Bulgaria, gli exit poll danno avanti l'ex presidente Radev: l'Ue teme un nuovo Orbán
Leader del nuovo partito anti-corruzione, considerato filo-russo ed euroscettico, ha quasi il 39%. Ha dichiarato di non voler aiutare l'Ucraina
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In Bulgaria i primi exit poll diffusi dall'agenzia Market Lynx alla chiusura dei seggi delle legislative anticipate, danno in testa con il 38,9% dei voti il partito 'Bulgaria progressista' dell'ex presidente Rumen Radev. Dura batosta per i conservatori di Gerb. Il leader del partito Boyko Borissov aveva governato il Paese nel passato per quasi dieci anni. Ora Gerb si piazzerebbe al secondo posto con il 15,4% dei voti. L'altra novità riguarderebbe i socialisti. Il loro partito Bsp nonostante le previsioni negative delle agenzie sarebbe riuscito a superare lo sbarramento al 4% per entrare in Parlamento raccogliendo il 4,1% dei voti
Un passato nell'aeronautica poi la discesa in campo come outsider
Classe 1963, Rumen Radev prima di entrare in politica ha costruito una lunga carriera nelle forze armate, diventando uno dei principali piloti di caccia del Paese e arrivando fino al ruolo di comandante dell’aeronautica militare. Una carriera nata durante la dittatura comunista e culminata negli anni della transizione verso la democrazia. Entrato in politica come candidato sostenuto dal Partito Socialista Bulgaro, Radev si è imposto come figura indipendente e relativamente outsider, puntando su temi come la lotta alla corruzione e la difesa della sovranità nazionale. Durante la sua presidenza ha mantenuto una linea istituzionale all’interno dell’Unione Europea e della NATO, ma si è distinto per posizioni più caute nei confronti della Russia e per critiche ad alcune scelte occidentali, soprattutto in politica estera. Pochi giorni prima del voto ha dichiarato di non voler aiutare l'Ucraina per evitare di ritrovarsi la guerra in casa.
L'ombra della Russia sul voto e il timore di Bruxelles
Nell'ascesa di Radev c'è un altro aspetto di rilievo. Nei mesi scorsi una rete di account sui social si è attivata per promuovere il suo partito. Secondo i ricercatori di Sensika Technologies, società che monitora i contenuti online, gli account TikTok che promuovono l'hashtag #rumenradev si sono moltiplicati oltre 60 volte più velocemente di quelli che promuovono il principale avversario. E così hanno totalizzato oltre 5,5 milioni di visualizzazioni nei tre mesi prime delle elezioni. Dati che preoccupano tanto che nei giorni scorsi l’attuale governo ad interim ha parlato di interferenza russa nelle elezioni. ll governo russo si è astenuto dall'offrigli sostegno esplicito. Ma l'ex ambasciatore bulgaro in Russia è stato chiaro: «I russi sono molto, molto desiderosi di compensare, almeno in parte, la perdita di Orbán in Ungheria».Così nasce la preoccupazione a Bruxelles, dove aleggia il timore di un nuovo Orbán.
