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Amburgo, parla il tunisino che ha fermato lʼaggressore: "Gli abbiamo lanciato le sedie"

Lʼuomo, in Germania da 27 anni, è intervenuto con un gruppo di connazionali: "Di colpo è apparso col coltello"

Amburgo, parla il tunisino che ha fermato l'aggressore: "Gli abbiamo lanciato le sedie"

Jamel Chraiet, 48 anni, tunisino residente in Germania da 27 anni, senza pensarci un attimo, ha guidato un gruppo di coraggiosi, tutti tunisini, che armati di sedie hanno bloccato il palestinese Ahmad A., l'uomo che venerdì in un supermercato ad Amburgo ha ucciso un uomo e ferito altre sette persone. "Abbiamo visto un uomo con un coltello, tutto insanguinato e siamo partiti all'attacco"  ha raccontato.

Jamel e gli altri suoi connazionali erano seduti fuori da un bar, a pochi metri dal luogo dell'assalto. Ha sentito una donna urlare e poi ha visto l'aggressore fuggire armato di coltello. "Ci siamo consultati rapidamente e ci siamo detti che ciascuno doveva acchiappare una sedia, poi siamo partiti all'attacco" ha raccontato il giorno successivo all'attacco.

"C'erano già altre persone che lo inseguivano e cercavano di persuaderlo. Ho cercato anche di parlargli, ma ha detto qualcosa di incomprensibile, chi lo sa cosa gli è preso" ha continuato a raccontare Jamel, che ormai è considerato un eroe nel quartiere. Lui però respinge la definizione: "E' stata semplicemente una reazione normale" ha detto. Ma è contento di aver preso parte all'inseguimento con degli altri tunisini: "Così almeno la gente vede che ci osno anche persone diverse".

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