Riforma della giustizia, confronto tra Di Pietro e Colombo: le ragioni del sì e quelle del no
I due ex magistrati, simbolo di Mani Pulite, esprimono le proprie posizioni a "Mattino Cinque"
© Da video
Nella puntata di "Mattino Cinque" di venerdì 6 marzo, il dibattito della prima parte della trasmissione si concentra sulla riforma della giustizia e vede protagonisti due figure simbolo dell’inchiesta Mani Pulite: Antonio Di Pietro e Gherardo Colombo.
I due magistrati, pur avendo condiviso una parte importante della storia giudiziaria italiana, oggi si trovano su posizioni diametralmente opposte.
Di Pietro spiega le ragioni per cui sosterrà il sì al referendum. "Voto sì perché considero questa riforma la naturale conseguenza di ciò che è stato stabilito nel 1989: accusatore e difensore devono trovarsi davanti a un giudice terzo", afferma.
Secondo lui, però, questa terzietà non sarebbe pienamente garantita: "Attualmente il giudice è, per così dire, parente di sangue dell’accusatore", sostiene, riferendosi alla comune appartenenza alla stessa carriera.
Di tutt’altro avviso è Colombo, che annuncia il suo no. "Questo discorso non mi convince per diversi motivi: sia per quanto riguarda la divisione delle carriere, sia per il metodo con cui si accede al Consiglio Superiore della Magistratura", ribatte.
A suo giudizio, la terzietà del giudice è già perfettamente assicurata: "Il giudice è terzo, tanto che spesso — spessissimo — dà torto al pubblico ministero".
