A quasi cinquantanni dallesposizione curata da Luigi Menegazzi e allestita da Carlo Scarpa nel Palazzo dei Trecento di Treviso e a oltre un quarto di secolo dalla fondamentale monografia di Peter Humfrey, liniziativa, che si tiene a Palazzo Sarcinelli di Conegliano dal 26 febbraio al 20 giugno, presenta 38 opere, provenienti dalle maggiori istituzioni pubbliche mondiali, come la National Gallery di Londra, la National Gallery di Washington, le Gallerie dellAccademia di Venezia, in grado di ricostruire la vicenda di Cima, uno dei geni sublimi della storia dellarte, uno degli interpreti più alti del fare artistico, autore di dipinti entrati nei manuali anche per la stupefacente sapienza tecnica e la meticolosa descrizione oggettiva di una realtà vissuta concretamente. Oltre a
CIMA DA CONEGLIANO. Poeta del paesaggio, curata da Giovanni Carlo Federico Villa, coadiuvato da un comitato scientifico che comprende i maggiori studiosi italiani e stranieri su Cima da Conegliano, quali Peter Humfrey, David Alan Brown, Mauro Lucco e Matteo Ceriana, è prodotta e organizzata da Artematica, con il contributo della Regione del Veneto, è posta sotto lAlto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e gode del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Provincia di Treviso e il Comune di Conegliano. Da sottolineare la fattiva collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso; la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e dei Comuni della Gronda Lagunare e la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Pavia, Sondrio e Varese. Sponsor principale dellevento è la Fondazione Antonveneta, sponsor Stefanel.
La limpidezza dell'aria E' indubbio che il periodo intercorso nei territori della Serenissima Repubblica di San Marco dagli ultimi due decenni del XV alla prima decade del XVI secolo, tra Gentile e Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Giorgione e i suoi "creati", Sebastiano del Piombo e il giovane Tiziano Vecellio, ma anche il Marescalco e Marco Basaiti, coevi all'importante soggiorno in laguna di Albrecht Dürer alla breve permanenza di Leonardo da Vinci, sia stato per la pittura d'ogni tempo un caso unico, un momento di grazia irripetibile. E' in questo contesto che si forma Giambattista Cima da Conegliano (Conegliano Veneto, 1459 Ð 1517) che in quelle circostanze eccezionali, modulando la sua poetica anche dalla limpida visione d'un Antonello da Messina che aveva lì suscitato scalpori ancora nel decennio precedente, subito distinse le sue opere per la limpidezza della luce adamantina e la cristallina chiarezza, oltre alla levigatezza delle figure dai canoni policletei, che tanto ricordano i coevi esiti scultorei d'un Tullio Lombardo. Le sue pale d'altare, come quella della Madonna in trono con il Bambino tra i santi Giacomo e Girolamo di Vicenza, il Riposo dalla Fuga in Egitto con i santi Giovanni Battista e Lucia della Fundação Calouste Gulbenkian di Lisbona, la Madonna con il Bambino e i santi Michele arcangelo e Andrea della Galleria Nazionale di Parma, o L'incredulitò di San Tommaso delle Gallerie dell'Accademia, sono poesia, respiro d'un attimo. D'altronde, la ripresa simile all'impostazione delle figure immerse nel paesaggio del Battesimo di Cristo per l'altare maggiore di San Giovanni in Bragora di Cima, che Giovanni Bellini adotta qualche anno più tardi per lo stesso soggetto commissionatogli per la chiesa di Santa Corona a Vicenza, è qualcosa di più d'un semplice omaggio, ma piuttosto un riconoscimento pieno di stima. E' nella luce e nella meticolosa descrizione della natura che Cima si distinse più d'ogni altro. In lui vi è una resa cosè trasparente di valli, colli della marca trevigiana, del coneglianese, di Vittorio Veneto, di Asolo, visti in una luce brillante e un'aria tersa, gelida, mattutina, che ce li restituisce integri ancor oggi, reali ma ideali, trasfigurati. Riconosciuto e ammirato, anche dal vecchio "patriarca" Giovanni Bellini (che infatti lo teneva in assoluta considerazione anche per i soggetti della Madonna col Bambino, qui se ne ammirano alcuni provenienti dalla National Gallery di Londra, dagli Uffizi e dal National Museum of Wales di Cardiff) per il suo dipingere immacolato, anche nella pittura a carattere profano (in mostra vi sono i cassoni ricostruiti grazie ai recuperi, con Teseo alla corte di Minosse proveniente da una collezione svizzera, di nuovo accanto al Teseo e il Minotauro della Pinacoteca di Brera, e il Bacco e Arianna del Poldi Pezzoli di Milano ricongiunto al Sileno e Satiro del Museum of Art di Philadelphia) varcò i confini lagunari, raggiungendo un livello di notorietà tale che si spinse ben oltre, dilagando come un torrente per tutta la pianura padana, si considerino a questo proposito le pale d'altare eseguite per il cardinal Montini e il principe umanista di Carpi Alberto Pio, fino in Emilia, dove fu assai apprezzata dal giovane Correggio. Vladek Cwalinski Cima da Conegliano - Poeta del paesaggio
Fino al 2 giugno 2010
orario: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì: dalle 10.00 alle 20.00
venerdì: dalle 10.00 alle 22.00
sabato e domenica: dalle 9.00 alle 20.00
La biglietteria chiude 45 minuti prima della chiusura
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biglietti: Biglietto intero: 10,00
Biglietto ridotto: 8,00 (studenti fino a 26 anni con tessera o libretto universitario, over 60, tesserati TCI, soci FAI, soci ARCI, soci CTS).
Biglietto ridotto gruppi: 7,00 (solo se prenotati, da 15 a 25 persone; capogruppo a ingresso gratuito).
Biglietto ridotto speciale: 5,00 (minori di 18 anni, tesserati UNPLI Veneto; scuole solo se prenotate fino a 25 partecipanti; due accompagnatori a ingresso gratuito).
Gratuito: bambini fino a 5 anni, disabili con acco
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