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Ultimo aggiornamento: 2 mesi fa

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Alluvione in Nepal, l'italiano sopravvissuto: "A 30 metri da noi la montagna è crollata" | Il governo: "Ora non servono soccorsi stranieri"

Le vittime accertate sono 579, mentre i dispersi complessivamente sono oltre 2400. I soccorritori sono alla ricerca di centinaia di persone delle quali non si ancora traccia, tra cui tre italiani

28 Ago 2026 - 19:02
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Mentre cresce il bilancio dell'alluvione avvenuto in Nepal - al momento le vittime accertate sono 579 - i soccorsi continuano a lavorare alla ricerca delle centinaia di persone disperse nella zona al confine tra Nepal e Cina: le ultime stime parlano di oltre 2400 persone, tra Tibet e Nepal, di cui non hanno più notizie. Tre gli italiani ancora irreperibili, il ligure Marco Ratto e una coppia di italo-svizzeri. "A un certo punto abbiamo sentito un boato enorme e abbiamo visto che a 30 metri da noi è cascata una montagna" il racconto di Stefano Lotumolo, l'italiano sopravvissuto all'alluvione che dovrebbe rientrare in Italia nelle prossime ore, insieme alla compagna, Valentina Piccinini.

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Intanto il portavoce del ministero degli Esteri nepalese ha dichiarato "per ora non abbiamo bisogno di squadre di soccorso provenienti da altri Paesi". Centinaia di persone sono già state tratte in salvo, hanno affermato le autorità nepalesi, e decine stanno ricevendo cure mediche nella capitale, Kathmandu. L'Ue intanto ha stanziato due milioni di euro in aiuti umanitari a sostegno delle comunità colpite.


Il bilancio dell'alluvione tra Tibet e Nepal, in costante aggiornamento a causa della drammatica evoluzione della situazione sul campo, è di 584 morti e oltre 2.400 dispersi Secondo i dati diffusi dalle autorità locali, in Nepal le vittime sono 579, mentre sul lato cinese ne sono state comunicate 5. Sul fronte dei dispersi, in Nepal quelli confermati sono 1.924, tra cui oltre 500 stranieri. Sul fronte del Tibet le persone che mancano all'appello sono almeno 558, di cui 260 viaggiatori che per ora risultano irreperibili.


Il Nepal ha dichiarato di non aver bisogno "per ora" di squadre straniere di ricerca e soccorso dopo l'alluvione che ha colpito il Paese mercoledì. Il portavoce del ministero degli Esteri, Lok Bahadur Poudel Chhetri, ha affermato: "Le nostre agenzie di sicurezza stanno gestendo bene le operazioni di soccorso, quindi per ora non abbiamo bisogno di squadre di soccorso provenienti da altri Paesi". "Ma questo non significa che non abbiamo bisogno di alcun tipo di supporto", ha precisato, "potremmo aver bisogno di competenze specifiche e, in base alle esigenze particolari, le richiederemo".


"Abbiamo visto arrivare la valanga, eravamo a pochi chilometri dal confine Nepal-Cina, che è stato spazzato via completamente da un'onda gigantesca. Siamo arrivati al villaggio di Timure, a pochi chilometri dalla frontiera. A un certo punto abbiamo sentito un boato enorme e abbiamo visto che a 30 metri da noi è cascata una montagna". È quanto racconta all'Associated Press Stefano Lotumolo, italiano sopravvissuto all'alluvione in Nepal insieme alla compagna, Valentina Piccinini.

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"Il mio cuore è vicino a tutti coloro che sono stati colpiti dalle devastanti inondazioni improvvise. L'Europa sta stanziando due milioni di euro in aiuti umanitari immediati per il Nepal. Per fornire assistenza salvavita alle famiglie e alle comunità colpite più duramente. L'Europa è al vostro fianco". Lo scrive sui social la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.


Dopo l'odissea vissuta sulle strade devastate dalle alluvioni, Giovanni Fassini e Marco Lombardi si preparano a rientrare in Italia. I due bresciani, rispettivamente commercialista di 42 anni e pasticcere di 26, sono arrivati a Kathmandu e domani, 29 agosto, prenderanno il volo per tornare a casa. La loro vacanza in Nepal, iniziata il 14 agosto, si era trasformata mercoledì scorso in una corsa contro il maltempo. Partiti da Pokhara per raggiungere Kathmandu e prendere l'aereo per l'Italia, Fassini e Lombardi viaggiavano su un autobus quando la piena del fiume ha investito la strada. Il collegamento è stato interrotto da acqua, fango e detriti e il mezzo è rimasto bloccato per ore. "La strada è sparita davanti a noi" aveva raccontato Fassini, spiegando di essere rimasto con l'amico su un tratto di carreggiata isolato, mentre ponti crollati, villaggi isolati e strade trasformate in fiumi rendevano impossibile proseguire. In un altro momento del viaggio i due erano rimasti fermi per circa otto-dieci ore, prima di riuscire a tornare verso Pokhara


I membri del Consiglio dei ministri del Nepal, nel corso di una riunione, hanno deciso che doneranno l'equivalente di un mese di stipendio al fondo governativo per i soccorsi: lo riportano la Bbc e i media locali nepalesi, tra cui il Kathmandu Post e Nepal News.


L'Unione Europea ha stanziato 2 milioni di euro in aiuti umanitari a sostegno delle comunità colpite dall'alluvione in Nepal. Lo riferisce la Commissione europea precisando che i fondi di emergenza contribuiranno a soddisfare i bisogni immediati, tra cui cibo, assistenza sanitaria, acqua potabile e servizi igienico-sanitari. I partner finanziati dall'Ue stanno già fornendo assistenza sul campo. Gli aiuti si aggiungono ai quasi 3 milioni stanziati all'inizio dell'anno per il Nepal per la preparazione alle emergenze. I partner finanziati dall'Ue nel Paese hanno iniziato a fornire assistenza immediatamente dopo il disastro, con rifugi preposizionati e distribuzione di beni di prima necessità. L'UE sta inoltre inviando il suo Coordinatore per la risposta rapida in Asia per contribuire a coordinare la risposta dell'Ue. A supporto della risposta locale, l'Ue ha attivato il servizio satellitare Copernicus per fornire mappe dell'area colpita.


È arrivata a Kathmandu la task force dell'Unità di Crisi della Farnesina insieme al personale dell'Ambasciata d'Italia a New Delhi, inviati su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani per rafforzare la presenza diplomatica italiana sul posto e l'assistenza ai connazionali. Il personale italiano, si legge in una nota, è in loco anche per cercare di acquisire informazioni sullo stato dei tre connazionali che risultano tuttora dispersi. Le squadre coordineranno il lavoro del Consolato Onorario d'Italia a Kathmandu e opereranno in raccordo con le autorità locali, proseguendo le attività di assistenza ai connazionali e le verifiche nelle aree interessate dalla frana al confine tra Nepal e regione tibetana (Cina).


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"Eravamo in dodici su un bus diretti al monte Kailash per un pellegrinaggio quando abbiamo visto una enorme nube marrone che veniva verso di noi e abbiamo sentito un boato immenso. Quando abbiamo realizzato che era una valanga l'autista ha aperto le porte e siamo scapparti a piedi". E' il racconto all'Ansa di Valentina Piccinini, italiana sopravvissuta all'alluvione in Nepal. "Mentre scendevo sono inciampata e ho perso la ciabatta, sentivo urlare il mio nome ma in quel momento non vedevo altro se non la nube marrone che mi veniva addosso. Così, senza rendermene conto sono andata nella direzione opposta agli altri. Sono scappata sulle montagne, mi sono arrampicata più in alto che potevo. Senza l'aiuto dei nepalesi non sarei qui adesso. Il mio compagno Stefano e la nostra guida Tashi erano convinti che fossi morta. Tashi è stato il mio angelo custode, ha rischiato più volte la vita per me".


È salito a 538 il numero delle vittime in Nepal a seguito dell'inondazione che ha colpito il Paese himalayano: lo afferma l'Autorità nazionale del Nepal per la riduzione del rischio e la gestione dei disastri (Ndrrma) citata dalla Bbc. Secondo l'agenzia governativa Ndrrma, 977 persone risultano al momento disperse, tra cui 517 cittadini stranieri.


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Il presidente dello Sri Lanka, Anura Kumara Dissanayake, ha incaricato il governo di fornire un contributo finanziario di un milione di dollari al Nepal a sostegno delle attività umanitarie e di soccorso in corso nel Paese himalayano a seguito dell'alluvione. Il governo srilankese rimarrà in stretto contatto con quello nepalese e continuerà a esplorare le modalità più opportune attraverso le quali contribuire agli sforzi di soccorso e ricostruzione. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Colombo in un comunicato.


Il presidente cinese Xi Jinping ha offerto l'assistenza della Cina al Nepal nelle operazioni di soccorso dopo le alluvioni mortali che hanno colpito l'area al confine tra i due Paesi. Lo riport Xinhua citando un messaggio di condoglianze al presidente nepalese, in cui Xi ha affermato che la Cina è disposta ad assistere attivamente il Nepal nelle operazioni di soccorso e a fornire, per quanto possibile, sostegno e aiuti.


È salito a 489 il numero delle vittime delle inondazioni che hanno colpito il Nepal: lo scrive la Bbc citando la polizia. Sempre secondo l'emittente britannica, l'esercito nepalese afferma di aver tratto in salvo 900 persone dalle zone più colpite dalla tragedia, tra cui 119 cittadini stranieri, 92 dei quali cittadini indiani.


Il Nepal ha rifiutato l'assistenza di squadre straniere per le operazioni di ricerca e soccorso dopo le devastanti inondazioni che hanno colpito il Paese, ritenendo sufficienti le proprie capacità interne. La decisione sembra riflettere anche l'esperienza di precedenti emergenze, durante le quali Kathmandu aveva incontrato difficoltà nel coordinare un grande afflusso di squadre provenienti dall'estero. "La nostra valutazione interna mostra che non abbiamo bisogno di sostegno straniero per le operazioni di ricerca e soccorso. Riteniamo che le nostre forze di sicurezza siano in grado di gestire la situazione", ha dichiarato Lok Bahadur Poudel Chhetri, portavoce del ministero degli Esteri nepalese. 

Il Nepal punta invece a ricevere aiuti internazionali nella fase successiva all'emergenza. "Stiamo cercando sostegno straniero per la riabilitazione e la ricostruzione", ha aggiunto il portavoce, mentre il Paese comincia a fare i conti con i danni


La polizia del Nepal ha diramato un'allerta segnalando che una diga ha registrato una "breccia sul versante tibetano": lo riporta la Bbc precisando che le forze dell'ordine esortano la popolazione locale, i soccorritori e le forze di sicurezza a restare in allerta e a spostarsi in un luogo sicuro.


È quasi raddoppiato il numero di dispersi nell'ultimo bollettino diramato dalla polizia nepalese: al momento le autorità parlano di 2.381, non più 1.400. Tra i dispersi figurano 644 cittadini stranieri. Il gruppo più numeroso è quello degli indiani, con 178 persone non ancora rintracciate, seguito da 65 cittadini statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi. Ci sono anche tre italiani. Secondo quanto riferito dal portavoce della polizia finora sono state tratte in salvo 1.545 persone: 644 a Rasuwa, 898 a Nuwakot e tre a Dhading.


È salito a 475 il numero delle persone morte nell'inondazione che ha colpito mercoledì il distretto di Resuwa, in Nepal: lo riporta la Bbc citando la polizia del Paese himalayano.


L'esercito nepalese ha tratto in salvo 350 lavoratori e residenti rimasti intrappolati nel tunnel dell'Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa, colpito dalla devastante piena del fiume Bhotekoshi. Lo riferiscono Nepal News e Radio Nepal, precisando che le operazioni di soccorso proseguono per raggiungere oltre 100 persone ancora bloccate all'interno del tunnel. Secondo Kantipur, le 350 persone erano rimaste intrappolate nel tunnel dopo la piena verificatasi mercoledì mattina. L'esercito ha riferito di aver messo complessivamente in salvo 883 lavoratori e residenti nelle aree colpite di Rasuwa nella sola giornata di giovedì. L'operazione all'interno del tunnel è particolarmente complessa per le condizioni meteorologiche avverse e l'elevata portata del fiume, secondo Nepal News.


La Cina ha sospeso un'operazione di soccorso a causa dell'elevato rischio di nuove alluvioni in Tibet. Lo riferisce la Cctv spiegando che un lago formatosi a causa dell'enorme accumulo di detriti ha iniziato a tracimare verso l'area nella quale erano dirette le squadre di soccorso. "Per questo motivo, a tutte le squadre è stato ordinato di rimanere sul posto in attesa di ulteriori istruzioni", aggiungendo che le squadre di emergenza che erano riuscite già a raggiungere l'area "hanno ricevuto l'ordine di ritirarsi di un chilometro".


La Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha lanciato un appello d'emergenza da 25 milioni di franchi svizzeri, pari a circa 26,7 milioni di euro, per gli interventi di emergenza e la ricostruzione dopo le piene improvvise che hanno colpito Nepal e Tibet. L'appello arriva dopo lo stanziamento di un milione di franchi per sostenere i primi interventi salvavita e servirà a coprire la risposta d'emergenza e il recupero a medio e lungo termine nei prossimi due anni. "Mentre stiamo ottenendo un quadro più chiaro della portata della devastazione, sappiamo che interi villaggi sono stati spazzati via e che i bisogni cresceranno nelle prossime ore e nei prossimi giorni", ha dichiarato il segretario generale dell'Ifcr, Jagan Chapagain. "Le comunità che hanno perso case e mezzi di sostentamento avranno bisogno di un sostegno duraturo mentre si riprendono e ricostruiscono", ha aggiunto. Secondo l'Ifrc, le stime attuali indicano che circa 93mila persone potrebbero essere state colpite, mentre proseguono le valutazioni nelle aree più difficili da raggiungere. La distanza delle zone interessate e i danni alle infrastrutture rendono più difficile sia misurare l'estensione del disastro sia portare aiuti alle persone più bisognose.


Aumentano i timori associati a un lago di sbarramento di recente formazione, creato dalla massiccia frana avvenuta vicino al confine, dove i livelli dell'acqua hanno continuato a salire. Il ministero cinese delle Risorse idriche ha dichiarato che il lago, situato nei pressi della confluenza dei fiumi Chhochen Khola e Purepu Tsangpo, conteneva circa 2 milioni di metri cubi d'acqua. Le precipitazioni previste nell'area potrebbero tuttavia aggiungere altri 3 milioni di metri cubi nei prossimi tre giorni, aumentando il rischio di una rottura che potrebbe provocare ulteriori inondazioni al valico di Gyirong e nelle zone a valle.


È salito a 469 il bilancio delle vittime delle devastanti inondazioni improvvise che hanno colpito mercoledì mattina il distretto di Rasuwa, in Nepal. Lo riferisce Nepal News, citando i dati diffusi dalla polizia nepalese. Secondo la polizia, 12 corpi sono stati recuperati nel distretto di Rasuwa e 37 in quello di Nuwakot. Altri 33 sono stati ritrovati a Dhading, 44 a Gorkha e 178 a Chitwan. Le autorità hanno inoltre recuperato 28 corpi nel distretto di Tanahun, 110 a Nawalparasi Bardaghat Purba e 27 a Nawalparasi Bardaghat Paschim. La polizia nepalese ha aggiunto che 28 suoi agenti risultano ancora dispersi dopo il disastro.


Sono stati trasferiti 555 turisti rimasti bloccati nella contea di Gyirong, in Tibet, dopo la frana di fango che ha colpito l'area al confine tra Cina e Nepal. Lo riferisce Xinhua, citando il quartier generale dei soccorsi per il disastro nella contea di Gyirong. Secondo l'agenzia cinese, 499 persone colpite dalla frana sono state sistemate. Il numero comprende 180 persone del villaggio di Guoba, 40 del villaggio di Seqiong e 107 del villaggio di Labi, oltre a 55 residenti del villaggio di Laojiang, 88 del villaggio di Chongse e 29 lavoratori di una squadra di costruzione. Per quanto riguarda i turisti, Xinhua riferisce che le autorità hanno organizzato il rientro delle persone che avevano in programma di recarsi a Gyirong e hanno invitato gli ospiti già presenti negli alberghi a lasciare la zona. In coordinamento con i dipartimenti locali del turismo e della cultura, 555 turisti interessati dal disastro sono stati evacuati in base ai loro itinerari.

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