Resta un controllo medico

Enhanced Games, a Las Vegas debuttano i Giochi del doping

Atleti dopati sotto controllo medico, premi milionari e record da battere: il progetto divide il mondo sportivo e scientifico

24 Mag 2026 - 09:37
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James Magnussen nuoto © Afp

James Magnussen nuoto © Afp

Dove se non a Las Vegas, la città dove tutto è possibile purché faccia spettacolo. Nella "città del peccato" sono ufficialmente cominciate le Olimpiadi del doping. Gli Enhanced Games hanno aperto i battenti trasformando il vecchio tabù dello sport in un evento da prima serata: niente controlli antidoping, sostanze consentite e record mondiali da inseguire senza limiti. Nel giro di poche ore potrebbero cadere primati storici del nuoto, dell'atletica e del sollevamento pesi. Prestazioni, però, destinate a non essere riconosciute dalle federazioni internazionali, perché ottenute grazie all'uso dichiarato di sostanze vietate.

"Rivoluzione della performance umana"

 Gli organizzatori parlano di "rivoluzione della performance umana", i critici di una distopia sportiva. In gara ci sono cinquanta atleti, molti dei quali ex campioni olimpici o mondiali, autorizzati a utilizzare testosterone sintetico, Epo, steroidi anabolizzanti, ormoni della crescita e stimolanti vari sotto supervisione medica. Restano escluse soltanto droghe considerate troppo pericolose, come cocaina ed eroina. Il fondatore Aron D'Souza, imprenditore australiano che ha lanciato il progetto nel 2023, promette uno spettacolo senza precedenti: "Sarà uno degli avvenimenti più avvincenti di tutti i tempi". E sostiene che gli Enhanced Games possano diventare "il nuovo modello olimpico del XXI secolo".

Campioni, soldi e squalifiche

 A convincere molti atleti non è stata soltanto la curiosità scientifica. Gli Enhanced Games mettono infatti sul tavolo premi enormi: ogni disciplina vale 500 mila dollari, metà dei quali destinati al vincitore, mentre chi riuscirà a battere i record ufficiali dei 50 stile libero o dei 100 metri piani incasserà un bonus da un milione di dollari. Una cifra difficilmente immaginabile in sport dove spesso anche professionisti di alto livello faticano a vivere soltanto con gare e sponsorizzazioni. Tra i nomi più noti ci sono il nuotatore australiano James Magnussen, argento olimpico a Londra 2012, il britannico Benjamin Proud e lo sprinter americano Fred Kerley, argento olimpico a Tokyo nei 100 metri. Ma il simbolo dell’evento è soprattutto il greco Kristian Gkolomeev, che già nel 2025 aveva nuotato i 50 stile libero in un tempo migliore del record mondiale ufficiale. La prestazione non venne omologata, ma gli fruttò un assegno da un milione di dollari. "Per fare questi soldi avrei avuto bisogno di cinque o sei carriere", disse allora il nuotatore. Le reazioni del mondo sportivo sono state durissime. Sebastian Coe, ex olimpionico e oggi presidente della Federazione mondiale di atletica, ha definito gli Enhanced Games "un progetto pericoloso e irresponsabile che volta le spalle allo sport". Anche la Wada, l'Agenzia mondiale antidoping, ha annunciato la sospensione a vita di tutti i partecipanti. Secondo l’organizzazione, è impossibile garantire la sicurezza degli atleti: "L'intera cosa è un'idea terribile".

Il laboratorio del futuro umano

 Dietro gli Enhanced Games, però, non c’è soltanto una provocazione sportiva. Il progetto punta molto più in alto. Attorno a D'Souza si muove infatti un gruppo di investitori legati al biohacking, al transumanesimo e alla Silicon Valley più vicina all'universo trumpiano. Tra i finanziatori figurano Donald Trump Jr., attraverso il fondo 1789 Capital, il miliardario Peter Thiel e altri imprenditori del mondo tecnologico e biotech. L'idea di fondo è semplice quanto controversa: usare lo sport come vetrina per normalizzare l'utilizzo di farmaci e protocolli capaci di "potenziare" il corpo umano. Gli atleti diventano così cavie altamente pagate per testare sostanze che un domani potrebbero essere vendute su larga scala come strumenti per rallentare l'invecchiamento, aumentare la produttività o migliorare le prestazioni fisiche e cognitive. È qui che gli Enhanced Games smettono di essere soltanto una competizione sportiva estrema e diventano un manifesto culturale. D'Souza lo dice apertamente: "Perché accettare i limiti della nostra umanità? Lo scopo del progetto umano è sempre stato superarli".

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