati Uniti "hanno tutte le munizioni necessarie sia per difendere le nostre forze sia per gestire un'ampia gamma di eventuali contingenze". Lo ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), rassicurando i membri del Congresso sulle notizie secondo cui la guerra con l'Iran avrebbe ridotto in modo significativo le scorte globali di munizioni dell'esercito statunitense. Tuttavia, secondo il New York Times, il conflitto ha costretto il Pentagono a trasferire rapidamente bombe, missili e altro equipaggiamento militare verso il Medio Oriente dai comandi dislocati in Asia ed Europa. Secondo funzionari dell'amministrazione Trump e del Congresso, questi trasferimenti hanno ridotto la prontezza operativa dei comandi regionali rispetto a potenziali avversari come Russia e Cina, costringendo inoltre gli Stati Uniti a trovare modalità per aumentare la produzione e compensare le carenze accumulate.
Il presidente Usa Donald Trump ha detto che il suo omologo cinese Xi Jinping si è offerto di fornire un aiuto sull'Iran: in un'intervista a Fox News, il tycoon ha anche aggiunto che il leader cinese "ha detto che non fornirà equipaggiamento militare" a Teheran. "Lo ha detto oggi ed è una dichiarazione importante", ha proseguito, parlando degli incontri avuti oggi a Pechino. L'intelligence Usa, invece, ha riferito che aziende cinesi hanno discusso con l'Iran la spedizione di armi, come riportato dal Washington Post, con la modalità del passaggio attraverso un Paese terzo per confondere la provenienza. "Vorrebbe vedere lo Stretto di Hormuz aperto e ha detto: 'Se posso essere di qualsiasi aiuto, vorrei dare il mio contributo'", ha aggiunto il tycoon, rilevando che chiunque abbia acquistato "considerevoli quantità di petrolio dall'Iran ha, come è ovvio, intessuto un qualche tipo di relazione, ma lui vorrebbe vedere lo Stretto di Hormuz aperto". Pechino compra a sconto circa il 90% del greggio prodotto da Teheran, pari a circa il 10-15% di tutte le importazioni cinesi di oro nero.
Le Borse europee chiudono in rialzo, in linea con l'andamento di Wall Street. Sotto i riflettori i colloqui tra il presidente Usa Donald Trump ed il leader cinese Xi Jinping. Sotto i riflettori anche lo stallo tra Usa e Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz. Seduta positiva per Francoforte (+1,32%), Parigi (+0,93%) e Londra (+0,46%).
Le navi "ostili" appartenenti a nemici dell'Iran "non possono attraversare" lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato un funzionario della Marina dei Guardiani della Rivoluzione (pasdaran), citato dai media iraniani, spiegando che la posizione di Teheran sulle "navi ostili" non è cambiata e che queste non possono attraversare lo Stretto di Hormuz. Il passaggio marittimo, ha precisato il funzionario, "e' aperto alle navi che comunicano e si coordinano con le autorità iraniane e la Marina dei pasdaran". In precedenza i pasdaran hanno riferito che dalla scorsa notte 30 navi sono state autorizzate a transitare nello Stretto.
"Xi vorrebbe vedere un accordo raggiunto. Ha detto: 'Se posso essere d'aiuto in qualsiasi modo, mi piacerebbe aiutare'", ha riferito il presidente americano Donald Trump, riportando a Fox News la proposta promossa dal leader cinese Xi Jinping. "Chiunque acquisti così tanto petrolio ha ovviamente qualche tipo di rapporto con loro (Iran, ndr)", e lui vorrebbe vedere aperto lo Stretto di Hormuz, ha osservato Trump riferendosi al leader cinese Xi.
Il ministro degli Esteri brasiliano, Mauro Vieira, ha incontrato il suo omologo iraniano, Abbas Araqchi, per offrire la mediazione del suo Paese per ottenere "la pace e la riapertura dello Stretto di Hormuz". In una bilaterale a margine della ministeriale del Brics, a Nuova Delhi, il capo della diplomazia verde-oro ha ribadito che il Brasile sostiene una "soluzione diplomatica" per il conflitto e che è disposto a "contribuire agli sforzi negoziali". Lo riporta l'agenzia Efe. In particolare, Vieira ha inoltre sottolineato che lo stretto è "strategico per il flusso globale di combustibili e fertilizzanti", da cui dipende la potente industria agricola brasiliana. Da parte sua, Araqchi ha aggiornato il suo omologo in merito agli "sforzi diplomatici in corso con la mediazione del Pakistan" al fine di raggiungere un accordo che "ristabilisca la pace nella regione".
Gli Stati Uniti "non chiedono" aiuto alla Cina sull'Iran, "non ne hanno bisogno". Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio, reiterando che i presidenti Donald Trump e Xi Jinping hanno trovato un "terreno comune" sullo Stretto di Hormuz. "Non stiamo chiedendo l'aiuto della Cina. Non ne abbiamo bisogno", ha detto Rubio a Nbc News: le due parti hanno concordato nell'opporsi allo sviluppo di armi nucleari da parte dell'Iran e nella contrarietà "alla militarizzazione dello Stretto di Hormuz" o all'introduzione di un sistema di pedaggi. "E questa è anche la nostra posizione". Rubio ha inoltre messo in guardia Teheran dal tentare di sfruttare le divisioni interne alla politica statunitense per influenzare i negoziati con Washington. "Ciò che il presidente Trump sta mettendo in chiaro è questo: se gli iraniani pensano di poter utilizzare la nostra politica interna per fare pressione su di lui e costringerlo ad accettare un cattivo accordo, ebbene, questo non accadrà", ha assicurato.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è stato ricevuto ad Abu Dhabi "con gli onori di un re" quando si è recato in visita durante il conflitto con l'Iran. Lo ha scritto su Facebook l'ex portavoce di Netanyahu, Ziv Agmon, dopo che gli Emirati Arabi Uniti hanno smentito la notizia della visita diffusa dall'ufficio del premier israeliano.
Ad oggi, "Hamas, Hezbollah e gli Houthi sono tutti tagliati fuori dalla fornitura di armi e dal supporto dell'Iran". Lo ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), intervenendo davanti alla commissione Forze Armate del Senato. "Questo risultato non era predestinato, né è frutto del caso. È il culmine di mesi di attenta pianificazione, basata su decenni di esperienza", ha aggiunto l'ammiraglio, ricordando "la memoria dei 14 militari che hanno compiuto l'estremo sacrificio durante l'Operazione Epic Fury, e dei due soldati e del civile uccisi a Palmira, in Siria".
In meno di 40 giorni, le forze del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) hanno raggiunto gli obiettivi militari. Lo ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom, intervenendo davanti alla commissione Forze Armate del Senato. "Soprattutto, abbiamo degradato la capacità dell'Iran di proiettare potenza oltre i propri confini, minacciare la regione e minacciare i nostri interessi", ha aggiunto l'ammiraglio.
La capacità dell'Iran di minacciare gli Stati Uniti e i loro partner in Medio Oriente è stata "significativamente degradata" dalle operazioni militari statunitensi e israeliane condotte nell'ultimo anno. Lo ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), intervenendo davanti alla commissione Forze Armate del Senato. Secondo Cooper, l'Iran non è più in grado di minacciare gli Stati Uniti o i partner regionali "nei modi in cui era in grado di farlo in passato".
Il processo di pace tra l'Iran e gli Stati Uniti "è intatto, sta reggendo". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Pakistan, Tahir Andrabi, in una conferenza stampa. "Rimaniamo impegnati. Rimaniamo fiduciosi. Dare nuovo slancio al processo di pace e' principalmente prerogativa dei due principali interlocutori. Il Pakistan, da parte sua, rimane impegnato", ha affermato.
"Il Paese ospitante non può strumentalizzare divergenze politiche, sanzioni o proprie decisioni unilaterali di politica interna" per impedire a una nazionale di partecipare ai Mondiali di calcio. Lo ha dichiarato il vice-ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, mentre la federazione calcistica iraniana ha denunciato di non aver ricevuto i visti statunitensi in vista della competizione. "Se la Fifa non può garantire che tutte le squadre qualificate, compreso l'Iran, possano entrare nel territorio del Paese ospitante senza discriminazioni né restrizioni (...), sarà compromessa la credibilità stessa della Coppa del Mondo", ha scritto sul social network X.
"In mare abbiamo distrutto 161 unità navali totali relative a 16 diverse classi di navi da guerra, compromettendo di fatto la capacità operativa del regime" iraniano. L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, ha riferito che le forze Usa hanno eliminato "oltre il 90% di quello che era un imponente arsenale di mine navali fatto di oltre 8mila ordigni, attraverso oltre 700 attacchi aerei mirati". In sintesi, ha aggiunto Cooper in un'audizone al Congresso, "la Marina iraniana non può più rivendicare lo status di potenza marittima e non è in grado di proiettare la sua forza nel Golfo di Oman o nell'Oceano Indiano"
Il dispiegamento in Europa di circa 4.000 militari americani della brigata "Black Jack" è stato sospeso. Lo riferisce il sito specializzato Stars and Stipes citando un funzionario del Pentagono. L'armata era partita da Fort Hood, in Texas, una settimana fa, per una missione in Poloni e altre zone sul fianco orientale della Nato della durata di circa nove mesi. Tuttavia, il piano è stato bloccato, nonostante la maggior parte dell'equipaggiamento dell'unità sia già stata spedita in Europa.
"Gli shock sarebbero difficili in qualsiasi circostanza. Ma arrivano proprio nel momento in cui il bisogno di investimenti dell'Europa è diventato enorme". Lo ha dichiarato l'ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Bce, Mario Draghi, ricevendo il Premio Carlo Magno ad Aquisgrana. Nel suo discorso Draghi ha richiamato la fragilità delle catene di approvvigionamento globali in un contesto di crisi geopolitiche: "Da ultimo, la guerra in Medioriente ha riportato l'inflazione nelle nostre economie e l'ansia nelle nostre famiglie". L'ex premier ha sottolineato la possibile persistenza degli effetti delle crisi sulle rotte energetiche e commerciali: "Anche quando lo stretto di Hormuz riaprirà, le fratture inferte alle catene di approvvigionamento potrebbero estendersi per mesi o anni".
Nel corso del suo intervento al vertice dei ministri degli Esteri dei Paesi Brics in corso in India, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato gli Emirati Arabi Uniti di essere "un partner attivo nell'aggressione" israelo-americana contro l'Iran, sottolineando che "l'alleanza con Israele" non ha garantito alcuna protezione, per cui Abu Dhabi dovrebbe riconsiderare la propria politica verso Teheran. Rispondendo all'intervento del rappresentante degli Emirati, Araghchi ha dichiarato: "Nel mio discorso non ho menzionato gli Emirati Arabi Uniti per il bene dell'unità, ma in realtà devo dire che gli Emirati Arabi Uniti sono stati direttamente coinvolti nell'atto di aggressione contro il mio Paese. Quando questa aggressione è iniziata, si sono rifiutati persino di condannarla".
L'India ha definito "inaccettabile" l'attacco che ha affondato una nave battente bandiera indiana in transito nelle acque territoriali dell'Oman, affermando che gli attacchi contro le navi commerciali, nel contesto della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, devono essere evitati. L'attacco al dhow - un'imbarcazione in legno - avvenuto nelle scorse ore mentre navigava dalla Somalia verso gli Emirati Arabi Uniti, ha provocato un incendio a bordo e il conseguente affondamento, ha spiegato Nuova Delhi. Tutti i 14 membri dell'equipaggio - scrive Reuters - sono stati tratti in salvo dalla guardia costiera omanita e trasferiti al porto di Diba.
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi hanno discusso a Nuova Delhi di negoziati per risolvere il conflitto in Medio Oriente, ha annunciato oggi il ministero degli Esteri russo. "I ministri degli esteri hanno discusso approfonditamente e in via riservata dei progressi del processo negoziale volto a risolvere il conflitto armato scatenato da Stati Uniti e Israele in Medio Oriente", ha dichiarato il ministero in un comunicato. Lavrov ha sottolineato la disponibilità della Russia a facilitare la risoluzione del conflitto intorno all'Iran e l'importanza di mantenere il cessate il fuoco nella regione e di evitare interruzioni degli sforzi diplomatici, ha osservato il ministero.
"Il governo è al fianco del popolo iraniano" e "la risposta migliore è proprio l'impegno senza sosta per la pace", "questo è stato il punto centrale del mio dialogo con il segretario di Stato Rubio, ad aprile con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, e continuamente con i partner della regione. Ne ho parlato soprattutto con ministro Esteri iraniano Araghchi dato che non abbiamo mai interrotto il dialogo con Teheran nemmeno nelle fasi più complesse, proprio con l'obiettivo della pace". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo al Question Time al Senato a una domanda del senatore Marco Lombardo (Az) sulle misure a sostegno dei dissidenti iraniani.
L'Egitto ha proposto la creazione di un polo logistico per i cereali dei Paesi Brics nell'area di East Port Said, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza alimentare e sostenere la cooperazione commerciale, industriale e gli investimenti tra gli Stati membri del gruppo. La proposta è stata illustrata dal ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, durante la riunione dei ministri degli Esteri dei Brics in corso a Nuova Delhi, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri egiziano. Attualmente il gruppo Brics comprende Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica (le cui iniziali formano l'acronimo), oltre ai nuovi membri Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti, entrati nel gruppo nel 2024, e Indonesia, entrata nel 2025.
Nuovi protocolli iraniani per il transito delle navi cinesi a Hormuz. Lo annuncia l'agenzia Fars, riportata da Reuters sul suo sito. Un funzionario della marina dei Pasdaran ha annunciato che da ieri trenta imbarcazioni hanno attraversato Hormuz e che il nuovo assetto segue le richieste del ministro degli Esteri e dell'ambasciatore cinese in Iran. Non è al momento chiaro quale siano state le modifiche, ricorda la stessa Reuters, considerato "che l'Iran aveva già indicato durante la guerra che le navi neutrali, in particolare quelle legate a Pechino, potevano transitare in coordinamento con Teheran".
Le delegazioni diplomatiche di Israele e Libano si incontrano a Washington per il terzo ciclo di colloqui mediati dagli Stati Uniti, mentre gli attacchi israeliani nel Paese dei cedri hanno ucciso almeno 29 persone, tra cui anche alcuni minori. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno emesso nuovi ordini di evacuazione per otto villaggi nel sud del Libano in vista di attacchi aerei. Il portavoce in lingua araba delle Idf, il colonnello Avichay Adraee, si è rivolto ai residenti di Libbaya, Sohmor, Tefahta, Kfar Melki, Yohmor al Beqaa, Ain al Tineh, Houmine al Faouqa e Mazraat Sinay, chiedendo loro di allontanarsi di almeno un chilometro. "Alla luce delle violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, le Idf sono costrette ad agire con la forza contro di essa e non intendono causare danni alla popolazione", ha affermato Adraee. Nel frattempo, Hezbollah ha annunciato di aver preso di mira un assembramento di veicoli e militari israeliani nel sud del Libano.
Il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah ha annunciato di aver preso di mira un assembramento di veicoli e militari delle Forze di difesa di Israele (Idf) nel sud del Libano. Secondo quanto si apprende da tre comunicati separati del gruppo, Hezbollah ha colpito le Idf nella città di Bayyada, un carro armato Merkava a Tel Nahas, alla periferia della città di Kfarkela, e una forza israeliana in movimento dalla città di Bayyada verso Naqoura.
Il governo della Corea del Sud ha promesso una risposta diplomatica contro i responsabili dell'attacco a una propria nave cargo verificatosi all'inizio di questo mese nello Stretto di Hormuz, una volta conclusa l'indagine ufficiale in merito all'accaduto. Secondo l'agenzia di stampa Yonhap, fonti governative sudcoreane ritengono altamente improbabile che dietro l'attacco vi sia un soggetto diverso dall'Iran, che nei giorni scorsi ha negato di essere coinvolto nell'attacco. Il ministero della Difesa sudcoreano ha inviato a Dubai una squadra tecnica incaricata di analizzare l'esplosione e l'incendio avvenuti il 4 maggio a bordo della nave Hmm Namu, battente bandiera panamense ma gestita dalla compagnia sudcoreana Hmm.
La Cina sta sfruttando la guerra in Iran per rafforzare il proprio vantaggio sugli Stati Uniti in campo militare, economico, diplomatico e informativo. E' quanto emerge da un'analisi riservata dell'intelligence statunitense, letta da due funzionari Usa e preparata questa settimana per il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine. Ne dà conto il Washington Post. Il rapporto, prodotto dalla direzione intelligence dello Stato maggiore congiunto, ha suscitato preoccupazione al Pentagono per i costi geopolitici dello scontro tra Washington e Teheran, proprio mentre il presidente Usa Donald Trump è impegnato a Pechino in colloqui ad alta posta in gioco con il presidente cinese Xi Jinping. L'analisi usa il cosiddetto schema "Dime", che valuta la risposta cinese al conflitto in Iran attraverso quattro strumenti del potere statale: diplomatico, informativo, militare ed economico. Secondo il rapporto, dall'inizio della guerra contro l'Iran, il 28 febbraio, la Cina ha venduto armi ad alleati degli Stati uniti nel Golfo persico, mentre questi paesi faticavano a difendere basi militari e infrastrutture petrolifere dagli attacchi iraniani con missili e droni.
Gli Stati Uniti sperano di convincere la Cina a svolgere un ruolo più attivo per indurre l'Iran a fare un passo indietro nel Golfo persico. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio, mentre il presidente Donald Trump si trova a Pechino per incontri con il presidente cinese Xi Jinping. "Speriamo di convincerli a svolgere un ruolo più attivo nel far sì che l'Iran abbandoni quello che sta facendo ora e sta cercando di fare ora nel Golfo persico", ha dichiarato Rubio a Fox News. Il tema rientra nei dossier al centro della visita di Trump in Cina, in una fase in cui l'escalation intorno all'Iran ha quasi paralizzato il traffico nello Stretto di Hormuz, rotta chiave per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto dai Paesi del Golfo persico verso i mercati globali, contribuendo al rialzo dei prezzi dei carburanti.
Una petroliera battente bandiera panamense e gestita dal gruppo giapponese di raffinazione Eneos ha attraversato lo Stretto di Hormuz, diventando la seconda nave legata al Giappone e diretta nel Paese asiatico a transitare ad attraversare lo stretto nonostante il blocco parziale legato al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Secondo dati di monitoraggio navale, la nave trasporta circa 1,9 milioni di barili di greggio provenienti da Kuwait ed Emirati Arabi Uniti e dovrebbe arrivare in Giappone il 3 giugno. Nella giornata del 13 maggio anche una superpetroliera cinese con due milioni di barili di greggio iracheno aveva attraversato lo Stretto dopo essere rimasta bloccata nel Golfo per oltre due mesi a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran.
