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Brexit, Juncker e Johnson: "Raggiunto l'accordo tra Gran Bretagna e Ue

Il Parlamento britannico dovrà votare lʼintesa sabato, ma resta il nodo degli unionisti nordirlandesi. Per il presidente della Commissione Ue, lʼintesa è "bilanciata ed equa". Ecco cosa resta e cosa cambia

Arriva la fumata bianca a Bruxelles sull'accordo per la Brexit. Lo rende noto il portavoce della Commissione Ue. Esulta il premier britannico Boris Johnson: "Abbiamo trovato un grande nuovo deal sulla Brexit". "Dove c'è volontà c'è accordo e noi lo abbiamo", ha twittato Juncker. E' un accordo "bilanciato ed equo per l'Ue e Gb e testimonia il nostro impegno a trovare soluzioni. Raccomando che il Consiglio europeo faccia sua l'intesa".

L'intesa andrà approvata dal Parlamento britannico, cosa non scontata, in una riunione straordinaria che si terrà sabato, e poi dall'Europarlamento. L'accordo coincide in gran parte con quello che era stato raggiunto dal governo di Theresa May, e respinto tre volte dal Parlamento britannico, ma differisce solo per le disposizioni relative all'Irlanda del Nord. 

 

Cosa resta - Il nuovo accordo continua a prevedere che: il Regno Unito dovrà pagare un conto d'uscita di 39 miliardi di sterline; verranno garantiti i diritti dei cittadini Ue residenti nel Regno Unito e dei britannici residenti negli altri Paesi Ue; subito dopo il divorzio, il Regno Unito resterà membro dell'unione doganale europea e del mercato interno Ue per il periodo di transizione, cioè fino a fine 2020 (il periodo si può estendere al massimo fino a fine 2022). In questo lasso di tempo le parti negozieranno - novità questa contenuta nella nuova dichiarazione politica che accompagna l'accordo di ritiro - un accordo di libero scambio, in cambio del quale Bruxelles vuole delle garanzie da Londra su condizioni di concorrenza eque.


Cosa cambia: Irlanda del Nord - A proposito dell'Irlanda del Nord, l'esigenza principale era quella di regolamentare la situazione irlandese per impedire, a seguito del divorzio, il ritorno di una frontiera fisica fra l'Irlanda, che resterà membro dell'Unione europea, e la provincia britannica dell'Irlanda del Nord.


- La novità principale del nuovo accordo è che viene eliminato il backstop: questa clausola di salvaguardia prevedeva che a fine 2020, se Londra e Bruxelles non fossero riuscite a trovare un'intesa sui futuri rapporti post Brexit, per impedire il ritorno di una frontiera fisica fra le Irlande il Regno Unito sarebbe rimasto nell'unione doganale europea a tempo indefinito, salvo accordo fra le parti in senso diverso. Boris Johnson si era opposto categoricamente al backstop, contestando che avrebbe impedito a Londra di concludere accordi di libero scambio con Paesi terzi.


- Il nuovo accordo, invece, prevede che l'Irlanda del Nord resterà parte del territorio doganale britannico (il che consentirà alla regione di essere inclusa in eventuali futuri accordi di libero scambio che il Regno Unito stringerà dopo la Brexit con Paesi terzi), ma al tempo stesso su una serie di regole resterà allineata al mercato unico Ue. Il punto e' che l'Irlanda del Nord diventerà punto di ingresso nella zona doganale Ue, dunque per le merci in ingresso in Irlanda del Nord provenienti da Paesi terzi funzionera' cosi': se destinate a restare in Irlanda del Nord, il Regno Unito vi applicherà i dazi britannici; se invece saranno destinate a entrare in Ue tramite l'Irlanda del Nord, allora le autorità britanniche vi applicheranno i dazi previsti dal'Ue. A decidere se delle merci sono a rischio di ingresso nel mercato unico Ue sarà una commissione congiunta Regno Unito-Ue, ma sarà il Regno Unito a riscuotere i dazi Ue su quelle merci per conto della stessa Unione europea.


- L'Irlanda del Nord resta allineata all'Ue su una serie limitata di regole, come quelle relative alle merci, quelle su regole sanitarie, controlli veterinari, prodotti agricoli e sul regime degli aiuti di Stato.


- Altra novità è che l'Assemblea dell'Irlanda del Nord, detta Stormont, avrà voce in capitolo sull'accordo. Quattro anni dopo la fine del periodo di transizione, attualmente in programma per la fine del 2020 ma che potrebbe essere prolungato al massimo fino a due anni, l'Assemblea nordirlandese potrà decidere se mantenere o meno l'applicazione delle regole europee. Per l'approvazione sarà necessaria la maggioranza semplice; in caso di bocciatura, invece, il protocollo non sarà più applicabile due anni dopo. Questo meccanismo del consenso riguarda in particolare le regolamentazioni sulle merci e la dogana, nonché su mercato unico dell'elettricità, Iva e aiuti di Stato.
 

Boris Johnson esulta su Twitter dopo l'intesa - Il tweet di Boris Johnson è stato diffuso mentre il primo ministro lasciava Downing Street da un'uscita posteriore, in partenza verso Bruxelles dove è previsto che si confronti coi leader dei 27 Stati membri prima del Consiglio europeo. Nel breve messaggio, BoJo evita qualunque riferimento all'atteggiamento negativo annunciato dagli alleati unionisti nordirlandesi del Dup".

 

 

Nazionalisti nordirlandesi: "La nostra posizione non cambia" - E proprio gli unionisti nordirlandesi del Dup, dopo aver appreso la notizia dell'accordo tra Gb e Ue, hanno fatto sapere che la loro posizione "non è cambiata" rispetto al comunicato in cui affermavano di non poter sostenere l'intesa proposta dal leader britannico. "L'Irlanda del Nord resta allineata ad una serie limitata di regole Ue, in particolare: le procedure per le merci saranno eseguite all'ingresso dell'Irlanda del Nord e non in tutta l'isola. E le autorità del Regno Unito saranno incaricate di applicare il codice doganale dell'Ue nell'Irlanda del Nord", ha spiegato il capo negoziatore della Ue Michel Barnier.

 

Brexit, il cruciale accordo sullʼIrlanda del Nord

 

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