Conto alla rovescia per l'avvio della stagione in Trentino, prenotazioni al 60% per Natale: "Prezzi su del 5-6%, ma pesano i costi di energia e materie prime"
Il presidente di Federalberghi Gianni Battaiola fa il punto: "Clientela sempre più internazionale. Le tariffe oggi variano in base alla domanda, ma sui rincari nessuna speculazione: incidono inflazione, riscaldamento e i costi dell'elettricità"
di Jessica Anostini© Tgcom24
In Trentino l'avvio della stagione è alle porte. Mancano poco più di quattro settimane e le aspettative sono positive tra gli albergatori del territorio. Le prenotazioni, per il periodo compreso a cavallo tra Natale e Capodanno, superano, a oggi, il 60% e c'è ancora tempo per arrivare al "tutto esaurito". Qualche rincaro e i prezzi non proprio alla portata di tutte le tasche, non frenano dunque il turismo che, ci spiega il presidente di Federalberghi Trentino, Gianni Battaiola, sta cambiando, passando da una clientela prevalentemente italiana a una più internazionale.
Presidente Battaiola, partiamo dai prezzi degli alberghi. Ci sono stati rincari rispetto allo scorso anno e di quali percentuali parliamo?
Fare il punto in questo momento è difficile, perché i prezzi non vengono più fissati rigidamente da un anno all'altro come in passato. Il mercato attuale è regolato dalla domanda attraverso sistemi di revenue management: quasi tutte le strutture analizzano quotidianamente i dati per calibrare le tariffe lungo l'intero arco della stagione. Guardando però alle medie attuali fornite dai gestionali di H-Benchmark — che monitora 369 strutture trentine, di cui 279 in montagna — registriamo, rispetto allo scorso anno, un leggero aumento, che si attesta intorno al 5-6%.
Questa percentuale può subire variazioni da qui all'inizio della stagione?
Assolutamente sì. La prossima settimana potremmo trovarci di fronte a un aumento del 10% così come dell'1%, in base a quante camere rimarranno scoperte. Il nostro è uno dei prodotti con la più corta deperibilità in assoluto: se una camera non viene venduta entro mezzanotte, quel ricavo è perso per sempre, non si può recuperare il giorno dopo. Mancando ancora più di un mese a Natale, lo scenario può cambiare totalmente. Senza dimenticare che, dopo la pandemia, si è imposto anche il tema della cancellazione gratuita: molte scadenze oggi non sono prenotazioni definitive, ma intenzioni di prenotazione. Il 60% di occupazione attuale potrebbe oscillare, sia in positivo che in negativo.
Parliamo delle cause dei rincari. Quali sono le voci che stanno mettendo sotto pressione gli albergatori?
Partiamo da un dato, quello dell'inflazione, che in questo momento è al 5,4%, anche se quella reale e percepita è molto più alta. In montagna poi il riscaldamento è una voce di spesa enorme: usiamo biomasse come pellet e cippato, i cui costi sono quasi raddoppiati negli ultimi tre anni. Chi invece utilizza il gasolio lo paga ormai più di due euro al litro, anche per i rifornimenti industriali delle cisterne. Poi c'è l'energia elettrica: il Trentino ha investito tantissimo sulla sostenibilità e sul fotovoltaico, ma d'inverno si produce poco o nulla e allora ci troviamo a comprare energia con un PUN (Prezzo Unico Nazionale) che è quasi il doppio rispetto all'anno scorso. Per un albergo medio, che ha bollette ordinarie da 5-6 mila euro, vedere questi costi raddoppiati diventa un carico pesante. Senza dimenticare il costo delle materie prime che noi acquistiamo per trasformarle in pasti per i nostri clienti: le dico solo che siamo arrivati a pagare il burro anche 10 euro al chilo. Eppure se si vuole offrire un servizio di qualità, se vuoi far trascorrere una buona vacanza ai tuoi ospiti, devi essere anche abbastanza generoso nell'acquisto delle derrate alimentari, devi dargli un ambiente confortevole, riscaldato, illuminato e tutto questo incide sui costi delle strutture. I prezzi dunque sì, sono cresciuti negli ultimi anni, ma anche perché prima erano forse fin troppo bassi rispetto al servizio offerto; da parte nostra non vedo speculazioni sui clienti.
Manca pochissimo all'avvio della stagione, che entrerà nel vivo con il ponte di Sant'Ambrogio. Quali sono le aspettative degli albergatori?
Le previsioni e le sensazioni sono decisamente positive. C'è tantissima voglia di sciare. Alcune località come Madonna di Campiglio, se il meteo lo consentirà, potrebbero persino anticipare l'apertura di una o due settimane. In Trentino la garanzia della neve programmata c'è dappertutto, ma non dimentichiamo che anche produrla ha un costo importante in termini di energia elettrica, che gli impiantisti subiscono esattamente come noi. Sarà, credo, una stagione soddisfacente, anche se lo sguardo va inevitabilmente allo scenario macroeconomico e geopolitico. Il turismo solitamente prospera solo quando ci sono stabilità e pace. Le tensioni internazionali e i conflitti generano invece una diffusa preoccupazione che si riflette anche sui consumi.
