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Guerra in Siria, Germania e Francia bloccano la vendita di armi alla Turchia | Conte: "Non accettiamo ricatti" 

La decisione arriva dopo i provvedimenti presi da Paesi Bassi, Norvegia, Finlandia e Danimarca. La Lega Araba riduce le relazioni con Ankara. Di Maio: "LʼItalia chiederà lo stop da tutta lʼUe"

La Germania e la Francia hanno deciso di fermare la vendita di armi alla Turchia. Una misura, ha spiegato il ministro degli Esteri di Berlino Heiko Maas alla Bild am Sonntag, che intende colpire l'operazione militare avviata nel nord-est della Siria e ricalca la decisione di Paesi Bassi, Finlandia, Danimarca e Norvegia. "Il Consiglio Ue del 14 ottobre a Lussemburgo sarà un'opportunità per coordinare un approccio in questa direzione", afferma Parigi.

Il ministro degli Esteri tedesco ha reso noto che "la Germania non rilascerà più alcun nuovo permesso all'esportazione di attrezzature militari che possano essere utilizzate dalla Turchia". Nel 2018, la Germania ha venduto alla Turchia armi per un totale di 240 milioni di euro. Il duro provvedimento preso dal governo di Berlino non è il primo embargo militare subito da Erdogan. Dall'inizio dell'offensiva nei confronti della Siria, già altri quattro Stati hanno bloccato l'esportazione di materiale bellico. I primi a condannare l'azione turca sono stati Finlandia, Norvegia e Danimarca

 

Sulla scia dei Paesi scandinavi, anche i Paesi Bassi hanno sospeso la vendita di armi dopo l'attacco alla popolazione curda. La decisione è stata comunicata dal vicepremier olandese Hugo de Jonge. Il giro di affari di Amsterdam con la Turchia nel settore delle armi si aggira attorno ai 30 milioni di euro all’anno.

 

In serata dal palco di Italia 5 Stelle a Napoli dove si celebrano i dieci anni del Movimento, Luigi Di Maio ha annunciato che "lunedì al Consiglio Ue dei ministri degli Esteri, come governo, chiederemo che tutta l'Ue blocchi la vendita di armi ad Ankara. Severo anche il premier Conte che ha attaccato: "Non accettiamo ricatti da Erdogan", dopo le minacce di aprire le frontiere ai profughi siriani che stanziano in Turchia. "Bisogna fermare l'invasione da parte della Turchia - ha dichiarato il segretario del Pd, Nicola Zingaretti -, siamo al fianco del popolo curdo. Il governo italiano, oltre ai provvedimenti che sta adottando, valuti subito il blocco delle esportazione delle armi".

 

Ma l'offensiva di Ankara non preoccupa solo la Siria: i ministri degli Esteri della Paesi della Lega Araba, dopo una riunione di emergenza, hanno rilasciato un documento dove condannano l'offensiva turca e la definiscono "una minaccia per la sicurezza nazionale araba, così come per la pace e la sicurezza internazionali". La Lega Araba ha fatto sapere inoltre che assumeranno "misure urgenti per far fronte all'aggressione contro la Siria, comprese la riduzione delle relazioni diplomatiche e la cessazione della cooperazione militare". 

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