tgmagazine

Papilloma virus, chi sei?

E’ informata solo 1 su 4

12 Mar 2008 - 16:34

Mentre è ai blocchi di partenza la campagna di vaccinazione delle ragazze dodicenni contro il Papillomavirus, uno studio rivela che il microrganismo è ancora largamente sconosciuto tra le giovanissime italiane. Nonostante i servizi di stampa e tv sul vaccino “in rosa” contro l’insidioso virus che scatena il tumore al collo dell'utero, il 76% delle under 25 non ha idea di che cosa sia l’HPV, quali conseguenze comporti, né tanto meno che esiste un vaccino per difendersi.

Le cose non vanno molto meglio tra le donne adulte. Solo il 52% di quelle tra i 25 e i 40 anni conosce il Papillomavirus, mentre il livello di informazione sopra i quarant’anni raggiunge il 41%. Il dato emerge dai risultati preliminari dell'iniziativa “Infasil per te - Il Mese della protezione”, che tra ottobre 2007 e febbraio 2008 (in totale il servizio è stato attivo più di 4 mesi) ha messo a disposizione delle donne un numero verde per un consulto telefonico o per prenotare una visita ginecologica gratuita. Il servizio ha ricevuto oltre 10mila chiamate, con oltre 3mila visite richieste a più di 150 ginecologi Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani) in tutta Italia.

"La corretta informazione migliora nel caso dell'Hiv, il virus dell’AIDS, e dell'epatite B, conosciuti dalla grande maggioranza delle donne di tutte le età", spiega Antonio Chiantera, segretario nazionale Aogoi, illustrando i risultati preliminari dei questionari raccolti durante oltre mille visite effettuate. "L'attenzione al benessere intimo ha fatto passi avanti, ma la conoscenza e la protezione contro le malattie ginecologiche è ancora scarsa. In particolare tra le ragazze che ne sanno poco e non si affidano al ginecologo per saperne di più".

Insomma, l'importanza di proporre nuove iniziative di educazione e sensibilizzazione, è sempre urgente. “La realtà italiana è migliorata, ma c’è ancora molto da fare - dichiara Chiantera - Occorrono interventi di educazione all'igiene genitale, a quella sessuale e alla contraccezione". A questo proposito gli esperti sottolineano che la vaccinazione contro l'Hpv rischia di produrre, in mancanza di informazioni corrette, un senso di sicurezza che potrebbe portare le giovanissime immunizzate a trascurare il rischio di altre infezioni sessualmente trasmesse, in primo luogo l’Hiv, e di gravidanze indesiderate. "Ecco perché - conclude il ginecologo - occorre puntare sull'importanza di regole di igiene intima, sessuale e di contraccezione, abbinate al programma vaccinale". Il programma di vaccinazione per ora riguarda solo le bambine. Ma che, secondo Chiantera, "potrebbe essere esteso anche alle 'under 24', abbinandolo a un test per escludere con certezza il rischio di contagio".