Crans-Montana, i controlli antincendio mancanti e gli ordini del Comune: "Nei bar non erano prioritari"
L'attuale vice-responsabile della sicurezza a Crans-Montana ha spiegato agli inquirenti che il Comune aveva "diversi arretrati" nei controlli antincendio
© Ansa
Controlli antincendio saltuari, anzi assenti. A Crans-Montana i sopralluoghi nei locali seguivano un ritmo tutto loro, non erano di certo uno all'anno come stabilito dalla legge svizzera. Le priorità erano ben altre per le autorità. Lo ha spiegato durante un interrogatorio di fronte agli inquirenti del Canton Vallese Benjamin Charpiot, attuale vice-responsabile della sicurezza comunale.
La confessione del responsabile comunale e le priorità di Crans-Montana
In cima alla lista c'erano gli ospedali e le cliniche. Poi le case dei privati e gli alberghi. Gli ultimi della lista erano i locali, i bar e i ristoranti. Durante l'interrogatorio, negli edifici della procura di Sion, lo ha ammesso candidamente uno dei 13 indagati per la strage di Capodanno al "Le Constellation", durante cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. Alla domanda sul perché i controlli antincendio fossero stati così lassi, tanto da essere stati portati a termine l'ultima volta nel 2020, Charpiot ha risposto: "Mancavano persone e risorse. C'erano problemi di arretrato nei controlli periodici".
Legale di una ferita: "Continuo scaricabarile, erano perfettamente consapevoli delle carenze"
Emerge la conferma di un quadro allarmante di sottovalutazione delle problematiche di prevenzione e sicurezza, non solo a livello politico, ma anche tecnico". Lo ha dichiarato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, ferita nel rogo del Constellation. Il legale, dopo aver preso parte oggi a Sion all'interrogatorio di Benjamin Charpiot, ha commentato: "La programmazione dei controlli era fortemente deficitaria e la preparazione tecnica del personale gravemente insufficiente. Abbiamo assistito, sostanzialmente, a un continuo scaricabarile tra gli indagati, politici e tecnici. Soprattutto, è emersa una radicata carenza della cultura della prevenzione e della sicurezza". Charpiot, secondo il legale, avrebbe "ribadito che le istituzioni comunali, ma anche quelle cantonali, erano a conoscenza delle criticità e delle carenze relative allo svolgimento dei compiti demandati ai tecnici comunali in materia di applicazione delle normative antincendio". Una situazione che sarebbe condivisa da diverse amministrazioni svizzere.
