Val di Taro, natura e buoni sapori
Emilia, la dolcezza della "slow life"
La Val di Taro, crocevia tra Emilia, Liguria e Toscana, con la sua natura ancora incontaminata offre un clima dolce, boschi lussureggianti e piccoli borghi ricchi di storia; insomma lideale per una gita all'insegna della slow life, per sfuggire alla vita convulsa di tutti i giorni. Sono infinite le prelibatezze alimentari da cui farsi tentare, primi tra tutti i porcini con marchio IGP o i funghi prugnoli, oppure le torte salate, le trote di torrente, le marmellate di frutta, i liquori e i prodotti del sottobosco, oltre naturalmente al Parmigiano reggiano e a una ricchissima varietà di salumi.
IL PERCORSO:
Berceto, Borgo Val di Taro, Compiano, Bedonia, Albareto, Tarsogno, Tornolo.
Berceto e Borgo Val di Taro si raggiungono con lAutostrada A 15 Parma-La Spezia: le altre località, tutte a breve distanza una dallaltra, sono collegate dalla statale 523 e dalla viabilità locale.
Si parte da Berceto, antico borgo montano e ultima importante tappa lungo la Via Francigena, larteria che in epoca medievale portava i pellegrini dal Nord Europa fino ai luoghi santi di Roma, prima del valico appenninico della Cisa. Il centro storico del paese è caratterizzato da strade lastricate, portali decorati e case in pietra. Tra i monumenti più interessanti spicca il Duomo romanico risalente al XII secolo e dedicato a San Moderanno; inserita nellaltare maggiore si trova una rara formella longobarda; molto belli anche i capitelli quattrocenteschi e il tesoro del Duomo che conserva preziosi arredi e oggetti liturgici di varie epoche. Percorrendo lantica via Romea che attraversa il centro del paese, dal Duomo si arriva al castello, del quale è in corso il restauro e da cui si gode un bel panorama sulla vallata circostante. Da Berceto gli appassionati di passeggiate naturalistiche possono raggiungere facilmente i percorsi tracciati per escursioni nel vicino Parco regionale dei Cento Laghi.
A poca distanza da Berceto, percorrendo la statale 523, si arriva a Corchia, piccolo
borgo medievale ancora integro e di grande suggestione, un tempo abitato dai minatori che vivevano dellestrazione di ferro e rame dalla montagna. Scendendo verso la valle del Taro verso sud-ovest si arriva a Borgo Val di Taro, capoluogo della valle e capitale del fungo porcino. Il centro, per la sua posizione di crocevia strategico, fu oggetto di continue contese storiche. Allinterno dellantica cinta muraria si trovano la chiesa del patrono S. Antonino e il prestigioso palazzo Tadiani. Percorrendo la via Nazionale, si incontrano palazzi sei-settecenteschi, tra cui palazzo Boveri, con la facciata ornata di stemmi e cartigli nobiliari, realizzati nel 1714 quando Elisabetta Farnese passò di qui per andare in sposa a Filippo V di Spagna. Nel corso di una visita alla città non si può mancare di assaggiare le specialità gastronomiche locali, in particolare i funghi, gli altri prodotti del bosco e i deliziosi dolcetti chiamati Amor, proposti dallantica pasticceria Steckli.
Proseguendo lungo la statale 523 e risalendo la strada panoramica lungo la valle del torrente Gotra si arriva ad Albareto, centro climatico tra faggete e castagneti che, la seconda domenica di settembre, ospita la più importante fiera-mercato di funghi porcini della zona. Chi ama le escursioni e gli itinerari naturalistici, dirigendosi verso Montegroppo, scopre una valle incontaminata ricca di sorgenti e di splendidi panorami. Da Albareto, in direzione nord-ovest, ci si ricollega alla statale e si entra nel comune di Tornolo, attraverso la frazione di Tarsogno. A poca distanza si trova la foresta demaniale del monte Penna, di grande interesse ambientale.
Scendendo lungo il corso del fiume Taro si raggiunge Bedonia, un borgo che rappresenta il cuore religioso, scientifico e culturale di questa zona. Il punto di riferimento è il Seminario vescovile annesso al santuario della Madonna di San Marco, struttura ora riconvertita alla ricettività turistica e sede della Pinacoteca Parmigiani, della Raccolta Romeo Musa, di un Museo di Storia naturale e del Planetario. Il paese è caratterizzato da case dai colori chiari e luminosi, piuttosto inconsueti nei paesi appenninici e dovuti allinfluenza ligure.
Dirigendo di nuovo verso il Taro si arriva a Compiano, un tempo baluardo militare posto a difesa della valle grazie al poderoso castello costruito sulla cima di un colle e circondato da un borgo ancora cinto di mura. Lungo gli stretti vicoli lastricati si affacciano case-torri e palazzi nobiliari con antichi stemmi sui portali. Sulla piazzetta si trova la chiesa di S. Giovanni Battista e, più in alto, la chiesa di S. Rocco, trasformata nel Museo degli Orsanti. Il castello di Compiano, restaurato e aperto alle visite, è un vero gioiello architettonico che ospita, tra laltro la Collezione Gambarotta, eredità dellultima proprietaria del maniero, e il Museo della Massoneria. Una parte delledificio è stato trasformato in albergo.
Raffaella Martinotti
