Pisa ospita dal 25 marzo al 25 giugno la mostra "Cimabue a Pisa. La pittura pisana del Duecento da Giunta a Giotto. L'esposizione che si svolge presso il Museo Nazionale di San Matteo, è realizzata grazie alla collaborazione tra il Ministero per i Beni Culturali (Soprintendenza di Pisa), la Santa Sede (Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa), e con il sostegno del Comune e della Provincia di Pisa.
Agli inizi del XII secolo, Pisa era con Genova una delle città più floride affacciate sul mar Mediterraneo.
Una potenza militare ed economica, protagonista delle Crociate dalle quali ricavò merci preziosissime e ancor di più un "prezioso sapere" come scrive lo storico Franco Cardini.
A questa ricchezza materiale corrispose la presenza in città di una gran quantità di pittori, scultori, decoratori, artisti ed artigiani che a vario titolo furono chiamati a valorizzare beni e possedimenti della Repubblica marinara pisana.
C'era un gran fervore nelle chiese e nei palazzi della Pisa del Duecento. Un attivismo che, secondo i curatori della mostra, produsse arte ad alti livelli tanto da imporre una rilettura della storia a cavallo tra il XII e il XIII secolo.
Una revisione che ridia a Pisa quel ruolo centrale che a tutt'oggi le è negato.
La rassegna dimostra che al pari di Firenze, Siena e Roma, la Repubblica marinara pisana svolse una funzione importante nella formazione della cultura artistica occidentale perché seppe mediare dall'arte bizantina il meglio e riuscì a trasferire quel sapere nella storia artistica successiva.
Fu Giunta Pisano, l'artista che più di altri divenne protagonista di quel passaggio. Fu chiamato ad Assisi da frate Elia, il successore di san Francesco. Era il 1236.
E forse in quel clima di rifondazione della Chiesa stessa che maturò un nuovo modo di far pittura, una maniera dove il rigore bizantino sfumava in immagini più vere e drammatiche.
Giunta rappresentò una sorta di anello di una catena che porta a Cimabue, che qui morì nel 1302, e a Giotto.
Sono suoi i Cristi crocefissi, con la testa ripiegata e il dolore esplicito, sue le Madonne inconsolabili, a offrire ai due maestri modelli di riferimento, immagini da riproporre.
A lui guardarono Cimabue e Giotto per realizzare quei capolavori dai quali - per riconoscimento unanime - si fa partire la storia dell'arte occidentale.
Daniela Annaro
Cimabue a Pisa. La pittura pisana del Duecento da Giunta a Giotto
dal 25 marzo al 25 giugno 2005.
Pisa, Museo Nazionale di San Matteo
Piazza San Matteo in Soarta
Orario: tutti i giorni dalle 10,00 alle 19,00
Catalogo di Pacini Editore.
Orario: tutti i giorni dalle 10,00 alle 19,00
Biglietti:
intero 8,00 - ridotto 6,00
biglietto cumulativo col Museo Nazionale di San Matteo 10,00
supplemento per visite guidate ai gruppi 2,00 a persona
visita alla Cattedrale (esclusa la tribuna) 2
