Crans-Montana: ecco le foto dell'interno del Constellation subito dopo l'incendio
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L'ambasciatore Cornado: "Non pagheremo né ora, né mai". Le autorità elvetiche: "Anche per i feriti del rogo vale l'assistenza reciproca"
La Svizzera non arretra su Crans-Montana: dopo le prime quattro, sarebbero in arrivo altre fatture alle famiglie dei giovani coinvolti nel rogo di Capodanno. "Le disposizioni sull'assistenza reciproca internazionale in materia di prestazioni si applicano anche alle vittime del rogo" di Capodanno, ha precisato l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas), che fa capo al Dipartimento federale dell'interno svizzero. "Non pagheremo né ora, né mai queste fatture, qualora arrivassero al ministero della Salute l'Italia le rimanderà indietro", spiega all'Ansa l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado.
Una persona affiliata all'assicurazione malattie legale di uno Stato dell'Ue o dell'Aels (Associazione europea di libero scambio, ndr) che subisce un infortunio non professionale in Svizzera - sottolinea l'Ufas all'Ansa - ha diritto all'assistenza medica negli ospedali svizzeri nella stessa misura delle persone assicurate in Svizzera. Lo stesso vale nel caso contrario, vale a dire se una persona assicurata in Svizzera subisce un infortunio o è sottoposta a cure in un ospedale in uno Stato dell'Ue o dell'Aels".
Tale assistenza reciproca in materia di prestazioni "agevola la libera circolazione delle persone e vale a livello europeo in tutti gli Stati dell'Ue dell'Aels" ed è sancita nell'Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'Ue, aggiunge l'ufficio del governo svizzero. "Le spese di cura occorse - viene ancora precisato - sono disbrigate in Svizzera dall'Istituzione comune LAMal secondo le disposizioni della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) e rimborsate a titolo provvisorio al fornitore di prestazioni svizzero, per esempio l'ospedale. In seguito vengono fatturate all'assicuratore malattie estero competente, non alla persona interessata. Quest'ultima riceve semplicemente una fattura per controllo".
"La copertura delle spese per l'assistenza medica alle vittime del rogo di Crans-Montana - conclude l'Ufas - è garantita a prescindere dall'esito degli accertamenti in corso per stabilire le responsabilità. La questione delle eventuali responsabilità penali e dei relativi titolari è oggetto dell'indagine penale in fase di svolgimento. Queste procedure non sono ancora concluse".
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"Queste fatture sono uno scandalo. Una follia. Il nostro dolore, e quello delle altre famiglie, non può essere contabilizzato. Ma quello che sta facendo il mio Paese è una vergogna", dice Michel Pidoux, padre di Trystan, 17enne di Losanna morto nel rogo, citato dal Messaggero. "La cosa più difficile da accettare è che per i nostri figli scomparsi sia stato riconosciuto un risarcimento minimo: appena 10mila franchi. E ora la Svizzera ha il coraggio di chiedere cifre simili per poche ore di ricovero in territorio elvetico", aggiunge.
La famiglia di Trystan ha ricevuto, appunto, 10mila franchi dal Canton Vallese, con un contributo aggiuntivo di 50mila annunciato (ma non ancora erogato). Anche Vinciane Stucky, la madre del 17enne morto nel rogo, si scaglia contro le autorità elvetiche: "Dovevano avere l'eleganza di non far pagare le cure. Invece qui si pensa al denaro, al denaro e al denaro. E la vita umana sembra valere meno, appena 10mila euro". E accusa: "Gli aiuti dobbiamo quasi supplicarli. E molto spesso sono arrivati solo grazie alle associazioni".
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"Ricordiamo che noi abbiamo aiutato il Canton Vallese mandando un elicottero della Protezione civile per dare soccorso, trasportando e ricoverando per mesi pazienti svizzeri al Niguarda e non abbiamo chiesto nulla. Pretendiamo reciprocità e non c'è nulla da negoziare. Chiediamo che queste fatture vengano pagate dalle autorità locali, se non lo facessero e ce le inviassero le rispediremmo al mittente", ha detto l'ambasciatore Cornado.