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Coronavirus, anche alcuni italiani tra gli sbarcati senza test in Cambogia

Il premier cambogiano nega le accuse di negligenza per lo sbarco di oltre 1.200 persone nel porto di Sihanoukville. Uno degli italiani è già rientrato in patria: vive a Sanremo

C'erano anche tre italiani e due italo-brasiliani tra gli oltre 1.200 passeggeri che, a bordo della nave da crociera americana Westerdam, qualche giorno fa sono sbarcati nel porto cambogiano di Sihanoukville senza controlli particolari né quarantena. Sull'imbarcazione c'era almeno una persona, una 83enne americana, positiva al coronavirus. Gli italiani sono stati individuati: uno è rientrato in Italia a Sanremo, dove vive.

Gli altri due italiani sono rientrati in Germania e in Slovacchia, in isolamento volontario domiciliare. Tutti e tre sono costantemente monitorati dalle autorità. I due italo-brasiliani sono invece ancora a bordo della nave.

 

Il sindaco di Sanremo, "Non c'è pericolo" "Sono stati applicati tutti i protocolli del Ministero della Salute, la persona è sotto sorveglianza, ma non presenta i sintomi del coronavirus". Lo dichiara il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, informato della presenza di un sanremese in isolamento volontario, di ritorno dalla Cambogia, dopo una crociera. "L'Asl mi ha informato che non c'e' alcun pericolo, ma resta sotto osservazione - ha aggiunto il primo cittadino - attualmente è in isolamento volontario a casa propria e lo terranno monitorato".

 

Il premier cambogiano si difende Il premier cambogiano Hun Sen ha negato le accuse di negligenza rivoltegli per lo sbarco di massa. "Abbiamo dovuto aiutarli, abbiamo dovuto affrontare una crisi umanitaria", si è giustificato. "Siamo accusati di aver importato l'epidemia in Cambogia, ma nessun cittadino cambogiano è infetto", ha affermato ancora il premier. Il Paese ha finora solo un caso confermato di coronavirus, un turista cinese che si è ora ripreso.

 

Divieto di sbarco La Cambogia aveva autorizzato la nave ad attraccare nella città portuale di Sihanoukville venerdì, dopo avere ricevuto il rifiuto di altri Paesi come il Giappone e la Thailandia per timore che a bordo ci fosse il coronavirus.

 

I controlli e l'americana infetta Gli oltre 1.200 passeggeri e membri dell'equipaggio sono stati fatti sbarcare a partire da venerdì, con la Cambogia che ha effettuato controlli sanitari sui passeggeri e li ha autorizzati a rientrare nei rispettivi Paesi. La donna degli Stati Uniti poi risultata infetta, tra le prime persone a sbarcare dalla nave, si era spostata in Malesia dove ha poi sviluppato i sintomi della malattia ed è risultata positiva al virus.

 

Gli altri passeggeri Dopo la notizia della donna contagiata le autorità cambogiane e l'armatore della Westerdam si sono messi sulle tracce dei passeggeri sbarcati. Alcuni sono stati rintracciati nella capitale Phnom Penh e sottoposti al test sul coronavirus. Altri avrebbero però già lasciato il Paese, imbarcati su voli commerciali per rientrare nei  rispettivi Stati. Almeno 145 di questi sono passati per la Malesia, dove l'83enne americana è stata trovata positiva.

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