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Demiur. La nuova visione del contemporary loungewear

Luca Micco è il designer e fondatore del brand Demiur: arte e moda si fondono in capi 100% hand-made in Piemonte

Luca Micco, eclettico fashion designer, fonda il brand di abbigliamento Demiur, offrendo una visione rivoluzionaria dello streetwear classico. Nelle sue creazioni arte e ricerca estetica si fondono in un elegante gioco di sovrapposizione di materiali, colori e tecniche creativo-produttive.

Demiur. La nuova visione del contemporary loungewear

Lo streetwear contemporaneo, proposto dal giovane stilista, si ispira alla natura, ai valori locali e all’eccellenza artigiana del Piemonte, sua terra di origine.


I capi Demiur sono oversize, genderless e timeless. In una combinazione multiforme di elementi vecchi e nuovi, si fa strada una sapiente ricerca, che conduce all’innovazione tecnica della tessitura, per dare vita ad un artigianato unico, al passo con le nuove tendenze contemporanee.


Chi è Luca Micco? Quali sono le tue origini e qual è stato il tuo percorso formazione?

Sono nato a Moncalvo, piccola località storica nel cuore del Monferrato, in Piemonte, consacrato patrimonio Unesco, caratterizzato da paesaggi collinari ricchi di vigneti e di eccellenze enogastronomiche, oltre che da importanti realtà tessili. Il forte legame con il territorio è una parte fondamentale del mio percorso creativo, che si contraddistingue per la riscoperta delle eccellenze artigianali locali (come gli antichi maglifici e le storiche filature, le tintorie e le aziende di confezione sartoriale), l’attenzione all'ambiente e la contaminazione artistico-culturale tra elementi naturali e tendenze metropolitane. Dopo la maturità classica mi sono trasferito a Milano, dove ho studiato e mi sono laureato in Comunicazione e Marketing alla Università IULM. Durante gli anni universitari, ho avuto l’opportunità di coltivare la mia innata passione per la moda, attraverso esperienze dirette e stage formativi presso alcuni designer milanesi che mi hanno aiutato a realizzare, nel tempo, il sogno di un futuro professionale nel settore.

 

La passione per la moda da dove deriva? Esiste un episodio significativo della tua vita che ti abbia fatto capire che saresti diventato un fashion designer?

Sin da ragazzino sono sempre stato affascinato dalla moda. Apprezzavo il taglio di una t-shirt, il tessuto di un jeans e tanti altri piccoli dettagli…al punto che, ai tempi del liceo, ho iniziato a creare e a trasformare pezzi self-made del mio guardaroba. Durante gli anni dell’università, c’è stato il mio fortunato incontro con Clelia Cortemiglia, celebre artista e pittrice internazionale, allieva del grande Lucio Fontana, riconosciuta per le sue opere realizzate con oro zecchino su tela. L’amicizia con Clelia e le sue tele dorate hanno ispirato la mia “luce alchemica” e mi hanno condotto allo studio dei tessuti e dei metalli, portandomi a sperimentare tecniche di stampa innovative e filati non convenzionali. Questo studio mi ha portato ad inventare e brevettare, nel 2011, il metodo per l'applicazione, in maniera indelebile, di oro e metalli preziosi su qualsiasi tipo di tessuto. Questo processo di “trasformazione”, di “fusione e contaminazione” di materiali, tinture artigianali ed elementi differenti, rappresenta la caratteristica distintiva di tutto il mio processo creativo e di ogni produzione artigianale.

 

Come riassumeresti le tappe principali della tua carriera professionale?

Le tappe fondamentali della mia carriera sono riassumibili in tre fasi principali. Una prima fase, che definisco "sperimentale" e che rappresenta la mia prima esperienza nel settore moda, intrapresa nel 2010 con la creazione del mio primo brand. Durante questo periodo, durato sei anni, ho avuto modo di apprendere approfonditamente tutte le dinamiche e le tecniche produttive a 360 gradi, ma anche quelle organizzative e commerciali, necessarie per la creazione e lo sviluppo di un nuovo brand fashion high-end. Oltre a darmi l'opportunità di sperimentare la mia visione creativa e ad offrirmi, nel contempo, una profonda competenza tecnica sul prodotto, questa prima fase della mia carriera mi ha permesso anche di sviluppare e consolidare un network di contatti commerciali a livello internazionale, che mi hanno aiutato ad avere una visione globale del mercato moda in continua ed incessante evoluzione. Ho avuto infatti l’occasione di collaborare con alcune delle più importanti boutique italiane, tra le quali Blu Capri, Cascella Porto Cervo, Brunarosso Cuneo, Dantone e Giò Moretti Milano, e altri prestigiosi fashion e department stores internazionali, come ad esempio Liberty di Londra e L'Eclaireur di Parigi, per il quale ho realizzato una capsule personalizzata. Nel 2017, quando mi si è presentata l'opportunità di cedere il mio primo brand, ha avuto inizio la seconda fase. Spinto da un incessante desiderio di trasformazione, che da sempre mi conduce alla ricerca del nuovo, ho deciso di intraprendere un progetto di consulenza creativa e di proporre la mia visione ed esperienza tecnica di prodotto ad altre aziende del settore lusso. Durante questa fase ho avuto la possibilità di ampliare ulteriormente le mie competenze e soprattutto di stimolare la mia ricerca creativa, attraverso importanti progetti di collaborazione con alcune aziende di produzione lusso e alcuni major brands. Tra questi progetti vi è stata anche la realizzazione di una capsule per Etro'. Ho quindi inaugurato il mio nuovo hub creativo e produttivo a Moncalvo, dove oggi prendono vita le mie collezioni, grazie anche all’ispirazione che mi deriva dall’incantevole contesto paesaggistico circostante. Grazie alle nuove esperienze e alle diverse collaborazioni, nel 2020 ho deciso di condensare tutto il mio background in un nuovo progetto, che rappresentasse a fondo la mia visione eclettica di stile e che racchiudesse in sé tutta la ricerca e le mie conoscenze sui materiali e sui tessuti. È così che ha avuto avvio la terza fase, tuttora in corso…

 

Quando è com’è nato il brand Demiur? Come mai la scelta di questo nome?

Dal mix di esperienze diverse e dalla fusione del mio processo di evoluzione artistica, nasce Demiur, che deriva dal termine "demiurgo" o artigiano, figura mitologica greca, che trova nella sua forza creativa e indipendente la propria identità. Demiur è sinonimo dell'artista-alchimista contemporaneo, colui che sperimenta, rompe e trascende le regole per creare qualcosa di nuovo, attraverso il mix di elementi fra loro diversi, in un laboratorio alchemico dove tutto si trasforma.

 

Quali sono le cifre stilistico-distintive della tua collezione?

Il mio stile è rappresentato da un minimalismo eclettico, che si manifesta attraverso l'essenzialità delle forme, combinata ad una varietà di elementi diversi e caratterizzanti, che definiscono una tendenza: ad esempio, la maglieria in cashmere tradizionale, declinata in chiave contemporanea, aerografata e tinta a mano in capo, si combina con la felpa jacquard in fil coupè, ispirata ai tappeti marocchini, da me progettata e realizzata, così da trasformare ed evolvere il concetto di streetwear classico, fondendo alchemicamente due mondi apparentemente lontani, quali il fashionable casual e la maglieria tradizionale…Elementi diversi, combinati e mixati tra loro, si fondondo “demiurgicamente”.

 

Come mai proprio lo streetwear? Che cosa rappresenta per te?

Il termine streetwear, a mio parere, in questo caso è forse sorpassato o troppo vago. Definirei Demiur come un contemporary loungewear, in quanto vuole esprimere la necessità di un mondo che è cambiato, soprattutto dopo questa pandemia, che ha segnato lo stravolgimento delle nostre abitudini quotidiane, nel corso dei ripetuti lockdown. E' un loungewear che stravolge il concetto stereotipato di "tuta" e che reinterpreta l'abbigliamento cozy, adeguandolo per diverse occasioni d'uso che si modificano di continuo: nascono look versatili per ogni circostanza, per essere trendy in casa, in ufficio, ad una cena, in un viaggio di lavoro…

 

Hai detto: “Studia il passato se vuoi conoscere il futuro”…cosa significa?

Significa ricercare la tradizione nel futuro: Demiur è un brand glocal. Ogni capo è interamente prodotto in Piemonte da realtà locali di eccellenza che racchiudono l'esperienza della tradizione sartoriale hand-made in Italy. Nel contempo è pensato per un mercato ed un target globale in movimento e senza confini di genere. È un nuovo concetto di loungewear sartoriale caratterizzato da uno stile avant-garde ricco di contaminazioni culturali e proiettato al futuro evolutivo della nostra società.

 

Che importanza assumono colori e materiali nell’ambito della tua produzione?

I colori sono la forza di Demiur: raccontano le nostre emozioni; i materiali danno loro consistenza materica attraverso la sensazione tattile di morbidezza e di ricercatezza. Inoltre, tutti i materiali e l'intero processo produttivo di Demiur sono eco-sostenibili: dal cotone biologico al cashmere rigenerato…perfino le tinture in capo sono ecologiche.

 

“Art become style”. Da dove deriva l’intuizione di fondere fashion e arte?

Ritengo che l’arte sia la forma di espressione culturale più libera per raccontare la nostra storia e per rapportarci con la società. È un mezzo di comunicazione trasversale, che unisce le persone e che amplifica le emozioni. Sicuramente devo il mio incontro con l'arte, come dicevo prima, all'amicizia con l'artista milanese Clelia Cortemiglia, che ai miei esordi mi ha ispirato e spinto a trasformare le sue tele in tessuti da indossare come fossero quadri. 

 

A quale pubblico ti rivolgi?

Mi rivolgo ad un pubblico con un gusto sofisticato e con forte personalità, senza limita di età, di genere, di territorio.

 

Chi è Luca nella vita privata? Interessi e passioni nel tempo libero?

Dopo tanti anni vissuti a Milano, ho deciso di trasferirmi di nuovo e stabilmente in Monferrato, con la mia compagna e la mia famiglia, oltre al mio boxer ovviamente, per poter godere appieno delle meraviglie che questi luoghi ci offrono. Da ex atleta nazionale di hockey su prato, lo sport è da sempre una parte importante della mia vita. Utilizzo il mio tempo libero per allenarmi, alternando una corsa rigenerante tra i vigneti e corsi di crossfit, per confrontarmi con i miei limiti e cercare di superarli ogni volta.

 

Cosa sogni per il tuo futuro? E per quello del tuo brand?

Personalmente e per il nostro settore moda sogno un nuovo rinascimento contemporaneo. Ho l'opportunità di iniziare questo percorso e di lanciare il brand Demiur, forte di una importante partnership commerciale con Elisa Gaito Show Room, una delle più affermate realtà nel panorama della distribuzione internazionale di luxury brands e di marchi emergenti. Insieme ad Elisa Gaito ci auguriamo che questo progetto di collaborazione possa darci molte soddisfazioni e di vedere le collezioni Demiur inserite presto nelle più prestigiose vetrine internazionali. Personalmente sogno di continuare a fare quello che più mi piace: creare capi e collezioni realizzate a mano in Piemonte… per arrivare sempre più lontano. 

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