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La società liberale nasce a Roma

La cultura latina arriva oltreoceano

22 Lug 2004 - 17:24

Il Domenicale di questa settimana dedica la sezione Polis alla riscoperta dell'importanza della cultura latina. Il settimanale di cultura diretto da Angelo Crespi, in edicola al sabato, proprone l'analisi di Rocco Pezzimenti, docente di Storia del pensiero politico alla Luiss, che sottolinea l'importanza della cultura latina nel pensiero composito dell'Occidente.

La Repubblica di Roma antica è la prima società liberale della storia e non solo per quanto riguarda il diritto, ma anche quella mentalità e quella cultura che al diritto danno vita. E mentre in Grecia chi non parlava greco era un "barbaro", Roma si arricchì delle varie culture e delle varie lingue locali che continuarono ad essere usate tanto che, nelle occasioni ufficiali, i documenti venivano redatti in più lingue.

Nel mondo latino non ci furono mai filosofi che sognavano mondi perfetti, ma solo giuristi che segnarono i sentieri per un miglioramento della legalità. Già nel periodo arcaico il figlio di una schiava divenne re, Servio Tullio. Alle capacità personali veniva riconosciuto maggior valore dei miti razziali, mentre in Grecia non fu mai così. Anche per quanto riguarda la religione vale lo stesso discorso. A Roma i latini avevano la propria religione, ma lasciavano spazio anche a numerosi altri tipi di credo, persino quelli orientali.

Senza voler enfatizzare il passato bisogna, però, riconoscere che nulla è stato regalato agli uomini nel cammino verso la libertà. Tutto è stato costruito con fatica, e ben lo sapevano i primi liberali del Settecento che rifiutavano le astrazioni idealistiche.