La testimonianza dell’uomo, in diretta, a "Mattino Cinque"
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"Adesso non esce più di casa, passa le giornate a letto. È traumatizzato". In collegamento con "Mattino Cinque", Fabrice Borzi descrive le condizioni psicologiche del cugino, uno dei giovani che si trovavano nel locale "Le Constellation" a Crans-Montana, teatro del devastante incendio divampato nella notte di Capodanno, che ha causato decine di vittime e oltre cento feriti.
"Lui, fortunatamente, in quel momento era fuori dal locale, a prendere aria e fumare una sigaretta", racconta il giovane. "Ha visto le fiamme, poi l’esplosione. Non ha capito subito cosa stesse succedendo: è stato tutto rapidissimo". Nonostante il caos e il panico, aggiunge: "come altri presenti, si è dato da fare per aiutare ed è riuscito a portare in salvo una ragazza".
Il peso di quanto vissuto, però, oggi è enorme. "Si sente in colpa perché pensa di non aver fatto abbastanza", spiega Borzi, sottolineando che il cugino è stato testimone di scene difficilissime da elaborare.
"Ha visto persone con i vestiti bruciati, la pelle che si staccava. Immagini che non riesce a togliersi dalla testa". Un trauma che, al momento, lo tiene chiuso in un silenzio doloroso e lontano dalla vita quotidiana.