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Ghost Recon Breakpoint: la modalità Ghost War infiamma il multiplayer

Gioco di squadra, tattica e stealth premieranno gli aspiranti Wolves nel comparto multigiocatore dello shooter di Ubisoft

La prima certezza che si prova appena messo piede sull’isola di Auroa, è che Ghost Recon Breakpoint dà il meglio di sé nella modalità PvP. Il nuovo capitolo della serie di Ubisoft prende in prestito molti aspetti dal precedente titolo Wildlands, a quattro anni dopo gli eventi in Bolivia, ma li amplia sia dal punto di vista narrativo (arricchendosi con numerosi filmati che sottolineano quanto la storia sia più drammatica) che nel comparto multigiocatore.

L’isola di Auroa, un piccolo atollo paradisiaco nel Pacifico, è stata presa d’assalto da un’unità militare specializzata, quella degli ex-Ghost che adesso si chiamano Wolves e sono capitanati da John Bernthal (alias Punisher della famosa serie TV) nei panni di Cole D. Walker.

Questa diserzione spinge il protagonista Nomad e la sua squadra a fronteggiare i loro compagni d’armi fino a quel momento, in possesso di una tecnologia all’avanguardia.

Qui entra in scena l’aspetto tattico di questo nuovo capitolo, basato tutto sulla graduale pianificazione di squadra, che porterà i giocatori a doversi adattare a diverse situazioni che non saranno gestibili tutte allo stesso modo. Le classi in gioco per ciascun membro della squadra saranno: Assalto, Tiratore Scelto, Pantera e Ingegnere, che potranno però essere intercambiate ogni volta che Nomad sosta a un bivacco. Ciascuna classe è dotata di un’abilità speciale ma anche una serie di perk acquistabili con punti abilità con quali si potrà customizzare il personaggio a proprio piacimento.

Breakpoint si differenzia in diversi punti dal suo predecessore, prima fra tutte la componente stealth molto più accentuata: i Wolves non sono avversari da sfidare a viso apertoe così anche i nemici minori. Anche la natura sembra esservi nemica, dato che sull’isola pare non ci sia alcuna via di fuga. Per quanto riguarda la rigenerazione automatica della salute, è stato introdotto un interessante "injury system" che entra in azione appena Nomad subisce una ferita grave, limitandone i movimenti e impedendo al personaggio di ripristinarla fino a quando non sarà applicata una benda.

Ad affiancare una storia che sembra rivelarsi più intricata e coinvolgente, c’è la famosa modalità multiplayer Ghost War, e dove i progressi raggiunti verranno mantenuti insieme alla modalità single player. Si parte dal canonico round a Eliminazione per due squadre da quattro giocatori, dove il team non ha dimenticato di inserire la stessa componente tattica che nella maggioranza dei casi si rivelerà l’arma vincente come nella missioni della campagna principale.

Il meteo dinamico rappresenterà un ulteriore ostacolo oppure la salvezza se sfruttato a proprio vantaggio. Ulteriore handicap viene aggiunto dalla necessità di scandagliare la mappa alla ricerca di oggetti di supporto, dato che le squadre non partiranno con l’equipaggiamento completo: il dover esplorare in cerca di risorse utili, potrebbe rendere distrarre i giocatori e renderli più vulnerabili.

La rianimazione dei compagni può essere effettuata in qualunque momento senza limiti di tempo, sempre a patto di non essere eliminati prima. Occorre pianificare ogni mossa nel dettaglio, muoversi in coppia se non addirittura in gruppo, valutare i possibili punti di agguato e tenersi pronti a tutto: in modo particolare a violare i sistemi di sicurezza, che poco dopo l’inizio del match saranno accessibili alle squadre, in quanto una volta sbloccati, renderanno visibili gli avversari sulla mappa e trasformandoli in veri e propri bersagli mobili.

In Ghost War l’azione ragionata è necessaria, ma non può protrarsi in eterno: sulla falsariga delle canoniche battle royale, passato un certo periodo di tempo l’area di gioco si restringerà sempre di più obbligando i partecipanti a uno scontro ravvicinato. Ciò offre un’ulteriore sfaccettatura a Ghost War, permettendo la messa in atto di strategie differenti anche in relazione alla mappa dove si sta giocando in quel momento. La modalità multigiocatore sembra quindi mostrarsi come una validissima distrazione dalla campagna principale.

La decisione di Ubisoft di fondere le due esperienze con la progressione combinata renderà l'esperienza più significativa, soprattutto considerato che determinate armi o equipaggiamenti sono esclusivi del comparto multiplayer ma potranno essere utilizzati ovunque una volta guadagnati. Ghost War sarà per questo presentata al lancio, contrariamente a quanto accaduto con Wildlands. La casa franco-canadese ha inoltre promesso un regolare supporto post-lancio, con aggiornamenti stagionali che aggiungono nuovi contenuti alla storia, eventi speciali, nuove armi, equipaggiamenti, modalità di gioco e missioni.

Il 4 ottobre potrebbe non essere il periodo di lancio più fortunato per il gioco, soprattutto in concomitanza dell’uscita di Call of Duty: Modern Warfare, ma Ubisoft ha provato di avere ancora tanti proiettili nel suo caricatore e un’ottima mira. Migliorando quanto di buono era stato introdotto con Wildlands, Ghost Recon Breakpoint aspira a e potrebbe essere un coinvolgente sparatutto in terza persona con elementi ruolistici a supportarlo e una trama sostanziosa come fino adesso non ci era capitato di vedere.

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