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Iran, Mojtaba Khamenei nuova Guida Suprema: è ufficiale | Meloni a "Fuori dal coro": "Non condivido né condanno l'attacco"
La premier: "Saltate le regole del diritto internazionale. La nostra presenza nel Golfo è solo difensiva". I media israeliani: "Gli Emirati Arabi Uniti hanno attaccato per la prima volta Teheran". Abu Dhabi smentisce
Nono giorno di conflitto in Medioriente. L'Assemblea degli Esperti iraniana ha scelto il successore di Ali Khamenei: è il figlio Mojtaba. La conferma arriva dalla tv di Stato iraniana. Il presidente americano Donald Trump: "Il nuovo leader non durerà senza il nostro benestare". Secondo i media israeliani, per la prima volta gli Emirati avrebbero bombardato l'Iran. Abu Dhabi smentisce. In Arabia Saudita, almeno due morti e 12 feriti in un attacco a un edificio residenziale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Fuori dal Coro: "Non condivido né condanno l'attacco all'Iran. Come dice Crosetto, sono saltate le regole del diritto internazionale". E poi: "Rischiamo conseguenze sulla sicurezza interna e sul piano economico. La nostra presenza nel Golfo è solo difensiva".
Una scelta "sfortunata". Così l'ex direttore della Cia, David Petraeus, ha commentato la nomina di Mojtaba Khamenei a guida suprema dell'Iran. "Presumiamo che sarà la continuazione di suo padre, un religioso dalla linea ideologia molto dura", ha detto Petraeus alla Cnn, spiegando che sperava in un leader "più pragmatico" in grado di andare incontro alle richieste americane. "Ma non sembra il caso", ha aggiunto.
Diverse persone sono rimaste ferite oggi in un attacco con un drone iraniano sull'isola di Sitra, in Bahrein. Lo ha reso noto il ministero degli Interni, mentre i giornalisti dell'Afp hanno riferito di due forti esplosioni. "A seguito della palese aggressione iraniana, sono stati segnalati diversi feriti tra i cittadini, uno dei quali grave, e diverse case a Sitra sono state danneggiate a seguito di un attacco con drone", ha precisato il ministero.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane, l'esercito ideologico della Repubblica Islamica dell'Iran, hanno giurato fedeltà a Mojtaba Khamenei, eletto Guida Suprema per succedere al padre. Il corpo dei pasdaran "sostiene la scelta dell'Onorevole Assemblea degli Esperti (ed) è pronto alla totale obbedienza e al sacrificio per adempiere ai comandamenti divini" di Mojtaba Khomeini, hanno affermato in una nota.
Il Dipartimento di Stato Usa ha chiesto ai diplomatici americani in Arabia Saudita di lasciare il Paese. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali l'ordine di andare via mostra come l'amministrazione sia consapevole dei crescenti rischi nella regione. È la prima volta da quando sono iniziati i bombardamenti che il Dipartimento di Stato ha approvato un ordine per lasciare un Paese.
È di almeno 10 morti e 6 feriti in Libano il bilancio di un attacco israeliano che ha colpito la città di Sir al-Gharbiyeh, nel sud del Paese. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese. Funzionari locali e residenti hanno fornito cifre più elevate per il numero delle vittime e hanno affermato che tra i morti vi sono anche diverse donne e bambini. Un fotografo di Associated Press che ha visitato la scena ha trovato edifici rasi al suolo e veicoli distrutti. Non ci sono state dichiarazioni immediate da parte di Israele, ma il Paese ha affermato che sta colpendo siti legati a Hezbollah. Saadallah Maatouk, un funzionario locale della città, ha riferito che l'attacco ha colpito un edificio di 3 piani intorno alle 6 del mattino. Il residente Ali Fawaz ha detto che le vittime erano civili. "Stanno prendendo di mira i bambini. Non abbiamo visto nessuno dell'esercito libanese o del governo venire a stare con noi", ha detto.
Mojtaba Khamenei, figlio di Ali Khamenei, ucciso negli attacchi degli Stati Uniti e di Israele del 28 febbraio, è stato scelto come nuova Guida Suprema iraniana dall'Assemblea degli esperti. Lo ha confermato ufficialmente la tv di Stato iraniana.
Il Ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha dichiarato che le sue forze armate hanno abbattuto due droni a nord della capitale, Riyad. Lo riporta Al Jazeera. In una dichiarazione, il portavoce ufficiale del ministero ha affermato che gli attacchi sono stati sventati. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sull'origine dei droni né su eventuali vittime o danni.
Un altro militare americano è morto nella guerra con l'Iran, portando il bilancio delle vittime a sette. Il soldato è deceduto in seguito alle ferite riportate per l'attacco del primo di marzo contro le truppe americani in Arabia Saudita. Lo annuncia l'esercito degli Stati Uniti.
"L'Italia non è parte del conflitto e non intende esserne parte. Non intende entrare in guerra e non ci entreremo. Poi chiaramente l'Italia rischia comunque coinvolta dalle conseguenze del conflitto: soprattutto sul piano della sicurezza interna e anche sul piano economico. Sono nazioni vitali per i nostri interessi energetici". Lo afferma la premier Giorgia Meloni, ospite a "Fuori dal coro" su Rete4. "Noi - ribadisce Meloni.ci stiamo limitando a rafforzare la presenza nei Paesi del Golfo che sono stati attaccati dall'Iran con solo scopo difensivo. E' una decisione che nasce dal bisogno di proteggere le decine di migliaia di connazionali presenti nell'area e i nostri contingenti militari".
"Siamo determinati a combattere la speculazione. E approfitto per ribadire che consiglio a tutti prudenza, perché io non escludo, quando dovessimo avere evidenza di atteggiamenti che sono speculativi, neanche di aumentare le tasse alle aziende che fossero responsabili di rimettere i soldi sulle bollette in particolare". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni parlando a Fuori dal coro delle conseguenze economiche della guerra in Iran.
Alla domanda se condivida o condanni l'intervento militare di Israele e Usa contro l'Iran, e con la premessa fatta dal giornalista Mario Giordano sul fatto che la premier italiana non sia afona, Giorgia Meloni risponde così: "Proprio perché non sono afona, risponderei nessuno dei due". Durante la registrazione al programma Fuori dal coro, in onda stasera su Rete 4, Meloni quindi spiega la sua risposta: "Perché io non ho oggettivamente gli elementi necessari, come non ce li ha quasi nessuno in Europa, anzi nessuno, per prendere una posizione che sia da questo punto di vista categorica. Tant'è che al netto del premier spagnolo, nessun altro ha condannato l'iniziativa così come nessuno sta partecipando al conflitto".
"Condivido quello che ha detto il ministro Crosetto e penso che noi dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale. Io non penso che siano saltate con questo episodio perché esistono moltissimi precedenti ma sicuramente il quadro è di grande caos". Così la premier Giorgia Meloni nella registrazione al programma Fuori dal coro in onda stasera su Rete 4. Meloni ha poi chiarito che le regole sono saltate prima e ha aggiunto: "Secondo me la crisi è diventata strutturale, in particolare con l'invasione dell'Ucraina perché chi è che dovrebbe far rispettare il diritto internazionale? In teoria sono le Nazioni Unite, però noi abbiamo l'anomalia di un membro del Consiglio di sicurezza dell'Onu che quattro anni fa ha invaso un suo vicino per provare ad annetterlo".
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato su X di avere parlato con il suo omologo iraniano Massoud Pezeshkian. "Gli ho detto che la sicurezza e il rientro in Francia di Cécile Kohler e Jacques Paris, che attualmente si trovano all'interno dell'ambasciata francese, restano per noi una priorità assoluta". Macron ha poi "sottolineato la necessità che l'Iran cessi immediatamente i suoi attacchi contro i Paesi della regione. L'Iran deve inoltre garantire la libertà di navigazione ponendo fine alla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz. Infine, ho ribadito la nostra profonda preoccupazione per lo sviluppo dei programmi nucleari e missilistici balistici dell'Iran e per tutte le sue attività destabilizzanti nella regione, che sono alla radice dell'attuale crisi". Il presidente francese ha poi invocato "una soluzione diplomatica", che "è più che mai necessaria per affrontare queste sfide cruciali, per porre fine all'escalation e preservare la pace. Abbiamo concordato di rimanere in contatto".
''Una delegazione negoziale civile verrà formata per negoziati diretti con Israele al di fuori del territorio libanese, probabilmente a Cipro'', lo riporta l'emittente libanese Al Jadeed citando fonti politiche libanesi. L'emittente aggiunge che ''la coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert, si recherà in Israele e in Libano per colloqui con le parti''.
Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, è uno dei principali oppositori della nomina di Mojtaba Khamenei alla guida del Paese, e per questo motivo il suo nome non è ancora stato annunciato come futuro leader. Lo scrive IranWire, sito d'informazione indipendente, nella sua pagina in persiano. A sostenere Khamenei sarebbe invece Mohammad Baqer Qalibaf, presidente del parlamento, e il conflitto tra i due, ora sono responsabili della gestione del Paese come funzionari esecutivi, ha fatto sì che il nome del figlio di Khamenei non venisse annunciato come successore del padre. Larijani sosterrebbe suo fratello, Sadeq Larijani, un alto esponente religioso, nella lotta per la leadership.
Le forze armate britanniche hanno intercettato con successo un drone d'attacco lanciato dall'Iran verso l'Iraq la scorsa notte. Lo riferisce il ministero della Difesa del Regno Unito in un post su X, annunciando il dispiegamento di un elicottero Merlin per rafforzare le capacità di rilevare minacce aeree.
Almeno 104 persone sono state uccise e 32 sono rimaste ferite nell'attacco condotto dagli Stati Uniti contro una nave da guerra iraniana al largo delle coste dello Sri Lanka all'inizio di questa settimana. Lo ha riferito l'esercito di Teheran in una nota. L'episodio è avvenuto mercoledì scorso, 4 marzo, quando un sottomarino Usa ha affondato la fregata Dena nell'Oceano Indiano, a circa 19 miglia nautiche dalla città portuale di Galle, nello Sri Lanka meridionale, in quello che è stato il primo attacco contro una nave da guerra da parte di un sommergibile dalla fine della Seconda guerra mondiale.
"Ho avuto oggi un lungo colloquio telefonico con il direttore dell'Aiea Rafael Grossi sulla situazione del conflitto in Iran. Abbiamo condiviso la preoccupazione per la minaccia nucleare, concordando che resta prioritaria la strada del dialogo e del negoziato diplomatico e che vada garantito ad Aiea un regolare accesso ai siti iraniani". Lo ha scritto il ministro degli Esteri Antonio Tajani su X. "Ho espresso anche l'apprezzamento dell'Italia per il lavoro messo in campo dall'Aiea in tutto il mondo a sostegno della sicurezza nucleare come ad esempio in Ucraina intorno alla centrale e al sito di Chernobyl", ha aggiunto.
"Il nome di Khamenei continuerà a esistere", ha detto l'ayatollah Hosseinali Eshkevari, membro del consiglio clericale incaricato di eleggere un nuovo leader, in un video pubblicato sui media iraniani, come riporta Reuters sul suo sito. "Il voto è stato espresso e sarà annunciato presto", ha affermato Eshkevari, senza fornire ulteriori dettagli. Il segretario del consiglio, Hosseini Bushehri, annuncerà il successore dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso all'inizio del conflitto, ha dichiarato ai media statali Ahmad Alamolhoda, un altro esponente del clero.
Il Libano ha fatto sapere che sono oltre mezzo milione le persone sfollate in questa settimana di combattimenti tra Israele e Hezbollah. Il numero effettivo è probabilmente più alto. Il conteggio del Libano di 517mila persone si riferisce a coloro che si sono registrati sul portale online del governo. L'esecutivo, a corto di liquidità, ha faticato a dare alloggio al gran numero di persone che hanno abbandonato le loro case in gran parte del sud e dell'est del Libano. La scorsa settimana Israele ha invitato gli abitanti di decine di villaggi nel sud del Libano e dell'intera periferia sud di Beirut a lasciare le loro case a causa dell'intensificarsi dei combattimenti.
Jared Kushner, genero e consigliere di Donald Trump, visiterà Israele martedì. Lo riporta Channel 12. Si tratta della prima visita di un funzionario americano nell'area dall'inizio della guerra.
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abelatty ha invitato i Paesi arabi a costituire una forza araba congiunta per affrontare efficacemente le minacce esistenti. "È necessario attivare il concetto di sicurezza nazionale araba per preservare la sicurezza e la sovranità degli Stati arabi", ha affermato Abdelatty durante una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri della Lega araba. Il ministro ha espresso la piena solidarietà con i Paesi del Golfo, la Giordania e l'Iraq di fronte alle aggressioni iraniane, sottolineando la condanna categorica e il rifiuto totale di tali aggressioni e di qualsiasi pretesto per giustificarle. In questo contesto, Abdelatty ha sottolineato la necessità di privilegiare il dialogo e la via diplomatica per ridurre l'escalation militare e le tensioni, mettendo in guardia dalla gravità della situazione e dalla necessità di evitare che la regione scivoli verso un'ulteriore escalation e il caos generale.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha reso noto su X di avere parlato con il suo omologo egiziano Abdel Fattah al Sisi "per discutere della situazione in Medio Oriente e per esprimere la solidarietà della Francia. Abbiamo convenuto sull'importanza di garantire il trasporto marittimo nel Mar Rosso il più rapidamente possibile. La libertà di navigazione in questo settore chiave del commercio mondiale, in particolare per le risorse energetiche, è essenziale per tutte le nostre economie". Macron ha poi aggiunto che nel corso della telefonata si è anche discusso della situazione in Libano, a Gaza e in Cisgiordania. Dal Cairo il portavoce presidenziale ufficiale ha indicato che "il presidente al Sisi ha espresso profonda preoccupazione per l'escalation militare nella regione e per il conflitto in corso in Iran, nonché per le sue gravi ripercussioni, tra cui l'aumento dei prezzi dell'energia e le interruzioni delle catene di approvvigionamento e dei trasporti aerei e marittimi, che colpiscono l'Egitto, la regione e il mondo. Il presidente ha inoltre condannato gli attacchi iraniani contro gli Stati arabi".
Un portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha dichiarato che ci sarà una rappresaglia se gli attacchi statunitensi e israeliani alle infrastrutture energetiche iraniane non cesseranno. Lo riporta Al Jazeera. In una dichiarazione riportata dai media statali iraniani, il portavoce anonimo ha accusato gli Stati Uniti e Israele di prendere di mira civili e impianti di combustibile ed energia e ha affermato che il corpo dei pasdaran si è “astenuto da qualsiasi azione simile”. I paesi del Golfo dovrebbero dire agli Stati Uniti e a Israele di smetterla, ha aggiunto il portavoce, altrimenti “saranno intraprese azioni simili nella regione”. “Se potete tollerare un prezzo del petrolio superiore a 200 dollari al barile, continuate questo gioco”.
L'Iran è "una tigre di carta, non lo era una settimana fa. Stavano per attaccare. Il loro piano era attaccare l'intero Medio Oriente e conquistare l'intero Medio Oriente". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Abc senza escludere l'invio di forze speciali per sequestrare l'uranio arricchito dell'Iran. "Tutte le opzioni sono sul tavolo. Tutte", ha ribadito il presidente.
Gli Stati Uniti non hanno intenzione di colpire le infrastrutture energetiche iraniane, che finora sono state attaccate dalle forze israeliane. Lo ha detto il segretario all'Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, parlando all'emittente Cnn. "Si tratta di attacchi israeliani", ha affermato, facendo riferimento ai depositi di carburante colpiti ieri a Teheran.
In vista del vertice straordinario della Lega Araba che si tiene oggi, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha rinnovato all'omologo egiziano Badr Abdelaty il convinto impegno dell'Italia a favore della de-escalation, della diplomazia e di una soluzione pacifica alla crisi che ha coinvolto molti Paesi del Golfo dopo lo scatenarsi del conflitto in Iran. "Dobbiamo lavorare insieme per scongiurare ogni ulteriore conseguenza su scala globale che ha ripercussioni anche sull'economia mondiale e sull'equilibrio di tutta l'area del Medio Oriente. Ho tenuto anche a ringraziare l'Egitto per l'aiuto a far uscire i nostri connazionali da Israele verso l'Italia tramite il suo territorio", ha scritto Tajani su X.
Le sirene sono tornate a suonare nel sud e nel centro d'Israele in seguito a lanci dall'Iran.
L'aumento dei prezzi della benzina è un "piccolo inconveniente. Sapevo esattamente che sarebbe successo, ma la cosa positiva è che abbiamo affondato 44 delle loro navi e abbiamo messo fuori uso tutte le loro comunicazioni e telecomunicazioni. I loro sistemi antiaerei sono andati". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Abc rispondendo a una domanda sull'aumento dei prezzi del petrolio in seguito alla campagna in Iran. "Non hanno assolutamente alcuna difesa. Hanno solo la possibilità di parlare", ha messo in evidenza Trump.
L'esercito israeliano ha ucciso sei persone in un attacco contro un'abitazione e un'officina meccanica nella provincia di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo riporta Al Jazeera. Gli attacchi hanno “completamente” distrutto gli edifici nella città di Doueir e ucciso cinque membri della stessa famiglia e uno dei loro conoscenti, secondo quanto riportato dall'Agenzia Nazionale di Stampa (Nna). L'agenzia di protezione civile e le squadre della Croce Rossa stanno lavorando per recuperare i corpi e trasportarli agli obitori locali, ha affermato.
Il premier britannico, Keir Starmer, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo ha fatto sapere il suo ufficio. I due dirigenti "hanno iniziato discutendo della recente situazione in Medio Oriente e della cooperazione militare tra Regno Unito e Stati Uniti attraverso l'uso delle basi della Raf a sostegno dell'autodifesa collettiva dei partner nella regione", si legge nel comunicato diffuso da Downing Street. "Il Primo Ministro ha anche espresso le sue più sentite condoglianze al Presidente Trump e al popolo americano in seguito alla morte di sei soldati statunitensi", conclude la nota.
Un attacco a un edificio residenziale in Arabia Saudita ha ucciso almeno due persone e ne ha ferite una dozzina: lo afferma l'agenzia di protezione civile, ripresa da Al Jazeera. L'attacco ha colpito un complesso nel governatorato centrale di al-Kharj, ha dichiarato l'agenzia su X. Le 2 persone rimaste uccise erano di nazionalità di India e Bangladesh, mentre tutti i feriti sono residenti bangladesi. Si tratta delle prime vittime segnalate in Arabia Saudita dall'inizio della guerra sabato 28 febbraio.
Il cardinale arcivescovo di Chicago, Blaise Cupich, giudica "disgustoso" il video postato dalla Casa Bianca sugli attacchi all'Iran. Si tratta di una "rappresentazione terrificante", si legge in una dichiarazione pubblicata sul sito dell'arcidiocesi. "Il nostro governo sta usando la sofferenza del popolo iraniano come sfondo per il nostro intrattenimento, come se fosse solo un altro contenuto da sfogliare mentre siamo in coda al supermercato". È invece "una vera guerra, con vera morte e vera sofferenza, trattata come se fosse un videogioco".
Le forze di difesa israeliane, Idf, hanno annunciato una nuova ondata di attacchi aerei contro obiettivi legati al regime iraniano a Teheran e in altre zone del Paese. Lo hanno fatto sapere in un messaggio pubblicato su Telegram. Diverse esplosioni sono state segnalate a Teheran dai media statali iraniani.
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito quello che descritto come il "quartier generale delle forze speciali" delle Guardie Rivoluzionarie iraniane a Teheran. "Nell'ambito degli attacchi, le Idf hanno preso di mira e smantellato il quartier generale delle Forze Spaziali dell'Irgc del regime terroristico iraniano", ha dichiarato l'esercito. "Il quartier generale fungeva da centro di ricezione, trasmissione e ricerca per l'agenzia spaziale iraniana, affiliata all'esercito del regime", ha aggiunto.
La nuova guida suprema dell'Iran "non durerà a lungo" senza l'approvazione degli Usa. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando all'emittente Abc News, mentre le autorità di Teheran avrebbero trovato un consenso sul nome della prossima guida suprema del Paese. "Avrà bisogno della nostra approvazione, in caso contrario non durerà a lungo", ha affermato.
Un funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha respinto, bollandole come "fake news", le notizie riportate da alcuni media israeliani secondo cui il Paese del Golfo avrebbe effettuato un attacco militare simbolico in Iran. "Si tratta di fake news. Quando facciamo qualcosa, abbiamo il coraggio di annunciarlo", ha scritto su X Rashid Al Nuaimi, presidente della Commissione per la difesa, gli affari interni e gli affari esteri del Consiglio nazionale federale degli Emirati Arabi Uniti, come riportato dal Times of Israel.
Le autorità irachene hanno sospeso la produzione di petrolio presso il giacimento di Rumalia. La decisione arriva in seguito all'incertezza dovuta al blocco dello Stretto di Hormuz nel quadro della guerra in Iran. Lo riferisce il sito di informazione Iraqi News. Le autorità della provincia di Basra, nel sud del Paese, hanno avviato questa mattina un processo di graduale sospensione della operazioni in diversi giacimenti petroliferi.
Il comando nord dell'Idf ha riferito di aver colpito oltre 600 obiettivi in Libano e di aver eliminato circa 200 terroristi. Il bilancio arriva a distanza di una settimana dall'inizio dei combattimenti contro Hezbollah. "Nella scorsa settimana sono stati colpiti oltre 600 obiettivi terroristi in tutto il Libano via aria, mare e terra, utilizzando circa 820 munizioni. Duranti gli attacchi sono stati eliminati più di 190 terroristi, tra cui Abu Hamza Rami, comandante della Jihad Islamica in Libano, due comandanti colonnello e tre comandanti di battaglione. Inoltre, sono state condotte 27 ondate di attacchi nella regione di Beirut, di cui cinque nell'area di Dahieh".
Gli Emirati Arabi Uniti hanno negato le notizie israeliane che vedevano la federazione aver colpito un impianto di desalinizzazione in Iran. Il ministero degli Esteri ha affermato, secondo quanto riportato da Anadolu, che in "autodifesa" contro "l'aggressione iraniana", gli Emirati Arabi Uniti non cercano un'escalation, ma si riservano il "pieno diritto" di garantire la propria sicurezza. Gli Emirati hanno ribadito il loro diritto alla difesa "gli Emirati Arabi Uniti ribadiscono il loro pieno diritto di adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare la propria sovranità, sicurezza nazionale e integrità territoriale, e per garantire la sicurezza dei propri cittadini e residenti, nel rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite".
"Non sono molto ottimista su una conclusione rapida del conflitto: l'Iran continua a lanciare droni e missili e dimostra che non c'è voglia di alleggerire lo scontro, ma così facendo si isola sempre di più dal mondo musulmano e arabo". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa alla Farnesina. "Bisogna fare in modo che ci sia una de-escalation e che si evitino il più possibile attacchi contro la popolazione civile. Lavoriamo per far prevalere il dialogo. Sosteniamo anche le iniziative dell'Egitto", ha detto Tajani, descrivendo anche la situazione in Libano come "molto complicata".
"Gli Emirati Arabi Uniti hanno attaccato per la prima volta in Iran". Lo riferiscono i media israeliani sottolineando che l'attacco ha preso di mira un impianto di desalinizzazione iraniano. "Israele ritiene che il raid sia, per il momento, solo un segnale al regime iraniano, tuttavia, se gli attacchi di Teheran dovessero intensificarsi, esiste una reale possibilità - riferiscono i media israeliani - che gli Emirati si uniscano al conflitto in modo limitato. Abu Dhabi intanto ha annunciato che "le difese aeree hanno rilevato 17 missili balistici, di cui 16 distrutti, mentre uno è caduto in mare. Rilevati anche 117 droni, di cui 113 intercettati e 4 caduti nel territorio nazionale".
"Cari fratelli e sorelle, dall'Iran e da tutto il Medio Oriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione. Agli episodi di violenza e devastazione e al diffuso clima di odio e paura si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi e altri Paesi della regione tra cui il caro Libano possano sprofondare nuovamente nell'instabilità. Eleviamo la nostra umile preghiera al Signore perché cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi e si aprano spazi di dialogo del quale si possa sentire la voce dei popoli". Lo ha detto il Papa al termine della recita dell'Angelus in Piazza San Pietro.
Il ministro degli Esteri cipriota Constantinos Kombos ha detto al quotidiano britannicoGuardian che i droni carichi di esplosivo diretti alle basi militari britanniche sull'isola sono stati lanciati dal Libano. "In questo momento è un dato di fatto che dobbiamo guardare verso il fronte libanese", ha detto il ministro, confermando per la prima volta la provenienza dei droni.
L'Iran ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro Tel Aviv e Beer Sheva, in Israele, e contro la base aerea di Al Azraq, in Giordania, utilizzando missili di nuova generazione. Lo ha dichiarato il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc). "La 28esima ondata dell'Operazione True Promise 4 è iniziata, con missili di nuova generazione della Forza aerospaziale delle Guardie della Rivoluzione islamica lanciati contro diverse aree di Beer Sheva e Tel Aviv, nonché contro la base aerea di Al Azraq", si legge in una nota rilanciata dall'agenzia di stampa Tasnim.
Il drone kamikaze che ha colpito la base militare inglese Raf Akrotiri a Cipro conteneva hardware di navigazione Kometa-B. Si tratta di una tecnologia di fabbricazione russa. A rivelarlo il The Times. Questa sarebbe la prima prova della presenza di equipaggiamento militare russo nel conflitto mediorientale. Intanto, il governo di Nicosia ha confermato che i droni diretti alle basi inglesi sono stati lanciati dal Libano, in particolare da miliziani di Hezbollah.
Oltre 1.200 civili e più di 10mila sono rimasti feriti in Iran. Lo ha dichiarato il ministero della Salute iraniano.
La protezione civile iraniana ha invitato i cittadini di Teheran a rimanere in casa, dopo che fitte nubi nere provenienti dagli incendi delle raffinerie petrolifere hanno coperto il cielo. Secondo la Mezzaluna rossa, nel caso di piogge - già precipitate di prima mattina - c'è il rischio che l'acqua sia "acida" a causa dell'immissione di composti tossici nell'atmosfera.
Ci sarebbero almeno 19 morti a Sire al Gharbiya, una città nel sud del Libano, dopo che un raid israeliano ha colpito un edificio a tre piani. Secondo quanto riporta l'genzia di stampa nazionale libanese, tra le vittime ci sono anche bambini.
La distribuzione di carburante a Teheran è stata "temporaneamente interrotta". Lo ha dichiarato il governatore della capitale iraniana, secondo cui la misura si è resa necessaria "a causa di danni alla rete di rifornimento" dopo gli attacchi statunitensi e israeliani ai depositi di petrolio nella città e nei dintorni. Per rassicurare la popolazione, ha aggiunto: "Il problema è in fase di risoluzione". Anche per il resto dell'Iran è sono state attivate limitazioni alla distribuzione di carburante, diminuita da 30 a 20 litri per ogni macchina.
Tre membri dell'equipaggio del rimorchiatore Musaffah 2 risultano dispersi dopo che l'imbarcazione, battente bandiera degli Emirati Arabi Uniti, è stato affondato nello Stretto di Hormuz. Ad annunciarlo il ministero degli Esteri di Giacarta in una nota. "Un sopravvissuto indonesiano è attualmente in cura per ustioni in un ospedale della città di Khasab, in Oman", ha aggiunto. Prima che affondasse, a bordo del Musaffah 2 si sarebbe registrata un'esplosione.
Pochi minuti dopo la notizia del presunto accordo raggiunto per la nomina del successore di Ali Khamenei, l'esercito israeliano - tramite i suoi canali social in lingua farsi - ha risposto: "Dopo aver neutralizzato il tiranno Khamenei, il regime terroristico iraniano sta tentando di ricostituirsi e di scegliere un nuovo leader. L'Assemblea degli Esperti iraniana, che non si riunisce da decenni, si riunirà presto nella città di Qom. Vogliamo dirvi che lo Stato di Israele continuerà a perseguire ogni successore e ogni persona che cercherà di nominarne uno. Avvertiamo tutti coloro che intendono partecipare alla riunione per la selezione del successore che non esiteremo a prendere di mira anche voi. Questo è un avvertimento!".
"Abbiamo compiuto grandi sforzi per determinare la leadership, e abbiamo raggiunto un'opinione decisiva e unanime". Dalle parole rilasciate all'agenzia Fars dell'ayatollah Mohammad-Mahdi Mirbagheri, membro dell'Assemblea degli Esperti iraniana, sembra che a Teheran sia tutto pronto per la nomina del successore di Ali Khamenei come leader supremo della Repubblica islamica. L'ayatollah Mohsen Heidari Alekasir ha poi aggiunto che il nome è stato anche individuato in base a un'indicazione data dall'ormai defunto Khamenei, secondo cui il leader avrebbe dovuto essere "odiato dal nemico". "Perfino il Grande Satana (gli Usa, ndr) ha fatto il suo nome", ha detto l'ayatollah. Non è chiaro a chi si riferisca. Negli scorsi giorni Trump aveva parlato delle voci che indicavano il figlio di Khamenei, Mojtaba, come favorito definendolo "un fatto inaccettabile".
L'Iran avrebbe colpito un impianto di desalinizzazione dell'acqua in Bahrein, causando danni. Lo ha denunciato il regno del Golfo, parlando di "attacchi indiscriminati a obiettivi civili". Gli impianti di desalinizzazione, in un'area carente di acqua dolce come il Golfo Persico, sono fondamentali per rifornire la popolazione.
"A seguito della palese aggressione iraniana, tre persone sono rimaste ferite e sono stati causati danni materiali a un edificio universitario nella zona di Muharraq dopo la caduta di frammenti di missili". Lo ha comunicato il ministero degli Interni del Bahrein, dopo che stamattina il Paese era stato bersagliato da una nuova ondata di proiettili.
Israele ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, mantenendo altra la pressione su Teheran dopo averla colpita ininterrottamente fino alla serata di ieri.
Stati Uniti e Israele avrebbero discusso l'utilizzo di forze speciali in Iran per mettere in sicurezza le riserve di uranio altamente arricchito in una fase successiva della guerra. Lo riporta Axios, citando quattro fonti a conoscenza delle discussioni. Privare Teheran della bomba atomica, o della possibilità di convertire l'uranio arricchito al 60% in categoria militare, è da settimane uno degli obiettivi - se non il principale - della campagna americana.
Al momento gli Usa starebbero valutando due opzioni: rimuovere completamente l'uranio dall'Iran o coinvolgere esperti nucleari per diluirlo sul posto. In ogni caso la missione dovrebbe coinvolgere operatori speciali insieme a scienziati, possibilmente provenienti dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea). Oltre all'uranio, si sarebbe discusso anche della conquista dell'isola di Kharg, un terminal strategico responsabile di circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio iraniano.
La guerra in Medio Oriente "non sarebbe mai dovuta scoppiare" e "non beneficia nessuno". Lo ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. Pechino ha ribadito che la sua posizione non è cambiata di un millimetro: "Cessate il fuoco", perché le armi sono "strumenti pericolosi". Un passaggio del suo discorso Wang Yi l'ha anche riservato alle relazioni con gli Stati Uniti: "Cina e Usa dovrebbero impegnarsi in uno spirito di rispetto reciproco, perseguire il principio fondamentale della coesistenza pacifica e impegnarsi per una cooperazione vantaggiosa per tutti".
Sventato un attacco con un drone contro il quartiere diplomatico della capitale Riad. Lo ha fatto sapere il ministero della Difesa saudita. La neutralizzazione del velivolo non avrebbe causato danni materiali o feriti tra la popolazione civile.
Un attacco aereo israeliano su un hotel nel centro di Beirut ha ucciso almeno quattro persone e ne ha ferite 10. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese. Stando a quanto hanno fatto sapere le forze israeliane, nel raid sarebbe stato ucciso un comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane. L'attacco ha colpito il "Ramada" nel quartiere di Raouché, una zona turistica sul lungomare che fino a ora era stata risparmiata dagli attacchi israeliani.
Un forte boato è stato sentito vicino all'ambasciata americana a Oslo. Lo riporta Reuters citando la polizia norvegese. Avvenuta intorno all'1 di notte, non sarebbe ancora chiaro cosa abbia causato l'esplosione e chi ci sia dietro. "La polizia è in contatto con l'ambasciata e non ci sono notizie di feriti", ha affermato la polizia.
