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Brasile, scandalo Petrobras: Lula e Rousseff rinviati a giudizio

Lʼaccusa per gli ex presidenti è di aver integrato unʼassociazione a delinquere durante i loro governi

Brasile, scandalo Petrobras: Lula e Rousseff rinviati a giudizio

Gli ex presidenti del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva e Dilma Rousseff, sono stati rinviati a giudizio in seguito all'inchiesta sull'azienda petrolifera nazionale, la Petrobras. L'accusa è di aver integrato un'associazione a delinquere durante i loro governi. La decisione è stata presa dal giudice federale di Brasilia, Vallisney de Souza Oliveira, che ha accolto le denunce presentate nel 2017 dall'allora procuratore generale, Rodrigo Janot.

In base alle denunce, il Partito dei lavoratori (Pt, di sinistra) fondato da Lula avrebbe costituito una "organizzazione criminale" per fuorviare denaro dal colosso statale del petrolio, Petrobras, al centro dell'inchiesta "Lava Jato" scoppiata nel 2014 e considerata la Mani Pulite verdeoro. Gli accusati, in particolare, tra il 2002 e il 2016 avrebbero ricevuto tangenti per un ammontare complessivo di quasi 1,5 miliardi di reais (oltre 400 milioni di euro).

Insieme a Lula e Dilma, sono stati rinviati a giudizio anche gli ex ministri delle Finanze, Antonio Palocci e Guido Mantega, oltre all'ex tesoriere del Pt, João Vaccari Neto. Lula - già condannato in primo grado per corruzione nel caso riguardante un appartamento di lusso a Guarujá, nell'entroterra di San Paolo - risponde da imputato in altri cinque processi.

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