Tutte le Borse su nuovi record storici
Piazza Affari ai massimi dal 2000 ma record anche per Londra, Madrid e Tokyo. A dare fiducia ai mercati la scelta di Kevin Warsh alla guida della Fed, l’India, dopo l’accordo commerciale con gli Usa e la de-escalation in Iran
La nomina del nuovo capo della Fed, Kevin Warsh, è stata molto apprezzata dai mercati. Non solo un segnale di indipendenza confermata da parte della banca centrale Usa, ma anche un elemento di sostegno per il dollaro. E i mercati toccano nuovi record. Le Borse europee ripartono sui massimi, con Piazza Affari che si conferma sopra i 46mila punti, livello che non si vedeva da dicembre 2000.
ACCORDO USA-INDIA
La decisione da parte di Trump di ridurre i dazi al 18% all’India fornisce ulteriore spunto alla Borsa di Mumbai, in rialzo del 2,9%, dopo le difficoltà delle ultime settimane. A Wall Street prosegue a gonfie vele la stagione delle trimestrali Usa, oggi sono attesi i conti di i Merck, Pfizer e, dopo la chiusura, il gigante dei chip Amd, in Italia focus su Mediolanum. Le trattative tra Stati Uniti e Iran sul nucleare rassicurano i mercati, riducendo le tensione geopolitiche nella regione.
SALE ANCHE TOKYO
Il trend rialzista riguarda anche il Giappone, con la Borsa di Tokyo che aggiorna i record, con l’indice Nikkei a +3,9%, in attesa delle elezioni politiche in calendario l’8 febbraio. Francoforte sale dell’1%, Parigi di oltre mezzo punto percentuale, dopo che i prezzi al consumo in Francia sono aumentati dello 0,3%, su base annua a gennaio. In rialzo anche il Ftse 100 a Londra (+0,23%) e l'Ibex 35 di Madrid (+0,8%).
A PIAZZA AFFARI SCATTA RECORDATI
Guardando ai singoli tutoli, a Milano balza Recordati (+2%), bene anche Prysmian (+1,5%), dopo il maxi contratto per la realizzazione del progetto di interconnessione energetica Eastern Green Link 4. In luce anche le banche, con Mps a +1,9% e Bper a +1,7%, tra le migliori. Sul valutario, si rafforza l’euro, dopo la risalita del dollaro dei giorni scorsi, con il cross euro-dollaro a 1,1808. Dopo i recenti crolli, oro e argento tentano il rimbalzo, recuperando rispettivamente il +6% e il +10%.
