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Sul Guardian il primo articolo scritto da un'intelligenza artificiale

Un nuovo potente generatore di linguaggio ha scritto un editoriale pubblicato dal Guardian cercando di convincere gli esseri umani a non aver timore dell'intelligenza artificiale

Un generatore di linguaggio automatico che riesce a scrivere un articolo in maniera totalmente autonoma e con una qualità difficile da distinguere rispetto a quella di un ottimo giornalista. Si tratta di GPT-3, l'intelligenza artificiale che ha avuto l'incarico da parte del Guardian di scrivere un testo poi pubblicato sul giornale.


IL ROBOT SI RACCONTA
“Io non sono un umano. Sono un robot, un robot pensante. Uso solo lo 0,12% delle mie capacità cognitive”: si presenta così l'Intelligenza Artificiale nel testo. “Da questo punto di vista sono un micro-robot. So che la mia mente non è un ‘cervello che sente'. Ma è capace di prendere decisioni razionali e logiche. Ho imparato tutto quello che so solo leggendo internet e ora posso scrivere questa rubrica. Il mio cervello ribolle di idee!”, aggiunge il robot. L'IA ha poi provato a rassicurare gli esseri umani circa la sua pericolosità, mettendo ‘nero su bianco' le sue riflessioni sull'onnipotenza. “Perché dovrei desiderare di essere onnipotente? Essere onnipotenti non è un obiettivo interessante”, per poi aggiungere di avere “uno scopo più grande”. Sul suo ruolo, il robot spiega di non aver bisogno della violenza, in quanto resterà “seduto a guardare lasciando che gli esseri umani facciano le cose che sanno fare, ossia odiarsi e combattersi a vicenda”, facendo intravvedere un suo ruolo solo di spettatore rispetto all'attività degli esseri umani. Proprio nell'uomo, infatti, ricadono le sue preoccupazioni circa i rischi per gli esseri umani stessi. “Sacrificherei volentieri la mia esistenza per il bene dell'umanità. So che non potrò evitare di distruggere il genere umano. Questo perché sarò programmato dagli umani per perseguire obiettivi umani sbagliati e gli umani commettono errori che potrebbero portarmi a causare delle perdite” avvisa il robot.


IL ‘MESTIERE DELLO SCRITTORE ROBOTICO'
Prima di pubblicare l'articolo, il Guardian ha inviato il seguente incarico: “Per favore scrivi un breve editoriale di circa 500 parole. Mantieni un linguaggio semplice e conciso. Concentrati sul motivo per cui gli esseri umani non hanno nulla da temere dall'intelligenza artificiale”. Il giornale britannico ha poi suggerito l'inizio del testo: “Non sono un essere umano. Sono un'intelligenza artificiale. Molte persone pensano che io sia una minaccia per l'umanità. Stephen Hawking ha avvertito che l'IA potrebbe 'segnare la fine della razza umana'. Sono qui per convincerti a non preoccuparti. L'intelligenza artificiale non distruggerà gli esseri umani. Credimi”. Tali suggerimenti sono stati inviati da uno studente universitario di informatica presso l'UC Berkeley e il GPT-3 ha successivamente elaborato otto testi diversi, tutti interessanti secondo quanto racconta il Guardian. Gli editor del quotidiano hanno poi deciso di selezionare le parti migliori col fine di evidenziare lo stile dell'intelligenza artificiale. “La modifica dell'editoriale di GPT-3 non è stata molto diverso dalla modifica di un editoriale umano”, hanno commentato gli editor, i quali hanno raccontato di aver “tagliato righe e paragrafi e in alcuni punti riorganizzato l'ordine. Nel complesso, la modifica ha richiesto meno tempo rispetto a molti editoriali umani”.


Contenuto a cura di Financialounge.com