IL CASO

L'ambasciatore Gb alla Nato e la relazione con la sua assistente scuotono il Foreign Office

Il diplomatico 55enne avrebbe conosciuto l'italiana di 29anni durante un periodo di tirocinio presso il quartier generale a Bruxelles

13 Feb 2026 - 18:24
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Sta suscitando clamore in Gran Bretagna la vicenda che coinvolge Angus Lapsley, ambasciatore del Regno Unito alla Nato. Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il diplomatico 55enne avrebbe una relazione con la sua assistente personale italiana, Francesca Cortini, 29 anni, conosciuta due anni fa durante un periodo di tirocinio presso il quartier generale a Bruxelles.

La notizia, inizialmente riservata ai corridoi della diplomazia, non è più un segreto. Secondo il quotidiano la giovane assistente si sarebbe trasferita nella residenza ufficiale britannica nella capitale belga, un edificio di rappresentanza che l'ambasciatore ha diritto a utilizzare e che condivide con altri due colleghi.

Le reazioni istituzionali

 La relazione sarebbe stata ritenuta sufficientemente delicata da essere portata all'attenzione dell'ammiraglio Sir Keith Blount, il più alto ufficiale militare alla Nato. Anche Dame Caroline Wilson, futura ambasciatrice del Regno Unito presso l'Unione Europea, avrebbe definito "inappropriata" la convivenza nella residenza ufficiale. Secondo quanto riportato, Lapsley avrebbe lasciato una riunione al quartier generale della Nato dopo essere stato informato dell'imminente pubblicazione dei dettagli della relazione.

Da un punto di vista formale Lapsley non rischia nulla, la Nato ha stabilito che la relazione non viola alcuna linea guida interna. Un funzionario della Nato ha ricordato che l'organizzazione richiede ai dirigenti di dichiarare eventuali conflitti di interesse reali o percepiti, politica in vigore da tempo e non modificata negli ultimi anni. A differenza delle forze armate britanniche, la Nato non considera automaticamente un illecito disciplinare le relazioni sentimentali nella catena di comando. Da un punto di vista di opportunità, invece, la situazione è delicata.

Il precedente dei documenti segreti

 La vicenda riporta inevitabilmente alla memoria l'episodio del 2021, quando Lapsley, allora direttore generale per la strategia e gli affari internazionali al Ministero della Difesa, smarrì circa 50 pagine di documenti classificati a una fermata dell'autobus nel Kent. I dossier contenevano informazioni sensibili, comprese le posizioni delle forze speciali britanniche in Afghanistan.

I documenti, secondo una fonte, sarebbero caduti dalla borsa del diplomatico, mentre si affrettava verso il lavoro e furono ritrovati bagnati e ammucchiati da un passante. L'incidente provocò irritazione anche negli Stati Uniti, preoccupati per la sicurezza delle proprie truppe in Asia meridionale. In seguito a un'indagine, l'autorizzazione di sicurezza di Lapsley fu sospesa e poi ripristinata. Nonostante quell'episodio, il diplomatico è stato nominato ambasciatore del Regno Unito presso la Nato nell'aprile dello scorso anno, succedendo a Sir David Quarrey.

Giovedì, mentre le voci rimbalzavano fino a Bruxelles, il ministro della Difesa britannico John Healey, intervenendo a una conferenza stampa Nato, ha ribadito che il Regno Unito si aspetta "i più alti standard" dai propri ambasciatori, senza, però, entrare nel merito della vicenda. Dal canto suo, il ministero degli Esteri britannico ha mantenuto una linea di prudenza: "È politica consolidata non commentare questioni relative al personale" ha dichiarato un portavoce.

Secondo quanto emerso, Lapsley avrebbe informato i superiori della relazione, iniziata dopo la separazione dalla moglie. Resta il fatto che, in un momento di forte attenzione internazionale sul ruolo della Nato e sul sostegno all'Ucraina, la vicenda personale dell'ambasciatore rischia di trasformarsi in un caso politico e mediatico capace di mettere sotto pressione la diplomazia britannica.

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