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Anche gli Usa diventano un Paese di bamboccioni: sempre più giovani vivono con i genitori

Per la prima volta nella storia moderna il numero di 18-34enni che abitano ancora in casa con mamma e papà supera quello di coloro che hanno scelto di vivere soli o che si sposano

Anche gli Usa diventano un Paese di bamboccioni: sempre più giovani vivono con i genitori

Quello dei "bamboccioni", fenomeno per il quale la stampa straniera (soprattutto anglosassone) ha versato fiumi d'inchiostro nel descrivere il motivo per cui i ragazzi italiani continuano a essere legati a mammà, non è più una realtà solo del Belpaese. Per la prima volta, infatti, anche negli Stati Uniti i giovani che vivono con i genitori sono più di quelli che hanno deciso di andare ad abitare da soli e di coloro che vivono in coppia.

A rivelarlo è l'ultimo sondaggio del Pew Research Center, che riguarda le persone tra i 18 e i 34 anni, i cosiddetti "Millenials". Secondo lo studio, nel 2014, il 32,1% dei giovani viveva con i genitori, trasformando quella che una volta era la scelta di pochi nell'opzione più comune tra i ragazzi, che negli ultimi decenni hanno progressivamente ritardato l'inizio di una seria vita di coppia.

Dal 1880, l'anno a cui risalgono i primi dati al riguardo, la scelta più comune per i giovani era sempre stata quella di vivere con il coniuge; il picco fu raggiunto nel 1960, quando il 62% delle persone tra i 18 e i 34 anni abitava con la nuova famiglia che si era costruito. Oggi, solo il 31,6% dei ragazzi e delle ragazze statunitensi vive con il proprio partner. Del restante 36,3% dei giovani, alcuni vivono soli ma molti altri sono a casa di parenti, vivono nei dormitori studenteschi o condividono l'abitazione con amici e compagni di studi.

Nel corso degli anni, l'età media del primo matrimonio è cresciuta costantemente, dai 20 anni per le donne e i 22 per gli uomini nel 1956 ai 27 e 29 nel 2014. Richard Fry, autore dello studio, ha spiegato che "le precedenti generazioni di giovani americani erano concentrate sulla ricerca di un partner, sulla formazione di una nuova famiglia, sull'avere bambini. Per la prima volta, invece, quello che vediamo è che i ragazzi non sono più focalizzati sulla formazione di una famiglia". Al contrario, i giovani puntano di più su studio e carriera.

L'ostacolo principale alla possibilità di andarsene dalla casa dei genitori è naturalmente economico, tra il crescente costo della vita, l'incertezza sul mercato del lavoro, i debiti studenteschi sempre più pesanti e l'alto costo da sostenere per affittare o acquistare una casa. Il trend è guidato dagli uomini, per cui la vita in casa con i genitori è diventata l'opzione predominante già nel 2009; nel 2014, il 35% dei ragazzi viveva con i genitori e solo il 28% con il partner, contro il 29% e il 35% registrato dalle ragazze.

La decisione di restare a vivere con i genitori è più frequente tra le minoranze: il 36% dei neri e degli afroamericani ha per ora rinunciato a una vita indipendente; anche tra i bianchi, però, si registra un dato molto alto, passato dal 19% del 1960 al 30% del 2014. Il cambiamento è dovuto anche alle aspettative delle donne, "che non vogliono dipendere da un uomo e pensano che, aspettando, potrebbero trovare un partner migliore", commenta Philip Cohen, professore di sociologia all'Università del Maryland. Sui dati incide anche il livello d'istruzione: i ragazzi con un livello più basso vivono di più con i genitori, rispetto ai giovani con un alto livello d'istruzione.

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