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Covid, "oltre un milione di morti in Europa" | Schizzano i prezzi per i nuovi contratti sui vaccini 

Pfizer aveva evocato un aumento della tariffa già nelle scorse settimane. Dai circa 12 euro iniziali a dose si arriverebbe ora a 19,5 euro. Intanto alcuni Stati Ue lamentano carenza di fiale

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Secondo France Presse, in Europa ci sono stati oltre un milione di morti dall'inizio dell'epidemia di Covid. L'Europa è l'area più colpita del mondo davanti ad America Latina e Nord America. I 52 Paesi e territori della regione (che a est arriva fino all'Azerbaigian e alla Russia) totalizzano 1.000.228 decessi su 46.496.560 casi davanti ad America Latina e Caraibi (832.577 morti e 26.261.006 casi) e a Usa e Canada (585.428 decessi e 32.269.104 casi).

Gli affari colossali delle case farmaceutiche Intanto, mentre scienziati e governi monitorano l'efficacia nel tempo dei diversi vaccini anti-Covid, la loro sicurezza e l'impatto sull'andamento dell'epidemia, una cosa è già sicura: per le aziende produttrici è un affare colossale e potrebbe continuare ad esserlo ancora a lungo se - come si sente ripetere con crescente insistenza - per conservare un'immunità contro il coronavirus saranno necessari richiami periodici o vaccini modificati contro nuove possibili varianti.

 

 

Schizzano i prezzi dei contratti sui vaccini Già nelle scorse settimane la Pfizer aveva evocato un aumento dei prezzi in una seconda fase. Questo balzo in alto sembra ora confermato dalle prime indiscrezioni su un negoziato in corso tra l'Ue e il colosso farmaceutico per una fornitura fino a 1,8 miliardi di dosi nel periodo 2022-2023. Ad anticipare il prezzo su cui ci si starebbe mettendo d'accordo a Bruxelles è stato il premer bulgaro Boyko Borissov. Dai circa 12 euro iniziali a dose si arriverebbe ora a 19,5 euro. Un prezzo confermato all'agenzia Reuters da un funzionario europeo coinvolto nei colloqui, anche se ufficialmente la Commissione Ue rifiuta di entrare nel merito delle cifre. Pur confermando la necessità di procacciarsi circa 2 miliardi di dosi "per far fronte alle varianti e alla necessita' di vaccinare bambini e ragazzi". I conti li ha fatti invece Borissov secondo cui l'aumento del prezzo potrebbe costare "approssimativamente almeno 18 miliardi di euro".

 

 

Le parole del dirigente Pfizer A metà marzo, d'altronde, era stato un dirigente Pfizer di alto rango, il Chief Financial Officer Frank D'Amelio, a sottolineare parlando agli investitori alla conferenza virtuale Barclays Global Healthcare che nell'attuale fase la domanda e i prezzi "non sono guidati da normali condizioni di mercato". Una situazione destinata tuttavia a cambiare, a suo parere: "Come ci muoviamo da una una situazione pandemica a una endemica - aveva detto -, le normali forze di mercato inizieranno a manifestarsi" e "la consideriamo, francamente, un'opportunità significativa per il nostro vaccino dal punto di vista della domanda e dei prezzi". Per intavolare il suo negoziato sulle dosi per il 2022-23 la Commissione europea avrebbe individuato Pfizer-BionTech dato che il loro vaccino è a tecnologia mRNA (ritenuta più efficace dall'Ema) e dato che al momento l'azienda è quella con maggiore capacità produttiva, grazie allo stabilimento tedesco di Marburgo.

 

 

Dosi insufficienti in molti Stati Ue Mentre si inizia a discutere sull'anno prossimo, continua intanto a farsi sentire in molti Stati Ue la carenza di dosi sufficienti per l'immediato, anche se le campagne vaccinali hanno visto un'accelerazione nelle ultime settimane. Bruxelles, a riguardo, continua a fare pressioni su AstraZeneca perché rispetti gli impegni presi. La Commissione Ue e l'azienda anglo-svedese si sono incontrate, hanno fatto sapere dall'esecutivo comunitario, ma la Commissione "ancora aspetta che AstraZeneca chiarisca alcune questioni rilevanti".

 

 

AstraZeneca: in Irlanda solo per gli over 60, in Slovenia per tutti Dopo Italia, Germania anche l'Irlanda ha raccomandato che il siero AstraZeneca non sia utilizzato nelle persone sotto i 60 anni, anche quelle che hanno comorbidità e rischiano grave malattia da Covid-19. La Slovenia ha invece deciso di abolire le restrizioni sull'utilizzo del vaccino anti-Covid anglo-svedese, che sarà somministrato a tutti indipendentemente da età e sesso, ad eccezione di persone con malattie croniche. Finora in Slovenia il vaccino AstraZeneca era stato somministrato a persone fra i 60 e i 65 anni.

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