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Trump sulla nuova proposta dell'Iran: "Non sono soddisfatto" | "Non sono contento nemmeno di Italia e Spagna"
L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, e il Capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno informato Trump sui piani per possibili attacchi contro l'Iran
No, nemmeno la nuova proposta di pace dell'Iran ha convinto Donald Trump. Nonostante ciò, il presidente Usa sottolinea che Teheran "ha fatto passi avanti, ma non sono sicuro che arriveranno mai alla pace". Mentre parlando dello Stretto di Hormuz ha lasciato la porta aperta a nuovi possibili attacchi, ribadendo che è "completamente chiuso, al 100%". Le opzioni per l'Iran sono "o un accordo o bombardarli a tappeto", ha messo in evidenza il tycoon. Nel frattempo, anche l'ayatollah Mojtaba Khamenei è tornato a minacciare gli Stati Uniti. Nemmeno in Libano la situazione sembra placarsi, e il presidente americano ha chiesto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di limitare la campagna a operazioni militari "chirurgiche", al fine di evitare una piena ripresa della guerra. Il presidente Usa ha inoltre affermato che una possibile riduzione delle truppe americane potrebbe riguardare anche Italia e Spagna, criticando entrambi i Paesi. In più, secondo quanto riportato dall'emittente Cbs, il Pentagono prevede di ritirare 5mila soldati dalla Germania, sarebbe il segnale del malcontento di Trump verso gli alleati europei dell'Iran.
Il ritiro delle 5.000 truppe dalla Germania potrebber essere completato nei prossimi sei-dodici mesi. Lo ha detto il portavoce del Pentagono Sean Parnell, secondo quanto riportato dal Reuters.
Il Pentagono prevede di ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania. Lo riporta Cbs citando alcuni funzionari, secondo i quali la mossa è un segnale del malcontento di Donald Trump per il livello di assistenza offerto dagli alleati europei sull'Iran. Parte delle truppe che lasceranno l'Europa torneranno negli Stati Uniti per poi essere dispiegate altrove, ha detto un funzionario americano a Cbs, inquadrando la decisione nell'ambito degli sforzi del Pentagono per concentrarsi sulle sue priorità in casa e nell'area dell'indo-pacifico.
Il blocco dei porti è costato all'Iran 4,8 miliardi di dollari. È la stima del Pentagono, secondo quanto riportato da Axios. Il Dipartimento della Difesa, il blocco ha precluso a Teheran quasi 5 miliardi di ricavi petroliferi: da quando è iniziato il 13 aprile, le forze americane hanno respinto 40 navi che hanno cercato di attraversarlo. In totale 31 petroliere cariche di 53 milioni di barili di greggio sono bloccate nel Golfo e hanno un valore di 4,8 miliardi.
"Siamo in una guerra perché non possiamo permettere a dei pazzi di avere l'arma nucleare, Non possiamo consentire all'Iran di avere il nucleare". Lo ha detto Donald Trump, assicurando che porterà a termine correttamente il conflitto e l'accordo. "Se non avessimo agito Israele sarebbe stato fatto a pezzi, il Medio Oriente sarebbe stato fatto a pezzi e penso anche l'Europa", ha aggiunto il presidente spiegando che si sarebbe atteso un calo dei mercati finanziari del 25% e prezzi del petrolio ben più alti di quelli attuali.
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, hanno discusso del passaggio di navi e merci russe attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri russo nel resoconto di una telefonata intercorsa tra i due alti diplomatici, riportato dall'agenzia di stampa russa Tass. "Hanno prestato particolare attenzione alle questioni riguardanti il passaggio di navi e merci russe attraverso lo Stretto di Hormuz", ha affermato il ministero. Sempre secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri russo, Lavrov e Araghchi, hanno affrontato anche il tema della stabilizzazione della situazione politico-militare in Medio Oriente, compresa una soluzione in merito al programma nucleare iraniano. "A seguito dell'incontro del 27 aprile a San Pietroburgo tra il presidente russo Vladimir Putin e Abbas Araghchi, le due parti hanno proseguito il loro sostanziale scambio di opinioni sulle prospettive di una cessazione completa delle ostilità, sulla stabilizzazione della situazione politico-militare in Medio Oriente, compresa la garanzia della libertà di navigazione, e su una soluzione in merito al programma nucleare iraniano", ha aggiunto il ministero.
La nuova proposta iraniana offre di discutere le condizioni di Teheran per l'apertura dello stretto di Hormuz contestualmente alle garanzie americane di porre fine agli attacchi e revocare il blocco dei porti iraniani. Lo riporta il Wall Street Journal, ricordando che in precedenza l'Iran chiedeva la rimozione del blocco come precondizione per l'avvio dei negoziati. La proposta prevede inoltre il confronto sul dossier nucleare iraniano in cambio di un allentamento delle sanzioni. L'Iran ha detto ai mediatori di essere pronto a trattare in Pakistan agli inizi della prossima settimana se Washington è aperta alla proposta.
Donald Trump ha definito "totalmente anticostituzionale" la legge che prevede l'autorizzazione del Congresso per estendere oltre i 60 giorni la guerra contro l'Iran. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, il presidente ha detto: "La considero totalmente incostituzionale. Non è mai stata usata prima. Perché dovremmo essere diversi?". E ancora ha aggiunto Trump: "Siamo sempre in contatto con il Congresso, ma nessuno l'ha mai chiesta prima".
Il blocco ai porti iraniani funziona al 100%. Lo ha detto Donald Trump assicurando che i prezzi della benzina, saliti negli Stati Uniti al massimo del 2022, caleranno non appena la guerra in Iran sarà finita.
L'Iran "sta chiedendo cose con cui non posso essere d'accordo". Lo ha detto Donald Trump definendosi "non contento" con la consegna delle armi ai manifestanti iraniani.
"Non sono contento dell'Italia e non sono contento della Spagna. Ritengono che sia accettabile che l'Iran possieda armi nucleari". Lo ha detto Donald Trump.
L'Iran "vuole raggiungere un accordo" ma io "non sono soddisfatto". Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i cronisti alla Casa Bianca. "Hanno fatto dei progressi, ma non sono sicuro che ci arriveranno mai", ha aggiunto facendo riferimento a un accordo ha aggiunto parlando di una leadership iraniana "molto frammentata" composta da "due o tre gruppi, forse quattro". "È una leadership molto disorganizzata", ha concluso.
Le forze armate israeliane hanno demolito il convento e la scuola delle suore del Santo Salvatore nel villaggio cristiano di Yaroun, nel distretto di Bint Jbeil, nel sud del Libano. Lo riferisce il quotidiano libanese francofono "L'Orient le Jour". Il villaggio è stato in gran parte distrutto a seguito della guerra tra il movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah e Israele nell'autunno del 2024, prima dell'entrata in vigore di un cessate il fuoco il 27 novembre di quello stesso anno.
Il dipartimento della Guerra americano ha annunciato di aver raggiunto un accordo con sette aziende commerciali specializzate in intelligenza artificiale, un atto che sembra concludere definitivamente il capitolo Anthropic dopo lo scontro frontale tra le due parti consumatosi negli ultimi mesi. "Per implementare le capacità avanzate di IA sulle reti riservate del dipartimento a fini operativi legittimi", il Pentagono inizerà a lavorare con SpaceX, OpenAI, Google, NVIDIA, Reflection, Microsoft e Amazon Web Services.
Dopo giorni di silenzio, la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei è tornato a comunicare con il suo popolo tramite un messaggio scritto. E lo ha fatto attaccando frontalmente e irridendo la forza militare statunitense nella regione del Golfo: "Le basi militari americane, vere e proprie tigri di carta, non riescono nemmeno a garantire la propria sicurezza. Figuriamoci quella dei loro seguaci nella regione".
Gli Stati Uniti, tramite la mediazione del Pakistan, hanno inviato lunedì all'Iran un elenco di emendamenti con l'obiettivo di inserire nuovamente la questione nucleare nel testo dell'accordo tra i due Paesi. Lo riporta Axios citando alcune fonti. Uno degli emendamenti includerebbe la richiesta che l'Iran si impegni a non svolgere alcuna attività ai propri impianti nucleari bombardati e a non tentare di toccare le scorte di uranio arricchito finché non saranno terminati i negoziati.
L'Iran ha presentato una nuova proposta per la ripresa dei negoziati con gli Stati Uniti, attualmente in fase di stallo. Lo ha confermato l'agenzia di stampa statale iraniana Irna. Teheran avrebbe trasmesso la proposta ieri sera al Pakistan, che sta mediando i colloqui con gli Usa. Si tratterebbe di una bozza di piano in cui i vertici iraniani hanno modificato e "corretto" alcune delle condizioni presenti nella prima proposta avanzata da Washington.
La minaccia di Donald Trump di ritirare i soldati Usa in Spagna "è un tipo di messaggio ormai fuori luogo", di fronte al quale il governo si sente "assolutamente tranquillo"- Lo ha dichiarato la ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles. La ministra ha affermato di voler replicare alla minaccia di Trump, che il presidente statunitense ha espresso sia in riferimento alla Spagna sia all'Italia e alla Germania, "con rispetto ma anche totale fermezza", ritenendo che tali messaggio del tycoon "non sono appropriati né considerabili valide in qualsiasi quadro legale". E ha aggiunto che la Spagna "non accetta lezioni", anche perché "è uno dei Paesi che più rispetta gli impegni nei confronti della Nato".
Durante la sua visita negli Emirati Arabi Uniti, il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot ha chiesto "l'avvio di negoziati" al fine di "riprendere il traffico nello Stretto di Hormuz e allentare le tensioni "a fronte dell'altissimo" rischio di escalation. Durante il suo tour regionale nel Golfo, Barrot ha rilasciato un'intervista a "Bfm" in merito alla guerra in Medio Oriente. "Dobbiamo fare tutto il possibile per impedire la ripresa delle ostilità, tutti hanno visto che dall'inizio di questa guerra (...) i rischi di un'escalation sono estremamente elevati e comportano gravi conseguenze per l'economia globale", ha affermato. "È necessario avviare i negoziati affinché il regime iraniano accetti un radicale cambiamento di atteggiamento, faccia importanti concessioni per coesistere pacificamente con il contesto regionale e permetta al suo popolo di costruire liberamente il proprio futuro", ha aggiunto.
Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver distrutto oltre 40 siti di Hezbollah nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore. Tra questi - spiega l'Idf - figurano "centri di comando da cui operavano i membri del gruppo terroristico, che pianificavano attacchi contro le truppe e Israele".
Il ministero degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto in mattinata un colloquio telefonico con l'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas. Lo riportano i media iraniani spiegando che i due hanno discusso degli ultimi "sviluppi regionali e internazionali".
"Il Pentagono sta mentendo. La scommessa di Netanyahu è costata direttamente all'America 100 miliardi di dollari finora, quattro volte la cifra dichiarata. I costi indiretti per i contribuenti statunitensi sono molto più alti. Il costo mensile per ogni famiglia americana è di 500 dollari e sta aumentando rapidamente". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "Israel first significa sempre America last", aggiunge.
Israele avrebbe inviato una versione del sistema di difesa aerea laser Iron Beam negli Emirati Arabi Uniti durante i recenti scontri con l'Iran, per contribuire a proteggere la nazione del Golfo da attacchi missilistici e di droni. Lo scrive il Financial Times. Secondo il quotidiano britannico Israele avrebbe anche inviato un sistema di sorveglianza noto come "Spectro" per aiutare a rilevare i droni iraniani fino a 20 chilometri di distanza.
Una suora di 48 anni, ricercatrice nella Scuola francese di ricerca biblica e archeologica di Gerusalemme, è stata aggredita martedì 28 aprile vicino all'area della Tomba di Re Davide, sul Monte Sion. La religiosa francese è stata rincorsa per strada da un uomo che l'ha spinta a terra colpendola con un calcio. La Polizia ha annunciato nelle scorse ore il fermo di un uomo di 36 anni sospettato di aver aggredito la suora, aggiungendo che le forze dell'ordine considerano con "estrema serietà" qualsiasi atto di violenza "motivato da potenziali intenti razzisti e diretto contro membri del clero". In attesa degli sviluppi giudiziari dell'aggressione, padre Olivier Poquillon, direttore della Scuola francese, ha ringraziato "le persone venute in aiuto durante l'attacco, i diplomatici, gli accademici e tutti coloro che hanno offerto sostegno".
Il ministero degli Esteri israeliano, in una nota su X, ha parlato di "atto vergognoso" assicurando che Israele rimane impegnato "a salvaguardare la libertà di religione e la libertà di culto per tutte le fedi". L'uomo fermato per l'aggressione "rimane in custodia", ha precisato il ministero israeliano, sottolineando "la ferma politica contro la violenza e la determinazione a perseguire rapidamente i colpevoli". "La violenza contro individui innocenti, e in particolare contro membri di comunità religiose, non ha posto nella nostra società", sottolinea la nota.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente del parlamento di Teheran Mohammad Bagher Ghalibaf, starebbero facendo pressioni per ottenere la rimozione del ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Lo scrive Iran International, giornale con sede a Londra. L'accusa sarebbe quella di essere troppo vicino ai Pasdaran. Pezeshkian e Ghalibaf - viene spiegato dall'emittente - ritengono che nelle ultime settimane Araghchi si sia comportato meno come un ministro incaricato di attuare le politiche governative e più come un assistente di Ahmad Vahidi, comandante delle Guardie Rivoluzionarie. La situazione avrebbe causato profonda insoddisfazione in Pezeshkian, il quale avrebbe confidato ai suoi collaboratori che, se la situazione dovesse persistere, licenzierà Araghchi, secondo quanto riferito dalle fonti.
Gli Stati Uniti "non affrontano in modo serio la questione del nucleare e le sanzioni" riguardanti l'Iran: è quanto affermato dal portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, citato dall'agenzia Irna. Parlando in un programma tv, Baghaei, ha affermato che "ogni volta che l'Iran ha avviato colloqui con gli Stati Uniti sulla questione nucleare e sulla revoca delle sanzioni, gli Usa hanno contemporaneamente condotto azioni militari" contro la Repubblica Islamica. E ha sottolineato che "gli Stati Uniti non sono seri riguardo alla revoca delle sanzioni e non hanno imparato dagli errori del passato". Baghaei ha poi affermato che tra i due Paesi "esiste una profonda sfiducia" e ha accusato gli Stati Uniti di "aspettarsi che vengano accettate le loro richieste massimaliste", mentre l'Iran "ha sempre presentato le proprie proposte sulla base della fine della guerra e dell'instaurazione di un cessate il fuoco". Il portavoce ministeriale iraniano ha anche spiegato che "molti Paesi, con varie intenzioni, hanno annunciato la propria disponibilità a mediare", ma per Teheran "il mediatore ufficiale resta il Pakistan".
Le sirene d'allarme sono tornate a suonare in Israele dopo una pausa di circa 20 ore. Secondo quanto riferito dal quotidiano "Times of Israel" l'allarme si è attivato a causa di un sospetto attacco con droni, a Rosh Hanikra, nel nord del Paese, al confine con il Libano. Le Forze di difesa israeliane (Idf) stanno indagando sull'accaduto.
L'Iran starebbe "approfittando" del cessate il fuoco con gli Stati Uniti per recuperare missili e altre munizioni che aveva nascosto in depositi sotterranei o che sono rimasti sepolti sotto le macerie dei bombardamenti statunitensi e israeliani. Lo hanno riferito un funzionario statunitense e altre due persone informate sui fatti a Nbc. Gli Usa ritengono che Teheran voglia ricostituire rapidamente le proprie capacità di droni e missili. Secondo esperti e collaboratori del Congresso, l'Iran è probabilmente riuscito a preservare parte del proprio arsenale missilistico, dispiegando bersagli fittizi e disperdendo alcune risorse nel Paese.
L'amministrazione Trump sostiene che la guerra in Iran sia "già terminata" grazie al cessate il fuoco entrato in vigore dal 7 aprile. Sarebbe questa l'interpretazione che, secondo il giornale arabo Al Arabiya, filtra dai corridoi della Casa Bianca. Un risultato che consentirebbe a Trump di evitare di dover chiedere l'approvazione del Congresso. Secondo una legge del 1973, ogni azione militare che superi i 60 giorni di durata necessita del benestare formale del Campidoglio.
Per rompere l'assedio americano e il blocco navale dello Stretto di Hormuz, i vertici di Teheran starebbero tentando di trovare delle alternative. Secondo il Wall Street Journal, tra queste ci sarebbe il potenziamento della rete ferroviaria.
"Le forze americane hanno raggiunto un traguardo significativo, riuscendo a deviare la rotta della 42esima nave mercantile che tentava di violare il blocco" dello Stretto di Hormuz. Lo riporta una dichiarazione dell'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, il Comando centrale delle forze armate Usa che copre il Medio Oriente. "Attualmente, 42 petroliere con 69 milioni di barili di petrolio non possono essere vendute dal regime iraniano. Si tratta di una perdita stimata di oltre 6 miliardi di dollari, di cui la leadership iraniana non potrà beneficiare economicamente", ha aggiunto Cooper.
"Sono molto preoccupato per la restrizione dei diritti e delle libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, che ostacola la distribuzione di petrolio, gas, fertilizzanti e altre materie prime, strangolando l'economia mondiale". Lo ha dichiarato alla stampa il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres. "Come in ogni conflitto, l'intera umanità paga il prezzo, anche se alcuni accumulano enormi profitti. La sofferenza si farà sentire a lungo", ha avvertito Guterres, invitando "tutte le parti" a lasciar passare le navi nello Stretto.
L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, e il Capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno informato Trump sui piani per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riporta Barak Ravid di Axios, aggiungendo che, secondo due funzionari il briefing di giovedì è durato 45 minuti. Il cessate il fuoco tra Usa e Iran, iniziato ai primi di aprile, ha "posto fine" alle ostilità tra le parti ai fini della scadenza congressuale sui poteri di guerra. Lo ha chiarito un funzionario dell'amministrazione, secondo i media Usa, dopo che i repubblicani al Senato hanno sollecitato un'interpretazione dei 60 giorni previsti dal War Powers Act.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che Israele dovrebbe limitarsi a operazioni militari "chirurgiche" in Libano, al fine di evitare una piena ripresa della guerra.
