Come in "Armageddon"

La Cina forse ha trovato il rimedio contro gli asteroidi pericolosi: farli esplodere con le bombe nucleari

Il metodo a due fasi potrebbe disintegrare corpo non identificato che minaccia la Terra scatenando un'esplosione da 3 megatoni, pari a 200 bombe di Hiroshima

03 Ago 2026 - 11:47
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 © -afp

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A prima vista potrebbe sembrare quasi una soluzione semplicistica: risolvere il problema di un possibile impatto di un asteroide con la Terra facendo esplodere il corpo non identificato prima che quest'ultimo entri nell'orbita del nostro Pianeta. Un'idea nemmeno così originale, se pensiamo che già a fine anni Novanta in un kolossal cinematografico come Armageddon si interrogava sulle maniere di risolvere il problema. Eppure stavolta non si tratta di fantascienza né di una trovata buttata lì con leggerezza, quanto di un progetto pensato dai migliori scienziati cinesi nell'ottica di una sempre maggiore attenzione di Pechino alla difesa planetaria.

200 volte Hiroshima

  A parlare dell'iniziativa nel dettaglio è stato il South China Morning Post, che ha spiegato sul suo sito il piano elaborato da un gruppo di ricercatori del China Rocket Research Institute di Pechino. Questi ultimi non hanno intenzione di mandare nello spazio una squadra di eroici trivellatori disposti a tutto per salvare il mondo, come nel film di Michael Bay, quanto piuttosto di "appaltare" il lavoro sporco alle macchine. Semplificando il più possibile, l'idea degli scienziati è quella di utilizzare due sonde diverse per far detonare l'asteroide: la prima avrebbe il compito di scavare un grande cratere, nel quale un secondo veicolo spaziale dovrebbe poi depositare la bomba nucleare necessaria a far esplodere dall'interno il corpo celeste. Chiaramente non si tratterebbe di uno scoppio di poco conto, anzi. I ricercatori di Pechino si spingono a prevedere un'esplosione di forza pari a tre megatoni, una forza pari a 200 bombe di Hiroshima

Il tentativo della Nasa

 Le possibilità che il piano cinese debba essere messo in atto sono basse ma non così risibili come si potrebbe pensare. Già nel 2019, un asteroide di circa 130 metri di diametro è passato vicino alla Terra a una distanza di "appena" 72mila km, venendo rilevato dagli astronomi solo poco prima del suo massimo avvicinamento. Un segnale d'allarme che aveva spinto la Nasa a muoversi, operando il finora unico test reale di deviazione di un asteroide nel 2022. La missione DART (Double Asteroid Redirection Test) consisteva in una sonda spaziale che veniva fatta deliberatamente schiantare contro un asteroide, riuscendo a deviarne la velocità di circa 2,7 mm al secondo. Un buon risultato che però, secondo gli specialisti di Pechino, non sarebbe replicabile in caso di oggetti di dimensioni molto maggiori o avvistati con scarso preavviso. L'unico rimedio in quel caso resterebbe infatti l'esplosione nucleare in due fasi.

La Cina alla difesa interplanetaria

Nelle ultime settimane la Cina ha annunciato diverse iniziative legate alla difesa planetaria. Alla fine di giugno, sono stati svelati per esempio i piani per la creazione di una rete di allerta precoce per gli asteroidi. Un attivismo che non deve sorprendere, visto che Pechino ha dimostrato grande interesse per la difesa planetaria negli ultimi anni.  Già nel 2018, la Cina ha aderito infatti alla Rete internazionale di allerta asteroidi (IAWN) e al Gruppo consultivo per la pianificazione delle missioni spaziali (SMPAG). Un passo deciso verso la cooperazione spaziale, confermato nel 2022 dall'istituzione del Laboratorio per l'Esplorazione dello Spazio Profondo (DSEL).

Quest'ultimo progetto è guidato da Wu Weiren, uno dei principali ingegneri spaziali cinesi e capo progettista del Programma cinese di esplorazione lunare. Nel febbraio 2025, i media cinesi hanno riportato che il governo aveva aperto tre nuove posizioni per esperti di difesa planetaria. Il mese successivo, il DSEL aveva organizzato una conferenza sulla difesa dagli asteroidi vicini alla Terra, che aveva visto la partecipazione di almeno 50 scienziati cinesi. In Estremo Oriente qualcuno ha preso molto a cuore certe minacce interplanetarie e forse è il caso di esprimere un ringraziamento a chi si sta operando per evitare che un grosso masso gigante ci caschi sulla testa. Quindi grazie ricercatori cinesi, anzi "谢谢" o, se preferite, "xièxiè"

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