Dovrà saper ballare, essere alta tra un minimo di 1 metro e 66 e un massimo di 1 metro e 73 centimetri, avere tra i 19 e i 26 anni e non essere "rifatta", richiesta non semplice ai giorni nostri. Quello che otterrà sarà un posto "di fila" al mitico Crazy Horse di Parigi, Avenue George V, marciapiede, lato desiderio. Andrée Deissenberg, 37 anni, bionda franco-americana, per 12 anni a capo della comunicazione del Cirque du Soleil e da un anno manager del tempio del nudo più famoso del mondo, cerca infatti l'erede di Rosa Fumetto. I provini per le nuove "Crazy Girl" avverranno la prossima primavera in Italia, a Milano e a Roma, dove, per altro, Andrée vorrebbe entrare in contatto anche con Dolce & Gabbana, per coinvolgerli nell'operazione di restyling del locale.
Operazione che è già cominciata. A ottobre infatti il Crazy Horse ha ospitato per la prima volta in assoluto un'artista "esterna", nientemeno che Dita von Teese, regina del Burlesque e dello striptease nonchè moglie del trasgressivo rocker Marilyn Manson. Il primo passo verso una "nuova vita" e verso il rilancio di questo elegante, erotico, ma forse un po' datato, club di nicchia, ancora oggi fonte di attrazione per i turisti e per gli stessi parigini, ma con evidenti segni di stanchezza e di "antichità" sulle spalle. Di certo il 'Crazy Horse non è più quel frutto 'proibito che era nel 1951. È diventato una tappa d'obbligo di turisti, giapponesi e americani in primo luogo. Gli show con le ballerine nude non fanno però più scandalo. Insomma, non bisogna andare al Crazy Horse per vedere una donna nuda.
Alain Bernardin lo fondò nel 1951, ispirandosi allo "strip-tease all'americana", in uno scantinato della borghese avenue George V a quattro passi dagli Champs Elysees, un "saloon" con fascinose spogliarelliste dal corpo statuario. L'audace e intraprendente Bernardin puntava ad un erotismo sofisticato, di classe, lontano dai cabaret ruspanti e dozzinali di Pigalle, il quartiere parigino a luci rosse, e fece centro.
All'inizio lo show prevedeva una sequenza di strip-tease con un'unica ragazza per volta. Poi, dopo il 1960, il padre padrone del Crazy Horse mise a punto la formula tuttora in voga: quella dei "quadri viventi", con "azioni collettive" di molte ballerine nude che si muovono ben sincronizzate in una elaborata profusione di luci e musica. Ventinove ragazze in tutto, 13 a spettacolo, a turno.
Si dice che dal 1951 al 1994, anno in cui Bernardin si suicidò all'età di 81 anni, oltre 20.000 ragazze si sono spogliate senza pudore davanti a lui nella speranza di un ingaggio e lui in tutto ne assunse soltanto 230 in 46 anni. Rita Cadillac, Dodo d'Amburgo, Bertha von Paraboum, Vera Little, Lily-la-Pudeur, l'italiana Rosa Fumetto: sono solo alcune delle "danseuses" dai nomi improbabili entrate nell'immaginario erotico maschile grazie agli show al Crazy Horses. I suoi canoni di bellezza, a cui si sono attenuti i tre figli che lo hanno rimpiazzato alla guida del 'Crazy Horsè, erano ferrei: altezza tra un metro e 58 e un metro e 75, peso tra 51 e 54 chili, al massimo trent'anni d'età. Regole di reclutamento che ancora oggi rimangono invariate. Come quelle che riguardano i particlari fisici delle ballerine.
Importanti erano ad esempio il seno (il pollice e l'indice della mano aperti a 'L' devono essere in grado di contenerlo), i capezzoli "ben eretti" e i glutei, accettabili soltanto se con le due rotondità formano un otto orizzontale. Alle prescelte Bernardin inoltre imponeva la frangetta, l'impegno a evitare interventi di chirurgia plastica e la solenne promessa di non avere per alcuna ragione storie d'amore e di sesso con i signori clienti.
In quanto al "particolare" più osè Alain si vantava di misurare personalmente il 'triangolo' pubico indossato dalle sue soubrette. Lui, da vero cultore, ne aveva canonizzato densità, colore, misure. Alle sue ballerine imponeva un triangolo equilatero di 12 centimetri, rigorosamente nero, anche in caso di capigliatura bionda o rossa.
Andrée Deissenberg ha lasciato tutto questo rituale per la scelta delle artiste così, come lo aveva voluto Bernardin. A lei i due nuovi proprietari belgi del Crazy Horse hanno affidato la guida del locale, ma Andrée non ha dubbi, anche se il Crazy Horse ha cambiato passaporto, lo spirito di Bernardin non verrà tradito. A lui si deve la creazione di quell"arte di un nudo chic e raffinato, che si ottine proiettando luci e ombre sui corpi delle ballerine, in un omaggio artistico e poetico alla bellezza femminile. Sulla scena del Crazy Horse, le donne non si spogliano, ma si vestono di luce, ripetoni i dèpliants.
Generazioni di artisti, musicisti e creatori di moda, come Paco Rabanne, Pierre Cardin o Courrèges, hanno partecipato al mito del Crazy Horse. Che oggi vanta altre due sedi una a Las Vegas e una a Singapore per un totale di 150 lavoratori.
E che si spera possa tornare al fulgido splendore di un tempo. Quello dell'Eros con la E maiuscola, un misto di peccato, malizia, seduzione e eleganza di forme. Che rendeva il nudo qualcosa di artistico, misterioso e meraviglioso, da scoprire nel buio della sala, tra luci, musiche e colori di uno spettacolo a confini dell'immaginazione.
