Londra, l’Alta Corte boccia il bando a Palestine Action: “Illegale e sproporzionato”
La giustizia di londinese contesta la decisione del governo Starmer: il gruppo pro-Palestina non supera la soglia per essere definito terroristico
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L'Alta Corte di Londra ha accolto in primo grado il ricorso di Palestine Action contro la contestata messa al bando per terrorismo voluta dal governo di Keir Starmer. I giudici hanno definito la misura illegale e sproporzionata, ritenendola una grave limitazione della libertà di espressione. La sanzione resta però in vigore almeno fino alla prossima udienza, prevista entro la fine del mese e dove si deciderà se lasciarla in vigore durante il secondo grado del processo. Intanto, il governo ha annunciato che farà ricorso.
Cos'è Palestine Action
Si tratta di un movimento di azione diretta in solidarietà al popolo palestinese nato nel 2020 in Gran Bretagna. Negli ultimi anni, Palestine Action aveva compiuto diverse azioni mirate contro le fabbriche di armi di aziende israeliane con sede nel Regno Unito e contro aziende a loro collegate. In particolare, dallo scorso 5 luglio, il governo britannico l'ha classificata come organizzazione terroristica, rendendo punibile il sostegno a essa, dopo che alcuni membri avevano fatto irruzione in una base militare danneggiando dei velivoli.
I motivi della sentenza
Secondo il verdetto, le azioni illegali rivendicate dal gruppo non bastano a qualificarlo come organizzazione terroristica. Fuori dalle Royal Courts of Justice, sostenitori e attivisti hanno festeggiato parlando di vittoria per i diritti civili. Il bando, introdotto la scorsa estate tra le polemiche, aveva portato anche ad arresti di manifestanti pacifici, tra cui Greta Thunberg, colpevoli solo di esprimere solidarietà. Critiche erano arrivate dall’Onu e da Human Rights Watch, che avevano denunciato misure ritenute incompatibili con standard democratici.
