IL DOCUMENTO

Crans-Montana, la lettera del padre di Trystan a Tgcom24: le fatture? Non è un disguido, da svizzero mi vergogno

Il 17enne di Losanna è morto nel rogo di Capodanno: "Quella notte - dice il genitore - sono diventato il padre delle 156 vittime dell’incendio del Constellation. Dietro il rogo ci sono anni di gravi mancanze e negligenze documentate". Il testo raccolto dal collega Alessio Campana

26 Apr 2026 - 11:54
 © Da video

© Da video

Sono il padre di Trystan. Ma quella notte sono diventato il padre delle 156 vittime dell’incendio della Constellation. Perché siamo diventati una famiglia. E devo dire quello che provo quando apprendo che la Svizzera invia fatture ospedaliere allo Stato italiano dopo quello che è successo quella notte a Crans-Montana.

Mio figlio. E con lui, altri centocinquantacinque ragazzi. Dei figli che erano venuti a trascorrere qualche giorno sulle Alpi, spensierati, pieni di vita. In pochi minuti, tutto è crollato. Alcuni sono stati assistiti solo per poche ore, prima di essere trasferiti nella notte. E per quelle ore, arriva una fattura. Allo Stato. Come se potesse essere contabilizzato. Come se il nostro dolore avesse un prezzo.

Capisco che non si possa aprire una breccia in cui ogni madre, ogni padre in lutto possa reclamare lo stesso. Ma questa tragedia non è un incidente ordinario. Dietro queste 156 vittime ci sono anni di gravi mancanze, negligenze documentate, controlli che non sono stati effettuati. Non è stato il destino a colpire quella notte. Sono state delle gravi carenze sul suolo svizzero. Non siamo di fronte a uno sciatore che si è rotto una gamba su una pista. Questo non può essere trattato allo stesso modo.

La Svizzera forse non è responsabile di tutto. Nessuno lo dice. Ma quando una tragedia di questa portata colpisce famiglie italiane sul suo territorio, ci si aspetta qualcosa di più che righe di fatturazione. Ci si aspetta un gesto umano, all’altezza di quello che stiamo vivendo.

Crans-Montana: ecco le foto dell'interno del Constellation subito dopo l'incendio

1 di 27
© Tgcom24
© Tgcom24
© Tgcom24

© Tgcom24

© Tgcom24

Il richiamo dell’ambasciatore Cornado a Roma non è un dettaglio di protocollo. È un segnale forte. L’Italia ha capito che questa vicenda va oltre il quadro ordinario. La domanda è se la Svizzera stia facendo altrettanto.

C’è però qualcosa che mi pesa ancora di più, e che non posso tacere.

Quella notte, alcuni ragazzi sono usciti dal Constellation bruciati, feriti, in stato di choc. Quando sono arrivati agli ospedali svizzeri, hanno visto sale d’attesa sopraffatte, visi sfigurati. E per umanità, per non togliere un posto a chi stava peggio di loro, hanno scelto di andare a curarsi in Italia o in Francia. Hanno avuto il coraggio di mettere gli altri davanti a sé stessi, in uno dei momenti più terrificanti della loro vita. E la Svizzera cosa risponde loro? Che non hanno passato una notte in un ospedale elvetico. Quindi non sono vittime. Non hanno diritto a nulla. Nemmeno a un franco.

Ho ricevuto decine di testimonianze di famiglie disperate. Ragazzi che hanno perso un anno scolastico e devono ricominciare dall’anno precedente. Giovani che non lavorano più, che seguono psichiatri di alto livello, che hanno perso tutto. Alcuni stanno appena ricominciando a parlare. A respirare. A vivere.

La Svizzera aveva dichiarato all’inizio che ogni persona coinvolta in questa tragedia sarebbe stata riconosciuta come vittima. Oggi dice il contrario a chi ha avuto il cuore di non voler pesare sugli altri. In sostanza, punisce chi ha mostrato umanità davanti ai cadaveri dei propri coetanei. Esiste una tradizione in Svizzera, quella di uomini e donne capaci di elevarsi al di sopra del quotidiano quando la storia lo richiede. La Guardia Svizzera Pontificia in Vaticano ne è il simbolo da secoli. Onore, rigore, senso del dovere. Le grandi nazioni si riconoscono da questo.

Crans-Montana: ecco le foto dell'interno del Constellation subito dopo l'incendio

1 di 27
© Tgcom24
© Tgcom24
© Tgcom24

© Tgcom24

© Tgcom24

Questa tragedia lo esige. I nostri figli lo meritano. Spero che la Svizzera sappia raccogliere questo appello, e uscire da questo momento più grande, come ha saputo fare in altri momenti della sua storia. Non per noi. Per quello che rappresenta. Quando tutte le autorità svizzere si riuniranno per coordinarsi e rispondere in modo intelligente, con cuore e compassione, alle 156 famiglie?

Non bisogna dimenticare che, mentre scrivo queste righe, ci sono ancora dei ragazzi negli ospedali.

Questo non è un disguido amministrativo. È una vergogna.

Firmato: Il padre delle 156 vittime dell’incendio della Constellation a Crans-Montana

Ti potrebbe interessare

videovideo